Doni e fenomeni mistici straordinari

Fenomeni mistici straordinari

“Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui” (Gv 14,23)

L’aggettivo mistico viene da “mistero”. Indica ciò che appartiene alla dimensione ineffabile, indicibile, inconoscibile all’uomo, propria del mistero che avvolge la natura di Dio.
Tutto il discorso intorno ai cosiddetti “fenomeni mistici straordinari” ha sempre destato un certo interesse, spesso legato al fatto che la mistica viene generalmente ristretta all’evento o manifestazione straordinaria. Considerando che la mistica è la via dell’unione con Dio, tutti sono chiamati a tale esperienza al di là dell’aspetto fenomenico. Occorre sempre una notevole prudenza e un buon discernimento per definire ciò che interessa questo campo.
La maggior parte dei fenomeni mistici straordinari si possono ricondurre alle “grazie gratis datae” come già illustrato nella sezione relativa ai “carismi“.

Essi si distinguono in:

– Fenomeni di ordine conoscitivo
– Fenomeni di ordine affettivo
– Fenomeni di ordine corporale

I fenomeni mistici straordinari possono essere attribuiti unicamente a:

– una causa soprannaturale: se il fenomeno procede da Dio;
– una causa preternaturale: se il fenomeno procede dal Demonio;
– una causa naturale: se il fenomeno procede dall’immaginazione della persona o da uno degli agenti che costituiscono il mondo fisico esterno.

Dietro al fenomeno mistico è perciò necessario applicare un accurato discernimento in quanto i camuffamenti diabolici e le alterazione psicopatologiche sono frequenti e spesso fuorvianti.

Fenomeni di ordine conoscitivo:

VISIONI:

Percezioni soprannaturali di un oggetto naturalmente invisibile all’essere umano. Si distinguono in: visioni corporali (apparizioni); visioni immaginarie; visioni intellettuali.

Visioni corporali:
Dette anche apparizioni, sono quelle in cui il senso della vista percepisce una realtà oggettiva (non necessariamente un corpo umano, ma anche una forma esteriore sensibile o luminosa) naturalmente invisibile all’uomo. Si può produrre in due maniere: o per la presenza vera di un corpo o per un’azione immediata esercitata da un agente esterno sull’organo della vista.
Visioni immaginarie:
La visione immaginaria è una rappresentazione sensibile interamente circoscritta alla immaginazione e che si presenta in modo soprannaturale allo spirito con una vivacità e chiarezza superiore alle stesse realtà fisiche esteriori. Si può produrre in tre maniere: mediante la rappresentazione delle immagini ricevute dai sensi; mediante la combinazione soprannaturale di queste specie acquisite e conservate nell’immaginazione; mediante nuove immagini infuse. Si tratta di una visione più elevata di quella corporale; più estesa, in quanto può rappresentare cose non solo presenti, ma passate o future; si verifica durante il sonno o anche quando si è svegli. Le sue forme più frequenti sono: rappresentativa (l’apparizione di un santo) e simbolica.

Visioni intellettuali:
Si tratta di una conoscenza soprannaturale che si produce mediante una semplice visione dell’intelligenza senza impressione o immagine sensibile. Si distingue dalla percezione naturale dell’intelligenza per alcune caratteristiche: 1) per il suo oggetto, che sorpassa le forze naturali dell’intelletto, essendo improvvisa, immediata e senza dimostrazione di conoscere il lavorio e la lentezza del ragionamento; 2) per la sua durata, permanendo per molti giorni, settimane o mesi; 3) per i suoi effetti che l’accompagnano, ossia l’amore che muove l’anima, la pace inconfondibile, il desiderio delle cose celesti, il disgusto di ciò che non è Dio. La visione intellettuale mistica si produce indifferentemente durante il sonno, la veglia o l’estasi. Due sono gli elementi: l’oggetto manifestato e la luce che lo illumina. Spesso si tratta di un oggetto ineffabile, visto che le anime non riescono poi a spiegarlo nel linguaggio umano, non trovando formule equivalenti. Inoltre, altro elemento che la contraddistingue, è la certezza assoluta, ossia una visione così chiara su cui non si può dubitare.
Le visioni possono avere origine soprannaturale, ma, secondo l’esperienza e gli insegnamenti dei grandi mistici, sono molto rare. Quasi sempre si tratterebbe di illusioni o allucinazioni naturali o di inganni diabolici. Le illusioni e le allucinazioni sono condizionate da particolari stati fisici e psichici tra cui stanchezza, inedia, insonnia, facilità di immaginazione. Per quanto attiene alle visioni intellettuali sembra più facile riconoscerne l’autenticità, data la fermissima certezza che includono.

