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Le catene di preghiera o “catene di sant’Antonio”

Catene di preghiera, catene di Sant'Antonio

“Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole” (Mt 6,7)

In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà (Mt 18, 19)
In questo passo evangelico, il Signore Gesù ci mostra l’importanza di unirci in preghiera per un’intenzione particolare, e non pone condizioni al momento di invitare i suoi discepoli a mettersi d’accordo per pregare.
Chi vuole unirsi a un’intenzione di preghiera, ad esempio del papa, può recitare la preghiera che vuole, all’ora e nel luogo che desidera, così come recitarla da solo o accompagnato o unito a qualcuno a distanza a un’ora convenuta o meno.
Bisogna però saper distinguere la differenza tra unirsi in preghiera per un’intenzione concreta e reale, anche se le persone non si conoscono, e far parte di una catena di preghiera.
Oggi più che mai, grazie a Internet, è aumentata la diffusione di catene di preghiera che per ottenere fini determinati minacciano con una punizione chi non le segue o cercano di imporre qualcosa.
La Chiesa non accetta che si strumentalizzi la preghiera, togliendole valore e importanza, per fini non santi.
In questo senso, le catene di preghiera sono censurabili, per due motivi:

1. In primo luogo, garantiscono disgrazia a chi non le segue, o le interrompe a livello temporaneo o definitivo, oppure non le reinvia, e sostengono questa minaccia citando ovviamente falsi esempi e false testimonianze. Chi dice queste cose in nome di Dio è un falso profeta e pecca in modo grave. Nessuno può minacciare in nome di Dio.
2. In secondo luogo, queste catene ingannano perché obbligano la gente a fare un cattivo uso della preghiera, fuorviandola o banalizzandola. È questo il vero obiettivo di questo tipo di catene di preghiera. E questo obiettivo si raggiunge con la presunta “esca” del beneficio personale se si partecipa; in questo senso le catene di preghiera sono superstizione.
Collegare disgrazia, condanna o premio a una catena di preghiera non è conforme agli insegnamenti della Chiesa; il premio e la condanna, inoltre, non derivano dalla partecipazione o meno a queste catene.

Tali catene di preghiera sono una superstizione perché viene attribuita alla semplice materialità di queste preghiere un’efficacia che non hanno.
Ce lo ricorda anche il Catechismo della Chiesa Cattolica:“Attribuire alla sola materialità delle preghiere o dei segni sacramentali la loro efficacia, prescindendo dalle disposizioni interiori che richiedono, è cadere nella superstizione” (n. 2111).
Ogni superstizione è un serio problema perché fa riporre la fiducia in pratiche ridicole, rappresentando di conseguenza un’offesa a Dio perché non si ha fiducia in Lui.
La superstizione va contro il primo comandamento della legge di Dio, ed è un chiaro segno del fatto che la vera fede è inesistente. Dove decade la religione aumenta la superstizione.
Per questo, cade in errore non solo chi invia e diffonde queste catene di preghiera, ma anche chi ci crede.

Da quanto detto si deducono vari errori:
– Un primo errore è avvalersi di una presunta necessità altrui a beneficio personale.
– Un altro errore di queste catene è che sono ricette o formule per ottenere risultati a scapito della fede. La magia pretende di ottenere qualcosa attraverso formule che devono essere seguite alla lettera per ottenere il risultato desiderato, e si abbandona il cammino della fede per addentrarsi in quello della magia.
– Queste catene di preghiera sono un grave errore perché “si attribuisce un’importanza in qualche misura magica a certe pratiche, peraltro legittime o necessarie” (Catechismo, n. 2111).
– Un altro problema è la questione della minaccia per la mancata realizzazione di una pratica, il che è inaccettabile. Questo suggerisce anche di avere una paura infondata nei confronti di Dio per richieste rivolte da uomini che pretendono di parlare in suo nome.
– Un altro errore di queste catene di preghiera è la diffusione di preghiere e immagini che contengono errori teologici. È una cosa seria, perché le persone che non possiedono una fede molto solida e ben radicata possono cadere in errore, a scapito di una sana preghiera e di un rapporto corretto con Dio.
– Un sesto problema che deriva dal fatto di ricorrere a queste pratiche e riporvi fiducia è l’abbandono di Dio a scapito della nostra salvezza. Quando ci rendiamo conto che Dio non risponde quando agitiamo la nostra bacchetta magica, quando vediamo che Dio non fa ciò che chiediamo, arrivano il disincanto e la frustrazione.
– Un settimo errore risiede nel fatto di voler “motivare” gli altri a diffondere una catena per ottenere ciò che si desidera in modo facile, rapido ed efficace, anche indipendentemente dal compimento della volontà di Dio, volontà che il buon seguace di Cristo deve concretizzare, anche se con sforzo, nella sua vita quotidiana.
– Un ultimo problema, seppur non meno importante e che non va escluso anche se non è di carattere religioso, è che queste catene, quando vengono inviate per e-mail, sono spesso usate per cercare informazioni, diffondere virus informatici…

Tutto si basa su due errori: a Dio non vanno posti limiti di tempo, ed Egli non risponde alle richieste che avanziamo non conoscendo i suoi progetti nei nostri confronti attraverso la sua divina provvidenza e saggezza.
La motivazione della preghiera a favore di qualcuno dev’essere l’amore. Si prega per vero amore nei confronti del fratello o della sorella nella fede che soffre.
E si prega senza dimenticare che la preghiera si deve adattare alla volontà di Dio. Non possiamo mai esercitare pressioni su Dio perché realizzi ciò che desideriamo. La preghiera è semplicemente per metterci nelle sue mani, per riporre nel suo cuore amorevole la nostra vita e il nostro destino, come un bambino tra le braccia della mamma (cfr. Sal 131, 2).
Dobbiamo tener presente che non possiamo manipolare Dio. Egli non agisce in base alla volontà umana. Dio non è un dispensatore di miracoli, e il rapporto con Lui si basa sulla fiducia.
Noi dobbiamo essere in comunione con Dio in qualsiasi circostanza della nostra vita. Chi confida in Dio lo riconosce come Padre e sa che il trionfo è assicurato, ma non allo stile degli uomini, secondo una logica umana.
Chi confida in Dio ha nel proprio cuore la certezza che la croce non è la fine del cammino. Chi confida in Dio sa che anche se le cose non vanno bene Egli non abbandona mai.
Non si tratta di assicurarci le cose mediante le nostre azioni, le nostre risorse o i nostri mezzi, ma di avere la sicurezza di saperci amati da Dio; è importante credere nella paternità di Dio e nella sua provvidenza.
Diffondiamo l’amore di Dio senza condizionamenti come ci ha insegnato Gesù. La preghiera autentica è una richiesta all’onnipotenza di Dio realizzata con fiducia, ma anche con il rispetto più assoluto per la sua volontà.
Bisogna quindi dire di no alle catene di preghiera, enessuno si senta male o colpevole o nel peccato se le ignora.

Fonte: da un articolo di padre Henry Vargas Holguin su Aleteia.it

Avvertimenti di un ex medico alternativo

Testimonianza ex medico alternativo

“Ricorri pure al medico, perché il Signore ha creato anche lui: non stia lontano da te, poiché c’è bisogno di lui. Ci sono casi in cui il successo è nelle loro mani; anch’essi infatti pregano il Signore perché conceda loro di dare sollievo e guarigione per salvare la vita” (Sir 38,12-14)

Questa testimonianza viene da un medico che, per anni, ha praticato la medicina alternativa, giungendo infine ad essere sommerso da molti problemi spirituali. Era molto convinto di ciò che faceva, tanto da considerare ogni possibile critica fatta “con i paraocchi”. Infine un giorno ebbe occasione di rendersi conto della propria situazione. Questa testimonianza andrebbe letta con molta attenzione, per poi rifletterci sopra:

“Sono un medico generico […] ed ho praticato per sette anni la medicina orientale (agopuntura, medicina ayurvedica e shiatsu). Devo innanzitutto precisare che la motivazione che mi ha spinto a praticare queste discipline orientali non consisteva tanto nell’interesse economico, quanto nella curiosità, nel desiderio di conoscenza senza confini, che si accompagnava ad un altrettanto illimitato desiderio di onnipotenza.
All’inizio del corso medico mi veniva spiegato il concetto di “medicina olistica” (il medico orientale è un “tuttologo”, cioè un terapeuta che cura tutte e tre le componenti dell’uomo: spirito, anima e corpo). Durante le lezioni tenute da colleghi specialisti nelle varie branche della medicina occidentale, mi sorprendeva però vedere come si passasse facilmente da un piano puramente scientifico ad un piano appartenente al campo della parapsicologia. Ciò suscitava in me, naturalmente, vivaci reazioni di protesta, accolte dal corpo docente con noncuranza.
Ad esempio: un giorno mi arrabbiai perché si doveva partecipare ad una esercitazione sui poteri della “piramide”. Qualcuno dei discenti avrebbe dovuto fare da cavia collocandosi sotto una piramide lignea per sperimentare l’effetto “terapeutico” di tale oggetto su una qualche affezione del proprio organismo. Naturalmente la piramide in questione doveva avere le stesse dimensioni scalari della piramide di Cheope, sul conto della quale esiste una risaputa tradizione magica ed esoterica, più che “terapeutica”.
Andando avanti con gli studi ho tuttavia dimenticato, o meglio, sminuito, l’importanza di certi episodi come questo della piramide e di certi atteggiamenti, di un docente in particolare, che una volta, durante un’altra esercitazione, con la semplice “energia del pensiero” riuscì a condizionare il tono muscolare dei miei arti superiori.
Ricordo che ero disteso sul lettino da visita e l’insegnante di kinesiologia applicata (disciplina che valuta il tono e la forza di vari muscoli del corpo in relazione ai cosiddetti “meridiani” della medicina tradizionale cinese), non avendo a disposizione rimedi omeopatici del caso in questione si limitò a pensare all’azione di tali rimedi. Fu sufficiente questo comportamento perché le mie braccia acquistassero e perdessero completamente la forza muscolare durante i vari test kinesiologici.
Agopuntura ed omeopatia sono medicine energetiche accomunate cioè dall’energia vitale o “Qi”. Nella mia testa era purtroppo invisibile la sottile ragnatela dell’occultismo in cui ero rimasto intrappolato e le cui maglie sono rappresentate dalla Pranoterapia, dalla magia bianca, rossa, o nera, dalla radioestesia (uso del pendolino), dalla chiromanzia, ecc. Anzi, pensavo con orgoglio che l’agopuntura e l’omeopatia avessero una connotazione scientifica, che le differenziasse nettamente dalla pranoterapia e da realtà simili alla pranoterapia, come la radioestesia.
Rimanevo tuttavia perplesso di fronte al fatto che sia l’agopuntura sia la pranoterapia sfruttassero il prana, che altro non è che la traduzione sanscrita del termine cinese Qi. Mi rassicurava il passaggio delle Qi attraverso i meridiani, che, mi era stato insegnato, avevano una ben precisa collocazione anatomica. In seguito però la realtà anatomica di questi vasi cosiddetti energetici mi risultò del tutto infondata, e soprattutto mi risultò infondata la miriade di tecniche che conducevano ad uno stesso punto di approdo: la guarigione del paziente od il suo “sentirsi meglio” (“you will be better” è appunto il motto della kinesiologia moderna).
Dal punto di vista puramente epistemologico devo allora ammettere che tutta la medicina orientale e in generale tutta la medicina cosiddetta energetica o bioenergetica è medicina non scientifica, in quanto non dimostrabile o meglio, per dirla con Karl Popper o Dario Antiser (sostenitori della moderna epistemologia) non falsificabile. Si tratta cioè di discipline che per la loro stessa natura non possono essere sottoposte al vaglio del metodo cartesiano.
In ultima analisi non sono paragonabili alla scienza, ma alla ideologia, cioè ad una realtà inconfutabile e dogmatica. Per questa loro stessa natura si pongono quindi sullo stesso piano del cristianesimo, con il quale sono peraltro in completa antitesi.
Riprendo la trattazione delle “crepe” del tessuto complesso della cosiddetta medicina alternativa. Chiarita la pseudo scientificità della medicina orientale e di gran parte della medicina alternativa in generale, mi soffermerò ora sulla connotazione profondamente anticristiana di tutte le tecniche e discipline ispirate al concetto di bioenergetics o energia vitale. Quest’ultima chiamata, come ho già accennato, “Ki, o “ai”, o “Prana”, è strettamente ancorata alla filosofia del Taoismo, che nega ogni forma di trascendenza, facendo confluire tutta la realtà nel concetto del Tao, in cui scompare ogni distinzione fra bene o male.
A questo proposito nel Taoismo si può riscontrare la stessa dialettica del materialismo storico di Marx e Engels. Infatti morale cristiana e morale illuminista non solo convivono nello stesso concetto di Tao assoluto, ma trapassano gradualmente l’una nell’altra senza una netta linea di confine. Questo spiegherebbe la corruzione morale di chi si dedica alla medicina esoterica e bioenergetica.
Personalmente ho sperimentato l’antitesi netta tra la mia etica di cristiano e le discipline insegnatemi nella scuola di medicina orientale.
Ad esempio nulla vieta ai maestri di shiatsu di avere rapporti sessuali con le pazienti trattate, senza badare al loro stato civile o, peggio ancora, alla loro età. Nella mia esperienza medico-ambulatoriale mi accorgevo del grande potere ipnotico dell’agopuntura e della medicina tradizionale cinese in generale, dal fatto che le pazienti, soprattutto giovani donne, erano letteralmente incantate dal mio modo di fare durante l’attività medico-professionale. Si era creato cioè un transfert ipnotico indistruttibile, che andava oltre il semplice rapporto medico-paziente, come quello che si può stabilire semplicemente fra un medico di base e un suo qualsiasi assistito.
Pensieri di adulterio e violente tentazioni sono stati all’ordine del giorno per un certo numero di anni, fino a quando l’opera di un sacerdote esorcista mi ha liberato dall’influsso negativo del Taoismo sulla mia vita spirituale.
Il giorno dopo il primo esorcismo il continuo viavai di giovani pazienti nel mio ambulatorio cessò improvvisamente, e questo fu un segno della divina Provvidenza, che mi fece molto riflettere e considerare in senso critico tutto il mio operato di medico agopuntore e nello stesso tempo di medico di medicina generale.
Infatti, fino ad allora mi ero dedicato alla cosiddetta medicina integrata, o meglio olistica, senza considerarne né i pericoli, né le contraddizioni intrinseche ad essa. La mia coscienza di cristiano “sulla carta” era letteralmente sconvolta dai danni da me provocati a catena sulla vita spirituale di tutti quelli che, uomini e donne, si erano sottoposti ad un trattamento di medicina tradizionale cinese.
Ho accennato anche agli uomini, perché su questi ultimi, benché non ci fosse alcuna influenza di tipo sessuale, si estendeva, o meglio si esercitava, un influsso indipendente dalla mia volontà, sempre di tipo ipnotico, che li portava ad essere succubi del mio operato.
È stato dopo il primo esorcismo, al quale ne sono seguiti naturalmente degli altri, che ho cominciato a rendermi conto, a livello cosciente, della pericolosità di tutte le discipline mediche bioenergetiche, le quali svuotano la parte conscia della persona, facendo emergere ed imperare in essa tutti gli impulsi dell’inconscio e del subcosciente. Quest’ultimo è la parte dell’inconscio che si manifesta durante i sogni e che quindi dovrebbe rimanere sopito durante la veglia. In realtà durante tutti i sette anni in cui mi sono dedicato alla medicina esoterica era come se non ci fosse alcuna linea di demarcazione fra l’attività onirica e l’attività dello stato di veglia.
Mi sono trovato cioè nella stessa condizione dell’individuo psicotico in cui, per dirla con il filosofo Schopenhauer, che considera la follia come un lungo sogno e il sogno come una breve follia, non esiste soluzione di continuità fra realtà e fantasia.
Devo dire ora, a posteriori, che mi è andata bene riguardo agli effetti che la medicina esoterica poteva produrre sulla mia psiche e che veramente ho “scherzato a lungo con il fuoco”. Purtroppo, nonostante non ci sia stata alcuna azione demolitrice sulla mia psiche da parte dell’esoterismo, tuttavia mi rendo conto ora, a posteriori, che la mia vita spirituale ne è risultata gravemente compromessa. È così che si spiegano tutti i miei insuccessi nel tentativo di testimoniare quella che ora considero solo una fede “intellettuale”, che non cambiava né il mio né l’altrui animo, ma anzi era motivo di scandalo per me e per il prossimo, a causa della mia totale incoerenza e durezza di cuore. Ho ancora moltissimo da raccontare, ma per ora mi fermo qui.
In precedenza ho ricordato l’attinenza della medicina energetica al campo della parapsicologia, adesso desidero ancor meglio evidenziare i legami tra queste due discipline.
Durante una esercitazione di bioenergetica medica, in particolare di kinesiologia applicata, un medico, docente di un centro studi, passò a circa 10 cm di distanza dal mio corpo, disteso sul lettino da visita, il palmo della sua mano, percorrendo, come lui asseriva, in senso controcorrente energetica il meridiano del fegato; 10 cm sono all’incirca la medesima distanza alla quale una mia paziente pranoterapeuta passò successivamente le mani sopra il corpo di un’altra mia assistita durante un esperimento che volli effettuare nel mio ambulatorio, dopo aver conseguito il diploma di Bioenergetica Medica.
In quest’ultima circostanza ho potuto sperimentare di persona il potere magico della pranoterapia, che non ha nulla a che fare con la scienza, in quanto il famoso “fluido” dei pranoterapeuti non è altro che “energia termica di origine occulta”, che si sprigiona in particolari occasioni da persone che presentano sempre una personalità disturbata, anche se i disturbi possono essere più o meno allo stato latente.
Nella circostanza si verificò un indebolimento generalizzato di tutti i miei gruppi muscolari, nel mio ambulatorio la paziente “cavia” avvertì dapprima il calore, poi all’improvviso, freddo pungente. Quest’ultima sensazione fu avvertita nel momento stesso in cui io, come medico sperimentatore, mi misi a pregare interiormente, in silenzio, per non interrompere la sensazione di caldo avvertita dalla donna che stava sul lettino.
La pranoterapeuta, che stava operando sopra tale paziente, rimase esterrefatta, perché le avevo mandato a monte la seduta, che oggi con buone ragioni posso considerare un rito magico, alla pari di quello compiuto durante l’esercitazione da me prima ricordata, in cui l’energia che scorreva lungo il canale energetico del fegato in senso antimeridiano aveva provocato l’indebolimento di tutta la mia muscolatura. Volendo fare una battuta di spirito, direi che l’unica differenza tra un caso e l’altro consisteva nel fatto che nella scuola ero un “apprendista stregone”, mentre nel mio ambulatorio ero uno “stregone diplomato”, da poco però riconvertito al cristianesimo.
AI momento attuale mi è molto chiara l’equivalenza della pranoterapia e della kinesiologia applicata: entrambe si trovano sullo stesso piano della magia, cioè sullo stesso livello di qualcosa che non, è dimostrabile scientificamente, né è moralmente etico, in quanto anziché essere a servizio dell’essere umano, pone quest’ultimo in balia di forze occulte di cui egli stesso diventa “medium” nelle relazioni interpersonali. Nella stessa logica diventa lapalissiana la correlazione tra l’omeopatia ad alte diluizioni (in cui cioè viene ampiamente superato Il numero di Avogadro e quindi nella soluzione non esiste neppure una singola molecola del rimedio omeopatico iniziale, ma solo la cosiddetta “energia del rimedio In questione) e l’agopuntura esoterica di Van Ghi in cui bastano uno o due aghi per sortire l’effetto terapeutico per il quale in genere sono necessari almeno una decina di aghi.
Nell’epoca in cui invece ero studente di Bioenergetica Medica c’era, per me, una sostanziale differenza fra la pranoterapia e la disciplina da me studiata in quanto quest’ultima mi veniva presentata con una parvenza di scientificità. Inoltre mi si parlava sempre di “medicina integrata” cioè della possibilità di affiancare la medicina alternativa alla medicina occidentale classica. Succedeva in pratica a me in quel periodo quello che accade a coloro che si avvicinano a movimenti pseudo religiosi come quello di Scientology o del New Age.
In questi momenti inizialmente, infatti, viene mostrata totale compatibilità tra la fede cristiana e la dottrina pseudo religiosa della setta; successivamente però l’adepto si accorge di perdere progressivamente quei principi, quei fondamenti della religione cristiana che, purtroppo, conosceva solo superficialmente e diventa conseguentemente un apostata. Così in campo medico il neofita della medicina esoterica rimane intrappolato nella tagliola della concezione olistica dell’uomo, di cui si prenderà cura sotto l’aspetto somatico, psichico e spirituale (così almeno gli viene insegnato); diventa così medico e pseudo sacerdote. A poco a poco le classiche conoscenze mediche imparate all’università impallidiranno di fronte ai poteri magici che egli verrà via via acquistando ed egli stesso arriverà ad asserire di essere diventato una divinità.
A questo proposito mi ricordo di un episodio, in cui uno dei vari docenti di medicina alternativa affermò di sentirsi un dio in terra vero e proprio, per il fatto di avere a disposizione tutto lo scibile esoterico e nel contempo tutto il bagaglio culturale delle sue specializzazioni medico-universitarie ufficiali, che gli consentivano di curare qualsiasi paziente con ammirevole disinvoltura e sicuro successo.
Riaffiora qui il delirio di onnipotenza del superuomo di Nietzsche che non è più solo artefice del proprio destino, ma diventa addirittura manipolatore del destino altrui. Sono cioè io, medico-mago, a decidere come guarirti e che cosa guarirti.
Se cioè ritengo che la causa di tutti i tuoi mali fisici sia uno squilibrio dell’anima, allora ti somministrerò tutti quei rimedi omeopatici ad alta diluizione (vere e proprie “bufale” farmacologiche, o forse meglio, vere e proprie pozioni magiche) in grado di riequilibrarti la psiche e conseguentemente … il soma!!!
Altri episodi che purtroppo ho percepito più tardi come “stonature esoteriche” fanno riflettere sulla grande pericolosità della maggioranza delle tecniche mediche alternative per l’equilibrio psichico della persona.
Tale pericolosità è direttamente proporzionale al coinvolgimento dei docenti delle predette discipline, in pratiche culturali orientali, o di ispirazioni orientale, come lo Yoga mentale e la Meditazione Trascendentale dagli stessi insegnanti descritte come “pratiche divine”.
Ora posso dire con certezza che ciò che mi impediva, durante la frequenza al corsi di Medicina Alternativa, di prendere posizione contro le eresie mediche propinate, o per lo meno di valutare criticamente quello che mi veniva insegnato, era il transfert ipnotico che si era stabilito tra il corpo docente e noi “poveri allocchi”: medici neolaureati in cerca di una occupazione dignitosamente remunerata, che eravamo lì, nelle aule a bere fino in fondo il calice del veleno esoterico che ci veniva propinato. E lo stesso transfert ipnotico che in un secondo tempo si sarebbe instaurato tra noi “giovani maghi”, neo-diplomati, ed i disgraziati pazienti che sarebbero finiti nelle nostre mani di “guaritori”.
Ecco così spiegata la catena diabolica destinata a protrarsi all’infinito del transfert ipnotico-medianico terapeuta-paziente. Quest’ultimo poi “miracolosamente guarito”, diventa a sua volta anello di tale catena ed aggancia da parte sua, attraverso la sua opera di propaganda, pazienti da sottoporre alle cure esoteriche del medico alternativo.
Oggi purtroppo si vive in un’era di nomadismo sanitario, come di nomadismo religioso. Si passa cioè disinvoltamente da un credo o movimento religioso all’altro, così come si passa da uno specialista all’altro, perché ci si è abituati ad un clima di relativismo che investe tutti i settori della vita sociale. Non c’è più un punto di riferimento certo, “un centro di gravità permanente” come direbbe Franco Battiato.
Unico punto di riferimento più stabile degli altri è il principio del piacere, che viene ricercato con ogni mezzo ed in ogni campo. E come se l’umanità avesse subìto una vera e propria regressione psicologica alla fase orale analitica (vedi Melania Klein) della psicanalisi, in cui l’essere umano bambino non desidera che soddisfare con immediatezza le sue pulsioni istintuali.
Ecco quindi spiegata la motivazione per cui un’alta percentuale di persone si rivolge al medico alternativo: un tuttologo in grado di risparmiare al paziente tutta la trafila di analisi, visite specialistiche, indagini strumentali, tickets sanitari. Una figura sanitaria nuova che molto spesso lavora in équipe, insieme ad altri medici esoterici ed utilizza apparecchiature in grado di fare ai malcapitati pazienti “accurati check-up bioenergetici” basandosi su principi magici ed occulti della medicina tradizionale cinese.
A volte tali check-up vengono fatti alla maniera dei famosi medici agopuntori cinesi cosiddetti “scalzi” senza l’ausilio di alcuna apparecchiatura, ma sfruttando solamente i test più semplici, con quelli della Kinesiologia applicata, che si fonda sempre sulla teoria dei meridiani agopunturali, e peggio ancora praticando l’esame dei polsi, per il quale si fa affidamento soltanto sul grado di sensitività del terapeuta esoterico.
Quest’ultimo, dulcis in fundo, potrà addirittura evocare le potenze spiritiche collegate con i vari punti dell’agopuntura, pronunciando ad alta voce in cinese il nome degli stessi punti. Perché, testuali parole di un docente della scuola della medicina integrata: “La pronuncia ad alta voce dei punti agopunturali nella lingua originale produce un effetto più rilevante sul paziente”.

Testimonianza tratta da “Una voce grida…!” n.12 dicembre 1999

Maschere etniche, oggetti tribali ed altro

maschere etniche

“A che giova un idolo scolpito da un artista? O una statua fusa o un oracolo falso? L’artista confida nella propria opera, sebbene scolpisca idoli muti” (Ab 2,18)

E’ molto frequente vedere persone (spesso anche cattolici praticanti), che hanno contratto malsane abitudini riguardo all’uso di oggetti apparentemente innocui ma in realtà capaci di condurre verso una mentalità profondamente superstiziosa, che in molti casi diventa addirittura limitante e contagiosa. Eccone una breve rassegna:

Maschere e oggetti rituali etnici o raffiguranti divinità. Spesso vengono acquistati al termine di un viaggio all’estero, anche se non è difficile reperirli nei marcatini etnici locali. E’ necessario essere molto prudenti poiché invece di un innocuo souvenir rischiamo di portarci a casa un oggetto carico di significati magici e poteri malefici. E’ il caso delle maschere cerimoniali, delle bamboline da rituale e delle statuette da divinazione che spesso affollano i banchi delle nostre città. In molte tradizioni sciamaniche si fabbricano e si indossano maschere sacre durante rituali, danze ed altro. Ad esse vengono attribuiti grandi poteri, sia in fase di realizzazione che durante l’uso. Vengono consacrate e dedicate a determinati spiriti che, secondo la credenza, continuerebbero ad inabitare nella maschera stessa. Queste stesse maschere vengono poi vendute agli ignari turisti. Gli stessi cultori della stregoneria non esitano a dichiarare che le maschere possono essere molto pericolose e sortire spiacevoli conseguenze di tipo fisico, psichico e spirituale. La cosa migliore da fare, in caso di dubbio, è di liberarsi dell’oggetto, provvedendo magari a farlo bruciare.

