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Yoga, tantrismo e Meditazione Trascendentale

Lo Yoga, Il tantrismo e la Meditazione Trascendentale

“Ci sono stati anche falsi profeti tra il popolo, come pure ci saranno in mezzo a voi falsi maestri che introdurranno eresie perniciose, rinnegando il Signore che li ha riscattati e attirandosi una pronta rovina” (2Pt 2,1)

Da parte di molti lo Yoga è ritenuto una tecnica di rilassamento che dà ottimi risultati, oppure semplicemente una ginnastica; i più intellettuali pensano che si tratti di una filosofia di vita; alcuni insegnanti consigliano ai genitori di far praticare lo “Yoga” agli adolescenti che manifestano la tipica insofferenza ed il disagio di questa età di transizione; nei programmi televisivi si vedono eminenti medici consigliare lo Yoga come cura per diverse malattie, in particolare quelle cardiovascolari.
La pratica di questa disciplina viene incoraggiata per aiutare un armonioso sviluppo dell’uomo, grazie a delle forze interne che dovrebbero produrre benessere. Questa forma di meditazione si prefigge lo scopo di rendere l’individuo capace di interagire con delle forze esterne “cosmiche”.
Per questo non si tratta solo di una ginnastica dell’anima, ma ha delle implicazioni e dei fondamenti religiosi molto evidenti. Il dizionario della lingua italiana alla parola Yoga afferma chiaramente: “Dottrina filosofica indiana e sistema morale-religioso la cui essenza è la meditazione. Ammette l’esistenza di un’anima primordiale anteriore alla materia e sostiene che dall’unione della prima con la seconda nasca lo spirito della vita. La pratica Yoga consiste quindi in una specie di processo di divinizzazione di chi la segue”.
Infatti, l’ascesi dello Yoga dovrebbe permettere l’unione dell'”Atman” con il “Brahman”, cioè dell’individuo con l’essenza divina. Questo ci ricorda le parole di Satana nell’Eden: …i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio. (Gn 3,5)
Il dizionario Devoto-Oli afferma che lo Yoga è “un complesso di tecniche ascetiche indiane, comuni sia a varie forme di induismo, sia al buddismo”.

Oggi lo Yoga indù non è che una delle pratiche e dottrine Yoga; generalmente si dice che questa pratica ha lo scopo di raggiungere la salvezza per mezzo della conoscenza di una verità intima; ciò è possibile grazie a delle prodezze corporali e mentali che portano al progresso spirituale.
La parola “Yoga” letteralmente significa “giogo, attacco per gli animali da tiro”.
Questo giogo dovrebbe permettere l’unione con il divino, e la liberazione dalla sofferenza. Gli esercizi psichici e corporali dovrebbero permettere all’individuo di uscire dal mondo fenomenale, per raggiungere l’Unità essenziale e fondersi con lei.
Lo scopo dello Yoga è di sopprimere la coscienza normale per raggiungere un altro stato di coscienza. Ma tutto questo non ha nulla di scientifico, ed è in realtà una pratica spirituale vera e propria.
Apparentemente lo Yoga sembra inoffensivo nei suoi diversi esercizi; ma esso trasporta gradualmente i suoi adepti in un mondo spirituale e religioso. Offre all’uomo, momentaneamente, la liberazione dall’ambiente che lo circonda e che lo stressa, raggiungendo una sorta di pace interiore.
Lo Yoga è una religione (le cui radici affondano nell’induismo) e si va sostituendo sempre di più, per molte persone, alla fede cristiana. Che si creda o no all’induismo, la pratica dello Yoga avrà un’influenza nella vita del partecipante.

Lo Yoga si trova oggi in misura crescente al centro dell’interesse dei nostri paesi occidentali, lodato da molti come la soluzione nel deserto spirituale e religioso, che si estende come conseguenza del razionalismo, materialismo e ateismo. Ma la sua origine è in India, e trae le sue radici dall’induismo. Yoga non è un concetto unitario, ma nelle sue forme si presenta come una tavolozza multicolore di metodi e di esercizi, una pratica di vivere fino a raggiungere finalità religiose e spirituali. A questa immagine cangiante corrisponde anche la comunità Yoga, che oggi nell’occidente è composta da persone di tutte le età e classi sociali, interessate per motivi molto diversi.
Lo Yoga, nelle sue diverse forme, è presente spesso anche nei circoli cristiani. È significativo però che nell’India odierna esso abbia un ruolo di poca importanza. Proprio in India gli uomini hanno riconosciuto spesso che lo Yoga non dà loro quello che desiderano nel momento della disperazione. I cristiani indiani rifiutano fermamente una combinazione di Yoga e cristianesimo. Il fatto che questa dottrina in occidente metta radici, ci dice che proprio l’occidente si trova nell’allontanamento della fede e nella ribellione contro Cristo, quindi questa è una manifestazione del suo carattere anticristiano.

Secondo l’induismo lo Yoga è un insieme di metodi che, con l’aiuto dell’ascesi, di esercizi fisici, di tecniche di respirazione e di meditazione, dovrebbe liberare l’anima umana di tutto il suo peso materiale e terreno. Questa liberazione tanto ricercata ha un doppio significato: non è intesa soltanto per l’esistenza presente dell’uomo che pratica lo Yoga, ma soprattutto per il ciclo delle reincarnazioni. Secondo l’antica concezione induista a dipendenza del suo “Karma”, l’anima impura dell’uomo deve rientrare sempre in un seno materno e nascere di nuovo. Soltanto quando riesce per propria forza a purificarsi, raggiunge la redenzione e con questa la liberazione da nuove reincarnazioni. La redenzione induista significa anche che l’anima individuale (Atman) è alla fine identica all’anima cosmica (Brahman). Nello Yoga indiano c’è la concezione che ogni anima, nella sua natura e sostanza, è unita nel suo profondo alla divinità. Qui sta la tentazione segreta dello Yoga: esso insegna che l’uomo è Dio.
Nello Yoga l’uomo non è l’immagine di Dio danneggiata dal peccato originale, ma è Dio stesso. Le diverse scuole di Yoga si distinguono per il loro metodo. Lo Hatha-Yoga dà molta importanza alle tecniche propriamente corporali, per esempio alla purificazione dello stomaco e degli intestini, a certe posizioni (Asanas), a tecniche respiratorie (Pranayama). In queste ultime si tratta principalmente di rallentare arbitrariamente o volutamente il respiro, e questo effettua nell’esperienza un rallentamento del pensiero, uno svuotamento artificiale della coscienza. Altre scuole preferiscono tecniche meditative, per esempio il Mantra-Yoga, che lavora con la ripetizione dei mantra, ad alta e bassa voce o nel silenzio. Questi mantra sono nomi di divinità inferiori indù (demoni) o formule magiche che spesso non hanno un significato linguistico o grammaticale, come per esempio il conosciuto mantra “OM”. Essi dovrebbero esprimere immediatamente forze primitive divine o cosmiche, per esempio gli dèi Vishnu, Shiva o l’anima cosmica Brahman. Mediante la ripetizione incessante di tali formule, gli indù pensano di identificarsi con le potenze rappresentate in queste formule medesime. L’uomo perciò non si presenta umile davanti al suo Creatore, ma tenta attraverso i mantra di realizzare una sua latente identità divina, che in ultima analisi è pagana.
La maggioranza delle scuole di Yoga nell’occidente sono sotto l’influsso dell’Hatha-Yoga. Gli esercizi insegnati in questa scuola dovrebbero fortificare principalmente il corpo, mantenere elastiche le articolazioni, disintossicare gli organi, tranquillizzare i nervi e così aiutare gli uomini a condurre una vita armonica per riuscire meglio ad affrontare lo stress quotidiano.

Spesso si introducono i bambini ai corsi di Yoga. Nelle scuole occidentali di Yoga raramente si parla della liberazione dell’anima dal ciclo delle reincarnazioni, ma piuttosto del successo nel mondo. Questa trasformazione del significato di Yoga nell’occidente porta con sé un giudizio errato, sembra che si tratti soltanto di un esercizio fisico. Il principiante sente a volte alcuni effetti positivi di leggerezza, perciò è in grado di sopportare meglio certe situazioni di stress.
Queste esperienze iniziali, spesso soltanto apparentemente positive, inducono molti uomini ad occuparsi più da vicino dello Yoga, a penetrarne più profondamente la sua dottrina. Ecco perché molti ne sono sedotti e cadono nell’inganno.
Gli esercizi fisici però sono difficilmente separabili dagli aspetti spirituali. Anche lo spirito dell’uomo vi si trova inserito. Come veri iniziatori, dietro le quinte ci sono dei maestri di Yoga (yogin) formati nello Yoga dell’induismo indiano e che hanno un piano preordinato per condurre gli allievi alla meta dello Yoga indiano. Perciò il cammino iniziale di esercizi fisici, respiratori e di rilassamento, conduce ad ulteriori esercizi di conoscenza di se stessi, di tecniche di dominio dello spirito e dell’anima.
Con questo abbiamo accertato che il metodo Yoga non si può separare dall’induismo. Quello che viene praticato nei paesi occidentali non è soltanto una ginnastica che favorisce la salute; chi pensa cosi è vittima di un inganno, poiché in ultima analisi questi esercizi non sono separabili, come è stato detto tante volte, dalle concezioni speciali dell’induismo e del suo mondo spirituale occulto. I fautori dello Yoga dicono questo apertamente.
Apparentemente lo Hatha-Yoga è innocuo e non religioso; con esso si cerca di essere coscienti delle proprie capacità fisiche grazie agli esercizi nei corsi di ginnastica. Questa forma di Yoga è una preparazione per il “cammino regale” del Raja-Yoga. Certi aspetti del pensiero induistico devono essere accettati anche nello Hatha-Yoga. Gli esercizi apparentemente di pura ginnastica sono orientati spiritualmente e hanno effetti spirituali. In questi esercizi, non solo le membra sono attivate, ma vi sono anche effetti sugli organi interni e sulle ghiandole e su certi centri nervosi.

Se anche le singole scuole hanno le loro dottrine specifiche, nello Yoga classico si tratta del tema principale che è scoprire se stesso, quella parte essenziale, pura e divina in sé: il Dio nell’uomo.
Secondo la dottrina fondamentale dello Yoga, si afferma che la natura – specialmente la natura umana – è buona nel suo intimo. Tutti i maestri di Yoga credono in se stessi, nel senso di essere Dio o parte della divinità.
La conseguenza è che i maestri (Guru) che presentano questa dottrina hanno un’influenza immensa, come possiamo constatare nel mondo occidentale. Essi sono accettati come divinità personificate e approfittano di questa loro autorità, e ci si inchina perfino davanti ai piedi di un ragazzo.
Secondo lo Yoga la via da seguire per trovare il Dio in sé, è lo svuotarsi interamente di se stessi, con l’aiuto di esercizi fisici per aprirsi alle potenze cosmiche che agiscono nell’universo. Mediante questo, l’uomo si potrà unire alla fonte dell’energia presente in tutto l’universo, per esempio nell’aria, nell’acqua e nell’alimentazione. Così l’uomo diventerà Dio, cioè si eleverà allo stato originario, senza macchia, innocente, per diventare un superuomo. Con questo l’uomo riuscirebbe a raggiungere la meta desiderata: la felicità, la piena armonia, il supremo stato della coscienza che conduce all’essere divino.
Nella sua essenza lo Yoga è dunque una forma di auto redenzione. Ma se in realtà l’anima individuale tende a liberarsi dalla sua prigione corporale, in verità promuove l’io peccaminoso e di conseguenza l’egoismo.
Infatti l’allievo Yoga si occupa costantemente di se stesso, i suoi pensieri girano sempre attorno alla sua persona e diventa ogni volta più incapace di vivere in comunità.
Così alla fine questa sedicente auto redenzione porta ad una conclusione ingannatrice. Anche se questo fine si realizzasse mediante le forze dell’universo che pervadono l’uomo, non si deve dimenticare il fatto che non esistono forze neutre, come alcuni pensano, nemmeno nello Yoga.
Dietro a ogni forza invadente c’è piuttosto un essere o una personalità spirituale.
Gesù afferma di essere il Figlio di Dio che viene dall’alto. Ma esiste anche Satana, un anti-Dio che viene dal basso (cfr. Gv 8,23), anche questo può entrare nell’uomo e conferirgli determinate capacità.
Come già detto, nello Yoga ultimamente sono accettate le forze dell’anima cosmica induista del Brahman. Né può essere diversamente, perché gli yogin vivono nella tradizione induista. Credono da una parte in se stessi come Dio e dall’altra hanno ancora diverse divinità personali come Krishna, Shiva.
Gli allievi Yoga devono mettersi in comunicazione con queste divinità e sono inevitabilmente indotti ad accettarle. Questo però significa che c’è una relazione con un essere demoniaco, perché l’apostolo Paolo, quando parla dei sacrifici pagani, afferma: I pagani offrono sacrifici a entità demoniache e non a Dio (cfr. 1Cor 10,20).
Colui che coltiva intensamente lo Yoga finirà (a causa del mondo occulto che vi si cela dietro) inevitabilmente e inconsciamente sotto l’influenza di Satana. Attraverso l’influsso delle forze dell’universo che non sono altro che forze demoniache, l’uomo si espone al pericolo di cadere sotto la potenza degli inferi, anche se ci si illude di praticare dello “Yoga cristiano”. E alla fine l’allievo Yoga passa dal regno di Gesù, il regno della luce, al regno delle tenebre, cosa che si percepisce per lo più quando è troppo tardi. Questo passaggio, così decisivo per l’eternità, dal regno di Gesù al regno del Demonio, si realizzerà a causa della sorgente spirituale dello Yoga.
Il fatto che nello Yoga siano in azione forze preternaturali è dimostrato dai mantra, dei quali abbiamo parlato.

Kundalini Yoga

Vi sono diverse pratiche Yoga come il Karma Yoga, il Bhakti Yoga o il Raja Yoga, ma quando si parla di Yoga in occidente in generale si fa riferimento allo Hatha Yoga, che è una forma di Yoga basata sull’associazione di esercizi fisici (asana) e di esercizi respiratori (pranayama).
Questa tecnica promette di stimolare l’attività dei cosiddetti centri di energia psichica (chakra) per far emergere la Kundalini. Kundalini sarebbe un serpente femmina od una dea coricata, che dorme alla base della colonna vertebrale. Quando viene risvegliata per mezzo dello Yoga, s’innalza lungo la colonna vertebrale, aprendo i chakra e conduce all’unione con Brahman. Tradizionalmente essa è anche conosciuta con il nome di Durga la creatrice, Chandi la feroce ed assetata di sangue e Kalì la distruttrice. È anche Bhajangi il serpente. Come Chandi e Kalì, ha una ghirlanda di crani intorno al collo e beve il sangue umano. Non ci si deve divertire con incuranza del pericolo con Kundalini, a meno che non si amino i dolori violenti e la febbre, una salute che si deteriora, molte forme di follia o la morte improvvisa.
Bisogna sottolineare che gli stati di Kundalini, gli stati medianici e gli stati di possessione hanno delle caratteristiche in comune, tra cui diverse manifestazioni occulte, fino ad essere succubi di entità demoniache. Alla luce di questi fatti, la crescita enorme di interesse per lo Yoga Kundalini è una cosa molto grave.
Perciò sotto una veste religiosa, lo Yoga è in realtà una forma di contatto con le potenze occulte. Alcune posizioni prosternate con le mani piegate sul petto, il tronco eretto con lo sguardo estasiato verso l’alto, esprimono una ricerca di contatto occulto. Senza parlare poi delle “preghiere” dei manuali Yoga: l’emissione di suoni apparentemente insignificanti, in realtà nascondono vere e proprie invocazioni demoniache.

Tantrismo

Anche il tantra Yoga (tantrismo) avrebbe come scopo quello di portare l’uomo a congiungersi con Brahman per sperimentare la beatitudine, ma la sua caratteristica è che questo scopo lo si raggiungerebbe facendo uso (tra le altre cose) di bevande inebrianti e pratiche sessuali estreme. Questo tipo di Yoga tantrico piace a molti, per ovvi motivi, e si sta diffondendo anche in occidente. Non c’è da meravigliarsene, infatti l’apostolo disse che negli ultimi giorni gli uomini saranno amanti del piacere anziché di Dio (cfr. 2Tm 3,4). Nel caso del tantra-Yoga viene persino asserito che questo piacere sensuale conduce alla salvezza: “I testi tantrici ripetono sovente un adagio; gli stessi atti che fanno bruciare taluni uomini nell’Inferno per milioni di anni, conquistano allo yogin la salute eterna”.
Gli insegnamenti buddisti in generale e l’esperienza tantrica sottolineano che in ciascuno di noi esiste una sorgente illimitata di profonda saggezza e di grande gentilezza, solo che noi non lo sappiamo e quindi bisogna sbloccare queste risorse ed attivare questa potenziale energia per ottenere l’illuminazione. Per fare ciò sarebbe necessario passare attraverso una efficace iniziazione che non si differenzia da alcuni rituali che troviamo nello spiritismo, nel Channeling o nella possessione da spiriti.
È veramente triste e sconcertante constatare come il Maligno sia riuscito a persuadere molti che degli atti sessuali immorali possano portare l’uomo alla salvezza. Secondo i testi tantrici l’uomo è incoraggiato a compiere atti sessuali con una donna che non sia sua moglie.
La realtà che c’è dietro alla pratica tantrica è molto in armonia con la classica dottrina indù, come si trova nei “Veda” e nelle “Upanishad”. Dio diventa perciò impersonale, lo stesso cosmo è Dio ed ha un valore molto negativo finché noi lo consideriamo reale, l’uomo non ha una sua natura definita in quanto tutto è illusione e l’uomo è “dio”, la morte ed il peccato non esistono, esiste solo un problema di ignoranza metafisica.
Soprattutto nel “tantrismo della mano sinistra”, la violazione di ogni norma è un atto efficace per raggiungere la vera illuminazione. I concetti sono molto simili a quelli presenti nella magia sessuale e nel satanismo crowleyano, come ad esempio l’acquisizione di potenza mediante ribellione alla normalità, uso di un linguaggio segreto, orge, particolari tecniche sessuali e la spinta verso svariate pratiche perverse.
Questi e tanti altri sconvolgenti aspetti del credo tantrico risultano essere in completa antitesi con il cristianesimo. Stiamo parlando di vero e proprio satanismo mascherato da filosofia orientale che fa della magia sessuale e del rinnegamento di tutti i dogmi cristiani il proprio punto di forza. Il tantrismo rappresenta infatti una tra le forme più perverse e depravate di rinnegamento di Dio e di consacrazione al Demonio.

Meditazione Trascendentale

La Meditazione Trascendentale del Maharishi Mahesh Yogi, che è largamente diffusa, agisce principalmente con l’uso dei mantra. I “mantra” sarebbero dei suoni che agirebbero come veicolo della meditazione e non avrebbero alcun significato concettuale. Il Maharishi dice ai suoi allievi che i suoi mantra sono di origine indù, però non dice loro nulla sulle potenze, cioè sulle divinità induiste che si identificano in queste forze. Negli scritti dei suoi adepti si afferma il contrario, cioè che in questi mantra si tratta soltanto di “vibrazioni fisiche”. Queste dichiarazioni servono a velare la realtà. In questo modo una tecnica magica religiosa di origine pagana viene interpretata come una “scienza della intelligenza creatrice”. Il principiante non percepisce che l’accettazione in questa comunità equivale ad aver fede nella tradizione induista. La pratica di iniziazione dell’adepto comporta inoltre l’abiurazione della propria religione, prostrandosi di fronte alla foto di un presunto “maestro” e consacrando a lui le propria forze, volontà e fede; vera e propria idolatria.
L’occultamento dei mantra davanti al pubblico e ai principianti e il nascondere le potenze che stanno dietro ad essi, confermano il fatto che i mantra non possono essere paragonati alla preghiera o alla meditazione in senso biblico. I mantra sono sillabe magiche o formule occulte.
Che le pratiche di Yoga nell’India antica siano miste a magia e forze occulte, appare chiaramente quando si sente che i manuali tradizionali di Yoga promettono all’allievo forze soprannaturali (Siddhis), durante il progresso in questo cammino.
Mediante queste capacità gli yogin fanno i cosiddetti miracoli. Ma se le potenze alle quali gli adepti dello Yoga alla fine si aprono sono potenze oscure, allora esse non potranno mai portare una soluzione, la liberazione e l’armonia, come viene invece affermato in questa dottrina. Satana è il distruttore di ogni felicità, di ogni gioia e armonia, di ogni bene; è lui che sta dietro a tutti gli idoli e gli dei, ed è anche lui che sta dietro le dottrine induiste. Egli vuole mettere l’uomo sotto il suo potere per condurlo alla perdizione. Di conseguenza se uno è un cristiano fedele non può far altro che combattere con Gesù contro l’occultismo e il Demonio che si presenta nello Yoga.
Gesù Cristo è venuto per distruggere le opere delle tenebre e di Satana (cfr. 1Gv 3,8). Egli è il Signore e il vincitore su Satana e su tutti i demoni, sulle autorità e sui dominatori di questo mondo di tenebre e sugli spiriti del male che sono sotto il cielo (cfr. Ef 6,12).

