I fiori di Bach (floriterapia)

I fiori di Bach

“Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete” (Mt 7,15-16)

Come nelle altre medicine alternative, anche nel caso dei fiori di Bach si verifica un’indebita sovrapposizione tra il piano fisico e quello spirituale. Si sceglie di rigettare la scienza (galileiana), perché ritenuta troppo “materialista”, e la si rielabora parlando di vibrazioni, energie, campi magnetici, fluidi, ecc.
La base di tutto ciò è sempre il panteismo (= siamo una scintilla del divino), il Taoismo (= “riequilibrio energetico dello Ying e dello Yang”) e l’autosalvezza (= “basto a me stesso per salvarmi”). Tutto ciò costituisce un substrato filosofico inaccettabile per la fede di ogni cristiano ed una impostazione pseudoscientifica inaccettabile per ogni persona razionale. Infatti effettuando esperimenti sulle persone che utilizzano i fiori di Bach, al massimo si riscontra un “effetto placebo”. La floriterapia non ha mai dimostrato di potersi conciliare in alcun modo con la scienza medica (cfr. Edzard Ernst, Simon Singh, “Aghi, pozioni e massaggi: la verità sulle medicine alternative”).

Il promotore di questa tecnica fu il dottor Edward Bach, medico inglese morto nel 1936 ad appena 49 anni. Egli portò avanti una filosofia, una concezione dell’uomo e del mondo tutta personale, che apparve subito scientificamente poco ortodossa. Non è così purtroppo per i suoi sostenitori, i quali vedono in lui uno scopritore di straordinari segreti della natura, per il benessere dell’umanità.
Venuto a contatto con l’omeopatia, il dr. Bach fu colpito dal fatto che i rimedi omeopatici non fossero dati in base ai sintomi, ma anche in base alla personalità ed ai gusti del paziente. Lavorò quindi al Royal London Homeopathic Hospital dove cominciò dapprima con il riconoscere sette gruppi di batteri intestinali che, secondo lui, corrispondono a sette tipi umani “classificati secondo il comportamento, le attitudini del corpo, l’espressione del viso, la mentalità, etc.”
Dai sette gruppi di batteri, applicando i metodi omeopatici, preparò sette “nosodi” (termine usato in omeopatia, che significa più o meno: antidoto) per purificare il tratto intestinale (i “sette nosodi di Bach-Peterson”). Il fatto che i “nosodi” siano sette non è però un caso, né una scoperta scientifica, ma fa parte della strana concezione religiosa a cui apparteneva il dr. Bach.
Pretendeva, infatti, con i suoi fiori, di “curare l’anima” e addirittura di “purificarla”. Le gocce di “Pine” servirebbero infatti per togliere i sensi di colpa; e quelli di “Olive” per curare “l’esaurimento totale, dell’anima, dello spirito, del corpo”. Già con questi presupposti possiamo chiederci a cosa servono i sacramenti della Chiesa se i fiori hanno tali proprietà redentive? Proprio qui emerge lo scopo perverso: sostituire i mezzi che Gesù ci ha dato per salvarci con “i fiori Bach”. Forse anche tanti ingenui cattolici dovrebbero riflettere con più attenzione sulle strane idee diffuse dalla favolosa terapia con i “fiori di Bach” e che pericolo sono per la fede cristiana. Nel suo libro “Guarisci te stesso” il dr. Bach afferma che se noi avessimo un amore sufficiente per tutte le cose, non sarebbe possibile commettere alcun male. Il problema è che questo stato di amore, secondo il dr. Bach, non si raggiunge per opera dello Spirito Santo, non è frutto della grazia divina, ma è solo conseguenza della “conoscenza” e dei nostri sforzi. Qui compare con ogni evidenza la superbia dell’uomo “esoterico” che pretende di poter fare a meno di Dio.