Divinità asiatiche (immagini o statuette) e oggetti apparentemente comuni ed innocui consegnati da presunti santoni (biscotti, polveri, erbe, indumenti, foto, santini, ecc.). Questi oggetti vanno distrutti e bruciati per evitare spiacevoli e dannose conseguenze nella nostra vita quotidiana. Se si tratta di alimenti è opportuno non mangiarne.

Corna e cornetti (di plastica colorati o di metalli preziosi non fa differenza), magari indossati insieme alla corona del rosario o al crocifisso. Ciò costituisce un vero e proprio mix di superstizione in quanto le due cose sono totalmente inconciliabili tra loro. Non si può credere in Dio ed allo stesso tempo affidarsi alla buona sorte che il cornetto rosso dovrebbe garantire. Esso rischia di diventare un vero idolo e di infrangere il primo comandamento, in quanto si mette sullo stesso piano la legge di Dio e le stolte credenze pagane. Anche se fatto in buona fede, denota la superficialità religiosa della persona, di fatto ancorata alla mentalità superstiziosa.

Medaglie, ciondoli e bracciali con segno zodiacale. Chi crede nell’astrologia e negli oroscopi orienta la propria vita in funzione di essi e non pratica l’abbandono nelle mani di Dio che è l’unico Padre premuroso per ognuno di noi.

Acchiappasogni o scacciaspiriti. Spesso appesi nell’auto, i cosiddetti “acchiappasogni indiani” (dreamcatcher) sono costituiti da una rete che secondo una leggenda pellirossa farebbe passare solo i sogni buoni mentre catturerebbe nelle maglie gli spiriti cattivi.

Ciondoli cinesi o indiani. Anch’essi talvolta appesi nell’auto poiché creduti dotati di particolari virtù protettive.

Bracciale di rame. Pubblicizzato da molti come soluzione ideale contro artriti, dolori ecc. costituisce un elemento popolare molto conosciuto e venduto anche in molti siti internet che si raccomandano di indossarlo costantemente per non disperderne il potenziale di guarigione. Alcuni affermano di aver trovato la soluzione ai problemi di salute utilizzando il bracciale di rame e di vedere ricomparire i sintomi appena lo tolgono anche per poche ore. Si instaura così un rapporto di dipendenza molto simile a quello di un idolo o di un oggetto magico. Sebbene siano scientificamente attestate alcune proprietà benefiche del rame, questo bracciale viene spesso considerato come un vero e proprio oggetto magico che veniva ampiamente utilizzato anche dagli antichi egizi (che erano esperti maghi). Nella sua pubblicizzazione incorriamo in termini che ci ricordano molto da vicino quelli della New Age: energia, vibrazioni, magnetismo, ecc. A conferma di ciò si ricorda che alcuni promotori di questo bracciale richiedono che esso sia ricavato da un pezzo di rame che è stato attraversato da una scarica elettrica ad alto voltaggio (20.000 Volt !?). Ciò sarebbe necessario per acquisire i suoi “poteri” curativi.

Bracciale equilibratore. Discorso analogo può essere fatto per i più recenti braccialetti con ologramma che promettono di riequilibrare e bilanciare il campo magnetico ed energetico del corpo umano migliorando, a detta dei produttori, “forza, equilibrio, flessibilità e resistenza fisica”. Tra i cultori del fenomeno ci sono coloro che mettono più bracciali in varie parti del corpo e addirittura nel letto, al fine di ottenere i tanto auspicati benefici, sebbene esso sia composto da semplice gomma e da due comuni ologrammi. Sono in commercio anche delle varianti a ciondolo in perfetto stile “talismano”. Questo oggetto sembra aver condotto molta gente verso una deriva magico-supertiziosa mediante un ben strutturato plagio psicologico.

Anelli dell’immortalità di Alex Chiu. Promettono di apportare grandi benefici per la salute e l’equilibrio psicofisico. Consistono semplicemente in quattro magneti discoidali, bipolari, di diametro circa 1 cm ognuno. Montati in una struttura in plastica, vengono indossati ai mignoli, con polarità opposte. La cosa veramente umoristica è rappresentata dal fatto che gli utilizzatori di questi anelli sostengono che, se indossati correttamente ogni notte durante il sonno, essi siano in grado di fermare l’invecchiamento e addirittura invertirne il processo. L’inventore degli anelli, illustrando i principi di funzionamento, tira in ballo i concetti che stanno alla base delle dottrine orientali e della New Age quali “energia vitale” ( “Qi” o “Ki” o “Prana” ), “chakra”, ecc. Insieme ai suddetti anelli, il famigerato inventore, suggerisce di utilizzare la “Gorgeous Pill”, pillola miracolosa per diventare più belli, prestanti dal punto di vista fisico e mentale e tanti altri benefici. Possiamo proprio dire che alla superstizione, qui si aggiunge veramente una grande dose di ridicolezza.

Mano di Fatima (Hamsa). Nonostante il nome ingannevole di questo simbolo, costituito da una mano aperta con al centro un occhio, non c’è niente in comune con il celebre santuario mariano portoghese, ma trae la sua origine da una leggenda musulmana alla cui base c’è la figlia di Maometto che si chiamava proprio Fatima. Esso è considerato un amuleto contro il malocchio e gli influssi negativi in genere. La credenza in questo oggetto superstizioso si è allargata nel tempo fino ad essere utilizzata anche dalle filosofie orientali, dalla New Age ed dai movimenti esoterici ed occultistici.

Nazar Boncuk o Occhio di Allah. Una variante della Mano di Fatima è il “Nazar Boncuk”, famoso talismano conosciuto in Italia anche con il nome di “Occhio di Allah”. E’ diffuso anche in Grecia, Cipro ed altri paese limitrofi. Se ne realizzano ciondoli da appendere al muro o nell’auto, collane, braccialetti, orecchini, anelli, e in questi paesi rappresenta un’importante fonte di reddito per molti commercianti locali. Il talismano è legato ad una credenza superstiziosa che gli attribuisce la capacità di assorbire le energie negative trasmesse da coloro che comunicano il malocchio. In molti paesi rappresenta un vero e proprio fenomeno superstizioso di massa, ma anche in Italia sono numerosi i turisti che al rientro da questi paesi che ne fanno uso.

Portafortuna, talismani e amuleti (pietre, denti, radici, polveri, pentacoli ecc.), specialmente se consegnati e raccomandati da maghi o similari.

Oggetti religiosi indossati con mentalità superstiziosa e scarsa devozione. Indossare un rosario, una croce o una medaglietta al collo confidando nella protezione derivante dall’oggetto stesso, rischia di far scivolare nel campo della superstizione alla pari di un amuleto. Lo stesso vale per l’acqua santa qualora venga utilizzata come se l’elemento stesso fosse dotato di particolari proprietà e poteri. Gli oggetti religiosi (meglio se benedetti) assumono un reale valore di protezione ed aiuto divino solo se indossati con fede e con spirito di preghiera, confidando nel fatto che la protezione ci è assicurata da ciò che essi rappresentano e non dall’oggetto in se stesso.

– Un accenno a parte alla cosiddetta pianta magica che deve essere annaffiata con il thé mentre si esprimono dei desideri. Tale operazione sarebbe inoltre integrata con la pronuncia di parole misteriose che ricordano molto da vicino le formule magiche e le espressioni per evocare gli spiriti.

E’ anche buona abitudine sradicare ogni attaccamento a credenze e forme di superstizione più leggere legate a determinate circostanze: rottura di specchi, attraversamento di gatti neri, passaggio sotto le scale, uso del numero 13 e 17, viaggiare il martedì e venerdì, rovesciare il sale, usare il ferro di cavallo, aprire l’ombrello in casa, toccare ferro, fare i corni scaramantici, ecc.

Ufo, alieni e cerchi nel grano

Ufo, alieni e cerchi nel grano

“La venuta dell’empio avverrà nella potenza di Satana, con ogni specie di miracoli e segni e prodigi menzogneri e con tutte le seduzioni dell’iniquità, a danno di quelli che vanno in rovina perché non accolsero l’amore della verità per essere salvati” (2Ts 2,9-10)

La potenza creatrice di Dio è libera, illimitata e certamente superiore alla razionalità umana. Non è perciò possibile escludere o non accettare l’eventualità che possano esistere altre forme di vita nell’universo alle quali, come a noi, Dio ha posto delle regole e dei limiti. Tutto ciò non contraddice assolutamente la teologia cattolica che vede in Gesù Cristo l’unico creatore e redentore del cosmo in funzione del quale tutto sussiste ed è stato creato.
Questa doverosa premessa non implica assolutamente che si debba prendere per buono ed assecondare ogni fenomeno gravitante attorno alle presunte apparizioni di UFO e alieni da cui scaturiscono foto, rapimenti alieni (abduction) o rivelazioni rilasciate a presunti veggenti e pseudo-mistici.
Una cosa è considerare la possibilità di vita extra-terrestre ed il relativo studio su basi tecniche e scientifiche (ufologia) ed un’altra sono gli UFO e tutti i fenomeni che gravitano attorno ad essi compresi i movimenti spirituali guidati da pseudo-santoni (culti ufologici).
Si tratta di due cose ben diverse che è bene tenere distinte per non fare di tutta l’erba un fascio.
La nostra attenzione si focalizzerà solo sui fenomeni “terrestri” e “spirituali” legati alle presunte manifestazioni aliene e a ciò che esse comportano.

Il fenomeno UFO è infatti sempre più diffuso, se ne parla in TV, nei giornali, ed internet è letteralmente invaso di siti che riportano episodi di presunti avvistamenti, foto, filmati e testimonianze.
La casistica ha assunto veramente dimensioni impressionanti e sempre più persone si chiedono che cosa si celi dietro a questo tipo di fenomeni, se siano veri o se siano solo il frutto fantasioso della nostra parte razionale che scambia comuni oggetti (aerei, palloni aerostatici, sonde, ecc.) per oggetti volanti non identificati.
Alcuni sostengono addirittura la tesi per cui i governi dei vari stati mantengano la segretezza sugli extraterrestri per non spaventare la popolazione, ma che in realtà sappiano perfettamente cosa si nasconde dietro alla cortina di mistero.
Nel frattempo dilagano le sette e gli pseudo-mistici che rivelano di essere stati contattati dagli alieni o di avere con essi colloqui frequenti, i cosiddetti “contattisti”.
A ciò si aggiunge, molto spesso, un vero e proprio miscuglio fra la dottrina cristiana e le presunte rivelazioni degli esseri superiori extraterrestri, a volte identificati come “fratelli maggiori”, “fratelli cosmici”, “spiriti guida”, ecc.
Per gli spiritisti ed i cultori del New Age gli extraterrestri rappresentano gli “angeli”, i “maestri”, gli “esseri superiori” nella scala della conoscenza e della reincarnazione, in grado di guidarci, consigliarci ed assisterci.
La sintesi di tutto ciò è che nel popolo si verifica sovente uno stato di smarrimento, incertezza e messa in dubbio del credo religioso che fino ad allora aveva alimentato la loro fede.
Ad aumentare il senso di dubbio contribuiscono alcuni fenomeni preternaturali riconducibili alla mistica cristiana quali le stimmate, le estasi, le levitazioni ed altri fenomeni che vengono esibiti per attestare la veridicità delle testimonianze di questi pseudo-mistici. Esistono dottrine ben studiate ed alimentate dal soffio dello spirito diabolico per ingannare i meno avveduti, mescolando concetti canonici a vere e proprie eresie.
Il concetto promulgato che sta alla base delle rivelazione degli extraterrestri non differisce molto da quello dello spiritismo e della New Age. Riemergono termini quali “reincarnazione”, “illuminazione”, “evoluzione umana”, “risveglio” ecc. Si parla di messaggi riguardanti il futuro dell’umanità, di castighi imminenti, di rivelazioni tenute nascoste dalla Chiesa Cattolica (come ad esempio la versione “non ufficiale” del Terzo Segreto di Fatima), di nuovi ammonimenti e indicazioni da seguire per essere salvati. Lo stesso Gesù viene considerato come una semplice creatura “illuminata” ma non certamente come il Figlio di Dio. Anche la Chiesa sarebbe ipocrita, incompleta e fallace; solo i messaggi dei “fratelli” alieni sarebbero degni di ascolto in quanto provenienti da dimensioni superiori alla nostra e perciò sicuramente più attendibili.
In molte sette di stampo ufologico viene richiesto di rinnegare la propria fede di appartenenza, soprattutto si tratta di fede cristiana. Nel caso in cui gli adepti provengano dal cristianesimo viene richiesto loro di calpestare la croce o di sputare su di essa, atteggiamenti che possiamo ritrovare in molti rituali gnostici, massonici e satanici.
Ci sono molti casi in cui le sette di tipo ufologico hanno spinto al suicidio di massa i loro adepti con promesse visionarie di abbandono del corpo fisico, inteso come prigione dello spirito, per raggiungere livelli di vita superiore insieme ai “fratelli extraterrestri”.
Lo spiritismo si rivela a pieno titolo come matrice di origine principale dei moderni culti dei dischi volanti; contatti mentali o telepatici con extraterrestri si sarebbero infatti verificati nell’ambiente dei medium già dal secolo scorso, sebbene il primo avvistamento di dischi volanti sembri risalire al 1946 da parte di George Adamski.