La Sacra Scrittura ci mostra innumerevoli esempi nei quali Dio ha punito il popolo dell’Antico Testamento con castighi durissimi quando questo ha voluto unire il Dio vivente con gli idoli, cioè con i demoni delle altre religioni. Era soprattutto questo il suo peccato, e non la mera idolatria.
Non ci si può in nessun modo scusare portando a favore dello Yoga per esempio questo argomento: un Dio giusto non può escludere dalla salvezza eterna un buddista, un indù o un credente di altre religioni che cercano con sincerità di salvarsi, e quindi si può andare anche su questa “altra via”. Lo sbaglio di questo argomento è il seguente: è vero che la grazia di Dio non ha limiti, ma c’è una differenza sostanziale tra coloro che hanno ricevuto la rivelazione del Figlio di Dio, Gesù Cristo, e coloro che non l’hanno ancora udita. Per noi cristiani vale questo: E in nessun altro vi è la salvezza, poiché non c’è alcun altro nome sotto il cielo che sia dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati> (cfr. At 4,12).
Per i cristiani lo Yoga è una via di apostasia che conduce alla perdizione.
La nostra redenzione è stata pagata a caro prezzo. Perciò, ogni volta che pensiamo di poter seguire, accanto a Gesù, altri dei e idoli pagani, Dio chiama noi, redenti dal sacrificio di Gesù e dal prezioso Sangue dell’Agnello di Dio: Fino a quando zoppicherete da due parti? (1Re 18,21).

In base a quanto esposto fino ad ora, risulta manifesto e chiaro che non può esistere una forma di Yoga o un suo surrogato che sia compatibile con il cristianesimo. È sconcertante che nei paesi occidentali molti usano lo Yoga sotto vesti cristiane, per esempio, mettono parole cristiane e orazioni come il Padre Nostro al posto dei mantra. Ci sono perfino teologi che favoriscono questi esercizi e invitano gruppi cristiani a simili pratiche. Lo Yoga viene presentato come una via che si potrebbe usare per la meta cristiana. Una cosa è chiara: lo Yoga e la fede cristiana si escludono a vicenda non soltanto per il fondamento, il cammino e la meta, ma anche perché il Cristo vivente con la sua chiamata a seguirlo fino alla meta, e tutta la Parola di Dio, sono contrari alla dottrina, al cammino e alla finalità dello Yoga.
A parte il pericolo principale che deriva da questa origine demoniaca, la dottrina dell’auto redenzione è già completamente contraria alla fede cristiana. L’uomo è peccatore e non ha assolutamente alcun potere per redimersi attraverso esercizi fisici e spirituali con i quali pensa di elevarsi sempre più in alto fino a diventare un uomo-dio. Chi appartiene alla verità si rende intimamente conto di non essere imprigionato nel proprio io originariamente buono, ma di vivere nella prigione del proprio peccato, e quindi di Satana, a causa della sua natura imperfetta. E proprio da questa prigione deve essere liberato. Il cristiano non cercherà mai di scoprire il suo “io divino” per raggiungere la redenzione, perché conosce già il suo proprio essere incline al male (cfr. Gn 8,21). Egli conosce la realtà del peccato e della colpa e ha bisogno di un Redentore. L’unico Redentore è Gesù Cristo. Gesù si è fatto uomo ed è morto per noi sulla croce per redimerci dal nostro io decaduto e sede di ogni male, dell’egoismo, della superbia e di ogni brama illecita. Per il suo Sangue versato e il suo atto redentore, secondo la parola “Tutto è compiuto!”, Satana e il peccato sono stati vinti. In questa fede, quando il nostro uomo vecchio, quello naturale, è dato alla morte in Cristo, risorge l’uomo nuovo, l’io redento.
Soltanto Gesù, il Figlio di Dio, ha il potere di creare questo in noi. Per un vero cristiano Gesù è il grande protagonista della sua vita. Vive con Lui e segue Lui, fino alla meta per essere per sempre con Lui nel suo Regno.
Chi realmente ama Gesù, l’Agnello di Dio, come il suo Redentore, chi ha una relazione personale con Lui, non farà esercizi dietro ai quali stanno dottrine occulte e formule magiche. Non si rivolgerà mai a forze sconosciute del cosmo e a divinità straniere, a esercizi Yoga per imparare l’arte di svuotare la sua mente, perché i suoi pensieri sono rivolti a Gesù Cristo e nel silenzio si occupano di Lui e della Parola di Dio. Il cristiano non ha bisogno di esercitarsi nello Yoga per escludere tutte le funzioni della sua anima, perché la sua anima vuole invece essere viva e amare Gesù, e con Lui gli uomini e tutte le creature di Dio, amando però Gesù al di sopra di tutto.
E chi pensa di dover liberare il divino imprigionato in sé aprendo l’anima a tutte le forze che vengono dal basso, diventerà in questo modo prigioniero del peccato e del Demonio. Ecco perché un cristiano che agisce in tal modo deve riconoscere la sua colpa quando arriva sotto l’influenza di questi poteri. In definitiva il cristiano deve scegliere fra Cristo e Beliar, perché la possibilità di unire Yoga e fede cristiana non esiste.

Lo Yoga non è soltanto un affare personale di vita religiosa dell’individuo, ma, come proclamato da Maharishi Mahesh Yogi, è un piano di portata mondiale: offrire la “salvezza” e la “fortuna” al mondo. Sembra proprio che questa dottrina stia tentando di sfociare in una religione mondiale unitaria, anticristica e separata dal vero ed unico Dio. Si ripresenta in definitiva lo scenario di stampo apocalittico che pure il movimento New Age e la massoneria stanno da tempo promuovendo.
Dinanzi alle grandi seduzioni della nostra epoca, gli ultimi tempi escatologici, Gesù ci chiama: Io sono la Via, la Verità e la Vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me (Gv 14,6).
Chiunque abbandona il Cristo e si rivolge ad un’altra redenzione che viene dal basso, dalle profondità dello Yoga, andrà incontro alla perdizione: quanti ti abbandonano resteranno confusi … perché hanno abbandonato la fonte di acqua viva, il Signore (cfr. Ger 17,13).
Per coloro seriamente decisi ad abbandonare ogni pratica ascetica estranea alla dottrina cristiana, è bene ricordare che è necessario intraprendere una salda battaglia della fede perché si presenteranno senz’altro delle forti tentazioni affinché la conversione non avvenga. La miglior cosa è di fare questo passo con l’aiuto di altri: un sacerdote esorcista e un gruppo di preghiera saranno di molto aiuto nel cammino di liberazione.

Fonte: Claudia Guiati (www.camcris.altervista.org/yoga.html)

La magia e la stregoneria

La magia e la stregoneria

“Su di te piomberà improvvisa una catastrofe che non avrai previsto. Stattene pure nei tuoi incantesimi, nelle tue molte magie, per cui ti sei affaticata dalla giovinezza” (Is 47,11-12)

Il noto sociologo Massimo Introvigne usa un semplice esempio per chiarire la differenza tra la genuina mentalità religiosa e l’atteggiamento magico-superstizioso: “Se, avendo bisogno della pioggia, mi rivolgo con una preghiera a Dio sapendo bene che Dio risponderà comunque in modo sovrano e libero alla mia invocazione (cioè risponderà o concedendomi la pioggia oppure non concedendomela), e io resto fermo nella mia fede in lui e sereno davanti alla sua libera decisione, allora il mio è un atteggiamento perfettamente religioso. Se invece, avendo bisogno della pioggia, sono convinto che mi basti recitare una formula per obbligare Dio, oppure una divinità o uno spirito, o forse il Diavolo, a far piovere, allora io sono in pieno atteggiamento magico-superstizioso”.”

Nel linguaggio comune si intende per magia una pratica rituale che permette di condizionare la realtà esterna (visibile o invisibile) mediante intervento spiritico. Non ci riferiamo alle capacità illusorie tipiche dei prestigiatori e nepppure ai molti ciarlatani presenti in giro ma alle persone seriamente dedite all’occultismo.
Incantesimi, sortilegi, divinazioni caratterizzano la società umana fin dai tempi più remoti, dalla cultura egizia a quella romana, in cui la magia si scontrava con il cristianesimo, fino al Medioevo, in cui diviene “pratica maledetta”, e al Rinascimento, quando la magia si fonde con le scienze, l’alchimia, l’ermetismo. Secondo il “pensiero magico”, l’uomo è parte del tutto, dove a un macrocosmo, che è il mondo, corrisponde un microcosmo, che è l’uomo stesso. Nell’ambito di questa corrispondenza il “mago” è un uomo (microcosmo) che sa penetrare i segreti del tutto (macrocosmo) e che sa dominare la natura e gli eventi.
La stregoneria, a differenza di alcuni tipi di magia, non nasconde di ricorrere apertamente a forze demoniache e allo stesso Demonio, esattamente come nell’ambito della magia nera.

E’ quindi opportuno fare un pò di chiarezza sulla classificazione interna della magia. Sebbene tutte le sue forme facciano in definitiva riscorso a poteri occulti e demoniaci, potremmo identificarne le seguenti tipologie:

– magia bianca: utilizzata per risolvere problemi vari ed abbattere ostacoli ed impedimenti nella vita quotidiana;
– magia nera: generalmente utilizzata per arrecare danno ai nemici, in alcune culture viene utilizzata anche per ottenere protezione personale o per vedere esaudite determinate richieste;
– magia rossa: branca della magia utilizzata per legamenti d’amore, per dividere o per separare le persone;
– magia verde: adorazione degli elementi della natura considerati sacri e dotati di poteri, utilizzati come tramite per soddisfare ogni sorta di richiesta;
– magia sessuale: utilizzo dell’atto sessuale per l’ottenimeno di poteri personali o il soddisfacimento di richieste a pro o a danno di qualcuno.

Le tecniche magiche possono essere raggruppate convenzionalmente in cinque categorie:

– La cosiddetta “magia simpatica o d’incanalamento”, in cui l’effetto magico è perseguito tramite l’utilizzo d’immagini od oggetti che possono essere usati, ad esempio come rappresentazione simbolica della persona cui si vuole fare del bene o si vuole nuocere, oppure per rappresentare lo scopo che ci si prefigge (ad esempio con l’uso di amuleti e talismani).
– La “magia da contatto”, caratterizzata dalla preparazione di pozioni e filtri magici, sacchettini da indossare, talismani o amuleti da portare con sé, creati utilizzando oggetti ed ingredienti più o meno naturali.
– La terza forma di pratica magica è l'”incantesimo”, che agisce tramite parole (un esempio tipico è “abracadabra”) o altre formule magiche.
– La quarta categoria è quella della “divinazione”, utilizzata per ricevere informazioni attraverso varie arti mantiche (come l’astrologia, la cartomanzia, la chiromanzia) oppure attraverso dei talenti propri dell’operatore (come ad esempio attraverso i presagi, o nella preveggenza e nella medianicità).
– La quinta categoria è quella di “similitudine”: il simile produce il simile, un esempio può essere quello rappresentato da alcuni popoli primitivi, i quali, prima di andare a cacciare, imitavano i movimenti, i versi ed i comportamenti in genere dell’animale che desideravano catturare.

Solitamente i riti magici utilizzano una combinazione tra le diverse tecniche. Ogni movimento magico si fonda su alcuni elementi pressoché costanti: il carattere segreto e riservato del sapere; la grande difficoltà e complicazione dei procedimenti e dei rituali; la distinzione tra l’esigua schiera dei sapienti o veri uomini e la massa incolta; il carattere eccezionale della figura e della personalità del mago, che è giunto a un livello di sapienza e perfezione che lo rende diverso e lo fa vivere su un piano inaccessibile ai profani.
La parola “magia” indica, dunque, il potere e la capacità dell’uomo di entrare nel mondo divino e spirituale per utilizzare le “energie superiori”. La magia è nata dal tentativo dell’uomo primitivo di dominare la natura, quel mondo sconosciuto e occulto i cui fenomeni gli apparivano totalmente incomprensibili. Ed è proprio dal sentirsi in balia di qualcosa di grande ed inesorabile che nacque la credenza che esistessero forze soprannaturali che, se ingraziate, potevano essere assoggettate alla volontà umana. Pertanto, la magia altro non è che il mezzo attraverso cui l’uomo ha sempre cercato di avere potere e di agire sugli eventi che non riusciva a comprendere.

Nella nostra società l’elemento magico si è trasforma nei fenomeni paranormali, nello spiritismo, nel Channeling, nell’occultismo, nell’esoterismo ed esprime la tendenza di molte persone a credere in un dio magico e miracolistico, che può essere utilizzato per soddisfare i propri bisogni.
L’elemento magico non è altro che l’espressione del bisogno dell’uomo di sfuggire ai limiti della propria condizione e di cambiare il corso degli eventi a proprio vantaggio. I rituali esoterici servono a superare la sensazione di impotenza e a integrare tutti quegli aspetti dell’esistenza sui quali sembra di non poter esercitare alcun controllo. Il fascino dell’occulto siede, quindi, nell’illusione di poter influire direttamente sulla propria condizione, modificandola in relazione ai propri bisogni, di avere potere su se stessi e sugli altri, piuttosto che sentirsi in balia degli eventi esterni per trovare una soluzione ai propri problemi.

Oggigiorno la magia è di gran voga e ciò è spiegabile nel fatto che ogni volta che nel corso della storia cala la fede, aumentano le pratiche superstiziose come alternativa alla stessa; la magia è infatti radicata ovunque a prescindere dal grado di sviluppo, dal progresso o dalla localizzazione geografica. Non tutti coloro che frequentano maghi sono persone ingenue ed analfabete ma vi si trovano anche importanti uomini d’affari, personaggi dello spettacolo, politici, campioni sportivi, ecc.

Sono principalmente tre i motivi che spingono costoro a frequentare i maghi: disperazione, curiosità, ricerca di potere.

– DISPERAZIONE: quando una persona vede che tutto va male nella sua vita e i rimedi naturali a cui ha ricorso sono risultati inutili, si sente quasi costretto a ricorrere ai cosiddetti mezzi alternativi. Tra i mezzi alternativi c’è anche il ricorso ai maghi (“ti hanno fatto un fattura”, è una delle diagnosi più ricorrenti) che pretendono di saper spiegare il perché va tutto storto e promettono il magico rimedio.
Quando l’uomo è abbattuto dalla disgrazia e della malattia, si trova in uno stato psicologico per cui non ragiona più; accetta ogni soluzione pur di uscire da quella problematica, fregandosene al contempo di indagare da parte di chi viene questo aiuto.

– CURIOSITA’: da quella ingannevolmente innocente (per sapere cosa ci verrà detto), alla volontà di conoscere per vie magiche ciò che è oscuro ed inaccessibile (uno dei capisaldi dell’occultismo). Il più delle volte si richiede al mago il futuro, altre volte si chiede la causa dei mali che si hanno (cercando un colpevole a tutti i costi), il chiarimento di dubbi (se il proprio coniuge ci tradisce), o il comportamento da tenere in un caso particolare (sul futuro di una relazione, di un lavoro ecc.).

– RICERCA DI POTERE: si intende il guadagno materiale, il successo, il protagonismo, i godimenti sessuali, comprendendo anche la vittoria sui rivali lavorativi, commerciali, politici, ecc. Si entra quindi nel campo di voler prevalere ad ogni costo anche danneggiando gli altri; è lo specifico campo d’azione della magia nera. Si è spinti dal desiderio di raggiungere, per via magica e ricorrendo all’aiuto di nefaste forze occulte, risultati o poteri che non si riesce ad ottenere per via naturale (intelligenza, studio, abilità, amore, ecc.).

Generalmente ci si rivolge ai maghi per uno di questi tre motivi ma ci si può anche applicare allo studio della magia e delle sue pratiche per il semplice desiderio di diventare maghi. In entrambi i casi c’è la volontà di ricorrere all’aiuto di forze non umane per dominare le forze della natura o degli eventi, per influire sugli altri o difendersi dagli altri. E’ pura idolatria, poiché viene ricercato al di fuori di Dio e delle sue leggi (che non soddisfano, a cui non si crede o a cui non si vuole sottostare) altre vie, altre leggi, altre divinità che vengano in aiuto. Tutta la storia sacra illustra questa alternativa, che non riguarda solo il popolo ebraico, ma che è emblematica per l’umanità di tutti i tempi.

Gli ebrei si trovarono in mezzo a popoli pagani che credevano che ogni popolo e territorio avesse i propri dèi protettori. Da qui la tentazione degli ebrei se credere al vero Dio che si era rivelato ad Abramo, Mosè, ai profeti, e che li aveva assistiti e liberati dalla schiavitù egiziana, oppure adeguarsi alle credenze e pratiche della popolazione locale. E così alternavano fedeltà e tradimenti, fughe e ritorni, in un continuo susseguirsi di contraddittorie decisioni e promesse.
Allo stesso modo si comporta il cristiano di oggi e sarà così anche per il cristiano di domani. Salvato da Dio dalla schiavitù di Satana per mezzo del battesimo, depositario dei piani di Dio sulla vita e sul destino umano che ben conosce, resta tuttavia tentato continuamente di seguire le idee del mondo, le vie del mondo, col pericolo di perdersi. Anche il ricorso alla magia è un chiaro segno di non ricorrere a Dio per risolvere i propri problemi (rifiutando al contempo la sua volontà ed i suoi disegni), ma di scegliere le vie che sembrano più facili e veloci per raggiungere l’obiettivo desiderato.

Tra i vari tipi di magia elencati sopra i più conosciuti sono sicuramente la “nera” e la “bianca”; si ha magari meno scrupoli nei confronti di quella bianca che, in fondo, è soltanto più ipocrita. Il rapporto diretto con Satana della magia nera diventa, in quella bianca, un rapporto mascherato, ma la sostanza è la stessa. Non fidiamoci del mago che si professa cristiano e magari tiene la Bibbia in mostra sul suo tavolo mentre lavora con formule e strumenti magici. Altri si attorniano di crocifissi, statuine di Santi e della Madonna, di corone del Rosario, di santini, di foto di Padre Pio e del Papa con il solo scopo di tranquillizzare i clienti facendo leva sui loro sentimenti religiosi ed infondere un apparente senso di fiducia e vicinanza alla Chiesa. Non pochi maghi usano anche il nome di Dio e dei Santi nei loro discorsi e riti, solo per rassicurare ed ingannare più facilmente.
I veri maghi hanno una grande abilità a legare psicologicamente a sé le persone, per renderle sempre dipendenti dai loro servizi e quindi ricavarne un guadagno economico periodico e duraturo. Si presentano come benefattori, veri amici che possono capire e che vogliono aiutare in cambio di un piccolo compenso economico per il servizio prestato (a volte gratuitamente le prime volte, per poi raggiungere cifre da capogiro quando il legame di dipendenza si è instaurato).
E’ una triste realtà che molte importanti personaggi di successo non si muovono e non prendono decisioni importanti senza aver prima interpellato il loro mago di fiducia.
Si avvalgono di collaboratori che percepiscono una percentuale sul guadagno finale ottenuto dal cliente a loro indirizzato e di investigatori privati per rivelare al malcapitato cose nascoste personali che attestino i loro poteri soprannaturali.
Molto spesso richiedono una foto per poter fare una diagnosi “a distanza” oppure dicono di portare da loro anche il tal familiare che sta sperimentando alcune difficoltà o che è sottoposto ad influenze negative che solo loro sono in grado di allontanare. Generalmente additano la causa dei problemi personali, a qualche familiare che avrebbe fatto una fattura a morte che solo loro sono in grado di sciogliere. A tal proposito è bene ricordare che spingere all’odio (specialmente familiare) è uno dei marchi distintivi del Demonio che mira a sfasciare le famiglie.
I metodi più ricorrenti con cui i maghi si fanno pubblicità sono: il passaparola, le riviste, la radio, la televisione, internet, il volantinaggio e la pubblicità lungo le strade.

