Divisione anche tra cristiani

Divisione anche tra cristiani

“Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno” (Gn 3,15)

Molte persone, compresi alcuni Cattolici, ritengono che il culto di Maria e dei Santi sia in contrasto con il culto di Dio. Anche all’interno delle altre professioni cristiane (ad eccezione degli Ortodossi) esistono notevoli riserve in proposito. In particolare tra i Protestanti (o Evangelici), che oggi si presentano in molteplici chiese dai diversi nomi ed aspetti dottrinali: anglicana, pentecostale, luterana, presbiteriana, battista, libera, ecc.
Proprio la distanza dottrinale rispetto alla Chiesa Cattolica accomuna i Protestanti delle diverse professioni, che come punto comune hanno l’atteggiamento ostile nei confronti della venerazione di Maria e dei Santi, che viene spesso da loro mal interpretato.
Essi sostengono come punti fermi della loro dottrina, che il culto va dato solo a Dio e Gesù Cristo è l’unico mediatore, nessun altro deve interporsi tra Dio e l’uomo.
Secondo loro la venerazione di Maria e dei Santi sarebbe infatti contro l’adorazione di Dio e la loro invocazione è contro l’unica mediazione possibile di Cristo.
Essi considerano il culto cattolico verso Maria come un fenomeno di idolatria, di “mariolatria”, non ammettendo i dogmi relativi a lei, che la Chiesa Cattolica ha istituito nel tempo, quali l’Immacolata Concezione e l’Assunzione.
Anche la preghiera nei confronti dei Santi viene vista come l’apertura di porte verso pericolose forme di spiritismo ed occultismo.
Neanche il Purgatorio è accettato dalla loro tradizione.
Secondo i Protestanti, di norma, i Cattolici sono anime dannate poiché hanno ricevuto e diffuso dottrine false e talvolta eretiche alla luce della Scrittura. La Chiesa Cattolica viene considerata “la grande Babilonia” citata nell’Apocalisse e prossima alla distruzione.
In pratica per il mondo protestante tutta la credenza e la pratica dei Cattolici nei confronti di Maria e dei Santi, è estraneo alla Scrittura e ad essa contrario.

A onor del vero è bene riconoscere che ultimamente, grazie ad una maggiore sensibilità sviluppata nel dialogo ecumenico tra le varie professioni religiose, alcune cose e concetti passati stanno gradualmente cambiando.
Rincuora anche il fatto che alle grandi assemblee di fede e di culto in cui si incontrano Cattolici, Ortodossi e Protestanti è facile toccare con mano l’esistenza di una tradizione che accomuna tutti i cristiani. Infatti anche se divisi su alcuni punti della fede, i cristiani di ogni professione manifestano in diversi modi con l’adorazione alla SS. Trinità il culto all’unico Dio dell’universo, ed accedono alla comunione con il Padre mediante la fede in suo figlio Gesù Cristo, mediante l’azione in loro dello Spirito Santo.
E’ importante evitare di giudicarci gli uni gli altri, ma praticare piuttosto la carità, come esorta l’apostolo Paolo: Accogliete tra voi chi è debole di fede, senza discuterne le opinioni … Ma tu, perché giudichi il tuo fratello? E anche tu, perché disprezzi il tuo fratello? Tutti infatti ci presenteremo al tribunale di Dio … Quindi ciascuno di noi renderà conto a Dio di se stesso. Cessiamo dunque di giudicarci gli uni gli altri; pensate invece a non essere, causa di inciampo o di scandalo al fratello … Ciascuno cerchi di approfondire le sue opinioni personali (Rm 14, passim).
Per noi Cattolici la presenza materna di Maria rivela il carattere autentico della Chiesa che deve far continuamente riferimento alla Vergine Madre di Dio per poter mantenere intatto il suo vero volto e scongiurare deviazioni dottrinali e vere e proprie eresie. Comprendere tutto ciò è una cosa importantissima dato che ci aiuta a scoprire l’essenza genuina della nostra devozione nei suoi confronti.
Il Concilio Vaticano II, confermando l’insegnamento di tutta la dottrina Cattolica, ha ricordato che nella gerarchia della santità proprio la “donna” Maria di Nazareth, è figura della Chiesa. Ella precede tutti sulla via verso la santità; nella sua persona la Chiesa ha già raggiunto la perfezione con la quale esiste. In questo senso si può dire che la Chiesa è sia “mariana” che fedele alla tradizione apostolica trasmessa in primis da San Pietro.
Le parole di Gesù morente in croce, riferite a Maria e all’apostolo Giovanni, sono illuminanti riguardo a questa realtà: Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: Donna, ecco il tuo figlio!. Poi disse al discepolo: Ecco la tua madre! (Gv 19,26-27).
La Chiesa diventa “mariana” se resta ancorata alla Vergine Santa, dalla quale riceve la forza del servizio e l’autenticità dell’amore a Cristo sposo della Chiesa. Così la testimonianza evangelica di ogni battezzato riceve da Maria Santissima le fondamenta per costruire e misurare il cammino della santità. È lei che rende autentica ogni vocazione, perché a lei deve rifarsi costantemente la nostra vita, in quanto Maria, per prima, si è resa disponibile e ha collaborato con la grazia divina. Per questo nessun battezzato può fare a meno dall’aggrapparsi a lei in quanto la Madre del Signore è il modello della Chiesa istituita da Cristo stesso.

Il documento “Lumen Gentilum”, frutto del Concilio Vaticano II, ci ricorda gli aspetti essenziali che riguadano il culto di Maria: I fedeli si ricordino che la vera devozione non consiste né in uno sterile e passeggero sentimentalismo, né in una certa vana credulità, ma bensì procede dalla fede vera, dalla quale siamo portati a riconoscere la preminenza della Madre di Dio, e siamo spinti al filiale amore verso la madre nostra e all’imitazione delle sue virtù” (Lumen Gentilum, n.67). ma ricorda anche la sobrietà che deve contraddistinguere tale culto, evitando ogni forma di esagerazione: “Esorta inoltre caldamente i teologi e i predicatori della parola divina ad astenersi con ogni cura da qualunque falsa esagerazione, come pure da una eccessiva grettezza di spirito, nel considerare la singolare dignità della Madre di Dio (Lumen Gentilum, n.67).

Fonte: “Il culto di Maria e dei Santi”, Don Carlo Colonna, Edizioni Shalom