Il sociologo Jean-Bruno Renard ha identificato sette caratteristiche generali dei culti ufologici, che è possibile riscontrare anche in movimenti molto diversi tra loro:

– Gli extraterrestri sono esseri benevoli che vengono “dall’alto” e molto più perfetti degli uomini;
– Viene trasmessa una “nuova rivelazione” al fondatore del movimento, con l’incarico di diffonderla nel mondo. Talvolta si tratta di svelare il “vero” significato delle scritture religiose (in particolare della Bibbia), mostrando ad esempio che le grandi civiltà antiche provengono dallo spazio o che gli uomini sono stati creati non da Dio, ma dagli extraterrestri;
– L’annuncio di catastrofi ed eventi apocalittici (spesso una guerra nucleare o un disastro causato dall’inquinamento) da cui potremo essere salvati solo grazie all’intervento dei “fratelli dello spazio”;
– Un messianismo fondato sulla credenza dell’imminente manifestazione pubblica degli extraterrestri sul nostro pianeta, che deve essere adeguatamente preparata da una minoranza “illuminata”;
– La venuta degli extraterrestri inaugurerà una nuova era di benessere (l’Età dell’Acquario secondo il New Age);
– La tendenza a definire i vari culti ufologici con termini “scientifici”, come conseguenza del fascino esercitato dalla scienza e dalla tecnologia (raramente vengono infatti identificati come “chiese”);
– Gli “antecedenti mistici” dei fondatori e di molti adepti dei culti dei dischi volanti, il cui linguaggio e teorie indicano una familiarità con la Teosofia, con lo spiritismo e altre dottrine orientali quali lo Yoga.

A proposito di UFO e alieni può essere utile riportare quanto riferito in un’intervista da un Sacerdote esorcista (Don Giuseppe Tomaselli), morto, a quanto sembra, “in odore di santità”:

“Da tempo e particolarmente in questo tempo, si parla di dischi volanti e di persone extraterrestri, che si mettono a contatto con noi della terra. Lei cosa ne pensa?”
“E’ un altro meraviglioso trucco di Satana e vi rispondo con le sue stesse parole, poiché gli chiesi spiegazione in un esorcismo:”

E: Nel nome di Dio, rispondi! Come ti chiami?
S: Astort. Ero prima un ufficiale delle schiere angeliche.
E: I dischi volanti sono opera tua?
S: No, sono frammenti di pianeti in dissoluzione, che al contatto con l’atmosfera si dissolvono.
E: Ci sono di quelli che credono siano astronavi cosmiche, popolate di persone extraterrestri.
S: Maledetto prete! Non è così. Noi facciamo credere che sia così.
E: Dunque, voi demoni approfittate del fenomeno delle uranoliti per invogliare gli uomini a mettersi in rapporto con voi ed anche vi fate vedere prendendo forme umane, strane ed evanescenti.
S: Ebbene, cosa vuoi sapere?
E: Rispondi: Siete voi ad apparire in forma umana e poi dite di essere uomini extraterrestri?
S: Maledetto prete! Siamo noi.
E: Se gli uomini sapessero che siete voi demoni a presentarvi come extraterrestri, di certo non si metterebbero in comunicazione con voi. Essi sono nell’ignoranza.
S: Ci sono gli ignoranti e ci sono quelli che lo sanno.
E: Rispondi ancora!
S: E basta, maledetto prete!
E: Cosa mi dici di coloro che si mettono in rapporto con voi e che si chiamano «fratelli cosmici»?
S: Sono tutti figli miei, come sono figli miei i Testimoni di Geova ed i Bambini di Dio. Maledetto prete, ora finiscila!

“Avete sentite le risposte del Demonio. Che ve ne pare?”
“Ma non avrebbe potuto dire delle menzogne?”
“Avrebbe voluto dirle, ma non poteva. Durante l’esorcismo la potenza sacerdotale lo domina; infatti rispondeva, ma con rabbia e maledicendomi.”
“Se il Demonio sta agendo così nel mondo, avrà dei fini specifici.”
“Certo! Nel caso degli extraterrestri e dei loro messaggi i fini sono:

– Fare inorgoglire gli uomini, che oggi si credono in grado di uscire dalla cerchia terrestre e di mettersi a contatto con esseri superiori vaganti nello spazio;
– Fare dubitare o annullare quanto Dio ha rivelato riguardo agli uomini per mezzo della Bibbia, che è verità assoluta.
– Screditare quanto insegna la Chiesa, maestra di verità, perché nei messaggi ricevuti dagli extraterrestri (…che sono demoni…) si dice: Non si presti fede a quanto insegna la Chiesa, perché essa ha travisato gli insegnamenti divini.

Prima di chiudere l’esorcismo, il Demonio aggiunse: “Siamo noi demoni che stiamo lavorando negli spazi e questo è un segno del cielo. Prima che venga il castigo di Dio nel mondo ci saranno ancora altri segni nel cielo”.

All’umanità non resta che guardarsi dagli inganni diabolici, di quelli che si stanno verificando e di quelli che ancora la grande bestia potrà attuare. A conferma di ciò troviamo gli avvertimenti dello stesso Gesù: “… sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e portenti per ingannare, se fosse possibile, anche gli eletti. Voi però state attenti! Io vi ho predetto tutto.” (Mc 13, 22-23), e poi “Operava grandi prodigi, fino a fare scendere fuoco dal cielo sulla terra davanti agli uomini. Per mezzo di questi prodigi, che le era permesso di compiere in presenza della bestia, sedusse gli abitanti della terra dicendo loro di erigere una statua alla bestia che era stata ferita dalla spada ma si era riavuta.”(Ap 13, 14) e ancora “… sono infatti spiriti di demòni che operano prodigi e vanno a radunare tutti i re di tutta la terra per la guerra del gran giorno di Dio onnipotente.”(Ap 16, 14)

I cerchi nel grano

Alla casistica dei dischi volanti e degli extraterrestri è ragionevole aggiungere il fenomeno dei cosiddetti “cerchi nel grano” (Crop Circles), costituiti da articolate figure realizzate nei campi di grano. Queste figure sono generalmente piuttosto complesse dal punto di vista geometrico, molto grandi e dalle proporzioni perfette.

Secondo quanto riferito da alcuni studiosi del fenomeno, le caratteristiche principali riscontrate nella formazione dei cerchi sono le seguenti:

– I cerchi compaiono in una notte, qualunque sia la loro dimensione, ma si sono riscontrati casi di aggiunte fatte in notti successive, anche piuttosto distanti da quella della creazione.
Molti di tali cerchi, soprattutto quelli del sud dell’Inghilterra, si trovano nei pressi di antichi siti sacri della tradizione celtica, in particolare vicino ai cerchi megalitici come quelli di Stonehenge e ad alcuni tumuli funerari, o nelle adiacenze delle grandi figure animali incise sui pendii delle colline dell’area del Wiltshire.
– Il grano è piegato, non spezzato, in senso orario o antiorario, con una linea di spighe piegata nel senso opposto, sul margine, per rendere più netto il disegno. A volte, oltre che piegato, il grano è anche intrecciato, molto raramente presenta lievi bruciature. Gli insetti tra le spighe sono tutti morti, secondo alcuni studi letteralmente “esplosi”, come se fossero stati esposti ad un forte calore. Un povero porcospino, trovato in un cerchio, era schiacciato fino a raggiungere uno spessore di due centimetri e gli aculei ancora presenti sul corpo erano piegati nello stesso senso del grano.
– Non ci sono impronte tra il grano né vicino ad esso, le spighe, inoltre, si spezzano e rovinano sotto i piedi dei primi visitatori del sito.
– Si contano cerchi formatisi su tutte le specie di cereali, su comune erba, su neve, ghiaccio, sabbia ed una moltitudine di altri terreni.
– All’interno di alcuni cerchi sono riscontrate anomalie dello spettro elettromagnetico e radioattivo che suscitano nausee e mal di testa. Molti sostengono che all’interno dei cerchi appena formati si può sentire un basso ronzio o, a volte, un fischio costante ed ipnotico. Le spighe piegate presentano mutazioni genetiche, con deformazione dei chicchi, ingrossamento dei nodi, esplosione dei pori delle cellule, riproducibile mettendo le spighe in un comune forno a microonde per due minuti.
– I cerchi compaiono sempre in zone in cui gli avvistamenti UFO sono più frequenti del normale. Molti testimoni, senza prove a confermare le loro affermazioni, confermano di aver visto “sfere luminose” volare basse sui campi ad alta velocità.
Anche nel caso dei cerchi nel grano, escludendo le possibili riproduzioni da parte dell’uomo, è ragionevole ricondurre ciò a un intervento preternaturale di origine demoniaca. Lo scopo è sempre quello di attrarre la curiosità e l’interesse delle persone verso ciò che è misterioso, sfuggevole ed imputabile all’opera di qualche presunto essere “superiore” di provenienza aliena.

La massoneria

La massoneria

“Dio perciò manda loro una forza di seduzione, perché essi credano alla menzogna e siano condannati tutti quelli che, invece di credere alla verità, si sono compiaciuti nell’iniquità” (2Ts 2,11-12)

La massoneria, per parola dei suoi più alti rappresentanti, si definisce “ordine iniziatico” su base gerarchica e, come riportato nel sito ufficiale di una famosa loggia, “disciplina esoterica, nel senso che alcuni aspetti della sua attività interna non sono di dominio pubblico e sono assolutamente segreti”.
I membri della massoneria sono chiamati massoni o frammassoni e tutti condividono gli stessi ideali e la comune credenza in un “essere supremo” identificato con l’epiteto di “Grande Architetto dell’Universo” (GADU). Se nelle multiformi realtà massoniche questa divinità poteva assumere i connotati che ciascun aspirante massone preferiva – anche in funzione del credo religioso personale – dal 1871, con la stesura di “Morals and Dogma” da parte di Albert Pike – conseguenza della grande diffusione della massoneria di “Rito Scozzese” – esso verrà in molti casi identificato come il Lucifero o Satana della tradizione Giudaico Cristiana.

Occorre innanzitutto specificare che esistono due fondamentali tendenze della massoneria. La prima, “razionalista”, si propone di diffondere il metodo massonico del relativismo. Nonostante il presunto approccio razionale, l’adepto è spinto verso forme di meditazione “tecniche”, non religiose, nei confronti di ciò che è soprannaturale. Questa massoneria prevede una gerarchia di tre gradi: apprendista, compagno, maestro. Sono detti anche gradi “azzurri” e conferirebbero una sorta di battesimo spirituale o iniziazione, all’adepto. I gradi azzurri sono comuni a tutte le altre forme di massoneria.

La seconda tendenza “spiritualista”, è caratterizzata dalla presenza di “alti gradi” (Rito Scozzese, Rito di York, Rito di Memphis Misraïm…) che pongono l’attenzione su aspetti misterici sconosciuti ai profani, in grado di far conseguire la conoscenza e la salvezza (in ambito gnostico sono la stessa cosa). Al segreto massonico “iniziatico”, si aggiungerebbero rivelazioni sul modo di operare a livello spirituale. In realtà sappiamo, da quanto riferito dagli stessi massoni, che questi insegnamenti “superiori” sarebbero trasmessi anche all’interno delle logge razionaliste.

Per comprendere lo scheletro della filosofia massonica è necessario riferirsi al termine esoterico, che significa letteralmente “interno”, ed è riferito ad una particolare forma di conoscenza “nascosta” che si contrappone ad un’altra accessibile invece a tutti, come di fatto è il cristianesimo.
Secondo gli ordini iniziatici questa conoscenza nascosta, il sapere esoterico, viene trasmesso di generazione in generazione solo ai pochi eletti che si mostrano degni di accoglierlo. Questa conoscenza esoterica include tutte le pratiche e credenze che favorirebbero il contatto tra l’uomo e la divinità, intesa in senso generico e impersonale e comunque non legata alle religioni tradizionali. L’esoterismo ricerca il senso più intimo delle cose e la realtà profonda celata ai sensi, e può essere accolta solo da chi è stato preparato a comprenderla mediante una costante crescita umana e spirituale. I gradi azzurri, come già detto, conferiscono all’iniziato la base su cui operare il lavoro di sgrossamento sulla mente e sullo spirito. L’ulteriore trasmissione del sapere esoterico avviene per mezzo di successive “iniziazioni”, che introducono l’adepto al cammino che lo porterà ad assimilare le conoscenze di ordine superiore.
La massoneria si dichiara custode di questo sapere esoterico e si autodefinisce il maggiore e più noto ordine iniziatico operante nel nostro Occidente.

