La tavola Ouija

La tavola Ouija

“Non si trovi in mezzo a te chi fa passare per il fuoco il suo figlio o la sua figlia, né chi esercita la divinazione o il sortilegio o il presagio o la magia, né chi faccia incantesimi, né chi consulti i negromanti o gli indovini, né chi interroghi i morti, perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore” (Dt 18,10-12)

Di cosa si tratta?

[1] La tavola Ouija (spesso pronunciata wee-gee o chiamata scatola weegee in inglese) è una superficie piatta sulla quale sono disegnate tutte le lettere dell’alfabeto, i numeri dallo 0 al 9, spesso un “sì” ed un “no” ed altri simboli, il cui utilizzo è abbinato ad una lancetta mobile chiamata “planchette”. Lo scopo di tale tavola è porre delle domande alle anime dei defunti o a un demone, che attraverso un medium, farebbero sì che la lancetta si muova sulla tavola Ouija e componga, utilizzando le lettere, la risposta.
La “tavola wikka” opera in modo simile con l’uso di un bicchiere all’interno di una tavola contenente lettere e numeri.

[2] Le moderne generazioni hanno imparato a conoscere la tavola Ouija o più semplicemente un foglio di carta che presenta scritte, lettere dell’alfabeto, unitamente ad un simbolo “si” e ad un simbolo “no”, più che altro per gioco, per passa parola o tramite video pubblicati su internet; questa visione goliardica e sperimentale dello strumento Ouija e della planchette, spesso sostituita anche da una monetina, sta creando non pochi danni nella psiche dei giovanissimi. Nei miei studi demonologici e nelle mie ricerche, mi sono imbattuto in maniera sempre più frequente in situazioni realmente sconcertanti e preoccupanti, specialmente parlando con giovani che hanno fatto uso di tale strumento per evocare spiriti di defunti. Non tutti sanno che il famoso film “L’esorcista” si basa su una storia realmente accaduta ad un ragazzo e non ad una ragazza, così come riportato in pellicola. In verità, la vicenda che ha ispirato il regista del film, è tratta dal testo di William Blatty che, incuriosito da una serie di articoli pubblicati sul “The Washington post”, decise di romanzare l’esperienza di un giovane che, dopo aver ricevuto in dono da un’amica spiritista e medium una tavola Ouija, decise di utilizzarla per evocare lo spirito della sua amica che, nel contempo, era deceduta.

Nel 1949, difatti, la ragazza morì di sclerosi multipla ed il protagonista di questa triste vicenda, decise di interrogare lo spirito della sua amica ma, purtroppo, incappò in uno spirito immondo che lo possedette per lungo tempo.

Sulla vicenda, oltre ad interrogarsi numerosi religiosi, furono interpellati anche i più famosi esperti di occultismo dell’epoca e tutti concordarono che il ragazzo effettivamente era incappato in un demonio molto potente.

La tavola Ouija, snobbata dai medium e dagli spiritisti di professione perché ritenuta pratica poco ortodossa secondo i canoni dei “magisti” di inizio secolo, non ha origini recentissime, anzi, molti studiosi ritengono che delle primordiali forme di Ouija erano già presenti ai tempi di Confucio ed anche presso i medium “chi shengs”.

La storia ci insegna, con forte condanna della Bibbia, che l’uomo ha sempre tentato di comunicare con il divino o con l’aldilà, basti ricordare l’Oracolo di Delfi o la dattilomanzia presente nell’antica Grecia, che consisteva nello scrivere una serie di lettere su una tavola in cera e, con l’ausilio di un filo a cui veniva applicato un anello prezioso, gli spiritisti dell’epoca valutavano gli spostamenti dell’anello sulle lettere e componevano i messaggi, a dir loro, provenienti dall’aldilà o dalle divinità pagane. Successivamente anche la dattilomanzia fu modificata ed in molti cominciarono ad utilizzare il “pendolino”.

L’attuale configurazione di tavola Ouija va individuata all’incirca nella metà del 1800 in Francia, quando un medium – forse tal Planchette – costruì un tavolino ed utilizzò un triangolo con una penna al fine di interrogare lo spirito; il triangolo era solito scrivere i messaggi ricevuti. Ecco appunto che ancora oggi, con il termine planchette si è soliti indicare a volte solo il triangolo in legno, altre volte l’intera tavola Ouija. Molti ritengono Planchette un personaggio di pura fantasia ed altrettanti spiritisti si attribuiscono il ruolo di inventori di questo strumento diabolico.

L’uso della tavola Ouija non fu esente da grosse critiche e dispute nell’ambiente degli esoteristi e, se da un verso c’erano i “puristi” della materia che ritenevano l’oggetto un “mero giocattolo”, dall’altro in molti ne cominciavano a fare uso; addirittura, come riportato da Jerry Edward Cornelius, pare che lo stesso Aleister Crowley, famosissimo nell’ambiente, divenne utilizzatore della tavola e, con lui, anche Jane Wolfe, Therion ed altri.

Questi nomi possono non dire nulla ma, se ci si addentra nello studio della demonologia, non si può fare a meno di incontrare molto spesso questi signori dell’occultismo e maestri di esoterismo che, purtroppo, portarono al satanismo molte generazioni successive di spiritisti e negromanti.