Tra le moltissime pratiche che i maghi ed i fattucchieri svolgono nei loro “laboratori”, ce ne sono alcune che vengono attuate direttamente in presenza del cliente, magari per diagnosticare qualche male malefico o malattia. Chi purtroppo è caduto tra le mani di questi individui può sicuramente riconoscere alcune delle seguenti:

– l’idromanzia, l’aeromanzia, la piromanzia e l’aruspicina, che consistono nel cercare segni rivelatori di fatti nascosti o futuri rispettivamente nell’acqua (spesso facendovi cadere dentro qualche goccia di olio), nell’aria, nel fuoco e nelle viscere degli animali;
– la cartomanzia, che ritiene di poter conoscere cose occulte dall’uso dei cosiddetti tarocchi;
– l’uso del pendolino (radiestesia) e della sfera di cristallo;
– La geomanzia, ottenuta tracciando simboli casuali sul terreno o su un pezzo di carta per poi interpretarne le figure ed i segni;
– la chiromanzia, che pretende di conoscere il futuro della persona interpretando le linee del palmo della mano;
– la lettura di segni e figure nei fondi di caffè, in bacchette lasciate cadere a caso, nelle corde, ecc.
– l’astrologia, che pretende di predire il futuro della persona in base alla posizione delle stelle e dei pianeti;
– la scrittura automatica, che consiste nello scrivere frasi e discorsi che non arrivano dal pensiero cosciente dello scrittore;
– la recita di particolari frasi o formule occulte sul soggetto insieme all’imposizione delle mani per individuare le eventuali negatività e tracciare la diagnosi finale.

Tra le pratiche che invece vengono generalmente messe in atto privatamente, per non spaventare il cliente e non mostrare apertamente la vera origine del loro operato, possiamo trovare:

– le messe nere per ottenere aiuto e potenza per nuocere;
– lo spiritismo a scopo divinatorio, cioè l’evocazione dei morti e degli spiriti o per interrogarli su eventi futuri o per avere consiglio;
– il maleficio specie in forma di fattura;
– la realizzazione o preparazione di bamboline, filtri, sacchettini magici, amuleti, candele colorate ecc.;
– le maledizioni su fotografie, indumenti personali ed oggetti;
– sacrifici animali;
– pratiche sessuali a sfondo rituale.

Gli strumenti magici utilizzati nei loro laboratori sono in genere cinque, anche se non sempre vengono impiegati tutti: il coltello, la corda o cintura, l’incensiere, la coppa, il libro dei rituali. A questo elenco possiamo aggiungere: lo specchio, i candelieri, il pentacolo, la spada, la bacchetta, i numerosi filtri, i talismani e oggi anche i cristalli.

E’ stato riscontrato che il mago dà al paziente particolari consigli e pratiche da attuare a casa o in altri luoghi, una specie di terapia da mettere in atto al fine di liberarsi dal problema identificato durante le sedute. In realtà l’esecuzione di questi rituali non fa che aggravare ulteriormente la situazione. Tra le svariate pratiche raccomandate dai maghi ai loro clienti possiamo trovare:

– viene consegnato un talismano dicendo che, per mantenere il suo effetto, ha bisogno di essere ricaricato periodicamente, trovando il modo di fare tornare il cliente molte volte;
– vengono consegnate candele colorate comprate a basso costo, dicendo che sono state consacrate con particolari riti per attirare il bene e proteggere dalle negatività. Viene raccomandato di accenderle in una determinata ora, per un certo tempo ed in determinati giorni. Il costo di queste candele è molto superiore a quello di acquisto ed ovviamente il mago si preoccupa di fornirne di nuove appena consumate;
– viene consegnato ogni volta qualcosa di diverso (amuleti, polveri, erbe essiccate, formule magiche, incenso, sale, ecc.). Molto frequenti sono i sacchettini cuciti dei quali si raccomandano di non verificarne mai il contenuto che spesso è sabbia, terra di cimitero, polvere di ossa prese dai cimiteri, sangue mestruale essiccato, pezzi di indumenti, pezzi di stole sacerdotali o indumenti religiosi, peli genitali, ciocche di capelli, talvolta insieme al ritaglio della tua fotografia o di quella di qualcun’altro che il mago stesso ha richiesto;
– viene consigliato di evitare determinate persone o parenti, accusando specificamente qualcuno di essi di essere il mandante di malefici nei propri confronti. Può essere suggerito di fare un maleficio contro di loro per rifarsi del torto subito;
– si rendono disponibili per malefici richiesti da coniugi adulteri che vogliono separarsi definitivamente (per lo più consegnano polveri maleficate da far mettere nel cibo);
– consegnano talismani che vengono fatti pagare in base al grado di influsso malefico, dipendente dal numero di bestemmie che sono state proferite per “caricarlo”;
– fanno pressione affinché la donna in gravidanza decida di abortire, presentando numerose motivazioni per convincerla ad eseguire tale operazione;
– se possibile, entrano in contatto diretto con la persona da maleficare toccandola subdolamente in determinati punti, oppure davanti alle porte della casa strisciandovi sangue mestruale essiccato e con gesti e formule varie lanciano le loro maledizioni.

E’ estremamente importante ricordarsi che lo spirito delle tenebre penetra in tutte le realtà che hanno rapporto con l’occultismo, anche se alcune di esse si presentano in forma innocente e bonaria. E’ come il veleno messo in una buona torta: si gusta il dolce senza accorgersi di mangiare ciò che mette in pericolo la nostra vita. Il nostro Dio non è “magico”, non interviene nelle tenebre segrete dell’occultismo. Il nostro Dio ci rivela la sua verità e si manifesta nella luce che vince le tenebre.
Nella Bibbia sono esplicite le condanne di Dio riguardo a chi pratica la magia o comunque frequenta i maghi (cfr. Es 22,17; Dt 18,10-12; Lv 19,26; 20,27, Is 47,12-15; ecc.).

La sezione si conclude con le dichiarazioni ufficiali della Chiesa riguardo alla magia. Essa ha infatti sempre condannato ogni forma di superstizione e idolatria, considerate non solo una grave offesa a Dio a cui solo si deve culto, ma anche come un’offesa alla dignità dell’uomo.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica dichiara che tutte le pratiche di magia e di stregoneria con le quali si pretende di sottomettere le potenze occulte per porle al proprio servizio e ottenere un potere soprannaturale sul prossimo -fosse anche per procurargli la salute- sono gravemente contrarie alla virtù della religione. Tali pratiche sono ancora più da condannare quando si accompagnano a una intenzione di nuocere ad altri o quando in esse si ricorre all’intervento dei demoni…

magia sessuale e orgiastica

Maghi, streghe ed occultisti in genere, danno molta importanza all’atto sessuale per ottenere lo sprigionamento di forze ed energie da utilizzare per i propri scopi.
La cosiddetta “magia sessuale” è più diffusa e comune di quanto si possa immaginare negli ambienti occultisti ed esoterici, e il punto di forza di molti maghi e presunti guaritori è di instaurare un vero e proprio rapporto sessuale continuativo con il proprio cliente.
Nel caso dei maghi la donna verrà convinta della necessità dell’atto per ottenere i benefici richiesti, mentre nel caso della strega riuscirà molto facilmente a conquistare la vittima facendo uso delle armi della seduzione femminile. In entrambi i casi lo scopo è quello di portare quanto meno a commettere il peccato di fornicazione e, se possibile, di adulterio, tradendo il rispettivo coniuge. In questi casi di grave peccato, si spalancano realmente le porte a Satana.
Di particolare importanza è la valenza data all’atto sessuale stesso, in cui viene invocato in modo forte il Demonio per operare sulla base delle richieste del mago. Presunte energie e forze si scatenerebbero infatti durante l’orgasmo e le fasi precedenti. Gli occultisti stanno infatti molto attenti a gestire questi momenti in cui, a loro detta, è possibile incanalare enormi forze spirituali ed energetiche. In realtà è l’atto stesso che costituisce un grave peccato e la presenza di Satana in tale ambito è perciò assicurata.
Un esempio è quello di una donna che per liberarsi del compagno, durante un accoppiamento a scopo magico con altre persone, ha invocato fortemente il Demonio chiedendogli di renderla libera. Il compagno, solo trentenne, morirà dopo poco tempo per leucemia fulminante. Solo un caso? Forse, ma non è da escludere lo zampino del Maligno che, se invocato, può arrecare gravi danni a chi non è in grazia di Dio.
Ancora più perverso è pervertitore è l’atto sessuale multiplo in cui vengono cambiati i partner e si da sfogo ai più reconditi desideri sessuali. Queste casistiche sono frequenti molto spesso anche in ambito satanico e massonico deviato, in cui l’orgia rappresenta un’importante tappa per il raggiungimento di certi obiettivi e per la glorificazione del Demonio.
Anche le streghe che abitualmente operano in maniera solitaria, non disdegnano l’orgia o l’accoppiamento di stampo magico, soprattutto nelle occasioni in cui devono chiedere a Satana particolari favori o per ottenere determinate capacità e forze per eseguire malefici o rituali specifici.

L’agopuntura tradizionale cinese

L'agopuntura

“Figlio, non trascurarti nella malattia, ma prega il Signore ed egli ti guarirà. Allontana l’errore, regola le tue mani, purifica il cuore da ogni peccato” (Sir 28,9-10)

Molte persone, dopo aver tentato diverse terapie contro il dolore fisico, sono state consigliate di rivolgersi ad un agopuntore per tentare di alleviare il proprio male. In realtà l’agopuntura non è solamente impiegata contro il dolore, ma si cerca di applicarla contro ogni tipo di malattia, dal raffreddore da fieno all’ulcera duodenale. Questo tipo di terapia si è diffusa rapidamente in Italia dagli anni Settanta in poi.
L’agopuntura è un esempio tipico di medicina alternativa che associa un sistema di pensiero orientale con una tecnica scientifica. Si trova in cima alla lista delle medicine alternative.
Essa sembra risalire all’epoca dell’imperatore Huang Ti (circa 5.000 anni fa). I suoi insegnamenti, dapprima tramandati oralmente, furono poi raccolti in un testo che racconta le discussioni di Huang Ti con medici e ministri del tempo. Il testo cerca di integrare le funzioni dell’uomo con le funzioni dell’universo.
Il mondo, secondo loro, era costituito da 5 elementi che sono stati messi in correlazione con 5 organi solidi: il cuore, i polmoni, i reni, il fegato e la milza. Questi organi stanno in una strana relazione di amicizia e di avversità tra loro, riflettendo le qualità dei 5 elementi: legno, fuoco, terra, metallo e acqua. Quindi i reni sono organi di acqua e sono nemici del cuore che è organo di fuoco. Ogni organo è poi correlato con un pianeta e con una stagione dell’anno. Per esempio il cuore è correlato con l’estate.
In effetti, in quel tempo, sezionare un corpo umano era proibito in Cina per ragioni religiose; quindi i Cinesi avevano un concetto molto approssimativo dell’anatomia umana. Essi pensavano, per esempio, che mentre il cervello era un organo insignificante, la milza era invece il centro del ragionamento.

Principalmente i cristiani si chiedono se l’agopuntura si fonda, storicamente, su basi esoteriche.
Possiamo affermare con certezza che questo metodo si basa sulla concezione dell’energia cosmica, che sarebbe veicolata nel nostro corpo dai meridiani. L’agopuntura divide il corpo in meridiani e paralleli, canali invisibili attraverso cui circola quest’energia; secondo l’agopuntura, la malattia è causata da uno squilibrio di questa energia che viene riequilibrato attraverso l’eccitazione di certi punti. L’applicazione degli aghi ha lo scopo di ristabilire l’equilibrio tra i due opposti presenti nell’universo (il principio dualistico che è alla base del taosimo).
Il Tao è l’energia cosmica universale dietro l’ordine della natura. Il Tao ha due facce, lo yin e lo yang, che sono due opposti, ma tuttavia sono la stessa cosa. In contrasto con l’insegnamento della Bibbia, il Taoismo non distingue le forze opposte luce-tenebre, Dio-Satana. Il bene ed il male, secondo il Taoismo, vengono quindi dalla stessa sorgente. Per i cinesi non c’è contraddizione tra religione e magia, né tra puro ed impuro.

Ma nell’agopuntura, fin dall’inizio, c’è anche un suo lato oscuro ed occulto, che non affiora facilmente. Intanto bisogna sottolineare la realtà poco nota dell’esistenza di tre livelli di agopuntura.
Un primo livello esoterico che è quello medico, apparentemente usato per combattere il dolore e di uso comune. C’è poi un secondo livello esoterico-iniziatico (denominato “agopuntura esorcistica”) e avrebbe lo scopo di allontanare gli spiriti maligni. Ma gli stessi maestri di agopuntura raccomandano di non usarla, perché molto pericolosa (basta leggere infatti le testimonianze di chi ne è stato vittima).
Durante l’impiego di questa tecnica avvengono fenomeni straordinari; si dice che gli aghi arrivino fino a fondersi, per lo straordinario sprigionarsi di “energie”, ma si parla anche di eccezionali fetori e di disturbi che colpiscono tutti i presenti (fenomeni tipici delle manifestazioni demoniache).
Infine esisterebbe un livello ancora più esoterico, chiamato “agopuntura imperiale”, a cui sembra che fossero sottoposti tutti i Mandarini (governatori) dell’impero cinese e che aveva lo scopo di impedire che essi si ribellassero all’imperatore. In pratica, il più colossale sistema di controllo mentale, forse ipnotico, mai usato dall’uomo.
L’agopuntura cinese non ha nulla a che fare con la scienza: coloro che la esercitano o la studiano affermano che essa è la massima espressione dell’antropologia, del modello di vita e dell’interpretazione esistenziale cinese; quella che vede l’essere umano come un sistema energetico monistico, cioè pura energia.

Ora ci chiediamo se questa pratica può anche essere applicata scientificamente.
Pare di si; infatti serie ricerche scientifiche hanno dimostrato che l’applicazione degli aghi provoca due meccanismi:

– pungendo la pelle ed alcuni muscoli con gli aghi, vengono inibite le sensazioni di dolore al cervello (teoria del “gate control”);
– queste punture permettono di liberare delle endorfine nella pelle, nel cervello e nel midollo spinale, provocando l’effetto di dare sollievo al dolore e di calmare il paziente. Queste effetto è stato osservato soprattutto nel trattamento del mal di testa e dei reumatismi.

Ma questa spiegazione non ha nulla a che fare con la teoria dei meridiani, dei punti energetici o delle virtù guaritrici dell’agopuntura. Inoltre, gli agopuntori hanno delle divergenze importanti riguardo all’applicazione di questo metodo.
La versione occidentalizzata dell’agopuntura, che non tiene conto degli antichi meridiani cinesi, ma che stimola tramite gli aghi le terminazioni nervose per un’azione antidolorifica, non viene riconosciuta dai veri praticanti dell’agopuntura. Infatti essa perderebbe in questo modo la sua parte magica ed esoterica, perdendo anche il suo valore terapeutico.
Nessuno può negare che l’agopuntura nasce, si sviluppa e si ispira ancora oggi ai principi empirici della pratica tradizionale cinese. Ci fa riflettere che molte pratiche come ad esempio lo Yoga, siano di origine orientale, nate cioè in luoghi in cui il cristianesimo è bandito e perseguitato (vedi la Cina).
L’agopuntura è praticata da medici laureati e “specializzati” in questa tecnica. Chi entra in uno studio di un agopuntore, la prima cosa che nota è la gigantografia di un corpo umano sulla quale sono indicati alcuni punti nevralgici da pungere in caso di patologie acute o croniche.
È indubbio che chi si sottopone a questo tipo di “medicina alternativa” è molto coinvolto a livello mentale e spirituale. Il paziente deve affidarsi completamente all’agopuntore il quale procede ad infilare gli aghi in determinate parti del corpo. Abbiamo già detto che è possibile, data l’origine, che essa è stata utilizzata da monaci tibetani, sacerdoti buddisti, maghi, astrologi, stregoni e quant’altro. Certo, oggi è praticata da medici, da primari ospedalieri, ma tutto questo non modifica la sua natura occulta. Anche se un medico credente utilizzasse l’agopuntura non cambierebbe la sua provenienza occulta. Anche il principio sul quale si basa, ci invita a tenerci alla larga da tale pratica.

I trattamenti con agopuntura si basano sull’uso di punti della pelle nei quali vengono infissi 10-20 aghi sterili di acciaio o altro metallo. Gli aghi sono lasciati per circa venti minuti senza iniettare alcun farmaco. La puntura di questi punti particolari della pelle metterebbe in moto dei circuiti energetici che vanno a stimolare particolari zone ed organi del corpo interessati dalla malattia. Le sedute si svolgono in genere una o due volte per settimana per un ciclo in genere di 10 sedute; i cicli possono essere singoli o ripetuti nel corso dell’anno (patologie croniche). Agli aghi, una volta infissi, può essere applicato uno stimolatore elettrico di debole intensità (elettro-agopuntura) o un generatore di calore (moxibustione) secondo il tipo di patologia. Esiste, inoltre, una variante dell’agopuntura, consistente nella pressione esercitata con le dita (digitopressione) sugli stessi punti dell’agopuntura tradizionale.
I cultori di questa tecnica dicono: “”L’agopuntura è un procedimento terapeutico cinese dalle origini antichissime (V millennio a. C.); nel primo testo che parla dell’agopuntura “Nei Ching So Wen”, l’imperatore giallo viene acculturato dal medico di corte a riequilibrare le forze opposte per giungere all’equilibrio che esclude le malattie. In sostanza l’agopuntura si basa sulla tradizione taoista secondo la quale la vita è un’alternanza di concetti opposti (maschio e femmina, caldo e freddo, Yin e Yang, bene e male ecc.). È basata sulla suddivisione del corpo in una rete di 14 canali, o meridiani, percorsi dal Qi, l’energia vitale distinta in tre tipologie, nutritizia, ancestrale e difensiva. Il Qi, trasmessoci dai genitori, può essere fortificato con il respiro, l’alimentazione e lo stile di vita. I punti (ting) su cui l’agopuntura agisce sono individuati sul sistema dei meridiani, sono diverse centinaia e corrispondono agli organi malati”.

Sappiamo che la Bibbia non insegna questo. Ad un cristiano che ancora avesse dei dubbi sull’utilizzo di questa pratica, ecco quello che scrive una nota agopuntrice italiana, riconosciuta a livello europeo. Da notare la definizione che costei dà sulla malattia e la salute, pensiero condiviso in toto da tutti coloro che praticano l’agopuntura:

“…la salute è l’armonia di tutte le sue parti, tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda: energie cosmiche, rapporti interpersonali. Fondamentale, inoltre, è la consapevolezza che l’uomo deve rispondere sempre al cielo e alla terra; l’uomo non è mai un’entità a sé, ma anche il risultato di ciò che respira e di ciò che mangia. Ogni persona possiede un corredo energetico personale, conduce una vita diversa da chiunque, si alimenta e si cura in maniera differente, ha i propri punti deboli, lavora poco o molto, è più o meno serena. … Ci troveremo così ad esempio a dover diagnosticare ed intervenire su una cefalea che non potrà essere trattata per tutti allo stesso modo, perché causata o da vuoto energetico (ad esempio cefalea da stanchezza) o di sangue (ad esempio cefalea post-mestruale) o da vuoto di yin o di yang di rene (peggiora dopo i rapporti sessuali), o da eccesso di yang (cefalea improvvisa con possibili disturbi visivi e vertigini), o da eccesso di calore (cefalea pulsante con sensazione di calore, magari dopo un’arrabbiatura), o da umidità che si accumula alla testa (cefalea con sensazione di pesantezza), o da ristagno del cibo (post-abusi alimentari), o da umidità o vento.
Il pensiero orientale riconosce all’interno dell’uomo la presenza di un’essenza vitale all’origine di tutte le cose della vita stessa, il Qi. Quando la circolazione di questa energia vitale viene ostacolata, si manifestano le malattie. I canali energetici lungo i quali scorre il Qi, che alimenta i vari organi, sono detti meridiani. Lungo i meridiani sono situati i punti di agopuntura: quelli a cui si ricorre con più frequenza sono più di cinquecento. L’inserimento di un ago in uno di questi punti stimola l’assorbimento o il rilascio di energia dell’organo a cui si riferisce, ristabilendo quell’equilibrio energetico che per la medicina orientale è il presupposto indispensabile per godere di buona salute”.

