Le sette e le pseudo-religioni

Le sette e le pseudo-religioni

“Lo Spirito dice apertamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede, dando retta a spiriti ingannatori e a dottrine diaboliche” (1Tm 4,1)

Un importante canale di condizionamento psicologico e diffusione di dottrine non canoniche è costituito dalle molte pseudo-religioni basate sui più svariati culti “alternativi” e dalle sette.
Sebbene alcuni importanti studiosi, tra cui il noto sociologo Massimo Introvigne, non amino classificare i movimenti minoritari col termine “setta”, nella concezione comune esso indica generalmente un raggruppamento di persone unite da un credo ideologico e/o religioso professato in modo radicale e intransigente e talvolta in contrapposizione esplicita alla comunità e all’ideologia dominante.

L’ampia varietà di sette consente all’uomo di trovare ciò che più lo soddisfa e lo realizza. Tra le molte alternative presenti nella società si trova tutto ciò che calza a pennello ed in grado di soddisfare i gusti personali e le aspirazioni. Si riscontra infatti un’ampia diffusione di dottrine e credi alternativi, fatti e sviluppati su misura per rispondere alle più svariate esigenze umane (cfr. 2Pt 2,1).

Se riflettiamo sulle dichiarazioni fatta in sede di esorcismo capiamo che a Satana importa poco a quale professione di fede appartieni, basta non essere cristiano ed adorare l’unico e vero Dio. Ogni deviazione, eresia o filosofia “alternativa” è ben accolta poiché conduce alla perdizione o comunque devia (in modo più o meno marcato) dall’unica via annunciata da Cristo (cfr. Gv 10,1; 14,6). Qualunque religione o setta che non riconosce Gesù come figlio di Dio è infatti per sua natura anticristica e, seppur implicitamente, contro Dio (cfr. 1Pt 4,1-6; 2Gv 1,7). L’infinita misericordia di Dio può comunque trovare infinite strade per offrire la salvezza e liberare chi ha abbracciato la fede di una setta o falsa religione rigettando l’unica rivelazione di Gesù.

Spesso l’entrata in una setta è graduale, comincia a svilupparsi un meccanismo di sostituzione che pone l’individuo nella condizione di modificare gradualmente le basi del credo canonico con elementi estranei che finiscono per diventare il fulcro della nuova dottrina. Il passaggio è spesso impercettibile ma inesorabile, fino a trovarsi immersi in una realtà che non ha nulla a che vedere con la sana dottrina. I lacci spirituali hanno ormai preso spazio nella mente e nello spirito della persona, la quale ben difficilmente potrà liberarsene se non con l’aiuto costante di qualcuno che preghi per lui e che cerchi di farlo ragionare sulle illusioni e sulle false concezioni acquisite. Si tratta di riacquisire la libertà persa, in una condizione in cui la dipendenza infusa dalla nuova dottrina ha spesso assunto un livello superiore alle forze della persona.

Oltre che come gruppo separato da un’aggregazione maggioritaria, la setta può essere vista anche come un gruppo di seguaci di una persona o di un particolare credo. Queste congregazioni autonome si dedicano generalmente alla pratica di culti esoterici o di tipo magico e si propongono come alternativa alle religioni ufficiali.
Spesso si caratterizzano per una spiccata chiusura verso l’esterno, per una serie di atteggiamenti coercitivi, che vengono messi in atto, e per lo scarso rispetto per i diritti delle persone che vi aderiscono o per i loro familiari.
Si identificano spesso come organizzazioni di carattere religioso che costruiscono la propria dottrina basandosi sugli insegnamenti di una o più religioni ufficiali, ma se ne separano e si oppongono a queste attraverso l’affermazione di nuovi principi, in base ai quali istituiscono una propria autorità e stabiliscono una condotta di vita, che si differenzia da quella del contesto sociale di riferimento. La diversità del credo religioso viene affermata con forza dal capo e dagli adepti e si esprime nella nuova disciplina interiore ed esteriore adottata, che riproduce il modello ideale verso cui si tende.

