Le sedute spiritiche e il Channeling

Le sedute spiritiche e il Channeling

“Non vi rivolgete ai negromanti né agli indovini; non li consultate, per non rendervi impuri per mezzo loro. Io sono il Signore, vostro Dio” (Lv 19,31)

Dopo il 1848, in seguito ai fenomeni paranormali prodotti dalle sorelle Fox, si diffuse in larga scala una nuova pratica di massa chiamata spiritismo. Il termine “spiritismo” fu utilizzato da Léon Denizard Rivail (sotto lo pseudonimo Allan Kardec) nella sua introduzione de “Il libro degli spiriti” (considerato il testo base dello spiritismo), pubblicato il 18 aprile 1857, nel quale egli riportò i risultati di due anni delle sue investigazioni sui cosiddetti fenomeni paranormali e di interviste nelle quali Kardec e il suo gruppo dialogavano con gli spiriti, attraverso svariati medium francesi.
Kardec completò i cinque principali testi chiave dello spiritismo con le opere “Il libro dei medium” (1861), “Il Vangelo secondo gli spiriti”, “Il cielo e l’Inferno” (La Giustizia Divina secondo gli spiriti) e “La Genesi” (Miracoli e premonizioni secondo gli spiriti). In tutti questi libri la dottrina cristiana viene manipolata e continuamente contraddetta.
Dopo la pubblicazione di questi testi sorsero migliaia di centri spiritici in molti paesi del mondo, e in particolare in Brasile, dove lo spiritismo si integrò facilmente con la cultura e la tradizione locali e dove tuttora gode di un ampissimo consenso e diffusione tanto che è possibile trovare libri, periodici e riviste sullo spiritismo praticamente in ogni edicola e libreria locale.
La opera di Kardec fu successivamente proseguita da Leon Denis, Sir Arthur Conan Doyle, Ernesto Bozzano, Chico Xavier, Divaldo Pereira Franco, Raul Teixeira e altri. In particolare gli scritti di Xavier sono considerati dai seguaci dello spiritismo brasiliano e mondiale come fondamentali per integrare la dottrina spiritista, soprattutto nei suoi aspetti pratici.
Esistono numerose pratiche e pseudo-religioni africane e sud-americane che ricalcano aspetti tipici dello spiritismo, sebbene non sempre collegabili o originate in seno allo stesso. Ricordiamo il Candomblé, l’Umbanda, la Quimbanda, il Santo Daime e la Santeria.
Lo spiritismo conta oggi decine di milioni di seguaci in molti paesi del mondo, inclusa Francia, Spagna, Stati Uniti, Giappone, Germania, Inghilterra, Argentina, Portogallo e, come già detto, in Brasile, dove ha una diffusione maggiore che in ogni altro stato.
Uno dei maggiori pericoli dello spiritismo è rappresentato dalla mescolanza di concetti veri a menzogne artificiosamente mescolate per indurre in errore. Infatti non di rado i testi base dello spiritismo parlano di fratellanza, solidarietà e umiltà, affiancandoli a concetti totalmente estranei al cristianesimo quali la reincarnazione e il non riconoscimento di Gesù Cristo come vero uomo e vero Dio. Viene spesso negata l’esistenza di angeli e demoni e dello stesso Inferno.
Il contatto con le anime delle persone defunte viene considerato dagli spiritisti come una importante opportunità di crescita spirituale e di purificazione. Vengono inoltre recepiti positivamente gli insegnamenti “alternativi” relativi all’aldilà.

E’ importante capire che Dio ama tutte le creature, quelle vive e quelle defunte. Se il dialogo con i defunti fosse utile e benefico, Dio sarebbe il primo a favorirlo. Se lo proibisce così duramente è perché riconosce che è un male, un mezzo per distogliere da Dio, per allontanare dalla verità, per nuocere alla fede.
Se ci fermiamo a riflettere, che reazione avremmo sapendo che un nostro caro defunto è finito all’Inferno e lì rimarrà in eterno? Certamente, se la nostra fede non fosse matura, ci ribelleremmo in modo ostile a Dio poiché non accetteremmo il fatto di aver perso per sempre qualcuno. I nostri legami umani impediscono di considerare l’evento in modo oggettivo, dimenticando che ciascuno di noi è libero di rifiutare la vita eterna offerta da Cristo e che i giudizi di Dio sono sempre infallibili, veritieri e giusti.
In molti passi la Bibbia condanna ogni forma di evocazione dei morti e afferma senza mezzi termini che “chi interroga i morti è in abominio a Dio” (cfr. Dt 18,12; Lv 19,31; 20,6; 20,27, Is 8,19-20; 1Cor 10-13 ecc.). Altrettanto numerose sono i documenti della Chiesa per mettere i fedeli in guardia da tale pericolo.