Ufficialmente, alla massoneria moderna si assegna come data di nascita il 24 Giugno del 1717, giorno in cui quattro Logge di Londra si riunirono per fondare la Grande Loggia di Inghilterra.
Le ipotesi più comunemente accettate vorrebbero la massoneria (detta anche “Libera Muratoria”) diretta discendente delle Gilde medievali, le corporazioni di liberi muratori che ebbero un grande ruolo nella costruzione delle grandi Cattedrali Romaniche e Gotiche europee e che custodivano gelosamente le proprie competenze tecniche. Un tempo, infatti, chi voleva imparare un mestiere qualificato doveva entrare nelle corporazioni delle arti e dei mestieri, associazioni esclusive, fraternità che avevano sviluppato riti e cerimoniali propri. Esse formavano le nuove leve di artigiani sia nell’aspetto materiale e professionale che in quello spirituale. Esse si ammantavano di mistero per proteggere quelli che ancora oggi vengono definiti i “segreti del mestiere”.
Quando tali associazioni persero di rilevanza, poiché la formazione degli artigiani qualificati cominciò a passare per altre vie, ciò che rimase furono le cerimonie, i simboli e i racconti leggendari. Fu allora che esse, per non scomparire, cominciarono ad ammettere anche esterni, detti “accettati”: avvocati, medici, nobili, che aderivano a pagamento per entrare in contatto con ricchi simboli e rituali. Si pensi al fascino esercitato dalle corporazioni dei costruttori di grandi edifici e all’uso che si fece dei simboli legati alla pietra e agli strumenti del mestiere (squadra, compasso, scalpello) per “lavorare” l’umanità grezza rappresentata, appunto, dalla pietra. Tutto questo patrimonio anche se originariamente compatibile con il cristianesimo, fu riletto dagli “accettati” con una mentalità deista e gnostica. I cerimoniali delle corporazioni furono reinterpretati come segreti iniziatici, paralleli a quelli della religione, che consentivano di sostituire la mediazione sacramentale con qualche forma di pratica in grado di portare salvezza e conoscenza laddove la religione tradizionale non poteva. Le leggende inventate dalla prima massoneria facevano riferimento al mondo greco, egizio, caldeo ed ebraico, alla loro magia e ai loro presunti portenti.
Alcune ipotesi alternative vedrebbero addirittura le origini della massoneria risalenti al sapere ermetico dell’antico Egitto oppure alle famiglie sacerdotali ebraiche discendenti da “Zadoq”, passando per gli Esseni, i Templari, i Catari e i Rosa Croce, in una ininterrotta catena di trasmissione di un sapere arcaico di cui La massoneria sarebbe la custode. Una particolare conoscenza di cui solo gli ordini iniziatici sarebbero in possesso e che le religioni tradizionali e il clero ignorerebbero o cercherebbero di tenere nascosto sotto il rischio di scomuniche e persecuzioni.
Tra i gruppi esoterici appena elencati il più famoso fu indubbiamente l’ “Ordine dei Cavalieri del Tempio”, meglio noti come “Templari”, che da poverissimi monaci cavalieri sono divenuti adoratori di un idolo blasfemo, Bafometto, e fautori di pratiche anticristiane.

I cerchi più alti della massoneria non fanno mistero dell’importanza primaria che la “Cabala”, la disciplina esoterica ebraica, assume nell’organizzazione del proprio sapere. Questa dottrina sta all’origine di molte forme di irrazionalismo moderno. Se infatti la massoneria trae molti dei suoi simboli dal cristianesimo, molti di più ne prende dalla Cabala che l’ha pervasa e influenzata in tutti i suoi aspetti.
René Guénon, che fu un 33° grado del “Rito Scozzese Antico e Accettato”, massone “infiltrato” secondo alcuni dei suoi studiosi, e che dopo aver sperimentato diverse iniziazioni all’interno di svariati ordini si dedicò allo studio del Sufismo Islamico, sosteneva che “le forze disgreganti stanno preparando la cultura dell’età ultima, ove la “parodia del sacro” sarà la regola, e si vivrà sotto l’influsso di una spiritualità alla rovescia”. Una spiritualità invertita che porta fino al culto di Lucifero, culto che non è estraneo ai gradi alti della gerarchia massonica che, per espressa dichiarazione dei suoi membri più illustri, rivendica una continuità con gli ordini iniziatici che nel corso della storia si sono succeduti, rifacendosi, come già detto, ai rituali dei Templari, alla tradizione egizia o alle antiche leggende ebraiche, e vedendo in tutti questi momenti un filo ininterrotto di trasmissione cui la massoneria stessa sarebbe uno degli ultimi depositari nel mondo occidentale.
Diramazioni di tali credenze hanno trovato la loro espressione ai giorni nostri nel movimento “New Age”, che sotto un’apparenza innocua e pacifica cela pericolosi insegnamenti occultistici.
La massoneria sostiene di reclutare “uomini liberi e dai buoni costumi”, e ad ogni grado di iniziazione l’adepto è tenuto a prestare un solenne giuramento, vincolandosi in particolar modo al mantenimento del segreto sugli insegnamenti che riceverà durate le sedute in Loggia. Eccone un paio di esempi:

“Mi incateno sotto una pena per cui, possa la mia gola essere tagliata, la mia lingua sradicata dalla sua radice, possa io essere seppellito nella ruvida sabbia del mare dove l’acqua è bassa e bersagliato dal riflusso della marea e da doppie correnti per le ventiquattro ore del giorno, se io dovessi mai consapevolmente o volontariamente violare il giuramento solenne come apprendista principiante. Perciò aiutami dio.”

“Io, liberamente e spontaneamente, con pieno e profondo convincimento dell’anima, con assoluta ed irremovibile volontà, alla presenza del Grande Architetto dell’Universo, prometto e giuro di non palesare giammai i segreti della libera massoneria; di non far conoscere ad alcuno ciò che mi verrà svelato, sotto pena di aver tagliata la gola, strappato il cuore e la lingua, le viscere lacerate, fatto il mio cadavere in pezzi, indi bruciato e ridotto in polvere, e questa sparsa al vento per esecrata memoria ed infamia eterna”.

Requisito fondamentale del libero muratore è inoltre la fede in un presunto dio, una fede assolutamente non dogmatica e svincolata dai riti connessi alle grandi religioni tradizionali. Le “Costituzioni” della massoneria “regolare” escludono dai soggetti di cui si può parlare in loggia “discussioni di religione, di nazione, e di politica.” Gli unici riferimenti precisi sono quelli a una legge morale – non meglio identificata – e alla “religione su cui tutti gli uomini sono d’accordo”. La massoneria di fatto non è una dottrina ma un metodo che propone la libera discussione dei problemi e la loro soluzione secondo quanto sembra vero e giusto alla maggioranza dei fratelli. La discussione ha un limite positivo: non è permesso mettere in discussione l’esistenza di un presunto dio che può essere concepito come meglio si preferisce. Chi accetta il metodo massonico deve essere disposto a mettere sul tavolo le sue idee, a metterle in questione ed accettare il verdetto che emergerà dalla discussione condotta secondo i principi del dibattito democratico. Qui sta la radice del problema: chi propone l’unicità di una verità, di una religione, di una via si porrebbe automaticamente fuori del metodo massonico.

Dal momento del suo ingresso nell’ordine, il “fratello” è tenuto ad osservare una serie di doveri, tra cui la già citata segretezza per quello che riguarda i lavori nella Loggia, il rispetto delle leggi del proprio stato, un sentimento di collaborazione e aiuto reciproco con gli altri fratelli e la discrezione nella vita quotidiana nel mondo profano, fuori della Loggia.
L’obiettivo primario di ogni massone è la propria elevazione spirituale, seguita dall’applicazione degli insegnamenti ricevuti affinché la luce ricevuta possa espandersi anche all’esterno della Loggia.

Le motivazioni che spingono ad aderire ai vari ordini massonici sono però diverse, e non tutti gli adepti dimostrano di avere delle concrete convinzioni sulla possibilità di raggiungere superiori verità esoteriche; molti massoni si dimostrano alquanto scettici sulla realtà del sapere esoterico e aderiscono alla massoneria per altre ragioni. Spesso sono semplicemente affascinati dal simbolismo e dalla solennità delle riunioni, i lavori nella Loggia sono infatti scanditi da un cerimoniale preciso e rigoroso e i riti sono parte essenziale ed inderogabile di ogni incontro.
Altri ancora sono attratti dalle ampie possibilità che gli ambienti massonici offrono per ampliare le proprie conoscenze sociali e l’opportunità di stringere rapporti personali importanti.
Per aderire infatti alla massoneria occorre avere referenze elevate, e fare parte di tale ambiente indubbiamente porta inevitabili vantaggi nella vita profana sociale e professionale.

Alcuni adepti vivono spesso con insofferenza il carattere simbolico e cerimoniale dei lavori, carattere che invece rappresenta un aspetto fondamentale nella massoneria.
In realtà il simbolismo e la ritualità della massoneria non sono esclusivamente degli aspetti di facciata in quanto molti suoi membri sono convinti delle potenzialità del percorso esoterico e delle conseguenze ad esso annesse.
La società ideale a cui aspira la massoneria è strutturata in modo gerarchico, è una società in cui coloro che si fanno custodi del sapere celato tradizionale hanno il compito di guidare dall’alto il mondo dei profani, affinché anche questi ultimi possano beneficiare di questa luce di cui gli iniziati si riterrebbero portatori.
Il motto universale della massoneria è “Ordo ab Chao”, ordine dal caos, ed esprime il percorso cui l’adepto è chiamato, ossia la ricerca della perfezione interiore partendo dalla naturale confusione iniziale per raggiungere l’ordine alla conclusione del cammino.
Questa loro concezione si addice bene anche alla visione che la massoneria ha del mondo. I massoni, in particolar modo quelli dei gradi alti, non fanno mistero del tipo di società ordinata che vorrebbero costruire, quella società in cui gli iniziati si ergono a guide.
L’ordine tuttavia si otterrebbe solo dopo che il disordine ha raggiunto la sua massima espansione, e a volte bisogna anche fare in modo che questo processo venga in qualche modo facilitato, affinché il “Nuovo Ordine Mondiale” promosso dai massoni divenga realtà. Questa loro prospettiva futura prevederebbe la guida egemonica da parte di un unico governatore mondiale dotato di spiccata personalità e apparente spiritualità, ma in realtà promulgatore di una subdola dottrina svincolata da ogni religione e dogma, quindi radicalmente “anticristica”.
Il noto simbolo della piramide sormontata dall’occhio onniveggente è diventato un classico del simbolismo massone e, per volontà del Presidente Franklin Delano Roosevelt (massone del 32° grado del Rito Scozzese), compare tuttora sulla banconota da un dollaro, accompagnato dal motto “Novus Ordo Seclorum Annuit Coeptis”, (un nuovo ordine mondiale arride agli iniziati).
Nella massoneria il cammino personale procede per stadi, e ad ogni livello di iniziazione l’adepto riceve l’insegnamento di verità superiori.
Uno dei riti Massonici più noti, il “Rito Scozzese Antico ed Accettato”, si articola ad esempio in 33 gradi, e al raggiungimento di quest’ultimo il massone viene a conoscenza anche del più alto segreto massonico. Già nei gradi precedenti il massone si deve impegnare nella realizzazione delle dottrine gnostiche e nel combattere la “tirannia spirituale” con la ragione e la verità. Ogni dogma e rivelazione divina vengono infatti rigettati in quanto contrari alla razionalità ed alla capacità di discernimento di cui il credo massonico si fa portavoce.

E’ stato più volte ribadito che la segretezza è un aspetto fondamentale della iniziazione, così nelle logge i fratelli non sono mai a conoscenza del reale grado di appartenenza dei loro compagni.
Allo stesso modo molti di coloro che aderiscono alla massoneria per semplice curiosità o per mero tornaconto personale non potranno mai sospettare delle reali motivazioni che animano i piani più alti.
Albert Pike fu figura centrale all’interno della massoneria moderna, ed il suo testo principale “Morals and Dogma” è tuttora considerato come la bibbia dai gradi alti della massoneria.
Pike afferma chiaramente che il Dio adorato dalla massoneria è Lucifero, il Satana della Tradizione Giudaico Cristiana, e non vi è nemmeno motivo di eccessivo stupore, per chi della massoneria coglie il messaggio più profondo.
L’adorazione di Lucifero, che il Pike si preoccupa di distinguere dal satanismo, compare in parallelo con lo sviluppo del cristianesimo, e sotto varie forme attraversa tutta la storia del nostro Occidente.
Non si tratta altro che dell’ “eresia Gnostica”, che prese forma con la errata interpretazione dei primi testi della Gnosi Cristiana e passando dai Manichei ai Catari ai Bogomili, da Sabbatai Zevi a Jakob Frank agli Illuminati di Baviera è giunta fino ai tempi nostri, trovando negli alti gradi dell’ambiente massonico i suoi ultimi profeti.
Secondo la concezione Gnostica il mondo materiale è interamente corrotto e dominato dal male, e venne creato da un Dio malvagio e inferiore che convinse l’umanità attraverso i suoi testi sacri di essere il vero Dio, tramite la menzogna.
Questo Dio malvagio sarebbe il Dio che parla agli uomini nella Bibbia, Adonai, il Dio adorato da Ebrei, Cristiani e Musulmani che si sono fatti ingannare e che vengono sottomessi dal suo volere dispotico.
Il vero Dio, sempre secondo la concezione gnostica, sarebbe Lucifero, il portatore di luce, che fu combattuto ed in seguito calunniato da Adonai per aver tentato di portare la conoscenza agli umani, come riporta la Genesi nell’episodio del Serpente.
Di conseguenza, secondo la filosofia gnostica, tutto il creato è frutto del male, e non vi è nessun motivo per aderire ad una morale o tentare di migliorare il mondo circostante.
L’obbiettivo sarebbe la disgregazione dell’esistente per giungere alla ricostruzione di un “Nuovo Ordine Mondiale”, come più volte sostenuto nelle dichiarazioni di autorevoli personaggi:

“Che vi piaccia o no, avremo un governo mondiale, o col consenso o con la forza” (James Warburg, banchiere, alla Commissione Esteri del Senato, 17 febbraio del 1950)

“Oggi, l’ulteriore progresso del mondo è possibile solamente attraverso una ricerca rivolta ad un concetto universale dell’uomo muovendoci verso un Nuovo Ordine Mondiale” (Mikhail Gorbachev, discorso alle Nazioni Unite, 7 dicembre 1988)

“Non si tratta soltanto di una piccola nazione, ma di una grande idea: un Nuovo Ordine Mondiale, nel quale nazioni diverse l’una dall’altra si uniscono in un impegno comune per raggiungere un traguardo universale dell’umanità: pace e sicurezza, libertà, e Stato di diritto” (George Bush senior, 29 gennaio 1991, discorso davanti al Congresso)

“Ma c’è un tema che, in particolare, a noi massoni sta a cuore: è l’ONU, che va rifondato, ricordandoci che fu, all’indomani della prima guerra mondiale, la massoneria a lanciar l’idea della Società delle Nazioni, cioè l’antecedente storico dell’Onu” (Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente D’Italia)

“Quello che ogni uomo teme è l’ignoto. Quando questo scenario si presenta si rinuncia volentieri ai propri diritti in cambio della garanzia del proprio benessere assicurata dal Governo Mondiale” (Henry Kissinger, Evian, Francia, 1991)

“…fare dell’Unione un fattore di stabilizzazione e un punto di riferimento nel Nuovo Ordine Mondiale” (Consiglio Europeo, Laeken, 15 Dicembre 2001)

“Il mondo è pronto per raggiungere un governo mondiale. La sovranità sovranazionale di una elite intellettuale e di banchieri mondiali è sicuramente preferibile all’autodeterminazione nazionale praticata nei secoli passati” (David Rockefeller, 1991)

La concezione che sta alla base della gnosi massonica porta all’inversione di ogni valore sociale, morale, economico e religioso. In alcune logge, classificabili come “di frangia” o “selvagge”, si svolgono pratiche magiche e spiritiche fino ad arrivare, in alcuni casi, al satanismo vero e proprio. Troviamo una conferma di ciò nel libro “L’Eletta del Dragone”. L’autrice di queste memorie è Clotilde Bersone, che sarebbe stata, a Parigi, dal 1877 al 1880, l’amante di I.A. Garfield, divenuto poi, nel 1880, Presidente degli Stati Uniti e assassinato nel 1881. Garfield è stato per molti anni il capo dell’alta Loggia degli Illuminati di Francia, e Clotide Bersone, di questa potente loggia massonica “di frangia” fu Affiliata, poi Iniziata e, infine l’Inspirata (poiché portavoce diretta di Satana). In seguito si convertì e si rifugiò segretamente in un convento di suore dove venne poi trovata e catturata dai massoni per essere crocifissa in Loggia.

Il percorso di “crescita” in ambito massonico, appare mirato ad introdurre gradualmente l’iniziato a realtà spirituali occulte i cui princìpi e credenze andranno poi a contaminare il vissuto quotidiano dell’individuo. In ultima analisi, viene auspicata la possibilità di raggiungere una totale fusione con esse, come difatti avviene agli alti gradi della scala gerarchica massonica. La segretezza sta alla base di tutto ciò, sia per non intimorire gli iniziati, che devono gradualmente “metabolizzare” le novità loro proposte, sia per non turbare l’opinione pubblica.
Come conferma di ciò, si legge nel sito di una famosa Loggia: “Molte sono le giustificazioni addotte dai massoni, ovvero dagli affiliati alla massoneria, per la segretezza che caratterizza la sua vita interna; una di esse è che la massoneria è un ordine iniziatico cui si accede passando attraverso diversi livelli di indagine e conoscenza delle questioni etiche e filosofiche, ossia si procede tramite iniziazioni, le quali permettono il riconoscimento del livello spirituale raggiunto; conoscere in anticipo gli eventi pregiudicherebbe l’efficacia di questo sistema.”
Spesso la massoneria è anche definita dai suoi membri come “un particolare sistema di moralità mascherato dall’allegoria e raffigurato attraverso simboli”.
E’ evidente che alla pari di altri movimenti esoterici ed occultisti, la massoneria fa del nascondimento il proprio punto di forza. Diversa è la volontà del Dio cristiano che insiste nel proclamare apertamente e gratuitamente la verità (cfr. Mt 10,26; Mc 4,22; Lc 8,17; 12,2).

Fulvio Conti, autorevole storico della massoneria, dichiara con franchezza come l’azione di contrasto della massoneria nei confronti del Cattolicesimo si sia concentrata sin dagli albori, in Italia e altrove, anche sul piano etico ed in particolare intorno ai principi non negoziabili quali la vita, la famiglia, la libertà e l’educazione: “Fin dalla nascita del Regno d’Italia il Grande Oriente si fece promotore di leggi che portassero alla completa abolizione delle corporazioni religiose e all’incameramento dei loro beni da parte dello Stato. Costante fu poi l’impegno per dare alla scuola un carattere rigorosamente laico, per impedire l’insegnamento della religione e l’equiparazione tra scuole pubbliche e private. La massoneria dette inoltre un forte sostegno all’iniziativa per dare la preminenza al matrimonio civile su quello religioso, rivelatosi poi infruttuoso, di introdurre il divorzio nella legislazione italiana. Esito positivo ebbe invece la richiesta di rendere legale la cremazione dei cadaveri, sancita da una legge del 1888 da massone Francesco Crispi e fortemente voluta dalla massoneria, che vide in essa uno strumento per sottrarre alla Chiesa Cattolica la gestione della morte e affermare al tempo stesso un principio di fiducia nella scienza e nel progresso.”

Alcune frasi pronunciate da celebri massoni ci fanno capire ancor più chiaramente l’odio che la massoneria nutre nei confronti di Dio e di Gesù Cristo con la sua Chiesa in particolare:

“La religione massonica, per tutti noi, Iniziati negli alti gradi, deve essere mantenuta nella purezza della dottrina luciferina” (Albert Pike, “Pontefice” della massoneria Universale).

“Dio maledetto, il primo dovere dell’uomo intelligente e libero è di cacciarti dal suo spirito e della sua coscienza (…). Dio è stoltezza e viltà; Dio è ipocrisia e menzogna; Dio è tirannia e miseria; Dio è il male! Vieni Satana! Vieni, il calunniato dai Preti e dai re! Che io t’abbracci e ti stringa al mio cuore. E’ lungo il tempo che io ti conosco e che tu conosci me!” (Proudhon)

“Bisogna mentire come un Demonio, non timidamente e solo di sfuggita, ma arditamente e sempre” (Voltaire)

“La religione cristiana è una religione infame, un rito abominevole, un mostro che deve essere pugnalato da cento mani invisibili. Schiacciamo, schiacciamo l’infame!” (Voltaire).

“Il nostro scopo finale è quello di Voltaire e della rivoluzione francese: cioè l’annichilimento completo del cattolicesimo e perfino della stessa idea cristiana!” (Nabius, Capo d’azione Politica della massoneria Universale)

“Noi abbiamo intrapresa la corruzione in grande (…), la corruzione che deve condurci al seppellimento della Chiesa” (Nabius, Capo d’azione Politica della massoneria Universale)

“A te, sfrenati, se ne vanno i miei versi; io t’invoco, o Satana, re del banchetto!…Io ti saluto, Satana, o ribellione, o forza invincibile della ragione! A te salgano i voti e l’incenso sacro!”
(il Gran Maestro A. Lemmi fondatore della Loggia P2)

Secondo il loro credo, il simbolo massone è costituito da un compasso che rappresenta lo “spirito” e da una squadra che indica invece la “materia”. Secondo il massone e patriarca della Chiesa Gnostica, Jules Doinel, “la squadra massonica è la squadra demoniaca! E’ la quarta parte della croce di Gesù, smembrata da Satana e scagliata ai quattro punti cardinali”.
Anche al di là delle aberrazioni consumate all’interno delle logge “di frangia”, la massoneria in sé, per il modo in cui si propone, per i simboli che usa, per la pretesa di conferire iniziazioni che mutano l’essenza dell’iniziato (si dice che il massone lo è per la vita, così come il Prete, perché ha ricevuto un’impronta spirituale indelebile) e per molti altri motivi storici, ideali, dottrinali, è, in sé, una forma di gnosi, veicolo di mentalità gnostica, madre di esoterismo. Essa è irrevocabilmente contraria agli insegnamenti del Vangelo e della Chiesa Cattolica: quanto ai suoi segreti e misteri ci è di guida anche Luca in questo versetto: “Ma non c’è niente di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Perciò tutto quello che avete detto nelle tenebre, sarà udito nella luce; e quel che avete detto all’orecchio nelle stanze interne, sarà proclamato nei tetti” (Lc 12,2-3)”. Il segreto esoterico è totalmente inconciliabile al dettato evangelico.
Nonostante ciò dispiace constatare come la massoneria si sia oggigiorno radicata in molte città, reclutando affiliati in ogni campo: politico, economico, religioso, ecc. Già da molto tempo una parte sempre più consistente ha accantonato l’apparente obbligo iniziale di non prendere posizione in materia religiosa, sociale e politica e ha elaborato una serie di posizioni dottrinali più precise promuovendo l’anticlericalismo e il laicismo in tutti i settori. Come già detto, battaglie come quella per la laicità della scuola, per il divorzio e, più tardi, anche l’aborto, sono state promosse apertamente da alcune obbedienze massoniche, il cui anticlericalismo ha assunto in varie epoche storiche toni molto accesi.

Il satanismo

Il satanismo

“Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro” (Is 5,20)

La realtà di un fenomeno

Tra le varie tipologie di sette, quelle sataniche sono generalmente considerate le più pericolose soprattutto a causa del carattere negativo che deve contraddistinguere ogni componente e le pratiche ritualistiche di morte che alcune di esse mettono in atto. Le sette sataniche sono gruppi organizzati in modo gerarchico. AI vertice c’è un capo, che fa da tramite tra il gruppo e Satana. Oltre agli adepti abituali ci sono anche gli adepti accessori, spesso donne e bambini, che vengono plagiati o suggestionati dagli iniziati più anziani, attraverso manipolazioni psicofisiche, e vengono utilizzati nei rituali satanici di tipo sessuale.
I satanisti sono individui particolarmente “carismatici” che influenzano gli adepti utilizzando potenti tecniche di suggestione o strategie di manipolazione mentale. Generalmente i capi preferiscono reclutare persone facilmente vulnerabili e senza punti di riferimento.
L’ingresso nella setta viene sancito da un’iniziazione rituale, che serve a indurre l’adepto a sostituire alla sua personalità una personalità di setta. Le tecniche di suggestione hanno un’importanza fondamentale nel reclutare nuovi adepti. La manipolazione psicologica non si avvale quasi mai di metodi coercitivi in forma esplicita, al contrario i capi individuano le debolezze delle persone e offrono loro alternative interessanti per risolvere i propri problemi. Infatti nei neo-adepti prevale sempre la sensazione di aver trovato finalmente una guida che ha poteri e conoscenze speciali, e che li potrà aiutare a risolvere i propri problemi, sia di carattere esistenziale, psicologico, che materiale. I capi delle sette sataniche, dunque, ottengono dagli adepti un consenso suggestivamente motivato, che li induce a credere che abbiano poteri o conoscenze speciali e che, attraverso l’appartenenza alla setta, riusciranno a realizzare le proprie aspettative.
Le sette sataniche riescono a trattenere gli adepti perché diventano un importante punto di riferimento.
I satanisti non vivono tutti insieme in una comunità, come accade in altre sette, e mantengono una facciata di copertura nella società. Il fatto di continuare a fare la solita vita dà loro la sensazione di aver scelto liberamente di condividere con gli altri il potere maligno durante le messe nere.
Le tecniche di persuasione adottate dal capo e dai membri diventano più coercitive sia quando bisogna preservare il segreto settario, cioè quando si teme che uno dei seguaci riveli all’esterno qualcosa che riguarda la setta, sia quando un membro del gruppo vuole abbandonare la congrega. Queste tecniche si basano su pressioni fisiche e psicologiche molto forti. Se, per esempio, un adepto esprime dei dubbi sulla propria permanenza nella setta, questa convinzione viene subito repressa. All’inizio, gli altri membri della setta provano semplicemente a parlare con lui per dissolvere i dubbi. Se i dubbi persistono, il gruppo si stringe maggiormente attorno all’adepto, con atteggiamenti fortemente adulatori e coinvolgendolo maggiormente nelle attività sessuali del gruppo. Quando però tutto ciò non è più sufficiente a fargli cambiare idea e a mantenerlo nel gruppo, l’adepto viene minacciato e ricattato. Le minacce e i ricatti all’inizio sono diretti contro l’adepto stesso ma, qualora non siano sufficienti, ricadono anche sui suoi familiari e le persone che gli sono care.
La manipolazione mentale utilizzata per rinforzare l’appartenenza al gruppo e per mantenere il consenso frequentemente si avvale dell’utilizzo di droghe e di tecniche ipnotiche; tuttavia in genere è semplicemente l’attività satanista che persuade l’adepto a rimanere all’interno della setta. Per esempio, è difficilissimo che un seguace, convinto di aver accresciuto attraverso i rituali il proprio potere energetico e psichico, abbandoni la setta. Piuttosto, qualora le richieste fatte al Demonio non vengano esaudite, crede di non avere abbastanza fede, di non aver compiuto i riti correttamente, o di dover compiere sacrifici più cruenti.