Non sorprende sentire di credenti che si sottopongono all’agopuntura. È probabile che lo facciano per ignoranza, perché non sono informati.
Per queste ragioni, invitiamo i fratelli e le sorelle a non sottoporsi a tali pratiche ma a ricorrere alla medicina ufficiale e al Signore Gesù; egli è lo stesso “ieri, oggi ed in eterno”, capace di guarirci e di darci la forza per affrontare la malattia.

Fonte: C. Guiati e P. Tarantino (www.camcris.altervista.org/olistagop.html) e Don Pasqualino Fusco (Preghiere di liberazione dal maligno)

Dry needling

E’ ora doveroso fare una precisazione riguardo la differenza tra agopuntura tradizionale che affonda le radici nel puro esoterismo e la recente applicazione del cosiddetto “Dry Needling”. Il Dry Needling pare che si appoggi su basi scientifiche e provate da studi medici. Quindi niente che abbia a che fare con energie, squilibri o sbilanciamenti energetici. È esclusivamente il trattamento dei Trigger Points direttamente nel punto in cui si vengono ad originare le contratture all’interno del ventre muscolare.
Il Dry Needling si è dimostrato un trattamento di grande successo, che utilizza aghi molto sottili, senza alcun farmaco (agugliatura a secco) per raggiungere i suoi obiettivi. Il Dry Needling è usato per trattare il dolore e la disfunzione causata da problemi muscolari, mal di testa, e altri dolori.
L’ago viene inserito tra la pelle e i muscoli direttamente sul punto di attivazione miofasciale. Un punto di attivazione miofasciale consiste nella contrazione di nodi multipli, che sono legate alla produzione e manutenzione del ciclo del dolore. Quando l’ago è inserito, molto spesso c’è una risposta neuromuscolare locale. Dopo un trattamento di Dry Needling la zona del muscolo che è stata trattata si sente molto più morbida e rilassata e la persona si sentirà più libera. Molto spesso le persone trovano che il dolore che sperimentano quando un punto di attivazione viene trattato, è lo stesso tipo di dolore che lamentano. Diversi tipi di massaggi e terapie manuali hanno dimostrato di disattivare e dare sollievo nelle aree interessate permettendo la persona di sentirsi più libera e meno contratta.
Ci sono alcune analogie e molte differenze tra il dry needling e l’agopuntura. Il dry needling è una tecnica molto più recente rispetto l’agopuntura. Nella sostanza non si tratta di agopuntura. L’agopuntura fa parte della medicina tradizionale cinese, mentre il Dry Needling è basato sui principi della medicina occidentale e la ricerca.

La pranoterapia

La pranoterapia

“Questi tali sono falsi apostoli, lavoratori fraudolenti, che si mascherano da apostoli di Cristo. Ciò non fa meraviglia, perché anche Satana si maschera da angelo di luce” (2Cor 11,13-14)

Come ci ricorda la Parola di Dio, ogni dono particolare va usato e sviluppato solo se siamo in presenza di qualcosa di oggettivamente buono ma soprattuto se viene accertato come proveniente da Dio (cfr. 1Ts 5,21).
Non sempre il discernimento è semplice e spesso si sente parlare di persone dotate di capacità particolari quali la guarigione da malattie fisiche e non solo. Fin da ora è bene chiarire che la regola migliore è di non farsi imporre le mani addosso da nessuno o lasciare loro recitare strane preghiere se non si è più che certi a che categoria essi appartengono; Satana è infatti esperto nel mascherarsi in angelo di luce (cfr. 2Cor 11,13-15).

Sono sorti in Italia presunti centri “specializzati” che promettono di guarire tramite non ben definite pratiche alternative. Si fanno chiamare “Centri di pranoterapia” e sono arredati con lettini, mobilia ed oggetti vari proprio come in uno studio di medicina convenzionale.
Alcuni di questi presunti guaritori operano anche direttamente a casa, e la fila delle persone in attesa di essere accolte è spesso ben superiore a quella che possiamo trovare dal medico o da qualunque altro specialista accreditato. Non di rado costoro espongono in bella vista un crocifisso, immagini sacre o le foto del Papa per tranquillizzare ed infondere un certo senso di fiducia. Frequente è anche la musica, che viene diffusa durante l’attesa o la “terapia”, per rilassare il cliente e farlo sentire più a suo agio.
Questi operatori dichiarano di possedere particolari capacità e poteri di guarigione e dopo aver pregato sulla persona appaiono talvolta stanchi e sostengono di avere accumulato su di loro la negatività del paziente. A tal proposito è bene ricordare che ciò non accade mai con l’autentico dono di Dio che casomai rinforza e rigenera il corpo e lo spirito, e mai l’abbatte.

Durante le loro pratiche il malcapitato paziente può effettivamente sperimentare sensazioni di calore o vento e ciò può a volte confondere ulteriormente e far credere che il pranoterapeuta disponga di reali e genuini poteri di guarigione. Molti di loro sostengono inoltre di poter operare a distanza tramite il telefono, inviando le necessaria “energia divina” al paziente. La questione della “irradiazione energetica” e della “purificazione astrale” sono infatti cavalli di battaglia ricorrenti per la liberazione dalle negatività presenti sulla persona.
Dopo una prima analisi del paziente, ricorrendo alla formulazione di svariate domande, il pranoterapeuta effettua la diagnosi e la necessaria terapia per risolvere il problema che generalmente consiste in alcune sedute presso di lui. Viene pattuita una cifra per le sedute iniziali (di solito piuttosto alta), quindi una cifra inferiore per le cosiddette “sedute di mantenimento”.
A volte, appena instaurato un rapporto di sufficiente confidenza con il paziente, viene suggerito di intraprendere la loro strada frequentando appositi corsi per diventare pranoterapeuti, promettendo al contempo notevoli ritorni economici, realizzazione personale e aiuto al prossimo.

In realtà quelli che loro chiamano “poteri” sono spesso ereditati da parenti che li hanno a loro volta iniziati alle pratiche occulte sotto la guida di spiriti maligni. Infatti generalmente coloro che praticano la pranoterapia hanno nella loro storia personale, o in quella dei loro genitori, collegamenti con la magia e lo spiritismo. In altri casi questi operatori hanno scoperto i loro presunti poteri incontrando un altro pranoterapeuta, a seguito di una malattia/trauma personale o altrui oppure per caso.
Queste capacità di guarire vengono da loro spesso indicate come “prana”, “energia”, “calore”, “fluido” (nella Bibbia non sono presenti questi termini), e la manipolazione avviene liberamente con l’imposizione delle mani o con la recita di finte preghiere che in realtà sono formule magiche o invocazioni di spiriti.

Questi pseudo guaritori rovinano molte persone che capitano sotto le loro mani dicendo che il loro è un “dono naturale” che tutti possono avere, oppure un “carisma di guarigione” affermando al contempo che Gesù era un “grande pranoterapeuta”. Così si contraddicono, poiché mentre essi dicono che la guarigione avviene per loro volontà e dote naturale, Gesù ha detto che solo chi ha fede il Lui può guarire gli altri (cfr. Mc 16,17-18) e non chi è autonomamente dotato di un certo potere o fluido. Quando essi parlando di doni naturali, escludono di fatto la necessità della preghiera per ottenere qualcosa che in realtà solo Dio può concedere.

La pranoterapia è nata in seno al tantrismo (un tipo di Yoga) come pratica magica per ottenere la guarigione dei malati tramite il prana, che significa soffio vitale, che il dio del vento Voyù, della religione indù, avrebbe donato ai suoi seguaci.
Il concetto che sta alla base delle pratiche pranoterapiche è infatti la presunta “energia vitale”. Il prana si troverebbe in tutte le cose animate, circondandole e penetrandole, per cui l’apparente mancanza di vita sarebbe dovuta a una minore manifestazione di questa energia. Il prana sarebbe presente in tutte le manifestazioni della natura. Analogamente all’assimilazione dell’ossigeno nel sangue, il prana verrebbe concentrato nel sistema nervoso e scambiato con tutti i tessuti, donando loro forza e vitalità.
Esisterebbero anche dei micro campi magnetici causati dal flusso di entità chiamate “biofotoni”. Servendosi di una cosiddetta “immunoneuromodulazione” sarebbe possibile attivare le difese immunitarie dell’organismo mediante la stimolazione delle zone linfatiche e di riflessi nervosi. In base a ciò, l’azione riequilibratrice energetica della pranoterapia, si servirebbe dei chakra, che sarebbero considerati delle specie di centraline bioenergetiche del corpo umano.

La pranoterapia si differenzia dalla pratica simile del Reiki, al di là della terminologia utilizzata (“prana” e “Ki” sono concetti paragonabili), in quanto nella pranoterapia si presuppone un passaggio di prana tra il corpo dell’operatore e il corpo del paziente mentre nel Reiki l’operatore è considerato un mezzo per il presupposto passaggio di Ki tra l’Universo e il paziente. La pranoterapia non va confusa con il Pranic Healing, basata anch’essa sul prana, ma che utilizza il concetto in modo differente ed elabora diverse tecniche oltre alla semplice imposizione delle mani.
Nella pranoterapia si riconoscono gran parte di quei guaritori che, operando con l’imposizione delle mani, attribuiscono questa loro supposta capacità guaritrice ad un qualcosa (che alcuni chiamano “fluido”, altri “forza” e altri “energia”) che proviene dall’interno del proprio corpo e, attraversando le mani, entra nel corpo del ricevente. Il termine “prana”, introdotto per dare un nome a questo “qualcosa”, è stato accolto con grande successo dai numerosi operatori italiani.

Riassumendo, la pranoterapia si basa sui seguenti principi:

– l’esistenza del prana (o comunque un “fluido”, una “forza” o un'”energia” a cui si può dare il nome di prana) il quale è presente in ogni corpo umano e in ogni organo del corpo umano, in maggiore o minore quantità da individuo a individuo e da organo a organo;
– il prana può trovarsi in un corpo o in un organo in stati di maggiore o minore equilibrio, o in stati di maggiore o minore squilibrio. All’equilibrio di prana corrisponde il benessere (del corpo o dell’organo) mentre allo squilibrio di prana corrisponda il malessere e addirittura la malattia;
– il prana si può trasferire dal corpo dell’operatore al corpo del ricevente tramite l’imposizione delle mani in corrispondenza del malessere e questo trasferimento può riportare l’equilibrio nel prana (e quindi il benessere) di chi riceve.

Esistono diversi tipi di approccio al trattamento da parte degli operatori:

TRATTAMENTO DI BASE: Nel trattamento di base si fa stendere la persona da trattare su un lettino, con gli occhi chiusi, in posizione prona o supina, in un ambiente che favorisca il rilassamento, per esempio una stanza con luce bassa e un sottofondo musicale adeguato; se la persona non è in grado di rilassarsi da sola, l’operatore la aiuta guidandola con alcuni esercizi. Quando il rilassamento è raggiunto, l’operatore entra in contatto con la persona tramite l’interazione tra i supposti “campi energetici” individuali; dopo aver analizzato lo stato di equilibrio e squilibrio energetico, l’operatore impone le proprie mani a contatto o a poca distanza dai punti dolenti. In seguito, l’operatore può trattare anche altri punti che ritiene opportuno trattare, sempre per favorire questo supposto equilibrio energetico. Infine guida la persona ad uscire dal rilassamento e a tornare in uno stato di piena coscienza. Generalmente una singola applicazione dura tra i quindici e i quaranta minuti; un trattamento completo si compone di uno o più cicli di singole applicazioni.

TRATTAMENTO TRADIZIONALE: Nel trattamento tradizionale il pranoterapeuta semplicemente avvicina o appoggia le proprie mani al corpo della persona da trattare, senza che alla persona sia richiesta una particolare preparazione. In tale tipo di trattamento non è molto rilevante che il pranoterapeuta sappia con precisione di cosa soffre il malato, ma è rilevante solo il trasferimento del prana, in quanto sarebbe il corpo del paziente a sfruttarlo al meglio grazie alla sua capacità omeostatica, intesa come la capacità innata di un organismo di equilibrare il prana al suo interno. Il trattamento tradizionale oggi viene ritenuto superato in quanto i risultati sono più lenti da raggiungere; si utilizza generalmente con persone poco propense ad aprirsi con l’operatore o in situazioni nelle quali non sia possibile eseguire un trattamento più mirato.

TRATTAMENTI INTEGRATI: I pranoterapeuti, a partire soprattutto dagli anni a cavallo del 2000, affiancano sempre più nella propria pratica le conoscenze delle filosofie spirituali; alcuni integrano la loro pratica con altre tecniche energetiche come il Reiki o la cromoterapia (uso dei colori), oppure con massaggi come la riflessologia, oppure con altre medicine alternative come i fiori di Bach o l’aromaterapia. Altri tentano di individuare i presunti squilibri bioenergetici utilizzando l’analisi dell’aura o l’iridologia. Lo scopo di queste filosofie e tecniche è anche quello di riequilibrare la cosiddetta bioenergia, per questo motivo si integrano facilmente con la pranoterapia.

Il sottoporsi alla pranoterapia o il praticare questo tipo di guarigione diventa un sicuro ostacolo alla preghiera personale che finirà per diventare solo una sterile abitudine; il rapporto con il guaritore diventerà al contrario una vera e propria forma di dipendenza.

E’ anche importante ricordare che se dopo il trattamento pranoterapico la malattia sembrasse effettivamente scomparsa o alleviata, in realtà essa è stata soltanto trasferita in un’altra parte del corpo, della psiche o dello spirito con conseguenze ben peggiori di quelle iniziali.
La vera liberazione e guarigione è quella di Gesù Cristo, al quale nulla è impossibile. Secondo la nostra fede ed esperienza, è infatti Dio che guida l’uomo e lo guarisce. Secondo i pranoterapeuti è invece l’uomo a dirigere Dio e a guarire per mezzo dei propri poteri.

Reiki, chakras ed energie

Il Reiki e i chakras

“Fate attenzione che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo” (Col 2,8)

Il Reiki viene presentato come un metodo di guarigione naturale di tipo olistico (cioè per la guarigione di spirito, corpo e mente) su base scientifica e spirituale contemporaneamente.
Alla parola Reiki viene comunemente attribuito il significato di “Energia Vitale Universale”: il Reiki sarebbe considerato come un’energia di luce, di amore, di vita.
Per Reiki si intende inoltre la generica ed universale energia che pervade l’universo e che ognuno può decidere di appropriarsene ed utilizzarla.
In realtà, come ci istruisce la parola di Dio, c’è da aggiungere: “Non c’è da meravigliarsene, perché anche Satana si traveste da angelo di luce” (2Cor 11,14).
Seguendo la visione olistica, nel Reiki si afferma che la malattia, in qualsiasi forma si presenti, non è altro che la manifestazione sul piano fisico di uno squilibrio energetico. Secondo questa visione, traumi, incidenti, alimentazione, eventi atmosferici e situazioni ambientali danno origine a dei blocchi energetici e di conseguenza alle malattie. Il Reiki avrebbe come scopo quello di rimuovere questi blocchi energetici, ristabilendone il flusso e di conseguenza l’ideale interazione tra mente e corpo.
L’evento esterno, secondo questo punto di vista, può al massimo partecipare come concausa nella produzione di uno specifico sintomo, ma il conflitto nascerebbe sempre dentro all’individuo.
In ambito Reiki, si parla di squilibrio energetico ogni volta in cui l’energia vitale non fluisce regolarmente all’interno del corpo umano seguendo il giusto ritmo. La funzione principale del Reiki è quella di ristabilire questo equilibrio, e di permettere alla salute, alla vitalità ed alla felicità di manifestarsi liberamente. Ristabilendo questo equilibrio e raggiungendo la “guarigione spirituale” anche il corpo ne avrà beneficio.

Fra i seguaci del Reiki ci sono molte persone che hanno il desiderio di aiutare gli altri e di dar loro forza e amore tramite questa tecnica. Altri sperano di ottenere l’energia necessaria per affrontare i problemi della vita. Molti adepti credono che l’energia di Reiki sia come lo Spirito Santo, e che può esser messo in relazione con la fede in Gesù Cristo. Il problema è che estremamente pochi si pongono domande riguardo ai fondamenti spirituali di questa tecnica.
La seduzione operata dagli spiriti maligni, ha infatti portato alla coniazione dell’espressione “Reiki cristiano”, che si affianca al già conosciuto ed apparentemente innocuo “Yoga cristiano”. Il tentativo di mescolare concetti veri a quelli falsi, in un certo senso serve a tranquillizzare i cristiani “tiepidi” che non riescono a trovare nella propria religione l’appagamento completo. Nel Reiki cristiano si attinge infatti alla tradizione filosofica orientale mescolandola ad alcuni concetti del cristianesimo; due concezioni che sono in realtà assolutamente inconciliabili. Dopotutto il Reiki, in ognuna delle sue possibili forme, non è altro che un concentrato di occultismo.

Il Reiki sarebbe nato per opera di Mikao Usui, nato in Giappone nel 1865, il quale affermò di avere ricevuto l’abilità di curare dopo tre settimane di digiuno e meditazione sul Monte Kurama. I praticanti del Reiki usano un tecnica simile a quelle sviluppata da Usui e basata sull’imposizione delle mani, gesto che servirebbe a canalizzare le energie curative (ki).

Gli insegnamenti del Reiki, basandosi su antiche filosofie orientali, poi riutilizzate dal movimento New Age, affermano che esiste un’energia vitale universale, accessibile ai praticanti, che è in grado di apportare benefici a livello curativo.
Viene insegnato che chiunque può acquisire la capacità di accedere a questa energia, tramite una iniziazione, similmente a quanto avviene in altri ambiti esoterici ed occultistici. Non viene generalmente preclusa la possibilità di questa iniziazione a nessuno. Si afferma che dopo di essa l’energia potrà cominciare a fluire attraverso le mani del praticante. In questa fase alcuni insegnanti sottolineano l’importanza dell’intenzione del praticante di volere realmente sanare le ferite, mentre altri affermano che l’energia è estratta dalla ferita del ricevente al fine di attivare il processo di guarigione. Andando oltre, la credenza fondamentale vuole che il Reiki sia un’energia intelligente che rende la diagnosi di un male non necessaria.

Al secondo livello di insegnamento Reiki segue un’ulteriore iniziazione, e lo scopo dell’insegnamento è quello di dotare il praticante dei mezzi per “guarire” a distanza. Questo metodo prevederebbe l’uso di speciali simboli, per riuscire a creare una connessione temporanea a distanza tra il praticante ed il ricevente al fine di inviare l’energia Reiki. Si afferma inoltre che il Reiki non è limitato al presente, ma può essere inviato nel passato o nel futuro.

La credenza comune Reiki è che l’energia impiegata nelle terapie discenda dal cosmo piuttosto che dall’energia personale del praticante, che tenderebbe inevitabilmente ad esaurirsi (come nel caso della pranoterapia). Nel momento in cui si impara ad incanalare correttamente questa energia, la forza di guarigione diventerebbe quindi inesauribile.
Alcuni insegnamenti affermano che l’energia entrerebbe nel praticante attraverso un particolare punto del corpo (chakra) per poi defluire attraverso le mani. Come conseguenza di questo, viene insegnato ai praticanti di Reiki che è anche possibile autocurarsi.
Il Reiki è altresì usato dai praticanti come medicina preventiva poiché, si afferma, l’energia stimola la cura prima ancora che ci sia un evidente sintomo del male. Altra conseguenza della semplicità del Reiki è che esso può essere insegnato ai bambini.

Molti Masters insegnano i chakra come componente importante del sistema Reiki. Alcune scuole non tradizionali indipendenti insegnano anche tecniche particolari quali l’apertura e la chiusura dei chakra, se il “vortice” gira in senso orario piuttosto che in senso antiorario e che cosa significa. Altri Masters usano pratiche New Age e pendolini per determinare “la rotazione” di un chakra, oppure oracoli per stabilire se un chakra “è ostruito” o fluisce liberamente.

La dottrina profondamente deviata inculcata dai maestri Reiki, affermerebbe che il tocco di guarigione mette in contatto il paziente con l’energia guaritrice di Dio. Mentre ci tocchiamo o tocchiamo un’altra persona (o un animale) con amore, verrebbe rilasciata la “santa energia” che porta equilibrio, armonia, benessere nel corpo, nella mente e nello spirito, e nelle relazioni. Il tocco di Dio fluirebbe attraverso il nostro tocco.