E’ tuttavia frequente il caso di persone che, di comune accordo, si incontrano per evocare i morti, per ricevere delle risposte, per sapere se stanno bene, oppure semplicemente per parlare con loro. Il fenomeno è diventato talmente dilagante che non è raro il caso di sedute spiritiche fatte addirittura a scuola o a casa degli amici per semplice divertimento. Partecipare (o anche semplicemente assistere) a queste sedute di evocazione spiritica, può recare danni spirituali molto gravi ed aprire varchi spirituali che necessitano di essere richiusi velocemente.
Il termine evocazione indica qualunque modo utilizzato per cercare di instaurare una comunicazione sensibile con gli spiriti o le anime dei defunti. Completamente diverso è il caso dell’invocazione che indica invece la preghiera, la domanda, la supplica che si rivolge a Dio, alla Madonna, ai Santi o ai defunti affinché intercedano presso Dio in nostro favore. Nonostante l’assonanza delle due parole, il loro significato è completamente diverso.

Generalmente dirige il tutto un esperto (medium) che, lasciandosi guidare da qualche entità spirituale (comunemente definita “spirito guida”), istruisce i presenti e fornisce delle risposte in merito alle domande formulate.
Il medium cade in uno stato di coscienza alterato che in ambito occultista prende il nome di “trance medianica”, in cui lo spirito evocato si sostituisce alla personalità del medium e molto frequentemente si verificano alterazioni del timbro della voce, strane preghiere o formule, emissione di espressioni in lingue sconosciute ed altre cose che il medium generalmente non ricorda al termine di questa invasione.

Gli spiritisti parlano di “corpo astrale” che chiamano anche “perispirito”, il quale sarebbe una copia del corpo fisico costituito da materia molto più sottile descritto come una specie di fluido vitale che chiamano “ectoplasma”, il quale, a sua volta, sarebbe una manifestazione del “fluido universale” chiamato anche “grande energia cosmica”. Secondo gli spiritisti, dopo la morte l’anima si distacca dal corpo per tornare nel corpo astrale.
Il medium sarebbe una persona particolarmente sensibile in grado di agire sul proprio corpo astrale per portare il suo fluido, la sua energia, allo spirito evocato, così che quest’ultimo possa agire tramite di lui. Il medium sarebbe perciò un agente intermediario in cui si verifica una vera e propria incorporazione dello spirito evocato, il quale si sostituisce al medium stesso.

Tra le più note tecniche utilizzate dagli spiritisti troviamo:

