Errori nelle comunità carismatiche

Errori nelle comunità e falsi carismatici

“Siete così privi d’intelligenza che, dopo aver cominciato nel segno dello Spirito, ora volete finire nel segno della carne?” (Gal 3,3)

San Paolo, gran conoscitore delle cose dello Spirito, fa notare che se un individuo non è “spirituale” e si lascia guidare dai criteri di questo mondo, non potrà mai “captare” le ispirazioni dello Spirito (cfr. 1Cor. 2,14). Il Rinnovamento Carismatico è appunto una spiritualità che ci aiuta a captare le ispirazioni dello Spirito.
L’uomo spirituale, uomo di preghiera, meditazione e al contempo di azione (cfr. Marta e Maria del Vangelo), ha, per così dire, delle antenne spirituali, antenne paraboliche; mentre gli altri riescono a captare solo tre canali, egli riesce ad imprigionare più di trenta canali per mezzo dei quali gli arrivano le ispirazioni dello Spirito Santo; perché, generalmente, lo Spirito Santo non ci guida per mezzo di “apparizioni”, bensì di “ispirazioni”, che riescono a captare solamente quelli che stanno in profonda comunione con Dio.
Il peccato, è ampiamente dimostrato, costituisce un “interruttore” potente il quale ostacola che ci arrivi con chiarezza la voce di Dio. Si ascolta, ma come in mezzo a mille interferenze. Quando si commette il peccato, si taglia la comunicazione con Dio, ed il nostro cuore ingannevole segue il suo contorto corso per suo conto e rischio, senza contare sull’illuminazione dello Spirito Santo.
Solamente se siamo “persone spirituali sapremo stare con l’udito attenti alla voce dello Spirito che entra nei cuori di quelli che hanno ben orientato le loro antenne spirituali.
E’ di fondamentale importanza anche sapere come ci guida lo Spirito Santo per poter essere attenti alla Sua voce e non seguire i dettami del cuore umano.
Fu il profeta Geremia che scrisse: “Non c’è niente tanto ingannevole come il cuore umano” (Gr 17,9). Il nostro cuore è corrotto per un difetto di origine che ci gioca cattivi scherzi: il peccato originale.
Solamente se siamo persone spirituali, sapremo stare con l’udito attenti alla voce dello Spirito.
La storia umana è piena di sbagli causati da individui che si lasciarono guidare dal loro cuore ingannatore. Quel cuore che non dorme mai, è il centro di tanta bontà ma nello stesso tempo di interminabile falsità. Il nostro cuore deve essere continuamente purificato ed illuminato. Il nostro subconscio è un pozzo senza fondo; neppure noi stessi sappiamo che cosa abbiamo continuato ad accumulare lì nello spazio di tanti anni. Quelle profondità cavernose devono essere illuminate affinché le tenebre non vincano la luce.
Gesù conosceva quello che c’era nel cuore degli uomini; non volle che fossimo disorientati per le maree alte e basse del nostro cuore ingannevole; per questo motivo prima di lasciarci, ci promise un Intercessore che potesse condurci sempre verso tutta la verità: lo Spirito Santo.
È purtroppo una realtà constatare l’ignoranza che molte persone hanno circa i doni ed i carismi dello Spirito Santo. Alcuni perfino si riferiscono ad essi con un certo disprezzo o indifferenza. Probabilmente la inesatta nozione di questi doni, ha causato lo stagnamento e la fossilizzazione di molte strutture nella nostra Chiesa.
Il Teologo Francis Sullivan, professore nell’Università Gregoriana di Roma, racconta che durante il Concilio Vaticano II lo chiamarono i Vescovi nordamericani per consultarlo circa i carismi dello Spirito Santo; gli chiesero che facesse uno studio su di essi. Sullivan narra che andò in varie biblioteche e potette constatare che il materiale che esisteva circa i doni dello Spirito era lacunoso; in alcuni dizionari non appariva neanche il termine carisma.
E’ anche degna di ricordarsi la polemica che si intavolò durante il Concilio Vaticano II, tra il Cardinale Suenens ed il Cardinale Ruffini, circa i carismi. Il Cardinale Ruffini sosteneva che erano rari ed esistevano in maniera eccezionale. Il Cardinale Suenens, invece, affermava che Dio concedeva i suoi carismi perfino a persone molto semplici.
Da questa discussione scaturì una seria riflessione del Concilio sui doni dello Spirito Santo. Una delle dichiarazioni dice: I fedeli, laici, hanno diritto ed il dovere di usarli, nella Chiesa e nel mondo, per il bene dell’umanità e per l’edificazione della Chiesa (Decreto sull’ apostolato dei laici).
Qualcuno ha scritto che la nostra Chiesa, molte volte, si trova nella povertà benché seduta su una miniera di oro, perché non si dà la dovuta importanza ai doni e carismi -miniera d’oro- che lo Spirito Santo concede alla comunità per la sua edificazione.
Purtroppo si sentono spesso pareri sfavorevoli da parte di molti Sacerdoti in relazione al cammino carismatico. Essi esprimono il proprio dissenso a causa dell’imperfetta conoscenza del fenomeno e dalle cattive testimonianze ricevute da alcuni membri che, presi dal troppo entusiasmo, partiti dallo Spirito e finiti nella carne si esibiscono in scene di fanatismo ed esagerazioni varie.