La guarigione operata da Dio di cui parla la Bibbia e che possiamo sperimentare solo affidandoci a Lui, non ha niente in comune con gli insegnamenti del Reiki e sulle relative pratiche radicate nell’occultismo. Manteniamoci perciò alla dovuta distanza da ogni forma di Reiki e di “Reiki cristiano”.

Altro aspetto di notevole rilevanza che riguarda la pratica del Reiki è rappresentato dai costi richiesti per partecipare ai vari livelli di insegnamento. Sebbene non vi sia un listino ufficiale, i prezzi medi sono: Master di primo livello: 200 euro, Master di secondo livello: tra i 350 e i 600 euro, Master di terzo livello: tra i 3.000 e 10.000 euro. Oltre a questi livelli, ad essere pagati sono anche i singoli trattamenti terapeutici, poiché viene affermato che il Reiki va pagato come ogni strumento prezioso.
La differenza con l’insegnamento di Cristo è anche qui molto palese. Egli infatti ha lasciato detto ai sui discepoli: “Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10,8), qui si parla invece di cifre da capogiro.

Quella che segue è la testimonianza di una ex-adepta che illustra con chiarezza ciò che ha vissuto in prima persona riguardo al Reiki:

«Ne venni a conoscenza quando una mia amica mi offrì un trattamento Reiki (che è molto simile alla pranoterapia): in pratica mi impose le mani in determinate posizioni del corpo. Sentii effettivamente dell’energia, vibrazioni, calore uscire dalle sue mani. Mi spiegò che quel calore, il Reiki, mi avrebbe potuta guarire e che anche io avrei potuto apprendere questa tecnica partecipando ad un seminario di primo livello. Mi portò anche un opuscolo in cui, tra le altre cose, vi era spiegato che l’apprendimento del Reiki si articola in 3 livelli: un primo livello per essere messi in contatto con l’energia e per imparare alcune tecniche semplici per dare Reiki a se stessi e agli altri; un secondo livello per inviare Reiki a distanza e per il trattamento mentale; un terzo livello per diventare maestri.
Ero da diversi anni lontana dal Signore e dalla Chiesa, ed ero molto in crisi: la mia salute era piuttosto disturbata e soffrivo di vuoto esistenziale che mi teneva quasi in uno stato di continua depressione. Mi rendevo conto che il mio razionalismo era fallito e che esisteva indubbiamente una dimensione spirituale. Il Reiki mi affascinava, era nuovo, esotico, spirituale senza essere una religione, né una setta, né si spacciava per magia. Anzi forse aveva qualcosa di scientifico e si parlava di guarigione: ne avevo veramente bisogno. Male che vada – mi dicevo – sarà una sciocchezza mi farò quattro risate … può darsi che invece funzioni davvero e mi faccia’ del bene … per un fine settimana e a sole 250.000 lire si poteva provare. Che male poteva esserci?
Partecipando al seminario, ricevetti quattro iniziazioni, dei veri e propri rituali che i maestri fanno ai partecipanti del corso. Ci avevano spiegato che questi riti servono a liberare quei blocchi che impediscono al Reiki di attraversare il corpo per uscire dalle mani e che dopo queste quattro iniziazioni saremmo stati irreversibilmente dei veri e propri canali di questa energia universale.
Venivamo condotti a due a due in una stanza a parte: il maestro stava di fronte a noi; dovevamo tenere le mani giunte e gli occhi chiusi, poiché era assolutamente proibito guardare ciò che il maestro faceva. Ad un certo punto, soffiava su alcuni punti del nostro corpo chiamati chakras. Subito dopo la prima iniziazione cominciai, effettivamente, a sentire un forte calore fuoriuscire dalle mie mani. Ovviamente durante il seminario i maestri ci decantarono i prodigi operati dal Reiki, ci insegnarono come usarlo praticamente per guarire noi stessi e gli altri, come fare cioè i “trattamenti” Reiki, in quali punti del corpo imporre le mani, per quanto tempo, etc. Ci dettero inoltre tutta una serie di insegnamenti di origine esoterica, diametralmente opposti alla dottrina cristiana: che cos’è la New Age, la reincarnazione, i chakras, l’aura … Ci venne infine raccontato che il Reiki era stato scoperto da un monaco cattolico giapponese, un certo Usui, il quale, mentre era alla ricerca del segreto delle guarigioni di Gesù (poveretto: non sapeva che Gesù è Dio!) avrebbe avuto una illuminazione meditando su alcuni sutra buddisti. È evidente che questa storia è utile per “accattivarsi” i cattolici: diversi miei conoscenti, cattolici praticanti (ma evidentemente molto ignoranti nella fede cattolica!) si sono fidati del Reiki, pensando: “È partito tutto da un monaco cattolico: si vede che la Chiesa lo sa e lo approva!”. Ma chi è mai andato a verificare questa storia? Ingenui figli della luce, che hanno a che fare con gli astuti figli delle tenebre! Come può un monaco cristiano spendere la sua vita ad insegnare come praticare Reiki anziché annunciare che Gesù Cristo è il Signore! Non si possono servire due padroni, dice il Signore: o l’uno o l’altro.
Un altro degli insegnamenti del corso è che la guarigione col Reiki, essendo molto profonda, è molto lenta e prevede all’inizio della cura un peggioramento dei sintomi a tutti i livelli (come tutti i metodi di guarigione naturale olistici, tra cui l’omeopatia). Infatti in quei giorni ed in quelli successivi, tutti, chi più chi meno, stemmo male, ma non ci preoccupammo: era segno che la guarigione era cominciata.
Questa trovata è davvero astuta, perché libera i maestri dalla responsabilità sugli effetti deleteri, ed anche tanto perfida, se pensiamo agli scompensi spirituali e psicologici che queste iniziazioni creano a danno delle persone più fragili e disturbate. Una mia amica cadde in una crisi con sdoppiamento di personalità. Dopo il seminario, si può anche non proseguire a praticare Reiki, ovviamente però ti viene detto che più lo pratichi individualmente o con altri, meglio è per te e per la costruzione di un mondo nuovo di pace e di amore. In realtà dopo le iniziazioni, il danno è fatto, sei ormai a contatto con questa “energia” e con la pratica puoi solo peggiorare la tua situazione.
Tornando a me, dopo l’iniziale peggioramento, soprattutto psicologico, sperimentai una forte euforia: avevo finalmente speranza di guarire, avevo un nuovo modo di aiutare gli altri e di lavorare per la pace, per un mondo diverso. Presa dall’entusiasmo, partecipai anche al secondo livello. Se avevo speso male le 250 mila lire del primo livello, non parliamo delle 750 mila del secondo. In questo secondo seminario, mi fu insegnato l’uso di tre simboli, assolutamente segreti (solo per gli iniziati). Mi sentivo sempre più potente. Praticavo molto questa tecnica ed attendevo la mia guarigione e illuminazione, senza rendermi minimamente conto di quello che mi stava succedendo. La mia fede sul Reiki cresceva, alimentata da piccole cose che a me sembravano prodigi. Avrei dovuto migliorare, essere sempre più in armonia, guarire; invece ero sempre più nervosa, insensibile, apatica. Stavo cominciando ad accettare cose che avevo sempre considerato moralmente sbagliate. Cominciai perfino a fare strane esperienze, come in una presenza minacciosa di fronte alla quale ero peggiorata gravemente. Non dormivo più. Ero spaventatissima, terrorizzata da quello che mi succedeva. A chi rivolgermi? cosa fare? La mia salute era peggiorata gravemente, non dormivo più, anzi la notte ero torturata da queste esperienze orribili. Stavo impazzendo? Eppure ero lucidissima. Non oso immaginare che fine avrei fatto se il Signore non mi avesse raccolta. “Ci hai fatti per Te, Signore, ed il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te!”.
Fu proprio quando avevo toccato il fondo che un amico mi parlò di Gesù: dal suo comportamento traspariva una fede viva, una pace profonda, amore per gli altri. Ciò che lui mi raccontava di Gesù, mi toccava nel profondo del cuore, mi commuoveva; era come se per la prima volta avessi sentito dire che Gesù Cristo era morto e risorto per salvare me, per salvare ciascuno di noi. Lentamente mi lasciai avvicinare dal Signore, partecipai ad alcuni incontri di preghiera e ripresi con incertezza a partecipare alla S. Messa. Fui come travolta dall’amore del Signore. Il Padre, come nella parabola del figlio prodigo, “mi era corso incontro e mi aveva abbracciato”. Era quest’ amore che avevo ricercato tutta la mia vita, anche (sbagliando) nel Reiki. Era proprio quel Gesù Cristo – di cui mi parlava il mio amico – e la pace che solo Lui può dare, quello che avevo sempre cercato disperatamente dappertutto, fuorché dove Egli è: nella sua Chiesa.
Più mi avvicinavo al Signore, e più cercavo di capire quello che mi stava succedendo, “la verità tutta intera”. Delle brave persone pregarono per me e mi aiutarono a fare luce su tutto questo. Cominciai a leggere il Vangelo e fu veramente lampada ai miei passi, luce sul mio cammino. Ricordo che tra i tanti brani fu particolarmente chiarificante l’episodio del mago Simone. Mi sorgevano un’infinità di domande: che cos’era allora questo Reiki? perché costava? perché era tutto così segreto? cos’era quel soffio? Dice il Signore: dai frutti capirete com’è l’albero. Perché invece di guarire, stavo sempre peggio? Perché ero sempre più nervosa e indisponente verso le persone? Lo Spirito Santo, dopo avermi fatto fare esperienza del vero amore, mi stava aprendo la mente alla verità: mi sentivo tradita dal Reiki, scoprivo l’orrore di quella menzogna e dei miei peccati. Non sopportavo più quel flusso che mi usciva dalle mani, non volevo più quell’energia; mi avevano detto che l’iniziazione era irreversibile, ma il Signore mi liberò definitivamente da quel flusso durante una S. Messa in cui rinunciai con tutta me stessa a Satana e ad ogni potere occulto. Prova più chiara di così il Signore non avrebbe potuto darmela: se il Reiki fosse venuto da Dio, per quale motivo me lo avrebbe tolto?
Gesù mi ha presa per mano ed è cominciato per me un cammino di purificazione spirituale e di fede meraviglioso, in cui il suo amore mi ha lentamente ricostruita. Ero da buttar via, ma non per Gesù, non per Lui che può far rifiorire il deserto. Ricordo la bellissima sensazione di provare di nuovo le mie emozioni, il “miracolo” di ricominciare a dormire. Ringrazio il Signore per tutte quelle persone che mi hanno aiutata con le preghiere di liberazione. “Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode. Egli mi ha salvato e lo voglio lodare” (Salmo 34)».

L’uomo comune, non conoscendo il confine della scienza, pretende di far entrare in essa anche ciò che è magico o soprannaturale, magari affermando che sono forze ancora sconosciute. È ingenuo e sorpassato pensare che la scienza un domani spiegherà tutto.
Ma se il Reiki non è scientifico, allora che cos’è? I maestri di Reiki affermano che esso è spirituale. Ma se è spirituale, viene da Dio? Può venire da Dio un “potere” che costa denaro, e non poco … Può venire da Dio un qualcosa che avviene nella segretezza, con iniziazioni, simboli occulti? I sacramenti cristiani avvengono alla luce del sole, tutti vi possono partecipare e senza pagare quote d’iscrizione. Può venire da Dio qualcosa che ha non pochi e preoccupanti “effetti collaterali”?
La guarigione col Reiki parte dalla volontà e intenzionalità dell’uomo che decide perché e se utilizzare una presunta energia con tecniche particolari; lo scopo è la guarigione fine a se stessa, oppure “l’illuminazione”.
La guarigione nel nome di Gesù, invece, è l’intervento della volontà di Dio che attraverso il credente vuole manifestare il suo amore per il malato. Lo scopo è la manifestazione della gloria di Dio e del suo regno. Non avviene perché si praticano “tecniche particolari”, ma avviene in un incontro libero, personale e particolare della fiducia (fede) dell’uomo con l’amore di Dio.
Lo Spirito Santo è la terza Persona della SS. Trinità: è lo Spirito d’amore e di vita, inviato dal Padre e dal Figlio, su tutti coloro che credono nella morte e resurrezione di Gesù Cristo. Contrariamente al Reiki, l’uomo non se ne può appropriare, ma è un “dono” del Dio Uno e Trino. Gesù è vivo, vicino a noi. Non vale la pena, anzi è rischioso cercare l’Amore dove non c’è.

Fonte: estratti da “Attenti allo Yoga”, Don Pasqualino Fusco

La New Age e i viaggi astrali

La New Age

“Lo Spirito dice apertamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede, dando retta a spiriti ingannatori e a dottrine diaboliche, a causa dell’ipocrisia di impostori, già bollati a fuoco nella loro coscienza!” (1Tm 4,1-2)

La New Age

La New Age (termine inglese che significa “Nuova Era”) è un movimento spirituale i cui adepti e simpatizzanti ammontano ad alcuni milioni in tutto il mondo.
Si fa anche chiamare “Movimento New Age”, “Mentalità Acquariana”, “Mentalità Planetaria”, “Nuova Consapevolezza” o in tanti altri modi. Si tratta di un movimento che attinge a una lunga lista di credenze e di ideologie: vi si trovano tracce di cristianesimo, buddismo, induismo, tantrismo, reincarnazione, spiritismo, magia, filosofie esoteriche, medicine alternative, astrologia, ecologia ecc.
La New Age pretende infatti di essere la sintesi ed il perfezionamento di tutte le religioni e di tutte le filosofie. Questo fenomeno multiforme è di dimensioni planetarie e crede di poter risolvere tutti i problemi della terra capovolgendo ogni istituzione e credenza esistente. Il concetto di Dio deve perdere la sua importanza poiché solo l’uomo deve essere al centro dell’universo. L’uomo riuscirebbe così a salvarsi da solo, grazie allo sviluppo del proprio sapere e delle proprie facoltà mentali.
In realtà la New Age nega la differenza tra Dio e l’uomo e afferma che l’Universo (e quindi anche l’uomo) è Dio; non esiste il peccato perciò non è necessaria neppure la salvezza offerta in Gesù; ammette la reincarnazione; nega che Gesù è Dio (distruggendo così tutto il cristianesimo); afferma l’esistenza di insegnamenti segreti di Gesù che la Chiesa avrebbe tenuti nascosti; crede ciecamente nell’astrologia; pratica lo spiritismo, la divinazione e la magia ecc.
I praticanti di tale movimento dicono di sentirsi parte della “energia cosmica” che essi credono di poter dominare a loro piacimento con i poteri della magia e parlando con varie “entità dell’universo”.
Le guide di questo movimento sostengono che siamo entrati in una “età nuova” (passaggio del sole dalla costellazione dei Pesci a quella dell’Acquario), costituita dal grande rovesciamento in tutti i campi: politico, economico, culturale, sociale, artistico, filosofico e religioso. Questo evento dovrebbe versare la “sua acqua”, il suo insegnamento su tutta la terra, un insegnamento che porterà gli uomini ad un “allargamento della coscienza”.

Riconosciamo dietro a questo movimento lo spirito e l’azione di Satana. E’ sorprendente come i diversi autori della New Age pur non conoscendosi abbiano un’incredibile unità di pensiero riguardante i punti fondamentali e i mezzi da utilizzare per raggiungere i loro scopi. Inoltre, la rivista principale di questo movimento è “Lucis Trust”, che precedentemente si chiamava “Lucifer Trust”. Secondo la filosofia New Age infatti Lucifero è il portatore di luce che conduce l’uomo alla sua coscienza cosmica e all’illuminazione riguardo alla sua divinità (ciò palesa la loro vicinanza ed unità di pensiero con i massoni ed i satanisti).
Spangler, uno tra i più importanti esponenti New Age, afferma in uno dei suoi scritti: “Lucifero opera in ognuno di noi per introdurci in uno stato di perfezione. Se entreremo in una nuova era, l’era della perfezione dell’uomo, ognuno di noi giungerà in qualche modo al punto che io chiamo Iniziazione Luciferina (un atto di consacrazione a Lucifero). E’ questa la porta di ingresso che un individuo deve varcare per giungere pienamente alla presenza della luce e della perfezione”.
Anche il numero 666, che rappresenta il nome della “bestia” dell’Apocalisse, è stato assorbito dalla New Age: esso avrebbe, come afferma la nota portavoce Alice Bailey, reali proprietà mistiche. E’ ora chiaro che lo scopo principale del movimento New Age è quello di rovesciare la tradizione culturale occidentale e cristiana.

In genere l’adepto New Age non lo si riconosce subito. Spesso usa termini che trasmettono serenità e fiducia ma che in realtà sono solo contraffazioni delle verità evangeliche contenute nella Bibbia. Può parlarti di “energia dentro di te”, “evoluzione”, “consapevolezza”, “fratellanza”, “amore universale”, “tolleranza”, “energia cosmica”, “realizzazione dell’io”, “pensiero positivo”, convergenza armonica”, ecc . Se ti professi cristiano, sarai sicuramente additato come fondamentalista intollerante e superato, poiché per la New Age la verità e la morale sono relative.
L’umanesimo, inteso come il mettere l’uomo al centro dell’universo, è alla base della New Age. Tutto ciò che la New Age propone ha l’obiettivo di esaltare l’uomo e di subordinare tutto a lui. Se l’umanesimo materialista aveva orgogliosamente proclamato che Dio non c’era, l’umanesimo New Age fa un passo più in là e dichiara che l’uomo è dio, e ognuno è un potenziale Cristo (Gesù sarebbe stato solo un uomo qualsiasi che è riuscito a diventare “un Cristo” grazie all’aiuto di qualche guru indiano). Nell’uomo, dice la New Age, esistono capacità nascoste per la guarigione mentale e fisica, per la creazione di un nuovo ordine mondiale di pace sul pianeta e per il raggiungimento dello stato divino.
Le pratiche innovative proposte dalla New Age non hanno nulla di nuovo. Le tecniche per ricercare la conoscenza segreta, l’investigazione dei misteri che governano le energie del cosmo e i modi in cui l’uomo le può usare per i suoi interessi, provengono dal regno dell’occultismo e sono antiche come il mondo. Ciò che ha fatto la New Age è solo rispolverare alcuni termini per rendere queste pratiche popolari e alla portata di tutti.

L’influenza del movimento New Age si sta manifestando con sottile prepotenza in tutti gli strati della società e rischia di capovolgere la mentalità di molte persone.
La New Age gode di un forte seguito tra gli artisti hollywoodiani contemporanei, e molte idee del movimento si riconoscono in molti film di successo. Anche film che hanno a che fare con gli extraterrestri ci riportano alle idee della New Age sugli spiriti guida, reclamizzando le esperienze mistiche e gli avvenimenti paranormali. Alcune serie televisive contribuiscono a formare un’immagine piacevole, simpatica e amichevole di fantasmi, demoni e spiriti. Ciò vale anche per film d’animazione famosi dove si incoraggia ad entrare in contatto con gli spiriti, invocandoli esattamente come farebbe un medium. Anche molti cartoni animati rendono familiare il bambino con pratiche, simboli e concetti esoterici e magici.
Il movimento New Age deve molto del suo successo alla musica. Già negli anni ’60 i testi di brani rock famosi, veicolando anche concetti New Age, le hanno preparato la strada. Oggi questo movimento ha partorito un genere musicale tutto suo; accanto ai generi tradizionali, si è aggiunta l’etichetta “new age”. Insieme a molti musicisti dichiarati apertamente credenti della New Age ne troviamo molti che simpatizzano.
Il movimento tenta di “plasmare” le coscienze dei piccoli utilizzando, oltre che la televisione, anche il sistema scolastico, ed è qui che conta di vincere la sua battaglia più significativa attraverso veri e propri corsi di formazione personale a base di nozioni New Age.

