Messa nera, maleficio, maledizione e malocchio

La messa nera

“Abbandonarono il Signore e servirono Baal e le Astarti” (Gdc 2,13)

La Messa Nera

La messa nera costituisce l’atto di devozione e invocazione di Satana più potente, durante la quale viene profanata l’Eucarestia, considerata realmente dagli stessi satanisti il corpo di Cristo (cosa che purtroppo un grande numero di cristiani non crede). E’ questo che rende tale rituale così potente, cioè la concreta dimostrazione di fede degli adepti che si adoperano in vari modi a profanare e combattere Dio, in realtà inutilmente ed a loro unico svantaggio. E’ infatti bene ricordare che Satana è solo una creatura spirituale che nulla può contro Dio, che costituisce l’unico creatore di tutte le cose visibili ed invisibili.
Lo svolgimento della messa necessita di diversi oggetti: le vesti rituali, nere per gli uomini e sessualmente provocanti per le donne; un calice, che simboleggia il Graal; una spada; un aspersorio di forma fallica; un campanello; un’immagine che raffigura Satana; un altare che spesso è costituito da una donna nuda distesa su un tavolo; e delle immagini sacre che servono a ridicolizzare il cristianesimo. Il colore nero delle vesti evoca la parte oscura della personalità; esse vengono indossate per aiutare gli adepti ad entrare nell’atmosfera della celebrazione; le scarpe invece sono rosse perché evocano la sessualità. Generalmente, le messe vengono celebrate nei sabati di luna piena, perché il sabato è il giorno associato al pianeta Saturno, che dall’astrologia è considerato il pianeta oscuro. La cerimonia inizia a luci spente, viene recitata un’invocazione a Satana, seguita da una litania in cui gli adepti e il Sacerdote ripetono i settantasette nomi di Satana. Successivamente il Sacerdote recita una lettura che mette in evidenza la parte oscura e malvagia dell’uomo. Per la consacrazione è necessaria un’ostia consacrata, che deve essere ottenuta esclusivamente da una comunità Cattolica-romana. L’ostia viene spesso rubata durante la comunione nella mano (che costituisce una ignominia per il Signore) e venduta a caro prezzo agli adepti delle sette.
L’ostia tra gli insulti e le bestemmie contro Gesù Cristo, viene introdotta dal celebrante nella vagina della donna che funge da altare, che viene masturbata fino al raggiungimento dell’orgasmo, poi viene bruciata (oppure tagliuzzata, traforata con coltelli, data in pasto ad animali o addirittura ci viene defecato sopra).
Il celebrante si masturba e, quando raggiunge l’eiaculazione, raccoglie il seme in un calice, dove viene mescolato con il sangue di coloro che sono disposti a procurarsi dei tagli; a questo punto la coppa diventa un simbolo satanico.
Si verificano a volte anche sacrifici umani, specialmente di bambini fatti nascere e mai registrati all’anagrafe, che vengono quindi liberamente seviziati in vari modi fino all’uccisione. Vengono anche mangiate parti del corpo umano al fine di acquisire, secondo il loro credo, la “potenza”.
La cerimonia si conclude con un orgia e con la benedizione fatta con il segno delle corna, che, secondo la Chiesa di Satana, serve ad onorare il Demonio e contemporaneamente a negare la Trinità.
Spesso lo scopo della messa nera è quello di fare del male a qualcuno o creare situazioni di disagio. Quindi, a seconda del caso, vengono anche utilizzate statuette di cera, bare di cera o di legno, spilloni o ciocche di capelli. In questi casi, la messa nera può essere veramente devastante se il soggetto colpito non è in grazia di Dio.

Il maleficio

Al di fuori della messa nera, il metodo più utilizzato dai maghi e fattucchieri per nuocere al prossimo è il maleficio, che consente al Diavolo di agire direttamente su una persona. Il mezzo più efficace è costituito dalla “fattura” che consiste, appunto, nel fare un oggetto offerto a Satana affinché egli vi imprima la sua forza malefica.
Le origini della fattura si perdono nel tempo. In tutte le civiltà più antiche, furono ritrovati segni palesi, della presenza della fattura: effigi, statuette o bambolette trafitte da spilloni o maltrattate in vari modi, sono ciò che ci resta di questi primi fattucchieri.
La fattura è un procedimento magico che tende a danneggiare, a volte uccidere una persona. Altre volte la fattura può servire ad uno scopo opposto: a far cioè infiammare d’amore la vittima.
Il principio esoterico che sta alla base della fattura, è quello che certe sostanze o certi oggetti trattati secondo un procedimento magico, possiedano determinate facoltà ed esercitino dei poteri sulle persone. La fattura presuppone poi sempre la possibilità di far intervenire, mediante un rituale magico, delle forze occulte di origine diabolica. Ciò spiega perché certi procedimenti per realizzare la fattura appaiano come deformazioni di riti religiosi.
Secondo la dottrina magica, la legge fondamentale della fattura si basa sul fatto che ogni corpo vivente resta partecipe di ogni suo frammento, ogni più piccola particella che venga prelevata (capelli, peli, unghie, sangue), rimane legata al corpo, che perciò soffre di qualunque sevizia compiuta su queste sue parti.

