Rivelazioni private e discernimento

Rivelazioni private e discernimento

“Carissimi, non prestate fede ad ogni spirito, ma mettete alla prova gli spiriti, per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono venuti nel mondo” (1Gv 4,1)

La Teologia cattolica ha fatto sempre una netta distinzione fra la rivelazione pubblica e la rivelazione privata.

La Rivelazione Pubblica è quella che è indirizzata a tutta l’umanità, come oggetto della fede universale ed è contenuta per intero nella Sacra Scrittura (La Bibbia) e nella Tradizione.
Le Rivelazioni Private invece sono quelle che sono indirizzate ad una sola persona o ad un certo numero di persone (non già, come la Rivelazione pubblica, a tutta l’umanità) senza essere necessariamente oggetto della fede universale. Possono avvenire mediante apparizioni, locuzioni ecc. (interessanti i sensi esterni) oppure mediante visioni, rivelazioni ecc. (interessanti i sensi interni).
Secondo la Teologia cattolica, queste rivelazioni private sono: possibili, reali, relativamente rare, necessariamente subordinate alla rivelazione pubblica, estranee al Deposito della Rivelazione, utili.

– POSSIBILI: la Chiesa, sottomettendole al suo giudizio e non scartandole “a priori” le ritiene perciò possibili. Alcune, anzi, le ha permesse e lodate. E’ ovvio infatti che Dio, per il fatto di aver dato all’umanità una Rivelazione pubblica, non abbia affatto rinunziato alla libertà di aggiungere alcune rivelazioni private, particolari, meno estese e, a volte, del tutto individuali.
– REALI: per lo meno in certi casi, per il semplice fatto che la Chiesa stessa permette che alcune di tali rivelazioni circolino tra i fedeli, e qualcuna (per es. quelle del S. Cuore a S. Margherita Alacoque) sia stata persino fondamento di un culto liturgico e perciò ufficiale.
– RELATIVAMENTE RARE: si tratta infatti d’interventi soprannaturali straordinari, e perciò fuori dell’ordinario, rari. Per questo la Chiesa, dinanzi alle asserite rivelazioni, ha usato sempre molto riserbo ed ha proceduto sempre con grande cautela e con estrema circospezione.
– NECESSARIAMENTE SUBORDINATE ALLA RIVELAZIONE PUBBLICA: debbono infatti essere giudicate alla luce della Rivelazione pubblica: se sono ad essa conformi, possono essere vere; se, al contrario, sono ad essa difformi, debbono ritenersi false; se sono poi ad essa dubbiamente conformi, debbono ritenersi dubbie (ossia, né necessariamente false, né necessariamente vere). ciò che è incerto e discutibile (quale è la rivelazione privata) va giudicato alla luce di ciò che è certo e indiscutibile (quale è la Rivelazione pubblica). Non è la Rivelazione pubblica che dipende dalle rivelazioni private, ma sono le rivelazioni private che dipendono dalla Rivelazione pubblica.
– ESTRANEE AL DEPOSITO DELLA RIVELAZIONE PUBBLICA: alla quale nulla di sostanzialmente nuovo possono aggiungere. Anche nel caso in cui le rivelazioni private sono bene accertate, la Chiesa non le impone alla credenza dei fedeli (come fa invece con la Rivelazione pubblica), per cui la Chiesa non ha mai giudicato come “eretici” coloro che si rifiutano di ammetterle; ciò pero non toglie che costoro possano essere, talvolta, imprudenti e temerari nel rifiutarle. Le rivelazioni private, nell’ipotesi che siano realmente di origine divina, obbligano soltanto coloro che ne sono da Dio favoriti, nonché tutti coloro per i quali la loro realtà storica e teologica è certa. Si tratta però di prestar loro una fede puramente “umana” (non già “cattolica”).
– UTILI: quantunque nulla aggiungano o possano aggiungere di sostanzialmente nuovo alla Rivelazione “pubblica” (già completa in Cristo), non per questo debbono ritenersi inutili. Esse infatti sono molto utili alle anime di coloro ai quali esse vengono comunicate. In più modi, ossia: nutrendo e sviluppando la fede e la pietà della Chiesa; fornendo una più chiara intelligenza delle verità e dei documenti della Rivelazione pubblica. Con le rivelazioni private, Dio ci aiuta a trarre maggiore profitto dalla Rivelazione pubblica.