Circa la malattia il dr. Bach afferma i seguenti concetti:

– L’uomo raggiunge uno stato di perfezione attraverso i propri sforzi. In base a ciò la grazia divina non è necessaria e Gesù Cristo non può essere il nostro Salvatore. In tal modo la religione cristiana viene totalmente distrutta;
– Che è possibile regredire nelle vite precedenti per individuare le cause profonde dei problemi che si stanno attraversando e che peserebbero sul karma attuale (cfr. E. Bach, Bach. Tutte le opere, Diegaro di Cesena (FC) 2002, p. 106). Anche questo concetto di stampo orientale, insieme all’idea della reincarnazione è del tutto contrario al cristianesimo;
– Che la perfezione si raggiunge attraverso la “conoscenza”, non attraverso la fede in Gesù Cristo. Questo è un concetto “gnostico” e quindi anticristiano;
– La nostra “perfezione” è un fatto “evolutivo”. Con tale affermazione certamente siamo fuori dalla teologia e dalla fede cristiana.

A questo punto, il dr. Bach, ci ha rivelato parecchio della sua filosofia religiosa, che assomiglia molto alla Teosofia ed ai suoi derivati. La Teosofia afferma la superiorità culturale dell’oriente e che quindi è necessaria un’alternativa di fede e di vita ad un cristianesimo considerato in via di estinzione.
La malattia nell’uomo, secondo Bach, non nasce da batteri o virus che entrano nell’organismo e vincono le nostre difese, da scompensi ormonali, etc. ma nasce da fatti spirituali: “Le reali malattie primarie dell’uomo sono certi difetti quali l’orgoglio, la crudeltà, l’odio, l’egoismo, l’ignoranza, l’instabilità, l’avidità e ciascuno di essi si rivela contrario all’Unità”. (E. Bach, opera citata, p. 27)”.
La malattia sarebbe uno strumento di cui la nostra anima si serve per indicarci i nostri errori, per trattenerci da sbagli più grandi. Essendo, per Bach, tutti noi collegati tramite “la forza di una vibrazione comune”, la malattia è una disarmonia che insorgerebbe quando viene a mancare il collegamento della nostra personalità con il campo energetico cosmico o l’anima, in quanto si trova ad agire in opposizione a essa. La malattia sarebbe la conseguenza di un conflitto tra mente ed anima e proprio i fiori di Bach agirebbero per riequilibrare le nostre vibrazioni.
Questi “fiori non coltivati di ordine superiore” sarebbero in grado di “riequilibrare l’intera persona e di purificare le carenze caratteriali che sono all’origine delle sofferenze umane”. Le patologie fisiche e psichiche che impedirebbero lo “sviluppo dell’anima” e “l’armonia con sé stessi”, sarebbero suddivise in 7 grandi categorie. Per ogni categoria di patologie corrisponderebbero determinati fiori:

– contro la paura (Rock Rose, Mimulus, Cherry Plum, Aspen, Red Chestnut);
– contro l’indecisione (Cerato, Scleranthus, Gentian, Gorse, Hornbeam, Wild Oat);
– contro la tendenza ad avere un insufficiente interesse per gli avvenimenti del presente (Clematis, Honeysuckle, Wild Rose, Olive, White Chestnut, Mustard, Chestnut Bud);
– contro la solitudine (Water Violet, Impatiens, Heather);
– contro la tendenza a lasciarsi eccessivamente influenzare da idee e personalità estranee (Agrimony, Centaury, Walnut, Holly);
– contro lo sconforto e la disperazione (Larch, Pine, Elm, Sweet Chestnut, Star of Bethlehem, Willow, Oack, Crab Apple);
– contro la tendenza a preoccuparsi eccessivamente per il benessere degli altri (Chicory, ervain, Vine, Beech, Rock Water).