– La tecnica dei colpi battuti (linguaggio dei colpi, tiptologia), che rappresenta una sorta di linguaggio in cui lo spirito comunica mediante particolari sequenze di colpi che determinano la formazione di parole e frasi di senso compiuto. Essendo una metodologia alquanto complessa e lenta è stata quasi del tutto abbandonata dagli spiritisti.
– Il tavolino girevole, attorno al quale si dispongono il medium ed i partecipanti toccandoci le mani e creando una sorta di catena. Sovente il tavolo inizia a girare, agitarsi, dondolare, levitare, e tramite una gamba batte dei colpi al suolo usando un tipo di comunicazione simile a quella dei colpi battuti. Altre volte il tavolino rimane fermo e lo spirito evocato si manifesta tramite il medium o qualcuno dei presenti che ne subisce l’invasione o la possessione.
– Il pendolino (radiestesia), in cui lo spirito evocato comunica tramite un pendolino o un oggetto simile appeso ad un filo. Le risposte avvengono tramite l’oscillazione del pendolino in una direzione oppure tramite la rotazione in senso orario o antiorario.
– La scrittura medianica (scrittura automatica), viene fatta sia in gruppo (indiretta) che da soli (diretta). Nel secondo caso il medium avverte al braccio una sorta di scossa e la mano comincia a scrivere da sola, indipendentemente dalla volontà, parole e frasi che il medium non conosce e con una calligrafia non sua. Esistono alcune varianti di questa tecnica che sono la “pittura medianica” e la “musica medianica”. In entrambi i casi le capacità espressive sono avulse dal reale contesto cognitivo della persona.
– La pneumatografia, in cui viene chiesto al defunto di scrivere il suo messaggio in un foglio di carta collocato sopra la sua tomba o una sua fotografia.
– La pneumatofania, cioè la presunta comunicazione verbale dei defunti evocati, per mezzo di suoni o parole che si manifestano nell’ambiente circostante.
– Il cartellone alfabetico (Ouija), molto utilizzato oggigiorno e venduto come gioco, consiste in un cartellone in cui sono segnate le lettere dell’alfabeto ed i numeri da 0 a 9 e sul quale viene posto un bicchiere, un piattino o una moneta. Alle domande dei partecipanti, le dita poggiate sul bicchiere vengono dirette verso le lettere e i numeri per formare parole e frasi.
– Gli strumenti elettronici, tra cui troviamo il registratore, il telefono, la radio, il televisore, il computer (metafonia). Nel caso del registratore viene premuto il tasto di registrazione in ambiente silenzioso per registrare la voce dello spirito evocato che fornisce delle risposte; nel caso del telefono viene fatta una domanda allo spirito e viene atteso che squilli, trovando poi all’altro capo qualche persona defunta; attraverso la radio, con l’ausilio di una “mediatrice” che indicherà la lunghezza d’onda su cui sintonizzarsi (chiamata “onda bianca”) viene udita qualche voce dell’aldilà; tramite il televisore vengono mostrate persone defunte (psicovisione); tramite il computer lo spirito fornisce delle risposte scritte sul monitor o tramite la stampante.

Durante o in seguito alle pratiche di negromanzia potranno verificarsi nell’ambiente fenomeni persistenti quali: colpi sui tavoli, sul muro, sui pavimenti, rumori di sparo, rumori di tamburo, sibili metallici, passi, fruscii, ventate improvvise, rimbombi, scoppi di tuono, oscillazioni e sollevamento degli oggetti, forti vibrazioni, scritture sui muri o sugli specchi, suoni di strumenti musicali, voci in varie lingue, lampi e bagliori di vario tipo, comparsa di oggetti vari anche viventi (fiori, frutta, animali). Tutto ciò come conseguenza dell’evocazione che adduce una persistenza degli spiriti maligni in quel determinato luogo.
Le persone coinvolte nella seduta spiritica o residenti nel luogo possono invece subire gravi stati di alterazione psichica: trance medianiche di vario livello, conoscenza dei contenuti mentali di un’altra persona (telepatia), conoscenza di eventi al di fuori della portata dei cinque sensi (chiaroveggenza), presunta conoscenza di eventi futuri (premonizione), conoscenza di avvenimenti passati (retrocognizione), conoscenza di alcuni aspetti della vita di una persona al contatto degli oggetti che gli sono appartenuti (psicometria).
Nel caso della telepatia è bene ricordare che nessuno spirito maligno (neppure Satana stesso) può entrare nella mente del vero cristiano armato di Cristo, in quanto solo Dio ne ha la reale facoltà. Il caso è diverso per coloro che volutamente aprono la propria mente ed il proprio spirito all’azione delle entità demoniache.

Le varie correnti spiritiche, sebbene non coerenti nel modo di concepire le loro dottrine, sono concordi nel credere che gli spiriti che evocano some anime in transito verso un nuovo ciclo di reincarnazione. Se lo spirito non risponde all’evocazione significa che si è già reincarnato o è occupato altrove. Non esisterebbero demoni ed angeli, ma solo anime più o meno evolute in base alle purificazioni che hanno raggiunto nelle loro vite passate.
Viene perciò annullata la figura dell’Inferno e del Purgatorio mentre viene assicurato a tutti il Paradiso; si tratta solo di una questione di cicli di rinascita per raggiungere il necessario stato di elevazione. Lo stesso Gesù perde quindi ogni importanza e valore in quanto, non essendoci bisogno di alcuna redenzione divina, viene vanificato anche il sacrificio della croce. Gli spiriti possono quindi salvarsi da soli con una progressiva purificazione per reincarnarsi in stadi di vita superiore come pure in altri pianeti sotto forma di extraterresti. Si noti che il filo conduttore è lo stesso della New Age e di molte altre dottrine esoteriche.
Il contatto con gli spiriti viene visto come un modo per imparare da loro ad avanzare nella via della conoscenza. E’ infatti il presunto contatto con gli spiriti di categoria superiore che fa dimenticare agli spiritisti i comportamenti violenti e malvagi di altri spiriti che vengono considerati inferiori ed appartenenti ad un livello di perfezione più basso. Ciò giustificherebbe anche le ripetute contraddizioni che si verificano nel corso delle loro manifestazioni.
In base alle loro credenze i demoni non esistono, ed ogni contatto avviene solo con spiriti neutri che hanno la caratteristica di essere più o meno illuminati. Lo stesso Gesù, la Madonna e i Santi vengono considerati spiriti superiori ma non viene assolutamente riconosciuto loro il ruolo e la figura che invece attribuisce loro la cristianità. Lo stesso Dio è concepito come un impersonale “tutto cosmico” di cui loro stessi ne costituiscono una parte.