La manipolazione mentale nelle sette sataniche è una strategia di relazione che viene utilizzata per distruggere l’identità dell’individuo.
In generale, la manipolazione mentale viene usata da una o più persone senza scrupoli, che cercano di soggiogare altri individui, attraverso una relazione di potere che serve ad annullare e strumentalizzare l’identità della vittima per i propri scopi. Quindi è una strategia che minaccia l’integrità e l’autonomia dell’individuo perché incoraggia la dipendenza e riduce l’autonomia. L’identità di ciascuno di noi consiste nelle credenze, nei comportamenti, nelle emozioni e nei processi di pensiero, che caratterizzano il nostro modo di essere. Sotto l’influenza del controllo mentale, l’identità originaria viene rimpiazzata da un’altra identità che corrisponde ai bisogni e alle necessità della setta.
L’aspetto particolare delle forme di manipolazione mentale utilizzate nelle sette sataniche sta nel fatto che, mentre nelle altre sette distruttive la manipolazione serve a garantire il potere al capo carismatico, i satanisti venerano una dottrina o un’entità che in questo caso è Satana stesso.

Le tipologie di satanismo

All’interno del satanismo esiste principalmente una corrente “personale” ed una “impersonale”. Oltre a queste due correnti principali che definiscono il satanismo in senso stretto, ne esistono altre che costituiscono la spiritualità di diverse sette e società segrete, principalmente fondate sul culto di Satana e Lucifero in chiave gnostica.

Prima di proseguire è opportuna una precisazione riguardo ad Aleister Crowley. Egli viene da molti considerato il padre e creatore della corrente “personale” del satanismo. Questa definizione viene tuttavia spesso rigettata da altri che non accettano che venga classificato come “satanista” né tantomeno fondatore di tale tipo di culto. Sostengono infatti che nonostante il suo comportamento provocatorio e fuori dagli schemi morali dell’epoca in cui è vissuto, sarebbe sufficiente leggere le sue principali opere per dedurne che non è mai stato un satanista e che con il satanismo non ha in realtà mai avuto nulla da spartire, al punto da dichiararsi egli stesso totalmente contrario a simili pratiche deviate verso il “lato oscuro”, come viene ad esempio riportato nel ventunesimo capitolo della sua opera più importante, Magick. Egli avrebbe inteso la magia come una via iniziatica verso superiori stati di coscienza. Verrebbe addirittura considerato ateo e le forze occulte che intendeva mobilitare non verrebbero affatto identificate con il diavolo della Bibbia: egli stesso affermò che «il diavolo non esiste», che per lui «non c’è altro dio che l’uomo» e che Satana è semplicemente un nome inventato dalle religioni per i loro fini. Un simile approccio si avvicinerebbe più al satanismo di tipo “impersonale” che a quello “personale” di cui viene considerato il fondatore.

Vediamo ora le diverse tipologie di satanismo nel dettaglio:

SATANISMO OCCULTISTA (O TRADIZIONALISTA). Il satanismo occultista rappresenta la corrente principale e afferma l’esistenza di Satana come essere personale (in forma di spirito individuale), invocato dai suoi seguaci, adorato, onorato come Dio; essi si consacrano a lui, gli chiedono potere, dominio sugli altri e l’appagamento di ogni desiderio. È una corrente molto legata all’uso della magia nera e prende molti concetti dalle dottrine di Aleister Crowley. Satana è venerato come una potente entità in grado di dare conoscenze occulte e poteri terreni ai maghi più preparati. La ritualistica è molto complessa e prende spunto da varie fonti, come la Clavicula Salomonis o la Cabala ebraica. Al satanismo occultista appartengono la maggior parte dei più comuni ordini satanici o massonici deviati, strutturati solitamente in livelli, gradi e titoli. I satanisti occultisti apprezzano il ruolo del diavolo biblico tentatore e maligno anziché disprezzarlo. Confermano la tesi cristiana che Satana è il male ma lo appoggiano ugualmente proprio perchè tale. Il satanismo occultista si discosta da quello “spiritualista” (vedi paragrafo specifico) in quanto quest’ultimo non concepisce Satana come il “male”. I satanisti occultisti sono molto legati alla forma (vestimenti, oggetti, simboli, ecc), ai rituali (messa nera, sabba, ecc.), a determinate pratiche (stregoneria, malefici, orge, ecc.) e ai sacrifici (animali e talvolta umani).

SATANISMO SPIRITUALISTA (O TEISTA). Stessa sostanza del satanismo occultista ne rappresenta la forma più moderna e “politically correct”. I cultori del satanismo spiritualista considerano Satana una entità non malvagia, il “dio” delle origini che ha scelto di dare all’uomo il libero arbitrio, che ha voluto fargli comprendere che l’essere umano è potenzialmente un dio. I satanisti spirituali cercherebbero perciò semplicemente l’elevazione spirituale completa fino a divenire il “dio” di se stessi. Non approverebbero le pratiche violente e i sacrifici previsti nel satanismo occultista in quanto facenti parti di un retaggio passato, grossolano e ormai superato. Preferirebbero muoversi su piani spirituali più sottili, meno apparenti, rumorosi ed eclatanti. Ricorrono alle pratiche magiche, alle terapie energetiche, allo yoga, alla meditazione trascendentale, ecc. Rispetto al satanismo occultista si dichiarano più essenziali e meno ancorati alla forma pur ammettendo di possedere molti aspetti in comune.

SATANISMO RAZIONALISTA (O ATEO). Il satanismo razionalista è più recente rispetto a quello occultista. Fondato da Anton LaVey nel 1966, non crede nell’esistenza di Dio né di Satana come essere personale, ma pensa che esista una forza o energia nascosta in noi e nel cosmo, che può essere fatta emergere, sviluppata e messa al proprio servizio quando si pratica la perversione in tutte le forme, associata a determinati riti blasfemi. Satana quindi non sarebbe altro che un simbolo, l’idealizzazione di questa forza o energia che si trova repressa nell’uomo e che viene catalizzata dai rituali magico-sessuali al fine di liberarla e potenziarla. Questo tipo di satanismo sarebbe concepito in chiave estremamente materialista, edonista e anti-cristiana: i suoi aderenti adottano il nome “satana” in qualità di ribelle contro il Dio cristiano e, dunque, come una figura di ribellione contro tutto il sistema di valori cristiani, che ritengono oscurantisti e falsi. Essi propongono una visione totalmente antropocentrica della realtà. In molti casi il satanismo razionalista rappresenta l’anticamera al satanismo occultista.

SATANISMO GNOSTICO. Il satanismo gnostico (di stampo manicheo) è una corrente che spesso viene confusa con il Luciferismo: in questo ambito Satana non è visto come un’entità malefica, né come quello descritto nella Bibbia, ma come una divinità che ha dato all’uomo la capacità di evolversi e tornare al suo stato divino originario. Prende molti concetti dalle dottrine dello Gnosticismo, anche se rinnega la visione gnostica del mondo materiale inteso come una prigione da cui fuggire. Il fondatore di questa corrente, Dean Joseph Martin, riordinò tutta una serie di idee con diversi punti in comune, appartenenti a diverse scuole filosofiche e spirituali, come il Pitagorismo, lo Gnosticismo, l’Ermetismo e la Cabala. Il tratto distintivo di questo lavoro di riordino ed unione di idee in apparenza dissimili tra loro è anche la principale chiave di lettura della corrente gnostica: ovvero che sia spiegabile anche il cosiddetto “divino” o “soprannaturale” con lo studio e le leggi scientifiche, in quanto parte di una realtà superiore, ma non per questo priva di logica, anzi strettamente soggetta alle leggi scientifiche. Si prefigge l’evoluzione dell’uomo fino al ritorno ad uno stato di divinità, da cui proviene, utilizzando gli strumenti di cui è stato dotato, e che Satana ha contribuito a rendere utilizzabili concretamente. L’ignoranza, intesa come mancanza di conoscenza, è vista come un vero e proprio peccato, una condizione da cui l’uomo deve riscattarsi mediante lo studio e la conoscenza in senso lato, che si ottengono con il costante ragionamento sia sulle esperienze filosofiche e spirituali, sia su quelle fisiche. La vita stessa è intesa come una sorta di aula di studio, le cui esperienze sono una fonte inestimabile di conoscenza ed illuminazione. Vita che quindi, secondo il satanismo gnostico, va vissuta pienamente, senza condizionamenti esterni quali superstizioni o convenzioni sociali, ma nel rispetto di se stessi, degli altri e della legalità. Moltissimi principi del satanismo gnostico risultano, quindi, praticamente identici a quelli della corrente razionalista, di LaVey, per il quale Martin ammise sempre di avere rispetto ed ammirazione.

LUCIFERISMO. In questo contesto troviamo la figura e il culto di Lucifero, considerato nella dottrina catare l’angelo che era stato ingiustamente cacciato dal cielo e di cui si attendeva il ritorno in terra. Lucifero viene venerato come principio del “bene” in opposizione al dio del male e creatore del mondo: il Demiurgo. Questo perché Dio ha voluto negare agli uomini la conoscenza, che invece ha offerto Lucifero sotto forma di serpente dell’Eden. Lucifero non viene neanche identificato come Satana, bensì come l’Eone della Conoscenza, chiamato anche Sophia. Per i luciferiani, che non si definiscono neppure satanisti, la salvezza si raggiunge tramite la conoscenza che viene ostacolata dai dogmi e dalla cieca fede.

SATANISMO ACIDO. Il satanismo acido è composto prevalentemente da giovani che si riuniscono per procurarsi e consumare droghe, leggere testi sul satanismo, ascoltare musica satanica e sperimentare i primi rituali rudimentali. Sono prevalentemente fenomeni legati al satanismo acido quelli che stanno dietro alle profanazioni di chiese e cimiteri o ai sacrifici di animali di cui sentiamo spesso parlare in televisione.

I rituali

La ritualità del satanismo propriamente detto è eclettica, e sembra derivare da una pluralità di fonti come libri, internet o esperienze raccontate da altri satanisti. Il rituale satanico più diffuso e potente è la messa nera in cui hanno luogo episodi di estrema depravazione e ribellione a Dio e alla Chiesa Cattolica. Durante i riti possono essere sacrificati animali, di cui si mangia la carne cruda e si beve il sangue mescolato a vino (come parodia dell’Eucarestia) e si praticano abitualmente abusi sessuali e orge. Spesso i riti sono accompagnati dall’uso di sostanze stupefacenti che abbassano il livello di critica, la soglia di percezione del pericolo e della commissione di reati. Non sempre però durante i riti vengono compiuti atti criminali. In genere, ogni setta, a seconda della specificità che la caratterizza e la differenzia dalle altre, attribuisce ai riti un significato differente. Per esempio, le sette orientate verso il satanismo occultista utilizzano i riti per venerare e invocare Satana; quelle orientate verso il satanismo razionalista utilizzano la simbologia e i rituali per liberare gli adepti dai condizionamenti morali e sociali (ma non disdegnano comunque il ricorso alla messa nera o rituali similari); quelle orientate verso il satanismo acido attribuiscono maggiore importanza al consumo di alcool e droghe. Il sesso riveste sempre un ruolo fondamentale in tutti i rituali satanici, in quanto è l’atto che consente la procreazione. Durante i rapporti sessuali satanici non viene creata nessuna vita e qualora dovesse capitare c’è subito il ricorso all’aborto che, tra l’altro, viene considerato il sacrificio satanico per eccellenza. I satanisti ritengono che l’energia sprigionata durante l’atto sessuale, e più precisamente durante l’eiaculazione, sia maschile che femminile, permetta all’adepto di entrare in contatto con il male. Rapporti eterosessuali, omosessuali, orge con rapporti masochistici o con sodomizzazioni sono quindi elementi essenziali del rituale satanico.

I satanisti celebrano i propri rituali, oltre che nei sabati e nelle notti di luna piena, anche durante altre notti dell’anno che corrispondono alle loro festività:

– il 31 ottobre, commemorazione dei defunti e di tutte le potenze delle tenebre, detta Samhain o Halloween. Questo giorno è considerato il capodanno di Satana, perché secondo un’antica credenza popolare, le anime dei defunti tornano in visita nelle proprie case, per cui è possibile stabilire un contatto con loro. I satanisti utilizzano la celebrazione per fare delle richieste al Demonio, perché credono che verranno esaudite;
– il 13 dicembre, perché è il giorno più corto dell’anno;
– il 21 dicembre, che è il solstizio d’inverno e secondo la tradizione pagana gli spiriti dell’aria e dell’acqua infuriano dappertutto;
– il 1° gennaio, corrisponde a una festa druidica;
– il 2 febbraio, Candelora (Candlemas), detta Festa delle Luci, essa segna la fine del regno del Re dell’inverno, signore del caos. Durante questa notte vengono consacrate le candele che verranno utilizzate per i rituali dei mesi successivi e vengono iniziati i nuovi adepti;
– il 21 marzo, è l’equinozio di primavera;
– il sabato prima delle Ceneri;
– il 24 aprile, sabba (il termine “sabba” indica le riunioni notturne delle streghe);
– il 30 aprile, la notte di Valpurga, è la data d’inizio dell’estate esoterica. Durante questa notte viene festeggiato il giorno di rivincita sulla Legge del Bene e si svolgono anche riti propiziatori per l’accumulo di denaro e il raggiungimento del successo;
– 24 giugno, durante questa notte vengono celebrati riti di protezione per gli adepti e malefici contro i nemici;
– 25 giugno, è considerata la notte della magia;
– 31 luglio, viene celebrato uno dei sabba più importanti;
– 1 agosto, detto Lammas, è il giorno in cui, secondo la tradizione, Lucifero fu precipitato dal cielo sulla Terra;
– 24 agosto, viene celebrato il Sabba;
– 29 settembre, viene celebrata la conoscenza demoniaca.

