La pranoterapia

La pranoterapia

“Questi tali sono falsi apostoli, lavoratori fraudolenti, che si mascherano da apostoli di Cristo. Ciò non fa meraviglia, perché anche Satana si maschera da angelo di luce” (2Cor 11,13-14)

Come ci ricorda la Parola di Dio, ogni dono particolare va usato e sviluppato solo se siamo in presenza di qualcosa di oggettivamente buono ma soprattuto se viene accertato come proveniente da Dio (cfr. 1Ts 5,21).
Non sempre il discernimento è semplice e spesso si sente parlare di persone dotate di capacità particolari quali la guarigione da malattie fisiche e non solo. Fin da ora è bene chiarire che la regola migliore è di non farsi imporre le mani addosso da nessuno o lasciare loro recitare strane preghiere se non si è più che certi a che categoria essi appartengono; Satana è infatti esperto nel mascherarsi in angelo di luce (cfr. 2Cor 11,13-15).

Sono sorti in Italia presunti centri “specializzati” che promettono di guarire tramite non ben definite pratiche alternative. Si fanno chiamare “Centri di pranoterapia” e sono arredati con lettini, mobilia ed oggetti vari proprio come in uno studio di medicina convenzionale.
Alcuni di questi presunti guaritori operano anche direttamente a casa, e la fila delle persone in attesa di essere accolte è spesso ben superiore a quella che possiamo trovare dal medico o da qualunque altro specialista accreditato. Non di rado costoro espongono in bella vista un crocifisso, immagini sacre o le foto del Papa per tranquillizzare ed infondere un certo senso di fiducia. Frequente è anche la musica, che viene diffusa durante l’attesa o la “terapia”, per rilassare il cliente e farlo sentire più a suo agio.
Questi operatori dichiarano di possedere particolari capacità e poteri di guarigione e dopo aver pregato sulla persona appaiono talvolta stanchi e sostengono di avere accumulato su di loro la negatività del paziente. A tal proposito è bene ricordare che ciò non accade mai con l’autentico dono di Dio che casomai rinforza e rigenera il corpo e lo spirito, e mai l’abbatte.

Durante le loro pratiche il malcapitato paziente può effettivamente sperimentare sensazioni di calore o vento e ciò può a volte confondere ulteriormente e far credere che il pranoterapeuta disponga di reali e genuini poteri di guarigione. Molti di loro sostengono inoltre di poter operare a distanza tramite il telefono, inviando le necessaria “energia divina” al paziente. La questione della “irradiazione energetica” e della “purificazione astrale” sono infatti cavalli di battaglia ricorrenti per la liberazione dalle negatività presenti sulla persona.
Dopo una prima analisi del paziente, ricorrendo alla formulazione di svariate domande, il pranoterapeuta effettua la diagnosi e la necessaria terapia per risolvere il problema che generalmente consiste in alcune sedute presso di lui. Viene pattuita una cifra per le sedute iniziali (di solito piuttosto alta), quindi una cifra inferiore per le cosiddette “sedute di mantenimento”.
A volte, appena instaurato un rapporto di sufficiente confidenza con il paziente, viene suggerito di intraprendere la loro strada frequentando appositi corsi per diventare pranoterapeuti, promettendo al contempo notevoli ritorni economici, realizzazione personale e aiuto al prossimo.

In realtà quelli che loro chiamano “poteri” sono spesso ereditati da parenti che li hanno a loro volta iniziati alle pratiche occulte sotto la guida di spiriti maligni. Infatti generalmente coloro che praticano la pranoterapia hanno nella loro storia personale, o in quella dei loro genitori, collegamenti con la magia e lo spiritismo. In altri casi questi operatori hanno scoperto i loro presunti poteri incontrando un altro pranoterapeuta, a seguito di una malattia/trauma personale o altrui oppure per caso.
Queste capacità di guarire vengono da loro spesso indicate come “prana”, “energia”, “calore”, “fluido” (nella Bibbia non sono presenti questi termini), e la manipolazione avviene liberamente con l’imposizione delle mani o con la recita di finte preghiere che in realtà sono formule magiche o invocazioni di spiriti.