LOCUZIONI:

Sono formule che enunciano affermazioni o desideri e si riferiscono unicamente al linguaggio articolato percepito mediante l’udito corporale. Si distinguono in:

Auricolari:
Sono quelle percepite per mezzo dell’udito. Si tratta di vibrazioni acustiche formate nell’aria.

Immaginarie:
Sono quelle che si percepiscono chiaramente con l’immaginazione sia durante il sonno che in stato di veglia. Possono procedere non solo da Dio, ma anche dagli angeli buoni o cattivi. Quelle che provengono da Dio lasciano nell’anima umiltà, fervore, spirito d’obbedienza a differenza di quelle diaboliche che lasciano invece aridità, inquietudine, insubordinazione, vanità.

Intellettuali:
Sono quelle udite direttamente nell’intelletto senza concorso di sensi interni ed esterni. Giovanni della Croce distingue le locuzioni intellettuali in tre specie: successive, formali e sostanziali.
Da un punto di vista soprannaturale, il fenomeno delle locuzioni è classificabile fra le grazie gratis datae di tipo miracoloso, giacché è manifestamente fuori dell’ordine naturale della grazia santificante, ed è ordinato per sé al bene degli altri.

RIVELAZIONI:

Quando autentiche, sono le manifestazioni soprannaturali di verità nascoste o di segreti divini fatte da Dio per il bene generale della Chiesa o per l’utilità particolare dell’anima che le riceve. Si distinguono in:

Pubbliche:
Rivolte a tutta la Chiesa;
Private:
Rivolte ad una persona in particolare.

IEROGNOSI:

Letteralmente, “conoscenza del sacro”, si riferisce alla facoltà che ebbero alcuni Santi, soprattutto gli estatici, di riconoscere le cose sante (i rosari, l’ostia consacrata, le reliquie, ecc.). Santa Caterina da Siena riprese severamente un Sacerdote che volle metterla alla prova offrendole nella comunione un’ostia non consacrata.
La vera ierognosi trascende le forze della natura e non si può spiegare in modo naturale né preternaturale. Per quanto riguarda la cosiddetta ierognosi repulsiva in alcuni casi di possessione diabolica, occorre precisare che, per quanto spettacolare sia in casi di esorcismo, non è un segno infallibile, in quanto molti ossessi non la manifestano.

ALTRI FENOMENI CONOSCITIVI:

Si riferisce a tutti quei fenomeni che non rientrano in quelli precedenti. Ad esempio l’iniziazione ai primi elementi dell’insegnamento primario (Caterina da Siena apprese istantaneamente a leggere e scrivere); la scienza infusa universale (conoscenza di settori culturali o di Sacra Scrittura o conoscenza della teologia senza apprendimento alcuno); abilità per l’esercizio delle arti, ecc.

Fenomeni di ordine affettivo:

ESTASI:

Secondo alcuni teologi si tratta di un fenomeno interiore che rientra nel normale sviluppo dei gradi di preghiera mistica e costituisce un “normale” sviluppo della vita cristiana. Come fenomeno esterno, in realtà, si parla di estasi come di uno stato alterato di coscienza, o secondo una definizione più classica “di un sopore soave e progressivo fino a giungere alla totale alienazione dei sensi”. L’estatico, sebbene non veda, non oda, non senta nulla, non è addormentato, né morto. Il suo volto è radiante e come trasportato in un altro mondo. Il termine “estasi” suggerisce una specie di uscita e permanenza fuori di se stessi: l’anima esce (o prescinde) dai sensi corporali per fissarsi immobile nell’oggetto soprannaturale che attrae e assorbe le sue potenze.
Secondo la psicologia, alcuni stati alterati di coscienza possono essere raggiunti mediante forze destabilizzanti lo stato ordinario di coscienza. Ad esempio corse estenuanti, fame o sete, privazione del sonno, stimoli sonori intensi, deprivazione sensoriale, danza ininterrotta, iperstimolazione sensoriale, meditazione, ripetizione ossessiva di parole o frasi.