Quasi tutte le terapie alternative di origine occulta condividono l’idea che nell’uomo esista un’energia spirituale responsabile dello stato del corpo. Quindi, le malattie del corpo vengono spiegate in termini di carenze o squilibri di energia (le riviste che trattano di salute ormai traboccano di tali insegnamenti “alternativi”), e l’obiettivo terapeutico diventa il riequilibrio o la rivitalizzazione dell’energia. In questo modo, l’attenzione del medico viene ad essere rivolta alle energie spirituali che sono insite nell’uomo stesso. Egli è un essere spirituale che avrebbe in sé tutte le risorse necessarie per guarire il proprio corpo fisico; la chiave starebbe solo nel volerlo.
Molte delle “nuove” terapie alternative sono nuove solo per l’occidente. Si tratta, in realtà, di antichi cimeli della tradizione orientale che, basandosi sui concetti del monismo e del panteismo, confluiscono nel sistema New Age. Non sorprende che tra le file dei medici alternativi si possano trovare un numero notevole di appassionati sostenitori del movimento che spingono i propri pazienti a scoprire le proprie potenzialità “acquariane” e ad aderire alle sue idee.
Le più diffuse terapie alternative sono l’agopuntura, lo Shiatsu, il Biofeedback, la pranoterapia, lo Yoga, il Reiki, il massaggio zonale, l’omeopatia, la medicina ayurvedica, il dinamismo dei gruppi, la piramidologia, la cristalloterapia, il Rebirthing, la radiestesia, ecc.
Le terapie alternative si presentano con una straordinaria varietà, e, malgrado questa diversità, l’obiettivo di fondo è sempre lo stesso: individuare, manipolare, riorientare, stimolare o equilibrare l'”energia” dell’uomo. Per cui bisogna fare molta attenzione, soprattutto se si considera che in molti casi esistono connessioni dirette fra pratiche di medicina alternativa e l’occultismo.
Tali pratiche, infatti, saranno tanto più efficaci, quanto più si avvicinano al mondo della magia. Anche se si presentano inizialmente sotto vesti innocue e benefiche, progressivamente conducono colui o colei che se ne avvicina, ad un reale contatto con gli spiriti.
Il mondo nel quale viviamo sta prendendo molto sul serio questi concetti. Molto di ciò che oggi è considerato all’avanguardia in campo psicologico, filosofico, fisico, medico (in particolare la medicina alternativa), sportivo, artistico, politico e religioso, può essere facilmente ricondotto al modo di pensare “New Age”, e già si parla di “Next Age”.
Forse la New Age sta preparando la strada al governo mondiale dell’Anticristo, come descritto nel libro dell’Apocalisse? È probabile, poiché gli ingredienti ci sono tutti: l’uomo inteso come dio e la promessa di un nuovo periodo di “pace, amore e fratellanza universale”. A detta di molti, proprio in seno a questo movimento dovrà rivelarsi l’uomo iniquo che porterà alla persecuzione finale dei cristiani prima della seconda venuta di Gesù Cristo che lo annienterà con il soffio della sua bocca (cfr. 2Ts 2,1-12). E’ probabile che in questo contesto di menzogna gli ebrei lo accolgano (solo inizialmente) come il Messia, gli indù come il ritorno di Krishna, i buddisti come Maitreya Budda ed i musulmani come l’Imam Mahdi.
Purtroppo c’è il rischio che anche molti cristiani tiepidi cadranno nell’inganno credendolo il Cristo; ma se si confronta con quanto scritto nei Vangeli, nelle Lettere e nell’Apocalisse egli rappresenta in realtà l’incarnazione di Lucifero. Come il Signore infatti ci avverte, l’Anticristo verrà nella potenza di Satana con ogni sorta di portenti e segni (cfr. 2Ts 2,9-10).
Tutti noi, come cristiani, siamo chiamati a vegliare e vigilare. È importante riconoscere che sta emergendo con lenta prepotenza un avversario che dobbiamo imparare a riconoscere e ad affrontare. Dobbiamo imparare a diffidare dalle sue molteplici facce con la certezza che è solo Dio al centro, e non l’uomo. Alla sete di spirituale, che si rivela nel successo del misticismo orientale, dobbiamo impegnarci a contrapporre la spiritualità cristiana genuina (non fatta solo di parole) del rapporto vivente e reale con Gesù Cristo che conosciamo come persona vivente. Agli occultisti dobbiamo ricordare che Dio ha rivelato la verità nella sua Parola e ha reso disponibile la potenza del suo Santo Spirito a chiunque entra in comunione con Lui.
Infine, rivolgendoci agli inguaribili ottimisti evoluzionisti, dobbiamo guidarli a vedere la realtà della miseria umana, e pregare affinché vedano che l’unica vera speranza è il ritorno glorioso di Gesú Cristo e il suo regno eterno di pace.

È significativo che il movimento New Age abbia dei legami rilevanti con importanti organizzazioni internazionali, club, fondazioni, gruppi e logge massoniche che vedono aumentare progressivamente il numero dei simpatizzanti.
Tra coloro che operano attivamente per il reclutamento figurano anche diverse associazioni umanitarie, scuole, comunità, gruppi di teosofia, antroposofia e Meditazione Trascendentale, gruppi ufologici, sette, ecc.
Tra i progetti della New Age c’è quello di costruire una società mondiale dove, teoricamente, non esistono tensioni, riformandola dal di dentro in tutte le sue componenti. Il progetto consiste nella instaurazione di un nuovo governo mondiale e di una nuova religione mondiale.
Il primo obiettivo in ordine di tempo è la graduale dissoluzione della fede biblica (apostasia di massa) in modo da poter preparare la gente ad accettare le rivelazioni anticristiane della New Age, e poter così stabilire la nuova religione mondiale (cfr. 2Ts 2,3).
Tra i mezzi scelti dal movimento per raggiungere questo scopo vi sono: la diffusione di religioni orientali e i culti pagani, le droghe, lo Yoga, il Kundalini, il Reiki, l’ipnosi, la stregoneria e magia, la cabala, il culto degli UFO, lo spiritismo, i poteri psichici, il Rebirthing, il Tantra e altre pratiche. L’obiettivo comune sarebbe quello di raggiungere “uno stato alterato di consapevolezza”, per preparare la persona a ricevere passivamente l’imposizione della volontà di “spiriti guida” o presunte “intelligenze superiori”.
Il principale obiettivo politico del movimento della Nuova Era è il controllo globale. La dissoluzione o la distruzione di singoli stati nazionali nell’interesse della “pace” e della “conservazione” dell’umanità sono apertamente propagate.
Per poter raggiungere questo obiettivo che si configura alla fine come il dominio del mondo, sarà tuttavia necessario superare molti traguardi intermedi, di tipo politico, economico, sociale e religioso.

I viaggi astrali (OBE)

L’espressione “esperienza extracorporea”, nota anche con l’acronimo O.B.E e talvolta O.O.B.E. (dall’inglese “out of body experience”), viene utilizzata per indicare tutte quelle esperienze nelle quali una persona ritiene di essere “uscita” dal proprio corpo fisico e, in taluni casi, ha percepito la presenza del proprio corpo da un punto esterno ad esso (autoscopia). In molti casi il soggetto afferma di essersi spostato anche molto lontano in altri luoghi, di avere incontrato persone vive e morte o di avere fatto esperienza di fenomeni cosmici e spirituali.
In campo New Age questo fenomeno viene considerato come una vera e propria esperienza mistica che è comunemente conosciuta con il termine di viaggio astrale. Al di là della definizione, esso rappresenta uno dei più seducenti inganni che conducono la persona all’assoggettazione da parte di entità spirituali. E’ un fenomeno comune che si presenta nelle persone che sono affette da medianità.
Questa sorta di stato alterato di coscienza rappresenta per molti un affascinante richiamo a gustare un’esperienza spirituale unica, che prometta una graduale illuminazione, la possibilità di espansione della conoscenza ed altri benefici.
Esistono su internet numerosi siti in cui le persone si scambiano opinioni, consigli e testimonianze sul “viaggio astrale”. A leggere bene, tuttavia, ci accorgiamo che questa esperienza richiama spesso immagini di ombre e strane presenze, accompagnate da sensazioni di malessere quali senso di soffocamento, nodi alla gola, estrema pesantezza nel petto, incapacità di movimento, sensazione che qualcuno ci trascini via dal proprio corpo ecc. Si tratta perlopiù di testimonianze di persone lontane dalla fede e dai sacramenti, che ovviamente si ritrovano facilmente esposte agli attacchi ed ai miraggi del Maligno. In alcune di queste testimonianze si legge che chi abbia provato, durante il verificarsi di questi fenomeni, ad invocare il nome di Maria o Gesù, o abbia iniziato a recitare qualche preghiera, ha assistito all’immediato cessare di ogni visione o alterazione. Questo ci aiuta a comprendere ulteriormente l’origine demoniaca del fenomeno.
Chi si inoltra in questo genere di esperienze, difficilmente ne uscirà incolume ma, anzi, sarà necessario l’aiuto del Signore per potersi liberare con efficacia dai legami e disturbi che ne derivano.

Halloween, Wicca e neopaganesimo

Wicca e Neopaganesimo

“Voi sapete infatti che, quando eravate pagani, vi lasciavate trascinare senza alcun controllo verso gli idoli muti” (2Cor 12,2)

Halloween

La festa di Halloween si è diffusa negli ultimi anni ovunque ed in maniera massiccia.
I seguaci di Wicca (da witchcraft, stregoneria), un movimento neopagano molto diffuso, venerano le forze della natura utilizzando antichi rituali tipici dei Druidi (antichi Sacerdoti Celti) e vedono questa “festa” come una tra le loro principali.
Durante la notte dal 31 Ottobre al 1 Novembre i Celti svolgevano le loro cerimonie più importanti, poiché credevano che in questa notte i morti dell’anno precedente sarebbero tornati sulla terra in cerca di corpi da possedere. Questa era la notte dedicata al dio cornuto Samhaim (il capodanno celtico e pagano). In questa occasione i contadini spegnevano il focolare per allontanare gli spiriti dei morti alla ricerca di un corpo e i Druidi facevano cerimonie offrendo sacrifici per spaventare questi spiriti. Durante queste cerimonie veniva acceso un fuoco che sarebbe stato portato la mattina seguente presso le famiglie affinché tutti potessero accendere il “fuoco nuovo” in cambio di qualche offerta da offrire al loro dio. Chi si rifiutava di fare l’offerta veniva maledetto con l’espressione “offerta o maledizione” (da cui l’espressione “dolcetto o scherzetto?”). Il fuoco nuovo veniva trasportato e fatto ardere all’interno di lanterne costituite da rape (o cipolle) che oggi sono diventate delle zucche.
Anche il travestimento di questa notte è legato all’abitudine dei Celti di coprirsi con pelli di animali per spaventare gli spiriti.
E’ chiaro che Halloween riporta la società in pieno paganesimo ed inoltre rappresenta il capodanno degli stregoni e uno dei loro principali sabba. E’ un’occasione che viene anche sfruttata per fare messe nere e, se possibile, sacrifici umani. Questa festa è vista infatti di buon occhio da tutti coloro che operano nell’ambito dell’esoterismo, dell’occultismo e del satanismo che non disdegnano di vedere come anche i bambini cadono ingenuamente nelle trame di questa notte demoniaca.
A detta degli esorcisti, permettere ai bambini di partecipare a questa ricorrenza comporta potenziali rischi legati alla contrazione di disturbi di origine malefica.
Ancor più palese è la contrapposizione di questa festa a quella religiosa di Ognissanti che si celebra il giorno seguente, e di quella dei defunti che si celebra lo stesso giorno.
Cerchiamo di contrastare questo macabro rituale accendendo sul davanzale della finestra un cero benedetto al posto delle zucche illuminate.

E’ necessario impegnarci ad impedire la diffusione di molte menzogne mascherate da svago e innocuità. Abitudini sbagliate si stanno infatti infiltrando subdolamente nelle abitudini e nei pensieri della gente a danno di molti bambini e adolescenti. E’ possibile che in alcuni casi i responsabili non se ne rendano neppure conto, ma di fatto contribuiscono a diffondere la malsana dottrina a danno degli altri e in opposizione a Dio.

La Wicca

La Wicca è la più diffusa delle religioni e correnti spirituali appartenenti al movimento neopagano; spesso anche detta la “religione della natura” o, ormai più raramente, l'”antica religione”. La parola Wicca deriva da witchcraft (stregoneria) e negli ultimi tempi attrae un numero sempre maggiore di persone.
La Wicca venne presentata per la prima volta nel 1954 attraverso gli scritti di un ex funzionario pubblico britannico esperto di esoterismo Gerald Gardner, membro dell’ordine dei Templari. La sua dottrina si ispirò alla massoneria, ai libri di occultismo e alle tradizioni celtiche.
Questa religione venera la “Dea Natura” (chiamata anche “Madre Terra” o “Madre Natura”) che rappresenta la Luna e la natura. Alcuni gruppi sottolineano l’equilibrio fra la divinità femminile e il “dio con le corna” maschile, simbolo pre-cristiano della fecondità, che dai seguaci della Wicca non sarebbe identificato come il Diavolo.
Gli adepti di questo movimento si definiscono neopagani e, a volte, si riuniscono di notte, all’aperto, nei cosiddetti luoghi “di forza” e in giorni particolari dell’anno, come i solstizi, i pleniluni e altre ricorrenze importanti. Questo culto prevede l’evocazione di spiriti femminili, riti magici e balli rituali, da parte di donne che si auto-proclamano apertamente “streghe” in quanto operanti nell’ambito della stregoneria. Questo movimento incoraggia la libera iniziativa dei suoi adepti e stimola la ricerca di una dimensione che sta oltre l’umano: i wiccan sono protagonisti e artefici dei loro incontri con la presunta dea, vivono intense esperienze mistiche e sostengono di entrare in contatto con forze non umane.

La Wicca usa i tarocchi, il pendolino (radiestesia), il Channeling e varie forme di divinazione. Incoraggia inoltre l’uso dello spiritismo e di diversi incantesimi magici, anche per legamenti amorosi. E’ profondamente radicata in credenze pagane e panteiste (reincarnazione, karma e panteismo), crede che tutto ciò che appartiene al regno animale abbia un’anima.
I wiccan danno molta importanza al canto ritmico in occasione dei loro rituali e, a volte, lo fanno stando nudi, sia da soli che in gruppo. Alcuni gruppi fanno anche ricorso alla magia sessuale (reale o simbolica), anche se questa pratica sembra in progressivo abbandono.
La Wicca non ha un’organizzazione internazionale unitaria né organizzazioni nazionali. Non vi è neppure una dottrina unitaria, bensì varie interpretazioni anche molto distanti tra loro. I rituali presentano differenze tra gruppo e gruppo, anche se quasi tutti fanno riferimento al “Libro delle ombre” di Gardner.
I wiccan si ritrovano in occasione di raduni annuali, leggono libri di stregoneria e riviste specializzate che sono sempre più diffuse anche nelle più comuni edicole. Prendono in molti casi l’appellativo di “Federazione” o perfino “Chiesa”, come indicazione del loro proposito di organizzarsi. Rifiutano categoricamente di sottomettersi alle gerarchie e propongono un tipo di magia che diventa, per il praticante, una vera e propria religione della natura e degli elementi.

La Wicca cristiana (CristoWicca) è un ramo della Wicca basato su una visione sincretista del mondo fusa con elementi dottrinali del cristianesimo. I wiccan cristiani rifiutano la concezione di Dio tipica del cristianesimo, ovvero un Dio personale e trascendente. La CristoWicca implementa nella propria dottrina il concetto della trinità, quello della Dea triplice e quello dell’incarnazione di Gesù pur interpretandoli secondo un’ottica propria. Adotta infatti una visione panteistica, identificando la divinità con l’essenza universale dell’universo, il principio primo e l’energia stessa di cui è costituita la materia. La Wicca cristiana ingloba concetti ereditati dall’ebraismo antico, dalla Cabala e dallo gnosticismo, dai quali si dipana la reinterpretazione delle dottrine cristiane.

La verità è che quando l’uomo comincia a fare questo tipo di esperienze che potrebbero sembrare concilianti, difficilmente sarà capace di fermarsi. Prenderà coscienza che si sta muovendo in un mondo spirituale di entità invisibili che compiono cose alle quali è molto difficile opporsi.
Il vero cristiano non può scendere a compromessi con questi movimenti neo-pagani che, a volte, possono mescolarsi con uno pseudo-cristianesimo. Egli sa infatti bene che dietro a tutto ciò si muove il perfido e astuto ingannatore e di conseguenze deve tenersene alla larga.

Le sette e le pseudo-religioni

Le sette e le pseudo-religioni

“Lo Spirito dice apertamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede, dando retta a spiriti ingannatori e a dottrine diaboliche” (1Tm 4,1)

Un importante canale di condizionamento psicologico e diffusione di dottrine non canoniche è costituito dalle molte pseudo-religioni basate sui più svariati culti “alternativi” e dalle sette.
Sebbene alcuni importanti studiosi, tra cui il noto sociologo Massimo Introvigne, non amino classificare i movimenti minoritari col termine “setta”, nella concezione comune esso indica generalmente un raggruppamento di persone unite da un credo ideologico e/o religioso professato in modo radicale e intransigente e talvolta in contrapposizione esplicita alla comunità e all’ideologia dominante.

L’ampia varietà di sette consente all’uomo di trovare ciò che più lo soddisfa e lo realizza. Tra le molte alternative presenti nella società si trova tutto ciò che calza a pennello ed in grado di soddisfare i gusti personali e le aspirazioni. Si riscontra infatti un’ampia diffusione di dottrine e credi alternativi, fatti e sviluppati su misura per rispondere alle più svariate esigenze umane (cfr. 2Pt 2,1).

Se riflettiamo sulle dichiarazioni fatta in sede di esorcismo capiamo che a Satana importa poco a quale professione di fede appartieni, basta non essere cristiano ed adorare l’unico e vero Dio. Ogni deviazione, eresia o filosofia “alternativa” è ben accolta poiché conduce alla perdizione o comunque devia (in modo più o meno marcato) dall’unica via annunciata da Cristo (cfr. Gv 10,1; 14,6). Qualunque religione o setta che non riconosce Gesù come figlio di Dio è infatti per sua natura anticristica e, seppur implicitamente, contro Dio (cfr. 1Pt 4,1-6; 2Gv 1,7). L’infinita misericordia di Dio può comunque trovare infinite strade per offrire la salvezza e liberare chi ha abbracciato la fede di una setta o falsa religione rigettando l’unica rivelazione di Gesù.

Spesso l’entrata in una setta è graduale, comincia a svilupparsi un meccanismo di sostituzione che pone l’individuo nella condizione di modificare gradualmente le basi del credo canonico con elementi estranei che finiscono per diventare il fulcro della nuova dottrina. Il passaggio è spesso impercettibile ma inesorabile, fino a trovarsi immersi in una realtà che non ha nulla a che vedere con la sana dottrina. I lacci spirituali hanno ormai preso spazio nella mente e nello spirito della persona, la quale ben difficilmente potrà liberarsene se non con l’aiuto costante di qualcuno che preghi per lui e che cerchi di farlo ragionare sulle illusioni e sulle false concezioni acquisite. Si tratta di riacquisire la libertà persa, in una condizione in cui la dipendenza infusa dalla nuova dottrina ha spesso assunto un livello superiore alle forze della persona.

Oltre che come gruppo separato da un’aggregazione maggioritaria, la setta può essere vista anche come un gruppo di seguaci di una persona o di un particolare credo. Queste congregazioni autonome si dedicano generalmente alla pratica di culti esoterici o di tipo magico e si propongono come alternativa alle religioni ufficiali.
Spesso si caratterizzano per una spiccata chiusura verso l’esterno, per una serie di atteggiamenti coercitivi, che vengono messi in atto, e per lo scarso rispetto per i diritti delle persone che vi aderiscono o per i loro familiari.
Si identificano spesso come organizzazioni di carattere religioso che costruiscono la propria dottrina basandosi sugli insegnamenti di una o più religioni ufficiali, ma se ne separano e si oppongono a queste attraverso l’affermazione di nuovi principi, in base ai quali istituiscono una propria autorità e stabiliscono una condotta di vita, che si differenzia da quella del contesto sociale di riferimento. La diversità del credo religioso viene affermata con forza dal capo e dagli adepti e si esprime nella nuova disciplina interiore ed esteriore adottata, che riproduce il modello ideale verso cui si tende.

Le persone che entrano in una setta generalmente fanno una scelta volontaria, perché avvertono la necessità di fare riferimento a un modello religioso diverso da quello proposto dalla “religione ufficiale”. Gli adepti, infatti, si sottomettono a un rigoroso cammino di iniziazione che culmina in un vero e proprio atto di conversione. La conversione consiste nell’accettazione di principi, regole e credenze che pervadono tutti i gesti della vita quotidiana e può essere rappresentata dal cambiamento d’identità, da un abito particolare che viene indossato, oppure da un nuovo nome che viene assunto, anche solo all’interno della setta.
Un’altra tendenza è quella delle persone che pur entrando a far parte di una setta continuano a seguire la propria religione di appartenenza, come se la religione fosse una specie di kit personalizzabile in base alle esigenze ed ai piaceri della persona.