Questi pseudo guaritori rovinano molte persone che capitano sotto le loro mani dicendo che il loro è un “dono naturale” che tutti possono avere, oppure un “carisma di guarigione” affermando al contempo che Gesù era un “grande pranoterapeuta”. Così si contraddicono, poiché mentre essi dicono che la guarigione avviene per loro volontà e dote naturale, Gesù ha detto che solo chi ha fede il Lui può guarire gli altri (cfr. Mc 16,17-18) e non chi è autonomamente dotato di un certo potere o fluido. Quando essi parlando di doni naturali, escludono di fatto la necessità della preghiera per ottenere qualcosa che in realtà solo Dio può concedere.

La pranoterapia è nata in seno al tantrismo (un tipo di Yoga) come pratica magica per ottenere la guarigione dei malati tramite il prana, che significa soffio vitale, che il dio del vento Voyù, della religione indù, avrebbe donato ai suoi seguaci.
Il concetto che sta alla base delle pratiche pranoterapiche è infatti la presunta “energia vitale”. Il prana si troverebbe in tutte le cose animate, circondandole e penetrandole, per cui l’apparente mancanza di vita sarebbe dovuta a una minore manifestazione di questa energia. Il prana sarebbe presente in tutte le manifestazioni della natura. Analogamente all’assimilazione dell’ossigeno nel sangue, il prana verrebbe concentrato nel sistema nervoso e scambiato con tutti i tessuti, donando loro forza e vitalità.
Esisterebbero anche dei micro campi magnetici causati dal flusso di entità chiamate “biofotoni”. Servendosi di una cosiddetta “immunoneuromodulazione” sarebbe possibile attivare le difese immunitarie dell’organismo mediante la stimolazione delle zone linfatiche e di riflessi nervosi. In base a ciò, l’azione riequilibratrice energetica della pranoterapia, si servirebbe dei chakra, che sarebbero considerati delle specie di centraline bioenergetiche del corpo umano.

La pranoterapia si differenzia dalla pratica simile del Reiki, al di là della terminologia utilizzata (“prana” e “Ki” sono concetti paragonabili), in quanto nella pranoterapia si presuppone un passaggio di prana tra il corpo dell’operatore e il corpo del paziente mentre nel Reiki l’operatore è considerato un mezzo per il presupposto passaggio di Ki tra l’Universo e il paziente. La pranoterapia non va confusa con il Pranic Healing, basata anch’essa sul prana, ma che utilizza il concetto in modo differente ed elabora diverse tecniche oltre alla semplice imposizione delle mani.
Nella pranoterapia si riconoscono gran parte di quei guaritori che, operando con l’imposizione delle mani, attribuiscono questa loro supposta capacità guaritrice ad un qualcosa (che alcuni chiamano “fluido”, altri “forza” e altri “energia”) che proviene dall’interno del proprio corpo e, attraversando le mani, entra nel corpo del ricevente. Il termine “prana”, introdotto per dare un nome a questo “qualcosa”, è stato accolto con grande successo dai numerosi operatori italiani.

Riassumendo, la pranoterapia si basa sui seguenti principi:

- l’esistenza del prana (o comunque un “fluido”, una “forza” o un’”energia” a cui si può dare il nome di prana) il quale è presente in ogni corpo umano e in ogni organo del corpo umano, in maggiore o minore quantità da individuo a individuo e da organo a organo;
- il prana può trovarsi in un corpo o in un organo in stati di maggiore o minore equilibrio, o in stati di maggiore o minore squilibrio. All’equilibrio di prana corrisponde il benessere (del corpo o dell’organo) mentre allo squilibrio di prana corrisponda il malessere e addirittura la malattia;
- il prana si può trasferire dal corpo dell’operatore al corpo del ricevente tramite l’imposizione delle mani in corrispondenza del malessere e questo trasferimento può riportare l’equilibrio nel prana (e quindi il benessere) di chi riceve.

