Maschere etniche, oggetti tribali ed altro

maschere etniche

“A che giova un idolo scolpito da un artista? O una statua fusa o un oracolo falso? L’artista confida nella propria opera, sebbene scolpisca idoli muti” (Ab 2,18)

E’ molto frequente vedere persone (spesso anche cattolici praticanti), che hanno contratto malsane abitudini riguardo all’uso di oggetti apparentemente innocui ma in realtà capaci di condurre verso una mentalità profondamente superstiziosa, che in molti casi diventa addirittura limitante e contagiosa. Eccone una breve rassegna:

Maschere e oggetti rituali etnici o raffiguranti divinità. Spesso vengono acquistati al termine di un viaggio all’estero, anche se non è difficile reperirli nei marcatini etnici locali. E’ necessario essere molto prudenti poiché invece di un innocuo souvenir rischiamo di portarci a casa un oggetto carico di significati magici e poteri malefici. E’ il caso delle maschere cerimoniali, delle bamboline da rituale e delle statuette da divinazione che spesso affollano i banchi delle nostre città. In molte tradizioni sciamaniche si fabbricano e si indossano maschere sacre durante rituali, danze ed altro. Ad esse vengono attribuiti grandi poteri, sia in fase di realizzazione che durante l’uso. Vengono consacrate e dedicate a determinati spiriti che, secondo la credenza, continuerebbero ad inabitare nella maschera stessa. Queste stesse maschere vengono poi vendute agli ignari turisti. Gli stessi cultori della stregoneria non esitano a dichiarare che le maschere possono essere molto pericolose e sortire spiacevoli conseguenze di tipo fisico, psichico e spirituale. La cosa migliore da fare, in caso di dubbio, è di liberarsi dell’oggetto, provvedendo magari a farlo bruciare.

Divinità asiatiche (immagini o statuette) e oggetti apparentemente comuni ed innocui consegnati da presunti santoni (biscotti, polveri, erbe, indumenti, foto, santini, ecc.). Questi oggetti vanno distrutti e bruciati per evitare spiacevoli e dannose conseguenze nella nostra vita quotidiana. Se si tratta di alimenti è opportuno non mangiarne.

Corna e cornetti (di plastica colorati o di metalli preziosi non fa differenza), magari indossati insieme alla corona del rosario o al crocifisso. Ciò costituisce un vero e proprio mix di superstizione in quanto le due cose sono totalmente inconciliabili tra loro. Non si può credere in Dio ed allo stesso tempo affidarsi alla buona sorte che il cornetto rosso dovrebbe garantire. Esso rischia di diventare un vero idolo e di infrangere il primo comandamento, in quanto si mette sullo stesso piano la legge di Dio e le stolte credenze pagane. Anche se fatto in buona fede, denota la superficialità religiosa della persona, di fatto ancorata alla mentalità superstiziosa.

Medaglie, ciondoli e bracciali con segno zodiacale. Chi crede nell’astrologia e negli oroscopi orienta la propria vita in funzione di essi e non pratica l’abbandono nelle mani di Dio che è l’unico Padre premuroso per ognuno di noi.

Acchiappasogni o scacciaspiriti. Spesso appesi nell’auto, i cosiddetti “acchiappasogni indiani” (dreamcatcher) sono costituiti da una rete che secondo una leggenda pellirossa farebbe passare solo i sogni buoni mentre catturerebbe nelle maglie gli spiriti cattivi.

Ciondoli cinesi o indiani. Anch’essi talvolta appesi nell’auto poiché creduti dotati di particolari virtù protettive.

Bracciale di rame. Pubblicizzato da molti come soluzione ideale contro artriti, dolori ecc. costituisce un elemento popolare molto conosciuto e venduto anche in molti siti internet che si raccomandano di indossarlo costantemente per non disperderne il potenziale di guarigione. Alcuni affermano di aver trovato la soluzione ai problemi di salute utilizzando il bracciale di rame e di vedere ricomparire i sintomi appena lo tolgono anche per poche ore. Si instaura così un rapporto di dipendenza molto simile a quello di un idolo o di un oggetto magico. Sebbene siano scientificamente attestate alcune proprietà benefiche del rame, questo bracciale viene spesso considerato come un vero e proprio oggetto magico che veniva ampiamente utilizzato anche dagli antichi egizi (che erano esperti maghi). Nella sua pubblicizzazione incorriamo in termini che ci ricordano molto da vicino quelli della New Age: energia, vibrazioni, magnetismo, ecc. A conferma di ciò si ricorda che alcuni promotori di questo bracciale richiedono che esso sia ricavato da un pezzo di rame che è stato attraversato da una scarica elettrica ad alto voltaggio (20.000 Volt !?). Ciò sarebbe necessario per acquisire i suoi “poteri” curativi.