in base al modo in cui vengono eseguite, le fatture sono essenzialmente di due tipi: dirette e indirette.

La fattura è DIRETTA, quando si ha un contatto fisico fra la vittima designata e l’oggetto trattato magicamente.
Nella maggior parte dei casi si ricorre a speciali preparati, liquidi o polveri, in cui si usano i più disparati ed a volte rivoltanti ingredienti: si ottiene così il filtro magico, la pozione che andrà somministrata alla vittima, mescolata ai cibi o sciolta nelle bevande.
Nella composizione di questi filtri si usano, le più svariate sostanze: erbe più o meno velenose, parti organiche umane o animali. L’ingrediente più usato è il sangue, grazie al suo particolare significato magico.
Molto usata è anche l’urina, come pure le ossa polverizzate: ossa umane, di gatto, di cane. Purtroppo non sempre è sufficiente usare ossa di animali morti naturalmente, ma spesso si ritiene necessario provocare la morte della vittima con procedimenti crudeli. A volte si polverizza un intero animale, come avviene col rospo, la cui polvere viene considerata di qualità sorprendente.
Stupisce, negativamente, la composizione del filtro d’amore, i cui ingredienti principali sono il sangue mestruale o lo sperma.
Nel caso di bevande e cibi, i materiali fatturati sono mescolati in modo irriconoscibile all’interno di torte, biscotti, spremute, bibite ecc.

Quando la vittima non è a portata di mano i fattucchieri fanno ricorso alla fattura INDIRETTA che, tra l’altro, ha la complicazione di essere più difficile da scoprire.
Questa fattura viene realizzata affidandosi al principio magico dell’analogia: si opera su un oggetto nel quale si desidera trasferire la personalità della vittima.
In realtà, viene affidato a Satana (o a qualche suo emissario), la consegna e la materializzazione dell’oggetto fatturato nella casa o nel corpo della vittima.
Innumerevoli sono gli oggetti utilizzati allo scopo: ciuffi di capelli, peli o ritagli di unghie sono tra i preferiti “oggetti di trasferimento” su cui operare. Molto ricercati anche i vestiti, specialmente gli indumenti intimi.
Si spiega ora perché in molti casi di fattura, vengono ritrovati oggetti strani all’interno di cuscini e materassi (che sono i punti di maggior contatto durante la notte), quali corde annodate, ciocche di capelli strettamente annodati, grumi di sangue, pupazzetti di cera o di stoffa trapassati da spilli o bambole con molti segni o trafitture, pile, piccole bare, lana fittamente intrecciata, piume in forma di corone o di animali (specie topi) o di figure geometriche, sassi, cuori formati con la stessa sostanza del materiale spugnoso del guanciale e persino rospi o serpenti vivi.
Spesso questi oggetti non compaiono immediatamente, ma solo se si cosparge la zona con acqua benedetta o si applica a contatto un crocifisso o un’immagine sacra.
Qualora l’oggetto maleficiato venga trovato, esso va distrutto (meglio bruciarlo) e gettato all’aperto (non nel water per evitare intasamenti). E’ importante aspergerlo con acqua santa e recitare preghiere durante l’operazione.
Quando il fattucchiere non può ottenere qualcosa che appartenga o sia stato indossato dalla vittima designata, si ricorre allora ad altri oggetti di trasferimento. Notissime sono le figurine di cera, di gesso o di creta o le bamboline di pezza che vengono trafitte da spille o chiodi: al posto della figura di cera viene ugualmente usata una fotografia per avere così l’immagine della vittima.
Vengono inoltre usate, le teste od i cuori di animali come il gatto, il cane, il rospo, il pollo o il capretto.