INCENDIO D’AMORE:

Si tratta di un fenomeno, comprovato nella vita di alcuni Santi, dovuto dalla violenza dell’amore verso Dio che si manifesta, alle volte, all’esterno sotto forma di fuoco che riscalda e brucia persino materialmente la carne e le vesti vicino al cuore. Queste manifestazioni si producono in gradi molto diversi:

Semplice calore interno:
Consiste in uno straordinario calore del cuore che si dilata fino ad espandersi a tutto l’organismo (es. Brigida di Svezia, Venceslao di Boemia);

Ardori intensi:
Un’esasperazione del primo grado fino al punto di ricorrere a refrigeranti per calmarlo (es. Pietro d’Alcantara, Caterina di Genova);

Ustione materiale:
Quando il fuoco dell’amore divino giunge a produrre l’incandescenza e la bruciatura materiale, si realizza in tutta pienezza il fenomeno che stiamo descrivendo. Questo si realizza anche nella bruciatura dei propri indumenti. In alcuni casi si nota una aumento del volume del muscolo cardiaco (es. Paolo della Croce, Filippo Neri).
Questo calore straordinario non ha provocato nei mistici nessuna grave ustione, nessuno stato febbrile e neppure un’anormale accelerazione sanguigna.
Fenomeni di ordine corporale:

STIGMATE:

Consistono nella spontanea apparizione di piaghe sanguinolenti nel corpo della persona che le sperimenta. Appaiono normalmente nelle mani, nei piedi e nel costato sinistro e a volte sulla testa e sulle spalle. Queste piaghe possono essere visibili o invisibili, permanenti o periodiche e transitorie, simultanee e successive. la forma, la grandezza, l’ubicazione o altre circostanze accidentali sono varie secondo i casi. Le stigmate sono prodotte quasi sempre in soggetti estatici e frequentemente vengono precedute o accompagnate da fortissimi tormenti fisici e morali. La loro assenza, invero, deporrebbe per un’origine non soprannaturale. Il primo stigmatizzato di cui si abbia notizia è Francesco d’Assisi, che le ricevette a La Verna il 17 settembre 1224. Fenomeno molto intenso e discusso, per la stessa teologia rimane comunque al confine della valutazione di santità. Difatti, c’è una scarsità di stigmatizzati fra i Santi di tutti i tempi. In particolare, non si riscontrano casi nei primi secoli del cristianesimo.

LACRIME E SUDORE DI SANGUE:

Consistono nell’uscita in quantità apprezzabile di liquido sierico (sangue) attraverso i pori della pelle, particolarmente di quelli della faccia, e attraverso lacrime (mucosa delle palpebre). Sembra un fenomeno in qualche modo naturale, riconnesso a ciò che viene chiamato “ematidrosi”, già noto ai tempi di Aristotele. Per quanto naturale, il fenomeno è comunque inspiegabile da un punto di vista medico.

RINNOVAMENTO O CAMBIAMENTO DI CUORE:

Consiste nell’estrazione fisica del cuore di carne e nella sostituzione con un altro, che è alle volte quello di Cristo stesso. Si narra di Caterina da Siena: “Si trovava un giorno nella cappella della Chiesa. Una luce dal cielo a un tratto l’avvolse e nella luce apparve il Signore che teneva fra le sue mani un cuore umano, vermiglio e splendente. Le si avvicinò aprì il petto di lei dalla parte sinistra e introducendovi lo stesso cuore che teneva fra le mani disse «Carissima figliola, come l’altro giorno presi il tuo cuore, ecco ora ti dò il mio col quale sempre vivrai»”. Altri casi sono quelli di Maria Maddalena de’ Pazzi, Caterina de’ Ricci, Margherita M. Alacoque e Michele de Sanctis.