Il Channeling

Una forma contemporanea di spiritismo di derivazione New Age è il Channeling, che letteralmente significa “incanalamento” cioè collegarsi, entrare in contatto con realtà superiori e con la “coscienza universale” (chiamato anche “essere unico”, “grande tutto”, “grande sè”, “essere universale”) di cui noi dovremmo essere dei frammenti. Secondo questa corrente oltre che con l’aldilà, è possibile entrare in contatto con gnomi, folletti, elfi, fate, che sarebbero tutti spiriti della natura oppure con spiriti di piante o alberi secolari o con il grande spirito della terra (dea pagana “Gaya”), o ancora con gli spiriti del fuoco o dell’acqua. I cultori del Channeling sostengono di potersi mettere in contatto anche con Dio, Gesù, la Madonna, i Santi (che rappresentano per loro solo entità illuminate) fino ad arrivare agli spiriti superiori extraterrestri che abitano su altri pianeti.
Il Channeling sarebbe quindi un processo di incanalamento verso entità che si trovano ad un livello di realtà diverso da quello naturale, in un’altra dimensione. A differenza dello spiritismo classico, viene considerato tutto come manifestazione e sviluppo della potenza mentale dell’uomo compresi tutti gli avvenimenti storici e religiosi. Ogni singolo episodio sarebbe solo un fenomeno di Channeling. Ciascuno di noi è considerato un canalizzatore, una sorta di stazione ricevente dei messaggi provenienti da Gesù, dagli angeli, dai defunti, dagli spiriti della natura, dagli extraterrestri, ecc. Secondo loro, la medianità arriverà a sostituire la religione ed il monopolio che la Chiesa ha avuto nei secoli.

Secondo i sostenitori del Channeling, altre differenza rispetto allo spiritismo classico sarebbero:

– quasi totale assenza di manifestazioni e fenomeni medianici (colpi “rash”, movimenti del tavolo, materializzazioni, ecc.);
– le entità che si esprimo tramite il medium non sono esclusivamente le anime dei defunti;
– dopo la morte l’identità personale si dissolve in un oceano panteistico;
– le voci degli spiriti sono spiegate in termini parascientifici o fantascientifici come ad esempio il “sè superiore” o l’inconscio.

Al di là delle teorie, la differenza sostanziale tra lo spiritismo classico, che cerca di entrare in contatto con gli spiriti affinché essi si manifestino ed il Channeling, consiste nel fatto che in quest’ultimo viene evocato uno spirito affinché si impossessi del proprio corpo e della propria mente e comunichi tramite di essi. Lo spirito prenderà dimora stabile nella persona che lo ha evocato e lo manipolerà in modo molto profondo e duraturo.
Il problema principale legato al Channeling è costituito dal fatto che esiste una tendenza ad insegnare alla gente come lasciarsi “canalizzare”. Si tratta quindi delle molte persone a cui vengono insegnate le tecniche per “aprirsi” al loro “sé superiore”, o al proprio “spirito guida”, o ai “maestri ascesi”, oppure ai “saggi”, ai “consiglieri psichici”, all'”amico”, al “caro familiare defunto”, al “guaritore interiore”, all”amico extraterrestre”, all'”archetipo”, all”angelo”, alla “sfera di luce immateriale”, alla “scintilla di Intelligenza Universale” e così via. Sono molti infatti che sostengono di compiere attività di vario tipo (come ad esempio scrivere un libro o dipingere un quadro), mettendo in atto ciò che consiglia e detta il proprio spirito guida. In ogni caso i frutti non possono essere che radicalmente anticristiani e deleteri.