Gli scopi principali della realizzazione di fatture sono:

Amatorio: per favorire o distruggere un rapporto d’amore, un’amicizia o un matrimonio.
Venefico: per procurare del male fisico, psichico, economico, familiare.
Legamento: per creare un impedimento all’azione, ai movimenti, alle relazioni.
Transfert: per trasferire ad una persona i tormenti fatti ad un pupazzo o a una foto della persona da colpire.
Possessione: per introdurre una presenza diabolica nella vittima e causarle una vera e propria possessione.
Morte: per condurre alla morte la vittima.

I metodi per realizzare la fattura sono innumerevoli, possiamo dire che ogni operatore adotta delle variazioni sue proprie, per cui si possono ottenere gli stessi scopi con procedimenti totalmente diversi. Comunque i metodi più utilizzati e universalmente noti sono quattro:

– La fattura ottenuta con l’infissione
– La fattura ottenuta con la putrefazione
– La fattura ottenuta coi nodi
– La fattura ottenuta con la distruzione col fuoco

L’infissione, che è la più famosa, consiste nel trafiggere figure di cera o di altro materiale, bambolette di pezza o fotografie con degli oggetti acuminati: normalmente spilli, aghi, coltelli, forbici, chiodi o ricci di castagne.
Verranno quindi inflitti a distanza, colpendo con gli spilloni, i più lancinanti dolori. Trafiggendo la figura nelle mani o nei piedi, la vittima avvertirà dolore in quelle parti del corpo o sarà colpita da malattia in quegli arti. Trafiggendo il cuore lo stregone cercherà di provocare la morte.
Oltre alle figure di cera, viene praticata l’infissione su animali o indumenti, ma con più scarsi risultati.
Questo tipo di fattura è senza dubbio la più antica, visto che era praticata dai Greci, dagli Assiri, dai Babilonesi e dagli Egiziani. Anche nei secoli scorsi ebbe una grande popolarità.

La fattura per putrefazione consiste nel far putrefare della materia organica, generalmente un rospo o un gatto o parte di essi, dopo aver compiuto un processo di analogia con la vittima. Allo stesso modo vengono usati altri oggetti appartenenti alla vittima designata, le solite cose già descritte: unghie, capelli, peli … racchiuse in un involucro deperibile come un guscio di uovo o una pelle di animale. Questi oggetti verranno seppelliti, se possibile, in un terreno che venga calpestato da colui a cui la fattura è diretta.
Altro metodo di putrefazione è quello, più macabro ancora, di seppellire assieme ad un cadavere, un indumento o un oggetto appartenuto alla vittima.
Compiuto tale maleficio, se chi ne è colpito non è in grazia di Dio, si finisce per deperire giorno per giorno consumandosi di un male misterioso di cui nessuno riesce a trovarne le cause.

La fattura dei nodi si basa invece sull’associazione nodo-impedimento, per cui sembra basterebbe impadronirsi di un indumento della vittima ed annodarlo perché la fattura sia fatta, anche se in realtà il procedimento è un po’ più complesso.
Allo stesso modo verrà nascosto nella casa di chi si vuole colpire, degli stracci annodati; in genere si suole annodare dei fili sotto al materasso o dentro al cuscino: in questo modo la fattura, restando in contatto quasi diretto con la vittima, risulta più efficace. E’ lo stesso Demonio che si occupa di materializzare questi oggetti nei luoghi prescelti dallo stregone per via preternaturale.

La fattura ottenuta con la distruzione col fuoco di determinati oggetti (la solita statuetta di cera o gli altri normali strumenti di trasferimento) è di solito la meno usata, perché il fuoco simboleggia la purificazione divina. Essa viene praticata bruciando più volte l’oggetto sul quale si è trasferita idealmente la vittima, al fine di ottenere una forma di consunzione simile a quella della “putrefazione”.

Un ultimo e deplorevole tipo di maleficio è quello sacrilego, realizzato con oggetti sacri, compresa la stessa ostia consacrata, compiuto con un rituale estremamente blasfemo ed appunto sacrilego. In questo modo si esprime l’alleanza dello stregone con il Diavolo al fine di ottenere da lui tutto ciò che gli chiede.

Da segnalare uno strumento “nuovo” che la vecchia magia non conosceva: il telefono. Il mago chiama la vittima per telefono, la persona risponde regolarmente “pronto”, ma dall’altra parte nessuno risponde. Il breve contatto con la persona che ha risposto è sufficiente per scaricargli addosso un’ondata malefica. In genere non ci si rende conto di questo fatto e si richiude tranquillamente il telefono ignari che il contatto voluto dal mago è già avvenuto.