Si sta diffondendo un nuovo modo di vivere la spiritualità, secondo il quale è diventato indifferente quale religione si pratichi e in quale dio si creda, perché qualunque religione può condurne alla pienezza spirituale: è il fenomeno che viene comunemente identificato con il termine “relativismo” religioso.
Nascono così gruppi e congregazioni che si collocano in una zona di confine tra scienza e religione. Se da una parte, infatti, propongono un credo religioso, dall’altra promettono all’adepto particolari privilegi che dovrebbero risolvere problemi relativi al denaro, alla salute, al successo e facilitare il raggiungimento della felicità.
Le insicurezze e le paure dell’uomo vengono strumentalizzate dai movimenti pseudo-religiosi che, avvicinando nuovi adepti e idee vecchie quanto il mondo, ma trasformate “ad hoc” per l’occasione, promettono strade facili per raggiungere la tanto sospirata felicità. Così magia, rituali esoterici e quant’altro diventano mezzi previlegiati per alleviare le proprie sofferenze fisiche e psicologiche, per trovare lavoro, per essere ricambiati in amore e per credere in un dio costruito a tavolino.

Secondo recenti studi, nel nostro paese risultano presenti centinaia di gruppi settari, fra sincretismi, false chiese, messianici esoterici, occultisti e satanisti. Questa è la stima ufficiale, ma chissà quanti altri pseudo-movimenti religiosi si muovono nell’ombra e non rientrano in questo numero.

Per concludere questa breve introduzione al mondo delle sette, è opportuno segnalare ricorrenti casi di persone che hanno dovuto sottoporsi ad esorcismi in seguito a pellegrinaggi da famosi “santoni” (spesso indiani). Queste persone, che apparentemente “benedicono” in realtà agiscono mediante poteri demoniaci (cfr. Mt 7,15).
Teniamoci perciò alla larga dai falsi profeti travestiti da pecora che Satana fa sorgere in seno alle sette, poiché con i vari prodigi che egli concede a costoro (materializzazioni di oggetti, pseudo-guarigioni, inviti telepatici, ecc.), riesce a legare un sacco di anime ingenue che poi ne pagano duramente le conseguenze (cfr. Mt 24,24). Molti dei portavoce di queste sette e pseudo religioni sono veri e propri demoni incarnati avversari di Cristo.

Un’attenzione particolare va anche prestata alle aggregazioni in cui si svolgono pratiche apparentemente innocue come lo Yoga e la Meditazione Trascendentale. Queste discipline sono da evitare poiché conducono ad un graduale ma inesorabile stato di contaminazione spirituale.
La meditazione orientale non ha niente a che vedere con la vera meditazione cristiana. Tali pratiche possono forse concedere uno stato di rilassamento e apparente ascesi al praticante ma solo per convincerlo dei presunti benefici. Esistono alcuni tipi di Yoga in cui si mescolano riti pagani, perversioni sessuali, magia nera, meditazioni davanti a teste recise, pasti con pezzi di cadaveri non consumati dalla cremazione ed altre abominevoli cose.
Neppure il cosiddetto “Yoga cristiano” esonera da questo rischio poiché gli elementi di fusione costituiscono comunque un concreto pericolo di infiltrazione spiritica e deviazione dottrinale.

Gli operatori dell’occulto e i guaritori di campagna

La magia popolare e i guaritori di campagna

“Vi annunciano visioni false, predizioni che sono invenzioni e fantasie della loro mente” (Ger 14,14)

E’ molto frequente incontrare in TV, in internet, nelle riviste e nei giornali pubblicità riguardanti presunti maghi ed operatori dotati di particolari poteri ed in grado di risolvere le comuni difficoltà esistenziali quali salute, affetti, soldi, ecc. Appaiono disponibili ad aiutare chi si trova in situazioni disperate o chi non riesce a trovare la soluzione a malattie e problemi. Molti di costoro sono semplicemente dei ciarlatani che desiderano solo ingannare la gente per fini economici, ma oltre costoro esiste una certa percentuale di persone che alimentano le loro “doti” medianiche nel mondo esoterico ed occultista.

Con l’occasione è bene definire la differenza tra i due termini.

– L’esoterismo si propone di aprire un passaggio spirituale per introdurre, attraverso una o più iniziazioni, alla conoscenza di verità nascoste. Una conoscenza che pretenderebbe di essere anche illuminante e raggiungibile solo da coloro che sono in grado di percorrere un più o meno lungo percorso iniziatico.

– Si dovrebbe invece intendere per occultismo un modo di agire che mira al dominio dei poteri materiali procurati dalla magia. Ne ricerca quindi le tecniche, che vanno dall’alchimia alla stregoneria. Tali pratiche verrebbero trasmesse attraverso iniziazioni segrete e consacrazioni al Demonio.

In realtà la linea di demarcazione tra le due definizioni è alquanto confusa ed incerta, in quanto, in molte discipline e movimenti pseudo-religiosi, confluiscono entrambi i termini sia per quanto concerne la filosofia dottrinale che l’approccio pratico.

Si sente parlare di persone dotati di particolari “doni”, “fluidi” ed “energie” che utilizzerebbero per risolvere problemi di vario genere ma senza dichiarare apertamente di appartenere al filone magico. Un tipico esempio pubblicitario recapitato in un giornale è il seguente:
“Dott.ssa XX. Medium, veggente ed esorcista. Proveniente dall’ordine dei marabutti, ben noto nella sacra foresta africana. Una grande esperienza grazie ai doni ricevuti dal padre. Specialista in problemi d’amore, sesso, salute, affetto, esami o concorsi, riconciliazione, liberazione dal malocchio, protezione, affari, difficoltà finanziarie. Aiuto a risolvere tutti i problemi. Lavoro serio, rapido ed efficace. Massima riservatezza. Non si preoccupi, la fortuna le sorriderà!”
Ne risulta un messaggio ben congegnato che non accenna al ricorso diretto alla magia. Se questa signora non fosse una vera maga, per lo meno conosce molto bene le esigenze della gente; sono infatti elencati tutti i bisogni più reconditi.
Sono numerosi i ciarlatani, i truffatori che pensano solo a fare soldi ingannando la gente e che mettono in scena spettacoli scenografici privi tuttavia di ogni reale potere occulto. E’ tuttavia importante considerare che accanto a questa categoria esistono anche coloro che si dedicano alla magia in modo “professionale”. Come esiste il vecchietto di campagna che cura con le erbe, recita strane preghiere e fa particolari segni sulle persone per guarire dalle malattie (orzaiolo, fuoco di Sant’Antonio, ecc.), così troviamo l’uomo d’affari di città che opera nello studio privato con tanto di schedario per i clienti, assistente e tutti gli strumenti necessari per effettuare rituali di magia nera.
Vi sono persone di ogni categoria che si ritengono dotate di poteri fuori dall’ordinario: quelle che guariscono le ustioni toccandole con le mani e pronunciando formule spesso simili a preghiere; quelle che curano i reumatismi, i dolori ed ogni sorta di malattia attraverso il “magnetismo” (o fluido), o servendosi di piante (i “semplici”). Così come i veggenti e gli indovini, capaci di riconoscere alcuni mali e, talvolta, di indicarne la cura.

Stare alla larga da queste persone è l’unica cura preventiva realmente efficace per evitare rilevanti perdite economiche e spiacevoli coinvolgimenti con l’occulto. Evitate perciò tutti coloro che tramite ingannevoli pubblicità (o per semplice passaparola) invitano ad un incontro personale, magari gratuito, per individuare il problema e poi suggerire pratiche alternative. Questi personaggi si fanno generalmente pagare a caro prezzo per arrecare in realtà ulteriori danni. Per convincere della bontà del loro operato e delle loro intenzioni, offrono talvolta gratuitamente il primo consulto per sedurre il cliente e creare un rapporto di dipendenza che frutti nel tempo.
L’apparenza è spesso quella di persone benevole, pacifiche, comprensive, disponibili e che vogliono sinceramente aiutare gli altri, ma in realtà la loro falsità ha come unico obiettivo quello di arricchirsi alle spalle degli ingenui clienti. Al sorriso ed alla frase di conforto si oppone sovente il rituale diabolico che svolgono la notte all’insaputa dei loro frequentatori.
Viene magari detto che il cliente ha ricevuto un maleficio e che solo loro sono in grado di sfasciarlo in cambio di lauti compensi, oppure promettono di poter facilmente guarire da una malattia o da una insormontabile difficoltà della vita.
A volte, se il mago è un vero consacrato a Satana, può riuscire realmente a “sospendere” la malattia. Ciò si verifica affinché i clienti credano fermamente nei suoi poteri e siano stimolati a tornare altre volte. La malattia si presenterà tuttavia di nuovo e con maggiore forza, o comunque trasformata in qualcos’altro di peggiore (sul piano fisico, psichico o spirituale). Tutto ciò perché, sebbene non apertamente, costoro praticano vera e propria magia (bianca, nera o rossa non fa differenza, l’origine è sempre diabolica).

Questi sedicenti fautori di bene possono facilmente giocarsi l’ingenuità delle persone rovinandole spiritualmente, fisicamente, ed economicamente. Anche semplici pratiche come versare dell’olio in una bacinella d’acqua per interpretarne i segni, l’uso del pendolino, la lettura della sfera di cristallo o dei fondi del caffè, l’uso della piramide energetica o cose simili sono veri e propri rituali che spesso coinvolgono forze occulte.
Sovente recitano frasi magiche mescolate a preghiere tradizionali per convincere della bontà delle loro azioni o consegnano strani oggetti da mettere sotto il cuscino per prendere sonno. Per loro non fa alcuna differenza invocare Dio od evocare il Diavolo, in quanto in entrambi i casi il loro approccio, puramente magico, è finalizzato al raggiungimento dell’obiettivo prefissato.
Viene spesso consigliato anche un uso improprio degli elementi religiosi come l’acqua santa, che, ad esempio, deve essere raccolta da sette chiese differenti per essere poi spruzzata in specifici punti della casa… oppure vengono consegnate candele da accendere in determinati periodi o giorni, o sacchettini ed amuleti da portare addosso per attirare la fortuna e proteggere dal male. A volte tirano in ballo nei loro discorsi anche la Madonna ed i Santi e magari espongono qualche foto e immagine sacra …
Molti dicono di essere in comunicazione diretta con qualche angelo, anima di defunto o santo (il più menzionato è Padre Pio) ma il vero filo conduttore è sempre la menzogna.

Quando hanno raggiunto l’età matura, fra i quaranta e i cinquanta anni, gli operatori dell’occulto si preoccupano di trasmettere ad un successore il segreto ed i poteri da cui essi dipendono, affinché il dono non vada perduto. Viene trasmesso ad un unico successore che è stato scelto, più raramente a due eredi, poiché il tutto rischierebbe di perdere il velo di mistero che lo ricopre. In campo occultistico, l’iniziazione misteriosa è un elemento essenziale del potere e della credibilità sociale. Colui che ha ricevuto i poteri si assume con ciò il dovere di esercitarli a sua volta affinché non si affievoliscano e di trasmetterli perché non vadano perduti.
In occasione della trasmissione dei poteri viene anche consegnato il cosiddetto “libretto del comando”, considerato come una sorta di “lampada di Aladino satanica” contestualizzata in un libro e contenente un’iniziazione alla magia cerimoniale ed all’evocazione degli spiriti. A volte, può trattarsi semplicemente di un diario segreto redatto dal mago e contenente una raccolta di formule magiche con vari consigli.
Gli operatori dell’occulto sono quindi influenzati nelle loro azioni da entità spirituali maligne (anche se non sempre si considerano veri e propri adoratori di Satana) ed i loro poteri possono potenzialmente sconvolgere ed ammaliare l’ingenuo cliente che finisce per vedere nel mago l’unico punto di riferimento. Per convincere i malcapitati vengono spesso rivelati fatti nascosti sulla vita della persona, consigliate particolari abitudini e comportamenti, o viene incitato all’odio verso parenti che dichiarano responsabili di qualche difficoltà o maleficio ricevuto.
La conseguenza non può essere che un graduale ed inesorabile distaccamento dalla vera religione e da tutto ciò che può realmente portare alla risoluzione dei propri problemi. Il mago diventa l’unica e più importante guida in grado di indirizzare l’altrui vita e risolvere ogni problematica che possa emergere.

Tra i diversi tipi di oggetti che gli operatori dell’occulto cercano di consegnare a caro prezzo al cliente, indicandoli come indispensabili per proteggere dalle negatività ed attirare la buona sorte, possiamo trovare:

– candele, spesso colorate e con significati e funzioni diverse;
– amuleti, vari oggetti di origine naturale (denti di squalo, conchiglie, malachite, ossa, cristalli, piume, vischio, ecc.);
– talismani, preparati appositamente con un preciso intento ed uso del cliente (spesso composti da più elementi messi insieme);
– pentacoli, figura simbolica che sintetizza un’intera dottrina mediante disegni, segni e lettere. Celebre è la stella a sei punte o “sigillo di Salomone” o il quadrato magico Sator.

Accettare, acquistare ed indossare oggetti di questo tipo comporta una spesa inutile (spesso molto gravosa) e spiacevoli conseguenze legate a fenomeni di disturbo ed infiltrazione spiritica (a prescindere dall’uso che ne viene fatto e dal risultato che ne consegue).

In realtà solo Gesù e la sua Chiesa possono aiutare, guidare, proteggere e liberare dagli influssi malefici che disturbano ed opprimono l’uomo nella vita quotidiana. Solo Dio nella sua onnipotenza è sovrano di tutte le cose create, visibili ed invisibili. Solo affidandosi a lui ed abbandonandosi filialmente nelle sue mani possiamo raggiungere la vera pace e la liberazione dai nostri nemici spirituali, anche se a volte il percorso può risultare lungo, faticoso e difficoltoso. E’ poco utile, anzi dannoso, impegnarsi in un’estenuante e sterile ricerca del miglior mago in grado di risolvere definitivamente e velocemente i propri problemi. Spesso questa fase segue quella della ricerca del migliore prete che non ha conquistato i risultati desiderati. Spesso infatti anche il ministro di Dio viene visto come una sorta di stregone dotato di particolari poteri. L’affidamento a Dio, unito ad un radicale cambiamento di vita, alla rinuncia al peccato ed alla reale apertura allo Spirito Santo, rappresenta il punto di svolta, il cardine di molte vite che sono passate da una fase di disperazione ed angoscia ad un’altra di pace e di filiale speranza. Tutto ciò che è alternativo e promette risultati rapidi e infallibili è soltanto uno specchietto per le allodole.

I guaritori di campagna e la magia popolare

La medicina popolare ha sempre rappresentato, fin dall’antichità, un sistema di difesa della salute sia in senso preventivo che in senso terapeutico. La figura del guaritore coinvolge attraverso i suoi riti la comunità e la famiglia. In ambito rurale, le cause delle malattie sono spesso state ricercate in elementi esterni che l’ammalato tende a personificare, come nella possessione, negli invasamenti, nel malocchio, nelle fatture oppure attraverso una caduta delle sue difese personali.
Tra le terapie preventive più utilizzate rientrano i rituali con gli amuleti, i portafortuna, gli “abitini” (sacchetti magici con contenuto ibrido dato dai simboli legati alla religione, es. un frammento della stola del prete o un pezzo della corda di una campana, con chicchi di grano, di riso, erbe miracolose, coda di lucertola), che inducono forti suggestioni nel soggetto che li utilizza.
Le malattie curate dai guaritori sono assai specifiche: il fuoco di Sant’Antonio, gli orzaioli, i porri, le storte, le sciatiche, i vermi dei bambini, la erisipela ed i vari problemi agli animali.
A volte, il guaritore di campagna risulta essere anche un pranoterapeuta e sensitivo, aumentando ulteriormente la sua notorietà tra i suoi compaesani che si rivolgeranno a lui in maggior numero.
Rituali pagani di duemila anni fa si sovrappongono a quelli cristiani, tanto che i guaritori di campagna usano spesso immagini o medagliette raffiguranti Santi o ricorrono alla gestualità religiosa come il segno della croce ripetuto più volte (spesso tre, ritenuto numero magico) per la cosiddetta segnatura della parte malata. Il terapeuta, analogamente allo sciamano delle società primitive, racchiude insomma una duplice funzione: quella religiosa (di intermediazione tra il mondo reale e l’aldilà) e quella curativa.
La Chiesa ufficiale mostra da sempre scetticismo ed avversione per questo tipo di credenze, nonostante la fede religiosa sia un elemento essenziale presente nel guaritore e venga richiesta a chi riceverà una segnatura. Qualche sacerdote, comunque, figlio o parente di guaritori, nonostante le proibizioni ecclesiastiche, mostra tolleranza o a volte crede a questo genere di cose.
Racconta una donna, prescelta dalla nonna per tramandare quest’arte: “Quando fui battezzata dentro le fasce la nonna nascose quello che serve per segnare: un tralcio di vite per le storte, i fiori per gli occhi, i chicchi d’orzo e di riso per i porri, un filo nero infilato in un ago per l’orzaiolo. Tutti questi strumenti nascosti nelle fasce sono stati battezzati con me e penso che anche i miei fratelli li avessero”.
Se questo rituale non veniva svolto il bambino non poteva ricevere la virtù, che doveva risalire dal momento del battesimo ed essere completata quando “l’erede” era abbastanza grande da poter tenere a mente le formule segrete ed essere sicuri che non le svelasse a nessuno.
La “consegna” della formula rituale probabilmente ancora oggi, come nel passato, avviene la notte di Natale, considerata magica per eccellenza. Il guaritore sceglie la persona a cui svelare le parole segrete e quest’ultima deve ripeterle dentro di sé fino a memorizzarle; niente può essere pronunciato o messo per scritto.
Predestinati a questo tipo di sorte, erano anche coloro che “nascevano con la camicia”. Questa metafora che ancora oggi sta a significare “nascere fortunati”, deriva in realtà dal mancato distacco del sacco amniotico fetale (la camicia appunto) al momento della nascita. Nascere vestiti veniva ritenuto segno di particolare fortuna e soprattutto di particolare virtù, per esempio quella di guarire. Quando dunque un bambino nasceva vestito, si provvedeva immediatamente a rompere il sacco perché il piccolo potesse tirar fuori la testa e respirare, e poi prima ancora di vedere se era maschio o femmina lo si investiva del potere di segnare questa o quella malattia: il che avveniva a volte attraverso un piccolo rito che consisteva nel pronunciare certe formule e preghiere, dopo aver messo in mano al neonato un oggetto che simboleggiava la malattia che si voleva che curasse: un carbone per il fuoco di S. Antonio, un baco da seta per i vermi e così via. Parole e segno venivano poi insegnati al bambino appena era in grado di capire. Oggi naturalmente ciò non accade più per l’intervento ostetrico che separa il bambino dalla membrana amniotica aderente al suo piccolo corpo.
Il materiale usato per la magia di campagna è costituito da oggetti semplici: vegetali come i fiori, gli steli di grano, i rami, oppure il pane, il vino o la celebre goccia d’olio versata in una bacinella d’acqua contro il malocchio.

A tal proposito ci ricorda Sant’Agostino:

“Ecco a quali mali si lasciano trascinare i cristiani tiepidi, i quali, mentre vogliono ricevere la salute fisica, non temono di commettere sacrilegi così nefandi. Infatti chi ascolta questi tali consiglieri del Demonio, ripudiando Cristo sappia che così fa un patto con il Diavolo” (Sant’Agostino, “Sermo” 280 – PL46,2273)

I tatuaggi

tatuaggi

“Non vi farete incisioni nella carne, né vi farete tatuaggi addosso, io sono il Signore” (Lv 19,28)

Il significato di una pratica antica

Non c’è praticamente nessuno che non conosca almeno una persona con un tatuaggio. Quello della tatuatura è un fenomeno in crescita, che ha subito un enorme aumento a partire dagli anni Settanta. In realtà l’incremento nella richiesta di tatuaggi va di pari passo con un altra tendenza in crescita, quella di farseli togliere. In America si è sviluppato un enorme business dietro alle pratiche di rimozione. In effetti, se ci guardiamo intorno vediamo celebrità che ce l’hanno, star dello sport che ce l’hanno, atleti che ce l’hanno … si sta verificando una vera e propria inversione di tendenza.