Anche nei più disperati casi di lutto famigliare, nessuna pratica spiritica è da considerarsi lecita. E’ sempre molto pericoloso esporsi a contatti con gli spiriti dell’aldilà anche se la voce risultasse identica a quella del defunto o se lo spirito si identificasse come “spirito buono”.
Sappiamo infatti che il Demonio è esperto nel mascherarsi in angelo di luce (cfr. 2Cor 11,14), come nei casi in cui i messaggi sembrino oggettivamente buoni e veritieri. Mescolare ad arte verità e menzogne è infatti la specialità del dragone infernale.
Fra i tanti casi di inganno possiamo citare quello di una signora che era entrata in contatto con uno spirito, che riteneva benevolo perché gli insegnava a pregare ed altre cose buone. Ciò è durato fino a quando lo spirito si era profondamente radicato nella persona e cominciò a manifestarsi per quello che in realtà era. Questa persona ha dovuto in seguito subire tormenti di varia natura da parte dell’entità che la continuava a perseguitare.
Chi cerca contatti con i morti, affinché questi si manifestino, instaura una pericolosa dipendenza. Questo tipo di dipendenza può essere distruttiva; infatti quasi sempre l’evocazione degli spiriti provoca ossessioni, voci, rumori, sensazioni corporali, impulsi al suicidio, disgrazie e persino psicosi dissociative. Lo sviluppo delle facoltà medianiche e le pratiche spiritiche di solito tendono a pregiudicare la salute mentale. A cadere vittime di questi squilibri non sono solo i medium, ma tutti coloro che partecipano, o anche solo assistono a sedute spiritiche. Chi entra in contatto con i “morti” finisce sempre per indebolire le proprie difese, il proprio controllo, cadendo molto spesso nella dissociazione della personalità e finendo spesso nel delirio. Molti recenti fatti di cronaca con delitti efferati senza apparente movente, sono stati compiuti da individui che avevano praticato lo spiritismo.
Diffidate da ogni persona che dice di poter parlare con gli spiriti o di poter mettere in contatto con i defunti; costoro sono strumenti diabolici che portano inesorabilmente alla rovina spirituale, psichica, fisica e materiale delle persone che vi ricorrono (anche in qualità di semplici spettatori). Il Diavolo non scherza in nessuna occasione, anche se astutamente vuol fare credere il contrario.
Attenzione, perché esistono varie sette diffuse in Italia (Movimento della Speranza, Cenacolo Universale Spirituale, Cerchio Firenze 77, ecc.) che praticano deliberatamente spiritismo ed evocazione dei morti anche se talvolta si mascherano con l’apparenza onesta e pia di comunione con la Chiesa.

E’ bene tenere a mente che sono leciti solo i casi in cui, per permissione divina, il defunto purgante (e non dannato) si presenta spontaneamente in sogno o visione per confortare il vivente o per richiedere particolari preghiere di suffragio, senza chiedere altro né dialogare. In tutti questi casi non è la persona che richiama il morto, ma Dio che liberamente permette allo stesso di manifestarsi in qualche modo. Oltre che nel Vangelo (cfr. Lc 9,28-31; Mt 27,51-53), troviamo casi di questo tipo nella vita di molti Santi.

E’ utile anche ricordare cosa la rivelazione biblica, i Santi e i Concilii Vaticani ci dicono riguardo ai defunti. Anzitutto le loro anime vanno subito o in Paradiso, o in Purgatorio, o all’Inferno. La Bibbia stessa afferma che “abbiamo solo questa vita come periodo di prova; non c’è appello”. Il Vangelo ha espressioni che non lasciano dubbi. La storiella della reincarnazione, in cui credono le grandi religioni orientali ed in cui credono molti italiani, è inammissibile e in netta contraddizione con la fede nella risurrezione della carne (meritata dalla risurrezione di Cristo), che è alla base del cristianesimo.
Riguardo all’anima dei defunti la fede ci dice inoltre che le anime del Paradiso possono ricevere le nostre preghiere ed intercedere per noi mentre le anime del Purgatorio possono ricevere i nostri suffragi ed ottenerci grazie; il tutto avviene non direttamente, ma attraverso Dio.
Le preghiere per le anime dell’Inferno sono totalmente inutili poiché il loro stato è definitivo in eterno; tuttavia Dio saprà utilizzare la nostra preghiera affinché non resti vana, per casi di altrui necessità forse a noi sconosciuti finché saremo in questa vita.