Introduzione alla liberazione

Introduzione alla liberazione

“Ci ha liberati dai nostri avversari, perché il suo amore è per sempre” (Sal 136,24)

Molteplici sono i riferimenti espliciti nella Bibbia relativi all’esistenza ed all’attività del nemico di Dio, così come tanti sono gli appellativi a lui dati:

Satana (parola ebraica), che significa “avversario”, “accusatore”. In arabo indica il “capro”, figura tipicamente negativa nella mitologia antica;
Demonio (dal greco daimon), che nella mitologia greco-romana designa esseri intermedi tra gli dei e gli uomini;
Belzebù, “principe dei demoni”, deriva dalla parola “Ba’al”, che nelle antiche lingue semitiche designava divinità locali. “Baal-Zebub” (signore delle mosche), divinità dei filistei, avversari degli ebrei, è diventato nella Bibbia Beelzebul;
Diavolo (dal greco diabolos) significa “colui che divide”, “colui che calunnia”, “colui che inganna” ma anche “l’accusatore”;
Lucifero (dal latino, “che porta luce”) è il nome dato al Demonio dai primi padri della Chiesa, con riferimento ad un passo del profeta Isaia (cfr. Is 14,12);
– E’ chiamato anche il Maligno, il Nemico, Serpente antico, Avversario dell’umanità, Omicida fin dall’inizio, Tentatore, Bugiardo, Padre della menzogna, ecc.

Nonostante questa palese evidenza all’interno delle Sacre Scritture ed all’insegnamento della Chiesa a riguardo, sussiste tuttora una certa riserva e scetticismo sulla sua esistenza ed sull’attività di liberazione dai suoi influssi.
Nella maggior parte dei casi non se ne parla affatto, liquidando la questione come pura fantasia infantile o ridicola caccia alla streghe oramai inaccettabile in un mondo tecnologico e sviluppato come il nostro, che ha già da tempo messo in dubbio anche la stessa esistenza di Dio.
L’intenzione non è quella di criticare la scienza e la tecnologia, ma solamente muovere un appunto a coloro che fanno del materialismo e del culto di se stessi l’unico scopo della propria vita. Negando l’influenza di Dio e del suo Nemico si rende comunque felice quest’ultimo che fa del nascondimento il punto di forza per agire indisturbato.
Negare l’esistenza del male è praticamente impossibile visto che le sue conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, tuttavia non accettare l’esistenza di un essere malefico dotato di propria personalità è molto più comune. Negando la realtà oggettiva del nemico di Dio si rinnegano La Bibbia e Gesù stesso, che di persona ha combattuto e vinto contro “il principe di questo mondo” e non solo il male in senso generico. Basta leggere il Vangelo per accorgerci che gli episodi ed i riferimenti legati al Diavolo ed alla sua azione sono veramente numerosi.

E’ altresì sbagliato eccedere in maniera opposta, cioè vedere il Diavolo ovunque e finire per mettere Dio in secondo piano. Gesù ha già vinto con la sua passione e resurrezione contro colui che risulta essere solo una “limitata” creatura di Dio, buona in origine ma pervertita e decaduta per scelta (cfr. Gv 12,31; 16,11; Ap 12,7-9).
E’ tuttavia necessario prendere atto che Dio, per rispetto della dignità e della libertà umana, lascia agire ciascuno secondo il proprio libero arbitrio, come nel caso di chi danneggia gli altri tramite le pratiche magiche.
Rallegriamoci tuttavia pensando che Satana non può nulla se Dio stesso non gli concede il permesso di agire, poiché a Lui tutto è sottomesso (cfr. Mt 10,29). E’ solo il Signore, fin dalle origini, lo scrittore della storia.
Sono gli uomini che quando vivono in stato di peccato, diventano strumenti nelle mani di Satana per diffondere il male nel mondo (anche inconsciamente) e, come anestetizzati spiritualmente, non si accorgono della morte della propria anima. Come diceva Madre Teresa di Calcutta “ci sono più morti che camminano nelle città dell’Occidente che sui marciapiedi di Calcutta”, ed è proprio vero, poiché se dietro ad una perfetta forma fisica si cela il peccato e la morte spirituale, siamo soltanto carne destinata al macello. Ci insegna infatti Gesù: È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita (Gv 6,63).

E’ bene chiarire che tutte le indicazioni riportate nel sito relative alla liberazione dagli influssi del Demonio, devono costituire solo una “vetrina di informazioni”. Tutti i suggerimenti vanno presi con lucidità e maturità di fede, stando ben attenti a non improvvisarci esorcisti o avere un approccio magico nei confronti delle preghiere di liberazione qui riportate. Se ciò non venisse si rischia di riceverne più danni che benefici. Ripeto, come già riportato in altre pagine, che la santità personale unita alla semplice preghiera del cuore ha molta più efficacia di una serie interminabile di preghiere di liberazione recitate meccanicamente o con mentalità superstiziosa.

E’ bene però farsi anche forza e coraggio, certi che nella battaglia contro il Demonio, se cammineremo accanto a Cristo, presto o tardi saremo noi i vincitori e non il male. Ciò deve costituire il credo e la speranza di chi, magari da anni, soffre per causa di mali spirituali che lo hanno condotto all’abbattimento ed alla rassegnazione. A tal riguardo può essere anche utile tenere a mente una breve esortazione di S.Teresa d’Avila:

“Se questo Signore è così potente, come so e vedo; se i demoni non gli sono che schiavi, come la fede non mi permette di dubitare, che male mi possono fare se io sono la serva di questo Re e Signore? Piuttosto, perché non sentirmi così forte da affrontare l’Inferno intero? Prendevo in mano una croce e mi sembrava che Dio me ne desse il coraggio. In breve spazio di tempo mi vidi così trasformata che non avrei temuto di scendere in lotta con tutti e gridavo loro: “Venite avanti ora, ché, essendo io la serva del Signore, voglio vedere che cosa mi potete fare!”.
E parve che mi temessero veramente perché me ne rimasi tranquilla.
D’allora in poi quelle angustie non mi turbarono più, né ebbi paura dei demoni, tanto che quando essi mi apparivano, come avanti dirò, non solo non ne avevo paura, ma mi sembrava che l’avessero loro di me.
Il sovrano Padrone di ogni cosa mi dette su di essi un tale impero che oggi non li temo più delle mosche. Sono così codardi, che nel vedersi disprezzati, si perdono di coraggio. Non assalgono di fronte se non coloro che vedono arrendersi facilmente, oppure quando il Signore lo permette affinché le loro lotte e persecuzioni ridondino in maggiore vantaggio dei suoi servi.
Piaccia a Sua Maestà che temiamo solo quello che è da temere, persuadendoci che ci può venire maggior danno da un solo peccato veniale che non da tutto l’Inferno; il che è verissimo” (S. Teresa d’Avila, Vita, 25, 19-22).

E’ ben vero quello che afferma Santa Teresa. Una sola anima in grazia ha più potenza di tutto l’Inferno, perché ha in sé una potenza divina. E’ però fondamentale conservare intatta la grazia che il Signore ci ha dato nel Battesimo. Anzi, aumentala sempre di più. Se avverrà così, i demoni fuggiranno da noi, come ha promesso il Signore attraverso la bocca di Giacomo: Sottomettetevi dunque a Dio; resistete al Diavolo, ed egli fuggirà da voi (Gc 4,7).