Le persone che entrano in una setta generalmente fanno una scelta volontaria, perché avvertono la necessità di fare riferimento a un modello religioso diverso da quello proposto dalla “religione ufficiale”. Gli adepti, infatti, si sottomettono a un rigoroso cammino di iniziazione che culmina in un vero e proprio atto di conversione. La conversione consiste nell’accettazione di principi, regole e credenze che pervadono tutti i gesti della vita quotidiana e può essere rappresentata dal cambiamento d’identità, da un abito particolare che viene indossato, oppure da un nuovo nome che viene assunto, anche solo all’interno della setta.
Un’altra tendenza è quella delle persone che pur entrando a far parte di una setta continuano a seguire la propria religione di appartenenza, come se la religione fosse una specie di kit personalizzabile in base alle esigenze ed ai piaceri della persona.

Si sta diffondendo un nuovo modo di vivere la spiritualità, secondo il quale è diventato indifferente quale religione si pratichi e in quale dio si creda, perché qualunque religione può condurne alla pienezza spirituale: è il fenomeno che viene comunemente identificato con il termine “relativismo” religioso.
Nascono così gruppi e congregazioni che si collocano in una zona di confine tra scienza e religione. Se da una parte, infatti, propongono un credo religioso, dall’altra promettono all’adepto particolari privilegi che dovrebbero risolvere problemi relativi al denaro, alla salute, al successo e facilitare il raggiungimento della felicità.
Le insicurezze e le paure dell’uomo vengono strumentalizzate dai movimenti pseudo-religiosi che, avvicinando nuovi adepti e idee vecchie quanto il mondo, ma trasformate “ad hoc” per l’occasione, promettono strade facili per raggiungere la tanto sospirata felicità. Così magia, rituali esoterici e quant’altro diventano mezzi previlegiati per alleviare le proprie sofferenze fisiche e psicologiche, per trovare lavoro, per essere ricambiati in amore e per credere in un dio costruito a tavolino.

Secondo recenti studi, nel nostro paese risultano presenti centinaia di gruppi settari, fra sincretismi, false chiese, messianici esoterici, occultisti e satanisti. Questa è la stima ufficiale, ma chissà quanti altri pseudo-movimenti religiosi si muovono nell’ombra e non rientrano in questo numero.

Per concludere questa breve introduzione al mondo delle sette, è opportuno segnalare ricorrenti casi di persone che hanno dovuto sottoporsi ad esorcismi in seguito a pellegrinaggi da famosi “santoni” (spesso indiani). Queste persone, che apparentemente “benedicono” in realtà agiscono mediante poteri demoniaci (cfr. Mt 7,15).
Teniamoci perciò alla larga dai falsi profeti travestiti da pecora che Satana fa sorgere in seno alle sette, poiché con i vari prodigi che egli concede a costoro (materializzazioni di oggetti, pseudo-guarigioni, inviti telepatici, ecc.), riesce a legare un sacco di anime ingenue che poi ne pagano duramente le conseguenze (cfr. Mt 24,24). Molti dei portavoce di queste sette e pseudo religioni sono veri e propri demoni incarnati avversari di Cristo.

Un’attenzione particolare va anche prestata alle aggregazioni in cui si svolgono pratiche apparentemente innocue come lo Yoga e la Meditazione Trascendentale. Queste discipline sono da evitare poiché conducono ad un graduale ma inesorabile stato di contaminazione spirituale.
La meditazione orientale non ha niente a che vedere con la vera meditazione cristiana. Tali pratiche possono forse concedere uno stato di rilassamento e apparente ascesi al praticante ma solo per convincerlo dei presunti benefici. Esistono alcuni tipi di Yoga in cui si mescolano riti pagani, perversioni sessuali, magia nera, meditazioni davanti a teste recise, pasti con pezzi di cadaveri non consumati dalla cremazione ed altre abominevoli cose.
Neppure il cosiddetto “Yoga cristiano” esonera da questo rischio poiché gli elementi di fusione costituiscono comunque un concreto pericolo di infiltrazione spiritica e deviazione dottrinale.