INEDIA O DIGIUNO PROLUNGATO:

Si tratta di digiuno assoluto per un tempo molto superiore alle forze naturali di sopravvivenza della persona.
Per un’interpretazione del fenomeno, si deve respingere ogni tentativo di spiegazione puramente naturale. Il digiuno, per se stesso, non prova la santità; ricordiamo che si deve pensare anche ad un possibile intervento diabolico.

PRIVAZIONE DEL SONNO:

Si tratta di privazione del sonno o di un riposo molto limitato, inferiore ai limiti normali di sopravvivenza. I casi raccontati sono molti: basti citare Pietro d’Alcantara, il quale confidò di aver dormito per almeno quarant’anni soltanto un’ora e mezzo il giorno; Macario di Alessandria per vent’anni non dormì mai. Rosa da Lima limitava a due ore il tempo concesso al riposo e a volte meno ancora. Caterina de’ Ricci sin da piccola non dormiva che due o tre ore per notte. Dopo i vent’anni e l’inizio della sua vita mistica, con ricorrenti estasi, non dormiva che un’ora per settimana o due o tre ore per mese.
Anche qui, per la spiegazione del fenomeno, stanti le leggi naturali per cui il sonno come l’alimentazione è essenziale alla vita, occorre pensare a qualcosa di soprannaturale. I Santi si sono sforzati sempre di limitare le necessità della vita sensitiva, trovando il tempo per prolungare la loro vita di preghiera. Tra i contemplativi e gli estatici si trovano frequentemente lunghe veglie e astinenze. Forse nella santità raggiunta dalle anime dei Santi si può trovare la sufficiente spiegazione di questo fenomeno: quanto più l’anima si nutre e s’inebria di Dio, tanto meno gusta gli alimenti corporali; quanto più si concentra in Dio tanto meno rimane soggetta al sonno e alla pesantezza della carne. Questo fenomeno può essere dunque inteso come un’anticipazione delle condizioni particolarmente eccelse dei corpi glorificati.

AGILITA’:

Si tratta della traslazione corporale quasi istantanea da un luogo ad un altro anche molto lontano dal primo. Si distingue dalla bilocazione (v. seguente) perché non c’è simultaneità di presenza in entrambi i luoghi, ma solo traslazione da un posto ad un altro. Fra i casi Pietro d’Alcantara, Filippo Neri, Antonio da Padova che fece in una sola notte il viaggio da Padova a Lisbona, ritornando la notte seguente allo stesso modo.
Questo tipo di movimento è connaturale ad un essere puramente spirituale come l’angelo, ma è fisicamente impossibile per un corpo materiale, sebbene alcuni teologi attribuiscano comunemente il dono dell’agilità ad un corpo glorificato. Il fenomeno non deve essere confuso con quelli telecinetici, che riguardano il movimento di un oggetto materiale senza aiuto di un mezzo esterno e secondo la volontà della persona agente. Il fenomeno può essere realizzato per mezzo di una azione diabolica, in quanto il Diavolo, dopo la caduta, conserva comunque tutte le qualità degli spiriti: si può trasferire immediatamente da un posto ad un altro e portare anche con sé un corpo estraneo; in questo caso, non sarà immediata, ma comunque rapidissima. Da un punto di vista soprannaturale, questa comunicazione anticipata dell’agilità dei corpi gloriosi è classificabile fra le grazie “gratis datae” di tipo miracoloso, giacché è manifestamente fuori dell’ordine naturale della grazia santificante, ed è ordinato per sé al bene degli altri. Si nota che sono pochissimi i Santi che hanno goduto di questa grazia.

BILOCAZIONE:

Consiste nella presenza simultanea di una medesima persona in due luoghi diversi. Si sono dati numerosi casi nella vita dei Santi (Francesco d’Assisi, Antonio da Padova, Francesco Saverio, Paolo della Croce, Alfonso de’ Liguori). Rimane uno dei fenomeni più difficili da spiegare in maniera soddisfacente. Charles Richet fa una distinzione fra:

Bilocazione soggettiva:
Si verifica quando la persona ha la sensazione di spostarsi in un luogo differente da quello in cui si trova, mentre il suo corpo rimane dove era in precedenza.