Vediamo i tatuaggi ovunque e ci domandiamo cosa si nasconde realmente dietro tale fenomeno. È vero che Dio guarda l’interno mentre l’uomo guarda solo l’esterno, ma credo che dobbiamo capire cosa si cela dietro all’apparenza.
Non ci sono molti versetti della Bibbia relativi ai tatuaggi se non nel Levitico capitolo 19 versetto 28. Quello che dobbiamo capire è il contesto di tutto ciò. Quando leggiamo la Bibbia nell’Antico Testamento, in questo punto specifico dell’antico Testamento, vediamo che Dio ha fatto uscire il suo popolo dall’Egitto. “Israele” viveva infatti in una condizione di schiavitù, non erano solo semplici servi nei confronti degli egiziani ma erano in realtà schiavi di poteri occulti. Se ci rammentiamo l’episodio di come Mosè affrontò il faraone, capiamo che per Dio sarebbe stato molto facile farlo uscire dopo il primo avvertimento. In realtà ci sono stati ben 10 confronti ognuno dei quali era rivolto ad un diverso dio che altro non era che uno degli Dei dell’Egitto. Ogni volta che Mosè diceva al Faraone di liberare il suo popolo il Faraone rifiutava e una piaga arrivava nel paese come attacco agli Dei stranieri. Mosè gettò a terra un bastone che si trasformò in serpente – loro gettarono i loro bastoni in terra, e pure essi si trasformarono in serpenti. Questa era una forma di potere occulto.
Perciò dopo le 10 piaghe, quando il tempo era terminato, gli abitanti del paese erano persuase che il potere di Dio era ben più grande del potere degli Dei che gli egiziani servivano.
Da notare che il miracolo finale che comportò il rilascio del popolo di Dio, fu lo spargimento di sangue.
Anche in Esodo capitolo 12 tutti dovevano uccidere un agnello, dovevano applicare il sangue dell’agnello nelle loro case, sui loro edifici, e solo dopo sarebbero stati protetti nei confronti dell’angelo sterminatore. Quindi vediamo che Israele è stato liberato da una terra piena di idolatria, stregoneria e spiritismo. I poteri occulti erano molto potenti in Egitto. Se leggiamo tutta la storia del confronto fra Mosé e il faraone, troviamo che alcuni dei primi miracoli che egli fece furono replicati dai maghi egiziani. Forse quello che non è conosciuto molto è il fatto che gli egiziani erano adoratori di Baal, io dio Sole, e parte dell’adorazione a Baal includeva che sia gli uomini che le donne venissero tatuati come segno di appartenenza e fedeltà a quel dio.
Continuando a leggere nel Levitico, vediamo che Dio è prossimo e portare il suo popolo dentro alla terra promessa, Canaan, ed Egli disse che li stava portando la non perché erano migliori degli altri ma solo perché li amava, perché era il suo popolo.
In questa terra c’era un forte coinvolgimento con l’occulto. Si adorava Baal, Astaroth, gli dei del sole, della tempesta, dei venti, del tempo, si adoravano gli dei della fertilità che esigevano atti estremamente perversi ed infine ci si faceva tatuare. Era parte della loro devozione in quanto il tatuaggio non rappresentava solo un marchio fatto con inchiostro bensí apriva la tua vita a ben altri significati.
Quindi quanto Dio dona i suoi comandamenti lo fa con l’obiettivo di convincere a non lasciarsi contaminare dai poteri occulti. Leggiamo infatti al capitolo 19 versetto 4 “Non rivolgetevi agli idoli, e non fatevi divinità di metallo fuso. Io sono il Signore, vostro Dio.” Nel versetto 28 dice invece “Non vi farete incisioni sul corpo per un defunto, né vi farete segni di tatuaggio. Io sono il Signore.” Proseguendo ulteriormente arriviamo al capitolo 20 versetto 1 dove Egli parla delle pratiche di quella terra. Questo riferimento ai tatuaggi è inserito nel contesto del coinvolgimento occulto che c’era in Egitto e nella terra di Canaan. Dio è molto forte ed energico nelle sue direzioni riguardo al fatto di non lasciarsi coinvolgere e contaminare, di non commettere alcuno di questi abomini. In altre parole, non dobbiamo aprire la nostra vita a pratiche occulte di alcun tipo, altrimenti daremo la possibilità alle potenze demoniache di entrare nella nostra vita.
Quindi il motivo per cui Dio ha impostato questa regola, è perché Egli conosce bene la connessione tra tatuaggi e occultismo. Egli vuole tenere il suo popolo libero da ogni condizionamento occulto per poter camminare liberamente nella terra promessa.
L’unico altro punto in cui ci sono riferimenti a questo genere di pratiche, in particolare dell’incisione la carne, lo troviamo nel Primo Libro dei Re al capitolo 18. Ci ricordiamo della storia di Elia che ha un confronto con i profeti di Baal, di quando egli si trovò ad affrontarli e di come disse loro di dimostrare il potere soprannaturale dei loro dei. Quello che essi fecero all’inizio fu di incidersi la carne. Si fecero sanguinare, ed Elia si fece beffe di loro e li sminuì dimostrando il vero potere di un Dio fedele che mantiene le sue promesse … Possiamo notare che l’incisione e il marchiarsi la carne, nella Bibbia è continuamente associato al regno dell’occulto, in qualità di servitù, schiavitù o soggezione ad esso.

La valenza del patto di sangue

In numerosi punti della Bibbia si parla di sangue e dello spargimento di sangue. Quando Dio inizia ad agire al fianco di Abramo, una cosa che Egli richiede da quest’ultimo è la stipulazione di un patto. Il patto è il più forte e vincolante accordo che può essere fatto tra due persone, o tra una persona e Dio.
Dio ha istruito Abramo su come realizzarlo. C’è stato un sacrificio, la morte di un animale tagliato in due, il cui sangue è stato versato.
Quando due persone stipulavano un accordo, camminavano tra le due parti dell’animale sacrificato per formalizzare promesse o impegni. Una delle cose che caratterizzano i patti biblici è sempre la richiesta di spargimento di sangue.
Tutto ciò che deliberatamente prevede lo spargimento di sangue, implica la stipulazione di un patto. Ne scaturisce un impegno vincolante che conferisce diritti legali.

Un altro esempio molto interessante si trova nell’ambito del matrimonio.
Quando una coppia si unisce insieme, stipula un patto coniugale, il matrimonio. Non si tratta semplicemente di un impegno reciproco, come alcuni pensano, o solo di coabitazione nello stesso luogo, bensì di un patto vincolante.
Quello che fanno è incontrarsi e dichiarare di fronte a Dio la loro intenzione ed il loro impegno. Lo fanno pubblicamente in modo che le persone possano sentire e vedere, ed infine firmano un registro dopodiché sono sposati, ma non completamente. Finché essi non hanno un rapporto sessuale non risultano legalmente sposati ed il matrimonio può essere annullato.
Dio ha concepito e creato la donna in modo tale che durante il primo rapporto sessuale si verifichi la rottura dell’imene con conseguente spargimento di sangue. Ciò attesta l’avvenuta stipulazione di un patto.

Torniamo adesso dei tatuaggi. Cosa accade esattamente durante il processo di tatuatura? Per realizzare un tatuaggio si utilizza un ago o uno strumento di taglio. Può quindi trattarsi di una sorta di scalpello o di un ago che si muove molto velocemente e che penetra nella carne, con conseguente fuoriuscita di sangue.
Durante la realizzazione di un tatuaggio, infatti, avviene una continua rimozione del sangue che fuoriesce. La pelle viene continuamente incisa e forata. Si prova inoltre dolore, ha luogo un sacrificio. Non è possibile escludere questa condizione, ogni qualvolta si verifica uno spargimento di sangue volontario si formalizza una sorta di patto.

La diffusione di un fenomeno

Tra gli indiani del Nord America, se volevi entrare in alleanza con qualcuno, era necessario incidersi le mani ed unire le proprie ferite per mescolarne il sangue e diventare “fratelli di sangue”.
Alcuni scalatori europei -nel 1991- hanno ritrovato un alpinista ibernato tra i ghiacci. Era ben conservato, sebbene fosse lì da 5000 anni, ed è stato classificato come un uomo vissuto nel 3000 aC. La cosa interessante è che egli era tatuato. Quando hanno analizzato il suo corpo hanno rilevato diverse ferite alle ossa e nel suo corpo. Deve aver sofferto molto ed è come se i tatuaggi avessero avuto un ruolo di invocazione degli Dei per ottenere guarigioni nella sua vita.
Nel 1891 è stata ritrovata in Egitto una mummia di 4000 anni tatuata in gran parte del corpo.
Se guardiamo attraverso le varie culture del mondo, vedremo che che ovunque esistono i tatuaggi. Non esiste realtà locale in cui essi non siano presenti e sempre sono collegati all’occulto, al coinvolgimento di forze spirituali o alla sottomissione agli spiriti. Non esistono eccezioni.
I cacciatori di teste Sud Americani utilizzavano i tatuaggi. Dopo aver catturato una persona, la uccidevano, tagliavano la sua testa, generalmente ne mangiavano il corpo, e si tatuavano in segno di vittoria per quello che avevano fatto. Questa pratica è ancora in uso in Borneo dove si eseguono tatuaggi dopo aver reciso la testa e averla appesa.
Ho avuto modo di visitare alcuni villaggi e ho potuto vedere di persona le teste recise di persone di varie nazioni, inclusi soldati giapponesi. Un giovane non poteva diventare un vero uomo se non decapitava qualcuno e si praticava un tatuaggio. Il tatuaggio attestava infatti di aver superato l’esame.
Tra gli Hawaiani vige la pratica di farsi tatuare gli Dei. Essi vengono consultati per sapere il momento ed il tipo di tatuaggio giusto da fare. Guardano gli Dei per farsi guidare da essi, anche tramite i loro stessi tatuaggi.
I Cinesi usano i tatuaggi per respingere gli spiriti malvagi. Lo stesso fanno i Giapponesi che in questo modo si ingraziano i vari spiriti.
I Romani utilizzavano i tatuaggi per marchiare i loro schiavi e quando imprigionavano qualcuno li tatuavano con la scritta “Tassa Pagata”, a significare che appartenevano al governo di Roma. Lo stesso veniva fatto per i cristiani catturati.
Anche gli indiani nativi di America si tatuavano intensamente. I tatuaggi erano richiesti dal loro sistema di credenze per allontanare gli spiriti malvagi, e per consentire l’accesso al mondo degli spiriti. Credevano che senza un tatuaggio, non sarebbero stati riconosciuti e quindi non avrebbero potuto accedervi.
In Alaska, gli eschimesi si tatuavano per ingraziarsi gli Dei, in questo modo sarebbero potuti sopravvivere, quindi per loro il tatuaggio era un patto con un essere spirituale per garantirsi la sopravvivenza.
I babilonesi e i Cananei, e le prostitute che si adoravano in quelle zone, erano tutti tatuati con tatuaggi per la fertilità. Anche gli uomini che si prostituivano si tatuavano. Tutto ciò faceva parte del culto di adorazione del tempio. Era parte della loro fedeltà e lealtà agli Dei.
Nelle aree primitive dell’India dove le persone si tatuano, spesso coloro che realizzano il tatuaggio sono lo sciamano, il mago o lo stregone.
In Africa non si fanno necessariamente i tatuaggi a causa del colore scuro della pelle, però hanno luogo forme estreme di piercing su labbra, orecchie ed altre parti del corpo. Lo scopo è quello di invocare i loro Dei affinché li proteggano e non abbiano problemi con gli spiriti malvagi.
Nel mondo occidentale i Marinai avevano i tatuaggi, i Criminali avevano i tatuaggi, i Nazisti tatuavano tutti gli ebrei. Il tatuaggio è parte integrante della cultura schiavistica e di quella occulta.

Le conseguenze spirituali

Detto tutto questo, quale è il problema se ci facciamo tatuare una piccola figura, una colomba, una croce o Gesù stesso?
Quando si acconsente alla tatuatura, si realizza un patto di sangue con la persona che realizza il tatuaggio, si apre la vita a qualunque spirito con il quale egli è legato, gli si permette di entrare dentro di noi.
Se ci facciamo fare un tatuaggio associato ad un’immagine relativa alla morte, uno spirito di morte entra la nostra vita. Se uno spirito di morte entro dentro di noi, sperimenteremmo intorpidimento emozionale. Ci sentiremo profondamente distaccati e dissociati. In difficoltà a formare relazioni. In difficoltà a instaurare una relazione intima. Questo perché lo spirito di morte si è avvolto intorno a noi e ha fatto presa nel nostro cuore.
A volte gli Indiani si facevano tatuare immagini di animali. In seguito essi chiamavano lo spirito di quegli animali e li invitavano ad entrare dentro di loro per dare loro le abilità che l’animale possedeva. Ciò dimostra che il tatuaggio è direttamente connesso con il regno degli spiriti. Tramite il consenso di sangue si apre un passaggio per permettere ai demoni di venirci dentro. Questo è il problema principale.
Quando ci tatuiamo apriamo la porta a spiriti demoniaci di tormento, spiriti impuri, anche se il tatuaggio non è la conseguenza di un gesto di ribellione o di sofferenza ma semplicemente un’espressione estetica.
Quindi come possiamo comportarci se abbiamo dei tatuaggi? Alcuni vorrebbero toglierseli, ma io dico di non preoccuparsi in quanto il tatuaggio può trasformarsi in una grande testimonianza della grazia di Dio nella nostra vita. In fondo anche Dio vuole “tatuarci”.
Nell’Antico Testamento esisteva un modo diverso per marchiare chi apparteneva a Dio. Saremmo stati circoncisi, ci sarebbe stata tagliata una parte di carne con conseguenze effusione di sangue, una procedura molto dolorosa.
Ai nostri giorni esiste la circoncisione del cuore per porre il nostro cuore in Dio, ricevendo il marchio dello Spirito Santo. Perciò anche se ci siamo fatti fare qualche tatuaggio possiamo liberarcene. Se abbiamo aperto la nostra vita ai tatuaggi, alla droga, al peccato sessuale ed altre cose simili è molto semplice uscirne. Dobbiamo andare davanti al Signore e pentirci e rinunciare al patto che abbiamo fatto. In questo modo ogni diritto del Demonio verrà cancellato dal sangue di Gesù Cristo. Il sangue di un patto ben più grande. Il sangue del Re dei Re che è venuto su questa terra. Quando Gesù ha effuso il suo sangue ha spezzato il potere del Diavolo, rotto la lista di ingiunzioni contro di noi. Egli ha rotto il potere dei tatuaggi, delle stregonerie, delle magie, e di molte altre cose di questo tipo.
Tutto quello che ci rimane da fare è pentirsi, rialzarsi, credere e impegnarsi nel combattimento al suo fianco.

Una testimonianza

La prima cosa che voglio fare è rendere onore a Dio, perché senza di lui non avrei una testimonianza da fare, mentre essa è estremamente importante nella mia vita per la trasformazione che Egli ha operato. Per iniziare è meglio che vi dia un’idea di dove vengo. Provengo da una famiglia divisa, mio padre se ne è andato quando avevo cinque anni, dopodiché ho avuto un patrigno violento dal quale sono stato picchiato dall’età di sette anni fino ai tredici anni, età in cui mi ha buttato fuori di casa. Ero pieno di odio verso qualunque forma di autorità e da questa situazione proviene il mio primo tatuaggio. Avevo quattordici anni, ero a metà delle scuole superiori quando decisi si farmi un tatuaggio. L’altra cosa in cui stavo entrando erano le droghe delle quali feci un Dio nella mia vita; volli quindi farmi un’immagine di questo mio dio, si tratta di una foglia di marijuana. E’ stato il mio primo tatuaggio ed è stato fatto con un fiammifero, un ago, ed un po’ di inchiostro…
Negli anni, la cosa bizzarra dei tatuaggio, è che sono diventati la storia della mia vita, ciò che facevo in determinati momenti della mia vita. Dietro ogni tatuaggio c’è una differente ragione ed una differente storia, una sorta di cronostoria della mia vita. Mi facevo fare sempre più tatuaggi, e quanto più pesantemente mi facevo tatuare tanto più sprofondavo nel mondo della droga.
La mia vita non era affatto bella e volendone fare una veloce panoramica, prima divenni cristiano, cominciai ad apprendere le cose di Dio ed egli cominciò ad apportare trasformazioni nella mia vita. Ma questo è successo solo agli inizi di questo anno, circa otto o nove mesi fa. Chiesi allora all’anziano in carica nella chiesa, Ian, riguardo ai tatuaggi e cosa significavano. Egli si allontanò, si chiuse in una stanza, pregò e poi tornò indietro da me. Dopo che tutti se ne erano andati egli cominciò a parlarmi di quello che avevo fatto. Quando ci facciamo un tatuaggio perdiamo del sangue e stipuliamo un patto di sangue con la persona che lo realizza, ma in realtà è molto più di questo. Allo stesso modo di quando facciamo sesso al di fuori del vincolo coniugale veniamo spiritualmente legati al partner e a sua volta con tutti coloro a cui esso è legato. Lo stesso avviene con i tatuaggi, con ogni singola persona che è stata tatuata. Se avessi otto tatuaggi fatti da otto differenti tatuatori, mi sarei legato a ciascuno di questi otto tatuatori ed anche con ogni singola persona che essi hanno tatuato. Si crea una vera e propria catena di legami.
Quindi Ian ed io iniziamo a pregare. Avevo visto delle liberazioni prima di allora e avevo sempre pensato che ci fosse un pò di finzione. In quel caso c’eravamo solo io e e lui quindi nessun’altro a cui proporre uno spettacolo. Potreste dire che tutti i film sulle manifestazioni degli spiriti che vediamo nei film sono solo delle finzioni. Invece vi dico che è vero, è proprio vero, perchè un demone si è deciso a venire fuori e vi assicuro che non c’è niente di divertente. Apparentemente alcuni vengono fuori molto facilmente. Questo invece non ne voleva sapere. C’è stato molto combattimento, molta sofferenza, però ringrazio Dio perchè poi ho potuto fare questa testimonianza. Dio ci ama molto, non mi voleva legato a queste persone, a questi spiriti, quindi appena Ian mi liberò da loro, si è verificata una profonda trasformazione nella mia vita, nel mio cammino: pregare è diventato molto più facile, invocare Dio molto più semplice.
Egli mi ha liberato da alcuni spiriti maligni ed io devo rendergli testimonianza.
Se non vi siete ancora tatuati, non fatelo. Se invece avete già dei tatuaggi chiedete a qualche anziano o pastore di aiutarvi ad uscirne perché molti non parlano mai di questa problematica. Proprio come la droga, nessuno ci dice quali sono le conseguenze a livello spirituale. È la stessa cosa dei tatuaggi. Prima di iniziare è bene informarsi molto bene.
Sono venuti alcuni giovani cristiani a dirmi dell’esistenza di tatuatori cristiani. In realtà il fatto di tatuarsi immagini e simboli cristiani non fa alcuna differenza, i legami spirituali che si creano con chi realizza il tatuaggio e tutti i suoi clienti è esattamente lo stesso. La maledizione arriva lo stesso ed i demoni entrano tramite questo varco.
Questo è tutto quello che posso dire riguardo ai tatuaggi, e di ciò ringrazio Dio.
[Viene richiesto di mostrare al pubblico i tatuaggi] Questo è di quando mi facevo tatuare ripetutamente i draghi, e ora so cosa sono e cosa significano … qui c’è una stella perché mi ero fatto coinvolgere anche dall’astrologia e da cose simili … questo invece è una copertura alla foglia di marijuana che mia moglie non poteva vedere dopo la mia iniziale conversione al cristianesimo … quest’altro è relativo all’anno cinese del ratto … poi mi sono fatto un corvo … Mi sono tatuato anche un’immagine della morte, alla quale mi sono ritrovato legato, incatenato, ad uno spirito di morte. Sono particolarmente felice di essermi liberato di questo perché vi assicuro che non è affatto una bella cosa.
Quando ero un drogato il mio soprannome era “Mutante”. Ero talmente fatto che non riuscivo neppure a stare in piedi. La gente mi osservava da quanto ero sballato.
Questo tatuaggio rappresenta il demone che vidi mentre ero ubriaco. Me lo feci fare da un punk di Auckland di nome Ugg, gli descrissi la mia visione ed egli mi tatuò l’immagine.
Per concludere la mia testimonianza vi ribadisco che il mondo degli spiriti è assolutamente vero e reale …

Da una catechesi di Mike Connell (traduzione a cura di Diosalva.net)