Come funziona la tavola Ouija?

L’utilizzo di questo oggetto non solo è sconsigliato, ma tutti gli esorcisti ne vietano l’uso; l’aldilà, difatti, non è contattabile da nessun mortale e, salvo rarissimi casi in cui Dio permette che ciò accada (come per Natuzza Evolo), per il resto ogni forma di contatto con le anime dei defunti è, nella realtà, un inganno del demonio.

Partecipare ad ogni forma di seduta spiritica o di evocazione degli spiriti dei defunti è peccato gravissimo e, come sostiene don Raul Salvucci, apre le porte a Satana; anche per scopi di studio, difatti, è sempre preferibile evitare la diretta partecipazione e studiare la materia in maniera prettamente teorica.

Gli occultisti sostengono che per proteggersi dagli spiriti immondi e per riuscire a contattare effettivamente le anime dei defunti è opportuno preparare una sorta di pentacolo protettivo od un cerchio energetico di difesa, difatti essi fanno riferimento spesso alle entità astrali, con le quali sostengono di avere contatti di dialogo e di reciproca protezione …
Anche in questo caso la realtà dei fatti è ben diversa e, come ci insegna il Catechismo e la dottrina demonologica, non può esistere interrogazione ai defunti e, anche quando sembra di essere in contatto con l’anima richiesta, in realtà è il diavolo che opera e che, molto furbescamente, si cela dietro la figura dell’anima interrogata. Va considerato che il diavolo è un angelo decaduto e, pur essendo stato precipitato, continua a mantenere la sua realtà sovrannaturale di angelo che, impegnato nel male, utilizza i propri poteri e la accertata superiorità, al fine di corrompere le anime.

A seguito dell’interrogazioni dei defunti tramite l’utilizzo di tavola Ouija, il partecipante in forma attiva può trovarsi in situazioni molto spiacevoli:

– problemi e gravi disturbi del sonno, con incubi e visioni;
– vessazioni diaboliche, con forti problemi depressivi o ansiosi;
– ossessioni diaboliche, con presenza disordinata e costante di istinti violenti, autolesionisti e addirittura suicidi;
– infestazioni diaboliche non solo del luogo ove si è utilizzata la tavola, ma anche presso le diverse abitazioni dei partecipanti, con predominanza di rumori notturni inspiegabili, spostamento di oggetti, di mobili ed altro;
– in ultimo, anche se molto raramente, si può arrivare addirittura alla possessione diabolica reale.

Molti esorcisti sostengono di essersi relazionati con un numero infinitesimale di giovani che, purtroppo, sono incappati nella trappola diabolica della tavola Ouija e, seppur questo discorso può sembrare più di fantascienza e di superstizione, è bene precisare che rientriamo assolutamente nell’ambito del cattolicesimo e che, fenomeni come quelli su indicati, nella maggior parte dei casi si verificano. Agli increduli, per coscienza è bene ricordare: non provateci, potreste vivere davvero una brutta esperienza.

L’utilizzo della tavola Ouija, anche se può apparire un gioco, nella realtà rientra nell’ambito dello spiritismo, che è quella credenza e pratica con la quale si pretende di comunicare con le anime dei defunti per la mediazione di una certa persona particolarmente disposta ad un’attività del genere; è qualificata come magia nera ed è condannata dalla Bibbia. Spiritismo impropriamente detto è anche quello praticato da coloro che, esclusa ogni ipotesi di spiriti e anime, intendono osservare scientificamente alcuni fenomeni riguardanti la parapsicologia.

L’utilizzo della tavola Ouija può rientrare anche nella cosiddetta “divinazione” (dal latino divinare = presagire), che è l’arte, o pretesa, di predire il futuro o di conoscere cose occulte avvalendosi di mezzi non ordinati da Dio e che, potendo implicare l’intervento diabolico, non è fonte di verità né risolve positivamente i problemi della vita; l’immoralità e la ferma condanna della divinazione consiste nell’attribuire a sé o ad altri una prerogativa che spetta soltanto a Dio, e quindi in una presunzione che non può non offenderlo.

Il Signore vieta perentoriamente tutte le forme legate all’occultismo. Nessun israelita poteva praticare magia nera, offrire sacrifici agli dei; nessun ebreo poteva evocare gli spiriti, fare l’indovino, l’incantatore, il negromante o lo stregone. Sono centinaia le citazioni della Bibbia che affrontano l’argomento della divinazione, della negromanzia e dello spiritismo e non v’è passo della Scrittura che non condanni con fermezza queste pratiche sataniche.

Cosa fare se si è caduti nella trappola della tavola Ouija?

– non scoraggiarsi e non andare in panico, Dio sa aiutare i suoi figli, specialmente se sono stati commessi errori per ignoranza;

– recarsi a Messa, confessare questo grave peccato, vivere con contrizione e pentimento il sacramento della Confessione ed avvicinarsi con animo puro all’Eucaristia;

– qualora dovessero persistere problemi non spiegabili scientificamente, è consigliabile consultare un esorcista od un vescovo e diffidare assolutamente da maghi, santoni, pseudo guaritori, pseudo carismatici o similari.

Fonte: [1] Wikipedia.it – [2] Miliziadisanmichelearcangelo.org