Sono ora elencati gli errori che più frequentemente si commettono e che creano uno stato di allerta nei pastori della Chiesa che hanno il compito di guidare i fedeli alla sana dottrina. E’ compito di ogni membro del Rinnovamento ad applicarsi per non cadere in essi, anche per non demotivare e scoraggiare i fratelli che vi partecipano:

Emozionalismo: confondere la fede con le emozioni.

Anti intellettualismo e pietismo: pensare che basti la pietà per piacere a Dio senza necessità di istruzione nella fede.

Pseudo gnosticismo: sentirsi conoscitori e detentori dei misteri divini, e dunque persone perfette, grazie alle sole esperienze spirituali ricevute.

Illuminismo: pretendere di essere illuminati e guidati direttamente e solo dall’alto senza ricorrere ad alcun tramite.

Indipendentismo: illudersi di dipendere unicamente dallo Spirito Santo, senza assoggettarsi ad alcuna autorità, rifiutando così il carisma gerarchico della Chiesa.

Immediatismo: pretendere di ottenere tutto attraverso l’intervento divino e miracoloso eliminando qualunque soluzione naturale e senza tener conto della prudenza umana.

Fondamentalismo biblico (bibliomanzia): usare la Bibbia come se fosse un libro magico interpretando i vari testi, scelti al momento in modo casuale, secondo i propri criteri ed applicandoli alla lettera, alle circostanze presenti, senza considerarne l’interpretazione della Chiesa.

Strumentalizzazione biblica: scegliere in maniera del tutto arbitraria determinati passi della Bibbia per indirizzarli a specifiche persone con lo scopo di riprenderli ed ammonirli.

Elitarismo: sentirsi superiori, disprezzare tutto ciò che non è Rinnovamento e criticare coloro che non condividono le stesse idee.

Ghiottoneria pseudo spirituale: alimentare una avidità palesemente umana di esperienze spirituali che non sono altro che esperienze psichiche.

Carismania: ridurre il Rinnovamento ad una mania di carismi che si rivela sempre pericolosa ed errata.

Indifferentismo ecumenico: credere ingenuamente che non esistono differenze di fondo tra i cattolici e le altre espressioni cristiane.

Alienazione: attaccarsi eccessivamente alle cose dello Spirito tanto da estraniarsi dall’urgenza di partecipare alle esigenze sociali cristiane per costruire e migliorare il mondo nel quale viviamo.

E’ molto importante ricordare che la gioia chiassosa, i canti in lingue prolungati, l’euforia, la danza, possono avere anche una vena di falsità, quando non sono l’espressione reale e sincera di un’intensa vita interiore.
A volte anche il ricevimento dei doni carismatici, che sono doni dati per il bene degli altri, può creare l’illusione che siamo molto avanzati nella santità, mentre questa dipende dall’esercizio della fede, della speranza e delle carità e comporta un necessario sforzo di mortificare quotidianamente il vecchio uomo che è in noi. Come ben diceva Padre Pio, “non illudiamoci, la sofferenza è per tutti”, ed è il caso di aggiungere, carismatici e non.