Miracoli divini e prodigi diabolici

Miracoli divini e prodigi diabolici

“Sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi segni e miracoli, così da ingannare, se possibile, anche gli eletti” (Mt 24,24)

Dall’insegnamento della Sacra Scrittura sappiamo bene che il Demonio può travestirsi da angelo di luce (cfr. 2Cor 11,14) e compiere segni tali da ingannare, se possibile, anche gli eletti (cfr. Mt 24,24).
E’ ciò che si verificherebbe, infatti, se Dio non intervenisse infondendo nell’anima degli eletti particolari grazie per impedire un simile inganno.
Questa affermazione potrebbe creare un bel po’ di confusione, in quanto ogni falsa religione potrebbe classificare come diabolici i miracoli delle altre fedi, e così il miracolo, voluto da Dio come motivo di credibilità della unica e vera religione cristiana, perderebbe il suo valore.

A questo punto è necessario capire che cosa è il miracolo e quanto un miracolo può provare la vera religione.
San Tommaso definisce in questo modo il miracolo: Le cose causate da Dio fuori dall’ordine comunemente osservato nell’universo sono dette miracoli (Contra Gentes III,101).
Provando a fare una sintesi di quanto affermato nella sua opera, possiamo ancora affermare che il miracolo è un segno prodigioso, che si svolge secondo modalità che eccedono le ordinarie leggi naturali, operato da Dio – talvolta con la cooperazione degli Angeli o dei suoi servi (in casi eccezionali anche da infedeli o peccatori) – al fine di rendere meglio credibile la vera religione.

Di conseguenza ne rileviamo i due seguenti aspetti fondamentali:

una certa straordinarietà del fatto (“miracolo” deriva da “mirum” = “meraviglioso”), che serve a rendere credibile l’intervento divino.
la correlazione con una certa verità di fede, che il miracolo tende a provare.
Un esempio di miracolo in cui sono evidenti le due componenti è l’episodio del paralitico guarito (Mc 2, 5-12) riportato di seguito: Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: «Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati». Seduti là erano alcuni scribi che pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?». Ma Gesù, avendo subito conosciuto nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate così nei vostri cuori? Che cosa è più facile: dire al paralitico: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati, ti ordino – disse al paralitico – alzati, prendi il tuo lettuccio e và a casa tua». Quegli si alzò, prese il suo lettuccio e se ne andò in presenza di tutti e tutti si meravigliarono e lodavano Dio dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».
Il fatto prodigioso (la guarigione del paralitico) è “segno” che “il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati”.
Nel Vangelo dell’apostolo Giovanni, egli chiama “segni” i miracoli operati da Gesù, proprio per indicare che questi non sono soltanto fatti prodigiosi, ma che soprattutto “significano” qualcosa.

In base a quanto detto fino ad ora possiamo discernere un vero miracolo dai seguenti aspetti:

La natura della componente prodigiosa del miracolo: Alcuni miracoli, quali la resurrezione dei morti o il passaggio attraverso i muri, possono venire solo da Dio (per san Tommaso solo questi sono i miracoli propriamente detti), in quanto il Demonio non può compierli. Egli non ha facoltà di sospendere le leggi della natura, ma può usare e manipolare le leggi naturali in qualità di creatura angelica, cioè in modo superiore alle capacità umane (preternaturale), oppure accelerare i processi naturali.
Tuttavia anche nei casi di esclusiva pertinenza divina potremmo essere ingannati, perché il Demonio potrebbe far credere morto chi morto non è, come pure potrebbe far muovere e parlare un cadavere in modo da farlo sembrare vivo. Ancora potrebbe creare nell’immaginazione di una persona la convinzione che un certo fatto sia avvenuto (cfr. S.Th I, 114 ad 2).
Il messaggio trasmesso mediante l’evento prodigioso: i prodigi diabolici tendono a essere eventi mirabolanti che non significano nulla (la pura dimostrazione di potenza staccata dall’amore e dalla proclamazione della verità), come nel caso dal Diavolo che tenta Gesù per ottenere una pura dimostrazione di potenza, invitandolo a buttarsi giù dal Tempio (cfr. Lc 4,9).
Frequenti sono anche i prodigi che tendono ad accreditare errori o maestri dell’errore (es. lo pseudo-santone indiano Sai Baba: false guarigioni, materializzazione di ceneri, di oggetti, di pietre preziose ecc.).
Un vero miracolo non confermerà mai una dottrina erronea, contraria a quanto Dio ha rivelato e la sua Chiesa ci invita a credere.
Spiega San Tommaso Nessuno compie veri miracoli contro la fede, poiché Dio non è testimone della falsità: ne consegue che qualcuno che predica una falsa dottrina non può fare miracoli.
Nonostante tutti i criteri di discernimento fino ad ora forniti, nessun motivo di credibilità da solo è sufficiente a provare la vera religione in quanto esso deve svolgersi in un contesto dove la probabilità è aumentata da altri elementi quali: l’esempio dei Santi, la purezza della dottrina, i tanti altri miracoli verificatisi (nessuna religione ha i miracoli che avvengono nella religione cristiana: la vita della Chiesa è anche una storia di continui prodigi e miracoli).
Ancora utili per riconoscere il vero miracolo sono la santità di vita delle persone coinvolte con il miracolo stesso (l’umiltà, l’ubbidienza e l’amore per la croce, assolutamente impossibili presso i miracoli diabolici), il luogo dove questo si verifica, i frutti che esso porta.
Di fondamentale importanza è la conferma e approvazione da parte della Chiesa che, in qualità di guida e autorità spirituale, fornisce la certezza che il messaggio correlato col miracolo è vero.
Tutto questo rende più probabili i veri miracoli e meno probabili i prodigi diabolici che, sebbene mirabolanti e persuasivi (come avverrà negli ultimi tempi), si potranno armonizzare e integrare con le suddette note. Anche la più abile mascheratura presenterà qualche falla che potremo essere in grado di riconoscere.

Per riconoscere il vero miracolo, in ultima analisi, è decisiva la buona volontà delle persone, avvalorata dalla grazia. Se una volontà cattiva non riconosce il miracolo vero (neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi cfr. Lc 16,31), la volontà buona accetta il miracolo vero e rigetta quello falso. Per questo il Vangelo dice che negli ultimi tempi i prodigi diabolici ingannerebbero gli eletti se possibile. Non sarà infatti possibile perché la grazia divina renderà evidente a colui che ha buona volontà, la dissomiglianza del prodigio diabolico con le caratteristiche tipiche del vero miracolo.

Nell’insieme degli elementi che compongono il quadro di un vero miracolo, il giudizio della Chiesa è il principale aspetto: come crediamo alle Scritture perché ce le ha date la Chiesa, così dobbiamo accettare un miracolo perché la Chiesa lo conferma tale.