Esistono diversi tipi di approccio al trattamento da parte degli operatori:

TRATTAMENTO DI BASE: Nel trattamento di base si fa stendere la persona da trattare su un lettino, con gli occhi chiusi, in posizione prona o supina, in un ambiente che favorisca il rilassamento, per esempio una stanza con luce bassa e un sottofondo musicale adeguato; se la persona non è in grado di rilassarsi da sola, l’operatore la aiuta guidandola con alcuni esercizi. Quando il rilassamento è raggiunto, l’operatore entra in contatto con la persona tramite l’interazione tra i supposti “campi energetici” individuali; dopo aver analizzato lo stato di equilibrio e squilibrio energetico, l’operatore impone le proprie mani a contatto o a poca distanza dai punti dolenti. In seguito, l’operatore può trattare anche altri punti che ritiene opportuno trattare, sempre per favorire questo supposto equilibrio energetico. Infine guida la persona ad uscire dal rilassamento e a tornare in uno stato di piena coscienza. Generalmente una singola applicazione dura tra i quindici e i quaranta minuti; un trattamento completo si compone di uno o più cicli di singole applicazioni.

TRATTAMENTO TRADIZIONALE: Nel trattamento tradizionale il pranoterapeuta semplicemente avvicina o appoggia le proprie mani al corpo della persona da trattare, senza che alla persona sia richiesta una particolare preparazione. In tale tipo di trattamento non è molto rilevante che il pranoterapeuta sappia con precisione di cosa soffre il malato, ma è rilevante solo il trasferimento del prana, in quanto sarebbe il corpo del paziente a sfruttarlo al meglio grazie alla sua capacità omeostatica, intesa come la capacità innata di un organismo di equilibrare il prana al suo interno. Il trattamento tradizionale oggi viene ritenuto superato in quanto i risultati sono più lenti da raggiungere; si utilizza generalmente con persone poco propense ad aprirsi con l’operatore o in situazioni nelle quali non sia possibile eseguire un trattamento più mirato.

TRATTAMENTI INTEGRATI: I pranoterapeuti, a partire soprattutto dagli anni a cavallo del 2000, affiancano sempre più nella propria pratica le conoscenze delle filosofie spirituali; alcuni integrano la loro pratica con altre tecniche energetiche come il Reiki o la cromoterapia (uso dei colori), oppure con massaggi come la riflessologia, oppure con altre medicine alternative come i fiori di Bach o l’aromaterapia. Altri tentano di individuare i presunti squilibri bioenergetici utilizzando l’analisi dell’aura o l’iridologia. Lo scopo di queste filosofie e tecniche è anche quello di riequilibrare la cosiddetta bioenergia, per questo motivo si integrano facilmente con la pranoterapia.

Il sottoporsi alla pranoterapia o il praticare questo tipo di guarigione diventa un sicuro ostacolo alla preghiera personale che finirà per diventare solo una sterile abitudine; il rapporto con il guaritore diventerà al contrario una vera e propria forma di dipendenza.

E’ anche importante ricordare che se dopo il trattamento pranoterapico la malattia sembrasse effettivamente scomparsa o alleviata, in realtà essa è stata soltanto trasferita in un’altra parte del corpo, della psiche o dello spirito con conseguenze ben peggiori di quelle iniziali.
La vera liberazione e guarigione è quella di Gesù Cristo, al quale nulla è impossibile. Secondo la nostra fede ed esperienza, è infatti Dio che guida l’uomo e lo guarisce. Secondo i pranoterapeuti è invece l’uomo a dirigere Dio e a guarire per mezzo dei propri poteri.