La fattura viene realizzata materialmente tramite pupazzi o pezzi di carne con spilli, ossa di morti, sangue, rospi, polli, ecc.
Come già detto può essere recapitata per via preternaturale oppure direttamente tramite regali, piante, cuscini, bambole, nastri, talismani, ecc.
La carica malefica può essere vincolata anche da un tocco di mano, da un abbraccio o da uno sguardo (vedi sezione successiva sul “malocchio”.

In tutti questi casi il fattucchiere o mago fa pagare una somma di denaro al committente in base al tipo di maleficio da effettuare (può arrivare a molte migliaia di euro).

E’ importante precisare che il livello di efficacia delle fatture dipende essenzialmente dalla condizione spirituale del destinatario che, qualora fosse per niente praticante, arriverà in più o meno tempo a conseguenze molto deleterie (anche la morte), mentre nel caso di cristiano attivo ed in stato di grazia gli effetti potrebbero essere addirittura ininfluenti (cfr. Nm 23,23; 2Ts 3,2-3; 1Gv 5,18) o limitarsi a qualche disturbo passeggero. Nel caso in cui si viva in uno stato di grazia altalenante, il malcapitato fatturato a morte potrebbe rimanere invalidato a vita senza tuttavia decedere. Queste sono le linee guida generali; è comunque Dio che per ogni singolo caso ne consente o meno l’efficacia, in funzione del bene che la persona colpita potrà trarne nell’ambito della crescita spirituale personale.

“E chi potrà farvi del male, se sarete ferventi nel bene? Se poi doveste soffrire per la giustizia, beati voi! Non sgomentatevi per paura di loro e non turbatevi, ma adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi” (1Pt 3,13-15)

Talismani e sacchetti

Un altra pratica molto frequente da parte degli operatori dell’occulto è la fabbricazione di talismani e sacchetti, presentati ingannevolmente come oggetti protettivi e beneauguranti.
I talismani possono essere costituiti da vari oggetti (compresi a volte oggetti religiosi, polveri d’altare ecc.) che sono stati adeguatamente maledetti per sprigionare sul malcapitato che li indossa il loro potere malefico. Il prezzo può variare molto in base alla carica negativa impressa; per esempio un talismano dal costo di 100 euro è stato maledetto bestemmiandoci sopra per 100 volte mentre su un talismano dal costo di 1000 euro le bestemmie sono state ben 1000. Colui che porta addosso questi talismani non immagina ciò che realmente essi possono sprigionare e, invece di migliorare, le difficoltà della vita peggiorano vertiginosamente creando difficoltà spesso ingestibili.
Riguardo ai sacchetti che molti operatori dell’occulto consegnano ai clienti per farli portare addosso, metterli sotto il cuscino, in casa o in auto, è bene sapere che sebbene il materiale contenuto (sale, erbe, ossa di morti, ecc.) venga designato come benedetto, si tratta in realtà di un concentrato di negatività in grado di trasferire dannose ondate malefiche che si ripercuotono sui sensi e sulla personalità.

Tutto quanto sopra esposto è valido solo se la persona che effettua il maleficio è un vero fattucchiere consacrato a Satana che opera con la sua potenza e non un semplice buffone che mira soltanto a rubare i soldi alla gente (ma il Diavolo si accontenta anche di questo genere di individui…).
Anche coloro che promettono di sfasciare le fatture con i loro poteri e le loro capacità, sono in realtà degli ipocriti che praticano magia e che fanno contrarre legami col Demonio. Il loro scopo è infatti quello di creare una forma di dipendenza, un circolo vizioso che apporti un concreto e continuo guadagno nel tempo. Solo Gesù e la sua Chiesa possono liberare efficacemente dal Maligno e dal suo influsso nefasto.

Maledizione e malocchio

Oltre al maleficio sono conosciute altre due pratiche per arrecare danno al prossimo: la maledizione ed il malocchio.

– La maledizione indirizzata a qualche persona può essere veramente deleteria anche se pronunciata con noncuranza (Satana risponde quando lo si invoca). I cosiddetti “accidenti” che molto facilmente vengono indirizzati alla tal persona, possono provocare delle conseguenze molto gravi specialmente se ciò avviene tra parenti stretti (es. tra madre e figlio). Questa cattiva abitudine di parlare va abbandonata radicalmente per evitare danni anche irreversibili sia di ordine spirituale che materiale.

– Il malocchio consiste nello scaricare un’ondata malefica tramite lo sguardo. A detta di alcuni esorcisti questa capacità appartiene solo ad alcune persone mentre per altri non esiste la reale possibilità di fare del male tramite lo sguardo.