Bracciale equilibratore. Discorso analogo può essere fatto per i più recenti braccialetti con ologramma che promettono di riequilibrare e bilanciare il campo magnetico ed energetico del corpo umano migliorando, a detta dei produttori, “forza, equilibrio, flessibilità e resistenza fisica”. Tra i cultori del fenomeno ci sono coloro che mettono più bracciali in varie parti del corpo e addirittura nel letto, al fine di ottenere i tanto auspicati benefici, sebbene esso sia composto da semplice gomma e da due comuni ologrammi. Sono in commercio anche delle varianti a ciondolo in perfetto stile “talismano”. Questo oggetto sembra aver condotto molta gente verso una deriva magico-supertiziosa mediante un ben strutturato plagio psicologico.

Anelli dell’immortalità di Alex Chiu. Promettono di apportare grandi benefici per la salute e l’equilibrio psicofisico. Consistono semplicemente in quattro magneti discoidali, bipolari, di diametro circa 1 cm ognuno. Montati in una struttura in plastica, vengono indossati ai mignoli, con polarità opposte. La cosa veramente umoristica è rappresentata dal fatto che gli utilizzatori di questi anelli sostengono che, se indossati correttamente ogni notte durante il sonno, essi siano in grado di fermare l’invecchiamento e addirittura invertirne il processo. L’inventore degli anelli, illustrando i principi di funzionamento, tira in ballo i concetti che stanno alla base delle dottrine orientali e della New Age quali “energia vitale” ( “Qi” o “Ki” o “Prana” ), “chakra”, ecc. Insieme ai suddetti anelli, il famigerato inventore, suggerisce di utilizzare la “Gorgeous Pill”, pillola miracolosa per diventare più belli, prestanti dal punto di vista fisico e mentale e tanti altri benefici. Possiamo proprio dire che alla superstizione, qui si aggiunge veramente una grande dose di ridicolezza.

Mano di Fatima (Hamsa). Nonostante il nome ingannevole di questo simbolo, costituito da una mano aperta con al centro un occhio, non c’è niente in comune con il celebre santuario mariano portoghese, ma trae la sua origine da una leggenda musulmana alla cui base c’è la figlia di Maometto che si chiamava proprio Fatima. Esso è considerato un amuleto contro il malocchio e gli influssi negativi in genere. La credenza in questo oggetto superstizioso si è allargata nel tempo fino ad essere utilizzata anche dalle filosofie orientali, dalla New Age ed dai movimenti esoterici ed occultistici.

Nazar Boncuk o Occhio di Allah. Una variante della Mano di Fatima è il “Nazar Boncuk”, famoso talismano conosciuto in Italia anche con il nome di “Occhio di Allah”. E’ diffuso anche in Grecia, Cipro ed altri paese limitrofi. Se ne realizzano ciondoli da appendere al muro o nell’auto, collane, braccialetti, orecchini, anelli, e in questi paesi rappresenta un’importante fonte di reddito per molti commercianti locali. Il talismano è legato ad una credenza superstiziosa che gli attribuisce la capacità di assorbire le energie negative trasmesse da coloro che comunicano il malocchio. In molti paesi rappresenta un vero e proprio fenomeno superstizioso di massa, ma anche in Italia sono numerosi i turisti che al rientro da questi paesi che ne fanno uso.

Portafortuna, talismani e amuleti (pietre, denti, radici, polveri, pentacoli ecc.), specialmente se consegnati e raccomandati da maghi o similari.

Oggetti religiosi indossati con mentalità superstiziosa e scarsa devozione. Indossare un rosario, una croce o una medaglietta al collo confidando nella protezione derivante dall’oggetto stesso, rischia di far scivolare nel campo della superstizione alla pari di un amuleto. Lo stesso vale per l’acqua santa qualora venga utilizzata come se l’elemento stesso fosse dotato di particolari proprietà e poteri. Gli oggetti religiosi (meglio se benedetti) assumono un reale valore di protezione ed aiuto divino solo se indossati con fede e con spirito di preghiera, confidando nel fatto che la protezione ci è assicurata da ciò che essi rappresentano e non dall’oggetto in se stesso.

– Un accenno a parte alla cosiddetta pianta magica che deve essere annaffiata con il thé mentre si esprimono dei desideri. Tale operazione sarebbe inoltre integrata con la pronuncia di parole misteriose che ricordano molto da vicino le formule magiche e le espressioni per evocare gli spiriti.

E’ anche buona abitudine sradicare ogni attaccamento a credenze e forme di superstizione più leggere legate a determinate circostanze: rottura di specchi, attraversamento di gatti neri, passaggio sotto le scale, uso del numero 13 e 17, viaggiare il martedì e venerdì, rovesciare il sale, usare il ferro di cavallo, aprire l’ombrello in casa, toccare ferro, fare i corni scaramantici, ecc.