Bilocazione oggettiva:
Si verifica quando si accerta con assoluta sicurezza che la persona si trova fisicamente e contemporaneamente in due luoghi diversi.

LEVITAZIONE:

Consiste nella elevazione spontanea, dal suolo, nel mantenimento e spostamento nell’aria del corpo umano senza appoggio alcuno e senza causa naturale visibile. La levitazione ha, di regola, luogo mentre la persona è in estasi. Si parla di:

Estasi ascensionale:
Quando il sollevamento è piccolo.

Volo estatico:
Se avviene a grande altezza.

Corsa estatica:
Quando la persona si muove velocemente raso terra.

Fra i casi di levitazione abbiamo: Francesco d’Assisi, Domenico di Guzman, Ignazio di Loyola, Francesco Saverio, Teresa d’Avila, Maria Maddalena de’ Pazzi, Filippo Neri, Giuseppe da Copertino, Pietro d’Alcantara. Quando il fenomeno si realizza nei Santi ha un’origine evidentemente soprannaturale, benché possa avvenire per intervento diabolico, mentre la semplice natura non può alterare le leggi della gravità, fisse e costanti. Nei Santi, il fenomeno è considerato una partecipazione anticipata del dono di agilità proprio dei corpi gloriosi.

SOTTIGLIEZZA:

Consiste nel passaggio di un corpo attraverso un altro, che suppone la compenetrazione o coesistenza dei due corpi in un medesimo luogo. Questo prodigio si verificò in Gesù, il quale si presentò ai suoi discepoli, dopo la risurrezione, entrando a porte chiuse. Un caso fra i Santi è quello di Raimondo di Peñafort che entrò nel suo convento di Barcellona senza aprire le porte. Gli autori definiscono questo fenomeno come di ordine soprannaturale. Non può essere né naturale, né preternaturale, in quanto la compenetrazione di corpi suppone un miracolo così grande che si può spiegare solo con l’onnipotenza di Dio. La compenetrazione dei corpi costituisce un vero e proprio miracolo, operato da Dio, e non è una semplice e transitoria anticipazione della sottigliezza del corpo glorioso.

LUMINOSITA’:

Consiste in un certo splendore che alle volte i corpi di alcuni irradiano soprattutto durante la contemplazione o l’estasi. Talvolta la luminosità prende la forma di un alone o di una corona che circonda la testa del mistico; in altri casi il volto è raggiante di luce, oppure i raggi di luce provenienti dal mistico illuminano pienamente una stanza. Se il fenomeno è autentico può essere interpretato come l’effetto dell’intima unione con Dio o come un anticipo dello splendore che il corpo assumerà quando sarà glorificato. Esistono, per questo fenomeno, cause diverse: mistica (soprannaturale), naturale e preternaturale (diabolica). Per questo occorre estrema cautela nell’attribuire a doni mistici questo fenomeno.

OSMOGENESIA O PROFUMO SOPRANNATURALE:

Consiste in un certo profumo di fragranza speciale e inusuale che si sprigiona alle volte dal corpo dei Santi, dai sepolcri dove riposano le loro spoglie o in particolari luoghi religiosi. Ne sono esempi: il vescovo Policarpo (156), Simone lo stilita (459), Caterina di Cardoña (1577), Caterina de’ Ricci (1589), Veronica Giuliani (1727) il cui profumo si sprigionava dalle stigmate, Giovanna Maria della Croce (1673), Padre Pio da Pietrelcina (1968). Il fenomeno si verifica talvolta anche in luoghi e situazioni normali; in tali casi si attesta la presenza spirituale di qualche santo glorificato che sta operando per intercessione nei nostri confronti.
L’autenticità del dono dipende dalla vita teologale vissuta dalla persona in questione. Il fenomeno in sé non è spiegabile naturalmente, può avere un’origine preternaturale diabolica, ma nel caso di origine soprannaturale (aromi soavi emanati dai Santi) deve intendersi come una conseguenza dello stato di divinizzazione dell’anima o una comunicazione anticipata delle perfezioni del corpo glorioso.

Fonte: “Mistica.info”