Ognuno dei 38 Fiori di Bach corrisponderebbe ad una precisa frequenza di vibrazione. La frequenza della vibrazione della pianta adatta alla cura dei vari casi ristabilirebbe quindi la vibrazione che era venuta a mancare tra il corpo e l’anima che avevano cessato di comunicare, ristabilendo il flusso tra di essi e la conseguente guarigione. Durante i suoi anni di studi il dott. Bach arrivò alla conclusione che si può modificare il comportamento e lo stato d’animo delle persone utilizzando quella che lui stesso chiamava la memoria dei fiori, la loro energia, trasmessa all’acqua; tale memoria si estrarrebbe dai fiori attraverso il metodo del sole ed il metodo della bollitura. Esistono infatti due procedimenti che necessitano di un preciso rituale da eseguire scrupolosamente: 1) metodo della solarizzazione: “porre i fiori in una ciotola con acqua purissima di sorgente e lasciare il contenitore al sole per circa 3-4 ore quindi si eliminano i fiori, senza toccarli con le mani, si filtra l’acqua e si aggiunge una pari quantità di brandy come conservante”; 2) metodo della bollitura: “bollire i fiori con acqua purissima e conservare in brandy in flaconi da 10 ml, la tintura madre”.

Più nel dettaglio, riguardo alla preparazione, si raccomanda:

– debbono essere fiori di piante spontanee, non coltivate, altrimenti perdono tutte le loro qualità;
– bisogna coglierli nella tarda primavera, quando il sole ha raggiunto la massima intensità;
– devono essere raccolti in un mattino di un giorno di sole, senza nubi; le dita devono essere coperte con una foglia perché i fiori non tocchino la pelle;
– si mettono i fiori in un piatto pieno di acqua di fonte, finché la superficie sia interamente coperta. Il piatto deve restare al sole finché l’acqua non sia piena dell’essenza dei fiori;
– l’acqua così impregnata si versa in una bottiglia contenente alcool. Il preparato si mantiene illimitatamente.

Per la scelta dei fiori giusti da utilizzare per la terapia viene consigliato un colloquio con l’erborista e la capacità di dialogare con il proprio “Io superiore”. Uno di questi metodi sarebbe spargere a caso i flaconi e far scorrere su di essi, ad alcuni centimetri, la mano del “paziente” e secondo la “vibrazione” o la “sensazione” scegliere il flacone. Altrimenti utilizzando il pendolino. Oppure appoggiandoli sul “terzo occhio” e “chiedendo se sono adatti per chi vi sta di fronte in quel momento” (E. Bach, Bach. Tutte le opere, Diegaro di Cesena (FC) 2002, p. 36).