I criteri per accertare l’autenticità di una rivelazione privata e per scorgere l’elemento umano che vi si può infiltrare, sono tre e riguardanti: la persona che riceve la rivelazione; la materia alla quale essa si riferisce; gli effetti che essa produce.

La persona favorita da rivelazioni deve essere considerata nelle sue qualità sia naturali sia soprannaturali.
Qualità naturali, ossia temperamento (se equilibrato oppure psiconevrotico, isterico); qualità intellettuali (se persona di buon senso oppure fantastica, esaltata); qualità morali (se persona completamente sincera oppure incline ad esagerare, ad inventare).
Qualità soprannaturali, ossia: se dotata di virtù soda, se obbediente e, in modo tutto particolare, se ha sincera e profonda umiltà (oppure cerca di mettersi in mostra). Tutti questi elementi (qualità naturali e soprannaturali della persona) qualora risultassero positivi, non provano, certo, la realtà della rivelazione; sono pero di valido aiuto a giudicare il valore delle asserzioni della persona che si dice favorita da rivelazioni. Se invece i suddetti elementi risultassero negativi, la realtà della rivelazione non sarebbe attendibile.
Altro criterio per accertare la realtà di una rivelazione è la materia alla quale si riferiscono le rivelazioni. Ogni rivelazione che è realmente (non solo apparentemente) contraria alla fede, ai buoni costumi o alla decenza, va inesorabilmente rigettata, poiché Dio non può contraddirsi, insegnando cose contrarie a ciò che insegna la Chiesa, custode ufficiale del Deposito della Fede. Altrettanto si dica delle cose che si oppongono all’unanime insegnamento dei Padri e dei Teologi (non già se si tratta di opinioni controverse). Anche le richieste di cose impossibili ad eseguire non possono ammettersi come provenienti da Dio. Se, al contrario, le cose contenute nella rivelazione privata non solo sono ortodosse, ma sono anche superiori alle capacità naturali dello scrittore, si ha un criterio positivo per la sua preternaturalità.
Un terzo criterio per accertare la realtà di una rivelazione è costituito dagli effetti prodotti dalla rivelazione. Dai frutti, infatti, si conosce l’albero. Le rivelazioni reali, vere, producono serenità e pace; le false producono paura, angoscia, turbamento, tristezza, scoraggiamento ecc., frutti dell’arte diabolica. Le rivelazione vere rassodano l’anima nella virtù, particolarmente nell’umiltà; le false invece producono orgoglio (cfr. S. Teresa di Gesù, Il Castello interiore).
È tuttavia necessario tener presente che una rivelazione può essere reale, ossia, vera nella sua sostanza e falsa nei suoi accessori. Ciò è dovuto, principalmente, alla mescolanza dell’attività umana, naturale della veggente (senza che se ne accorga) con l’azione divina, soprannaturale di Dio; e si verifica, in modo particolare, nelle rivelazioni scritte da persone dotate di fantasia straordinariamente vivace. A causa di una tale infiltrazione, nelle rivelazioni private vengono, a volte, a trovarsi errori di scienze fisiche, di scienze storiche, idee, pregiudizi o sistemi teologici ecc. Vengono così date come divinamente rivelate cose che sono parto dell’immaginazione. Dio infatti non è tenuto a correggere i pregiudizi e gli errori scientifici che possono trovarsi nella mente dei veggenti, poiché ha di mira il loro bene spirituale, non già la loro formazione intellettuale.

Fonte: “La Madonna negli scritti di Maria Valtorta”, P. G. M. Roschini O.S.M., Isola del Liri