Edward BachIn tutta la opera del dott. Bach si incontrano ripetutamente le parole “Amore”, “Unità “, “Grande Creatore di ogni cosa”, ma queste parole non hanno per lui lo stesso significato che hanno per il cristiano. Un esempio tipico è il seguente: “L’Universo è Dio reso obiettivo. Alla sua nascita è Dio rinato, alla sua fine è Dio più altamente evoluto. Così è per l’uomo, il suo corpo è il suo “io” stesso esteriorizzato, una manifestazione obiettiva della sua natura interiore. È l’espressione del suo io, la materializzazione delle qualità della sua coscienza”. (E. Bach, opera citata, p.79).
In poche frasi il dr. Bach qui afferma che Dio e l’Universo sono la stessa cosa (e questo è puro panteismo; l’universo è addirittura “Dio reso obiettivo”), e che Dio in ultima analisi è l’Universo in evoluzione. L’uomo, poi (“Così è per l’uomo..”) è una copia-carbone di Dio? Questi concetti, naturalmente, sono assolutamente inconciliabili con la visione cristiana di Dio e dell’uomo.
Continua ancora: “Se solamente potessimo restare in costante comunione con la nostra anima, il nostro padre celeste, allora in verità, il mondo sarebbe un luogo di allegria e nessuna influenza negativa potrebbe agire su di noi” (E. Bach, opera citata, pagg. 73-75)”. La nostra “Anima “, per il dr. Bach, sarebbe quindi addirittura Dio Padre (“il nostro padre Celeste”).
Il dr. Bach afferma anche la superiorità del “signor Buddha” su Gesù Cristo (p. 79). Egli afferma che Gesù è soltanto uno dei “grandi Maestri” ed è venuto solo a “mostrarci la via “, non a salvarci. Così tutto il cristianesimo è distrutto alla radice. Questo miscuglio di idee pseudo cristiane, teosofiche, sincretiste ed esoteriche ci indicano sempre meglio quale fosse il pensiero anticristiano del dr. Bach. Ma quanti cristiani, che usano ” i fiori di Bach” sanno queste cose?
Se simili idee venissero accettate, anche grazie all’astuto mezzo dei “fiori di Bach”, dello Yoga o delle medicine alternative orientali, tanti ingenui cristiani potrebbero finire a cercare Dio nella propria identità (“io sono Dio!”), in un intimismo senza sacramenti, autosufficiente rispetto alla Chiesa ed il cristianesimo sarebbe in grave pericolo.
Quanto questa terapia sia pesantemente inquinata dall’esoterismo, dalla Divinazione e dalla magia si comprende facilmente guardando a come si pratica la diagnosi e si assegna la cura. Scrive un seguace del dr. Bach, lo Scheffer: “Anzitutto alcune interessanti riflessioni di natura esoterica sul rapporto uomo-fiore. Da sempre il fiore è stato usato come simbolo di bellezza e di sviluppo delle più alte facoltà. Si pensi alla rosa dei Rosacrociani (= società segreta a carattere esoterico e magico) e dei Sufiti (= movimento mistico esoterico dell’Islam), o al loto millefoglie della filosofia indiana. E questo perché quando l’uomo comparve sul pianeta Terra per sviluppare il proprio corpo fisico, la pianta era in una fase di sviluppo evoluzionistico già molto avanzata. Pertanto l’umanità è debitrice di gran parte della propria struttura alle energie che seppe trarre dal regno vegetale quasi perfetto” (M. Sheffer, Terapia con i fiori di Bach, p.2l).
Non è difficile vedere come attraverso queste teorie si arrivi ad una adorazione panteistica della Natura, perché in fondo essa è intesa come Dio, allo stesso modo dell’uomo.
Alice Bailey scrive che “il Maestro tibetano Djval Kul” sostiene che anche oggi esiste un collegamento tra il regno vegetale e l’inconscio di ogni uomo: “Quindi, l’uomo può, superando la barriera del proprio inconscio, mettersi in contatto, attraverso l’essenza della pianta, con la sua propria essenza o lo Superiore e comporre le disarmonie che ha in se stesso” (M. Scheffer, op. cit., p.2l).
Notiamo che l’ “essenza” della pianta non ha nulla a che fare con il profumo (farmaceuticamente chiamato “essenza”) del fiore o della pianta, ma piuttosto – attenzione – con l’anima della pianta. La guarigione avviene, secondo costoro, quando l’anima del fiore entra in contatto con la nostra “Anima “, che poi è addirittura “Dio Padre”.
D’altronde il dr. Bach non era uno che amasse la scienza: “Non occorre nessuna conoscenza scientifica per poter usare i concentrati di fiori. Chi voglia ricavare il massimo vantaggio da questo dono di Dio deve mantenerli nella loro originale purezza, immuni da ogni teoria e considerazione scientifica, perché nella natura tutto è semplice” (Citazione in M.Scheffer, op. cit., p.26).

Il cardinale Poupard ha sottolineato con grande acutezza i pericoli per la fede che sono connessi con l’aprirsi a tutte le sciocchezze che goccia a goccia la New Age fa ingoiare ad una grande massa di persone scarsamente preparate ai valori della nostra fede. Egli afferma: “Per noi cristiani la salvezza è la liberazione dal peccato che è dentro l’uomo. Cristo, solo Lui, è il liberatore. Ciascuno di noi, però, collabora a questa redenzione, prima di tutto avvertendo dentro di sé, il senso del peccato”.
I fiori di Bach allora come possono sconfiggere le “malattie-peccati” e “curare l’anima”? Non è forse quella di Bach una negazione della salvezza operata da Gesù Cristo? Come può quindi un cristiano credere nelle qualità terapeutiche di rimedi che hanno come base, non la scienza, ma filosofie blasfeme, magiche e spiritistiche?
Il cardinale continua: “Se non si parte dal sentirsi peccatori, si nega di fatto la redenzione di Cristo. Oggi più che mai si deve affermare che il peccato è il primo e più grande male dell’uomo. È il peccato che ci porta ad essere cattivi, violenti, disonesti. Dal peccato dobbiamo convertirci giorno per giorno. Con un serio impegno dobbiamo quotidianamente cercare di cambiare vita, rialzandoci prontamente quando cadiamo, chiedere aiuto alla grazia divina”.
Il cardinale poi parla della salvezza secondo le contorte teorie della New Age, teorie anticristiane che sono alla base del pensiero del dr. Bach e della sua terapia:”… il discorso (nella New Age) diventa completamente diverso. Non si parte dal sentire dentro di sé il peccato; anzi il peccato viene eliminato in tutte le sue forme e quindi viene negata la necessità di una conversione personale. La serietà della vita umana, che è il cuore del messaggio di Cristo, viene completamente dissolta, perché c’è una banalizzazione della libertà e della responsabilità personali. Non c’è bisogno del Redentore né della croce e della Resurrezione di Cristo”. C’è da tremare di fronte a simili realtà, ignorate purtroppo anche da tanti ingenui cristiani. Tutto ciò è sicuramente un attacco frontale sferrato contro la dottrina e l’insegnamento di Cristo.
Il cardinale Poupard continua: “Nella New Age tutto è improntato alla dolcezza e al sentimentalismo, all’armonia, alla calma, all’accordo con se stessi. Ora, ci si salva quando si ha l’accordo con Dio, non con se stessi; o meglio, ognuno di noi troverà l’accordo con se stesso solo quando lo avrà con Dio. Se la salvezza non è intesa così, si finisce – come fa la New Age – per cadere in una sorta di benessere egoista, frutto di un ottimismo ingenuo. Anche lo sviluppo della coscienza, di cui la New Age spesso parla, non fa affatto riferimento ad una coscienza intesa in senso morale, ma in senso psicologico, come unità interiore con se stessi e col cosmo intero. Credo, quindi, che il divario fondamentale tra la salvezza cristiana e quella della New Age stia nel fatto che per noi cristiani la salvezza è opera di un Altro (=Dio), viene dal di fuori. Per la New Age è l’uomo stesso che è nello stesso tempo redento e redentore, salvato e salvatore”.
Queste parole del cardinale Poupard illustrano molto bene le tentazioni che cercano di sedurre i cristiani del nostro tempo e non sono eventi trascurabili. Chi ha a cuore la salvezza dei propri fratelli non può rimanere indifferente all’attacco massiccio che viene scatenato contro Gesù Cristo. Questo odio è naturalmente diretto contro il Figlio di Dio. Contro di noi è solo perché siamo di Cristo.

Se oggi Gesù Cristo si rivolgesse ai cultori di questa medicina così impastata di tante sciocchezze dal punto di vista scientifico, ma anche figlia della Teosofia, che ha ridotto ed abbassato il Figlio di Dio ad una figura talmente minore da essere addirittura un dipendente del Buddha e chiedesse: “Voi chi dite che lo sia?”, essi potrebbero rispondere solamente che è solo uno dei tanti maestri dell’umanità (e neanche il più importante) e che non hanno bisogno di Lui né del suo Vangelo, perché la salvezza la possono trovare nei fiori di Bach o in altre pratiche alternative.

Fonte: estratti da “Una voce grida…!” n.11 ottobre 1999, Tarcisio Mezzetti e “La medicina alternativa”, Don Pasqualino Fusco