La diffusione

Se negli anni ’80 la Chiesa di Satana ha conosciuto un periodo di declino, negli anni ’90 i movimenti satanici si sono nuovamente diffusi in misura considerevole in tutto il mondo occidentale. In questi anni si possono distinguere tre gruppi fondamentali: il primo, di lingua inglese, riconosce La Vey come maestro e quindi fa riferimento alla corrente razionalista del satanismo; il secondo, comprende tutti i ceppi occultisti che si riconoscono nel Tempio di Set; infine, un terzo gruppo, la Chiesa Mondiale della Liberazione Satanica, che raccoglie tantissimi seguaci.
La diffusione del culto satanico negli Stati Uniti è tale che in California le varie Chiese di Satana hanno il diritto di figurare sulle Pagine Gialle e sugli elenchi telefonici fra le organizzazioni religiose.
Oltre che negli USA, le Chiese di Satana si sono diffuse in quasi tutti gli stati europei: in Grecia, in Inghilterra, in Spagna, in Francia, in Scandinavia, in Russia e in Italia. Il satanismo, inoltre, si è diffuso anche in Australia e in Nuova Zelanda.
Questi gruppi hanno continuato ad espandersi e a distribuirsi in maniera sempre più capillare, nei vari stati, fino ai giorni nostri. Seguire la storia di ciascuno di essi non è cosa facile, perché tendono a scindersi per dar vita a nuovi gruppi continuamente.

L’Italia, come già detto in precedenza, è fra i paesi occidentali coinvolti nella proliferazione e nella diffusione delle sette sataniche. Sin dall’800, infatti, in Italia si è diffusa l’idea che Torino fosse la capitale del satanismo. Questa credenza è nata quando, tra il 1850 e il 1870, il governo piemontese entrò in conflitto con la Chiesa Cattolica e mise in atto una politica di tolleranza e liberalismo verso spiritisti, maghi, gruppi religiosi o parareligiosi, tra cui alcuni che praticavano evocazioni diaboliche. Da qui nacque la credenza che Torino fosse la città del Demonio. Dopo il 1890 Torino cessò di avere l’atteggiamento di tolleranza che aveva caratterizzato il ventennio precedente e perse il ruolo di capitale delle spiritualità alternative e della magia. L’interesse per la magia e l’occulto si spostò, quindi, in altre zone d’Italia, come Roma, Milano, Firenze e Napoli.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale il Diavolo in Italia era soprattutto un simbolo di trasgressione utilizzato dai movimenti goliardici universitari.
Durante gli anni della contestazione giovanile, a partire dal 1968, la goliardia torinese ebbe un ruolo cruciale nell’accogliere le notizie provenienti dagli Stati Uniti sulla Chiesa di Satana di La Vey e nella successiva diffusione del satanismo in Italia.

L’esoterismo cristiano e le false devozioni

L'esoterismo cristiano e le false devozioni

“Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce” (Mc 4,22)

Oltre all’esoterismo di tipo “classico” che introduce sempre verso una dimensione occulta e magica, esiste anche un esoterismo cristiano che può comunque condurre verso derive molto pericolose coloro che non sono ben radicati nella vera dottrina, o che avessero un cristianesimo costruito più sulla ragione, la filosofia e la “gnosi”, che su un reale incontro con Cristo. Questo problema viene ulteriormente aggravato da un approccio di tipo intellettuale, devozionalistico ed esteriore che si sostituisce al solido radicamento nella dottrina della Chiesa. Tante persone si gettano purtroppo in interpretazioni personali della fede senza aver neppure letto il “Catechismo della Chiesa Cattolica”, che già di per sé sarebbe in grado di fugare la maggior parte dei dubbi.

Un piccolo accenno allo “gnosticismo”, oggi tornato molto di moda, che deriva dalla parola greca gnósis (conoscenza). Una definizione piuttosto parziale del movimento basata sull’etimologia della parola può essere: “dottrina della salvezza tramite la conoscenza”. Mentre il cattolicesimo sostiene che l’anima raggiunge la salvezza dalla dannazione eterna per grazia mediante la fede (cfr. Ef 2,8); per lo gnosticismo invece la salvezza dell’anima dipende da una forma di conoscenza superiore e illuminata (gnosi) dell’uomo, del mondo e dell’universo, frutto del vissuto personale e di un percorso di ricerca della verità. Gli gnostici erano “persone che sapevano”, e la loro conoscenza li costituiva in una classe di esseri superiori, il cui status presente e futuro era sostanzialmente diverso da quello di coloro che, per qualsiasi ragione, non sapevano.

Anche tra i cristiani ci sono purtroppo molte persone che si sono costruite una fede “su misura” e che sostengono verità o interpretazioni personali di fatti sui quali neppure la Chiesa sarebbe riuscita a fare luce. Si tratterebbe quindi di una presunta conoscenza o illuminazione divina che avrebbe investito loro in qualità di persone privilegiate, a differenza del semplice “popolino” di fedeli che difficilmente riuscirà a comprendere misteri così profondi e intricati. Ricorre il concetto che sta alla base della gnosi e dell’esoterismo e cioè che possiamo salvarci soltanto con la comprensione di verità nascoste accessibili esclusivamente ad una elite di “illuminati”, concetto diametralmente opposto alla salvezza offerta da Cristo che è gratuita, semplice ed accessibile a tutti.
Queste presunte conoscenze riguarderebbero l’origine del male ed i successivi sviluppi nel mondo, la creazione dell’universo, il senso della vita e della sofferenza in una chiave prettamente fiabesca e semplicistica. Queste persone promuovono dottrine che sono alternative a quelle della Chiesa anche se nei loro discorsi ricorrono i nomi di Dio, Gesù, Maria e di alcuni Santi. Si costruiscono storie romanzate da integrare alla rivelazione biblica che, secondo loro, sarebbe insufficiente a spiegare molte cose.

Il tipo di presentazione che viene fatta del cristianesimo in ottica esoterica, rappresenta, in realtà, una porta semiaperta verso il mondo della medianità e della magia. E’ spesso prospettato un cristianesimo alternativo a quello proposto dalla Chiesa Cattolica, la quale viene vista come il falsificatore del vero messaggio evangelico e della realtà più profonda trasmessaci.
I vari passi del Vangelo assumerebbero significati completamente diversi da quelli tradizionali, aumenterebbero i significati e le simbologie nascoste in ogni evento o parabola. Viene inoltre attribuito particolare valore a testi “alternativi” basati su concezioni gnostiche che la Chiesa avrebbe nascosto nei secoli. Accanto ai più datati Vangeli Apocrifi vediamo perciò apparire libri come “Il Vangelo di Maria”, “Il Vangelo di Gesù”, “Il Vangelo di Giuda”, “Il Vangelo di Tommaso”, “Il Vangelo dei Dodici Santi”, “La vita sconosciuta di Gesù Cristo”, ecc. Un vero e proprio miscuglio di fantasie, mistificazioni e concezioni veramente ridicole che spesso si basano sul “dualismo” che sta alla base del credo gnostico.

Coloro che sondano i meandri gnostici ed esoterici, si vantano di scoprire la realtà “vera”, non quella “manipolata dal clero”, per trovare, infine, che tutte le religioni sono uguali, hanno una comune origine, e la loro inconciliabilità è solo apparente.
Questo pensiero è tipico anche di coloro che hanno una mente governata dalla medianità. La persona così condizionata impara lentamente (e spesso impercettibilmente) ad odiare la Chiesa e a seguire una strada “propria”.

Come ci ricorda invece il Concilio Vaticano II in “Gaudium et spes”, siamo sottoposti ad una battaglia continua: Tutta intera la storia umana è infatti pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre; lotta che comincia fin dall’origine del mondo, destinata a durare, come dice il Signore, fino all’ultimo giorno. Inserito in questa battaglia, l’uomo deve combattere senza soste per poter restare unito al bene, né può conseguire la sua interiore unità se non a prezzo di grandi fatiche, con l’aiuto della grazia di Dio.

Negli ultimi anni questa lotta si è fatta più aspra, soprattutto grazie alla “Teosofia” e più tardi alla “Antroposofia”. In molti movimenti esoterici di stampo cristiano emerge la figura di Gesù Cristo, ma viene del tutto alterata fino a paragonarlo, talvolta, allo stesso Lucifero.
Vengono poi tirati in ballo alcuni temi ricorrenti tra cui il “Santo Graal” o pseudo ordini templari, alimentando al contempo storie romanzate e spingendo i curiosi ad una ricerca personale per capire chi sia realmente Gesù Cristo, se sia morto in croce e risuscitato, oppure se abbia optato per la fuga ed una comune vita familiare con moglie e figli…
Altri di questi scritti esoterici sostengono che “il Divin Maestro Gesù” frequentasse sette esoteriche o che si fosse rifugiato in India per diventare uno stimato guru…

Tra i moltissimi testi di stampo esoterico in cui ricorrono fantasie di questo tipo troviamo: “Evoluzione divina dagli antichi ai nuovi misteri” di Edouard Schuré, “Il misticismo dell’insegnamento cristiano” in “Occidente segreto: introduzione alle dottrine Segrete” a cura di Jay Kinney, fino ad arrivare ai più apparentemente innocui romanzi quali: “Tutte le colpe della Chiesa” di Ken Follet, “Il Codice da Vinci” di Dan Brown, ecc.

Il succo di tutte queste dottrine esoteriche riduce il cristianesimo ad una miscela di gnosticismo e avversione alla Chiesa Cattolica, da cui proverrebbero tutti i mali e le menzogne. Lo stesso Gesù Cristo non sarebbe Dio in quanto non più morto in croce e risorto, ma sarebbe fuggito, magari con qualche amante, per fare la sua bella vita di “maestro illuminato”.
Ci sarebbe da piangere per la semplicità con cui tanti presunti cristiani si lasciano convincere da favole di questo tipo…

Le false devozioni religiose

A complemento di questa sezione che illustra gli inganni che si celano dietro alla false dottrine di stampo gnostico ed esoterico, può essere utile elencare anche alcune abitudini, non necessariamente legate a quanto esposto sopra, ma comunque molto diffuse, che deviano in modo più o meno marcato dal cristianesimo genuino che ci ha trasmesso Cristo e la sua Chiesa.

Potremmo iniziare con le feste patronali, molto diffuse in Italia ma anche in altri paesi, che se non vissute nella semplicità della vera fede, possono trasformarsi in veri e propri rituali pagani che nulla hanno a che vedere con il sano culto del proprio Santo. Il rischio di scivolare dalla vera devozione ad una pratica prettamente umana, spesso decisamente deviata, è molto alto. In alcuni casi si assiste anche a rituali molto cruenti come flagellazioni pubbliche, crocifissioni, manipolazioni di serpenti velenosi, ecc.

Esistono anche altre forme di devozione in cui il ricorso al nome del Santo viene strumentalizzato per conferire credibilità alla pratica stessa. E’ il caso delle molto diffuse “catene di Sant’Antonio” o “catene di Santa Rita” che circolano da tempo in dose massiccia per posta elettronica e che riguardano i più svariati soggetti. Iniziano sempre con qualche introduzione commovente e toccante e finiscono per persuadere a spedirle a tutti i conoscenti. Lo scopo sarebbe quello di attirare su di se la fortuna con la minaccia che, se ciò non venisse fatto, si rivolgerebbero contro di noi ogni sorta di sciagure e sfortune. Inoltrare ad altre persone queste catene significa cadere nella superstizione e farci cadere molti altri.

Piuttosto diffuso è anche il cosiddetto “dolce di Padre Pio” la cui ricetta di preparazione costituisce un vero e proprio rituale di magia, scandito da procedure da seguire, numeri e tempi da rispettare, desideri da esprimere. In questo triste modo viene oltraggiato il nome di San Pio e tutta la sua figura.
Se si pretende di conciliare la vera fede con queste misere pratiche superstiziose si sbaglia di grosso. Dio non gradisce tali forme di deviazione, e lo stesso Santo in oggetto risulta profondamente ferito ed oltraggiato da simili abitudini.

I culti spiritici afro-americani

I culti afro-americani

“Fino ad oggi essi agiscono secondo i culti antichi: non venerano il Signore e non agiscono secondo le loro norme e il loro culto, né secondo la legge e il comando che il Signore ha dato ai figli di Giacobbe” (2Re 17,34)

Esistono varie forme di spiritismo e culti sincretici nati in Africa e successivamente diffusi in America Latina. Gran parte di essi mescolano pratiche animiste con il Cattolicesimo. Sebbene in alcuni casi possano apparire come una forma di cristianesimo adattato alle usanze del posto, essi rappresentano in realtà i culti spiritici più distruttivi e pericolosi in assoluto con gravi conseguenze e danni spirituali.
Per avere un’idea della loro pericolosità basta ricordare che molte persone con disturbi diabolici seri, sono state costrette a rivolgersi agli esorcisti perché hanno ingenuamente assistito – magari come semplici turisti – a riti tribali. Gli stessi esorcisti mettono in guardia coloro che si recano in vacanza in posti esotici (Africa, Brasile, ecc.) a non partecipare mai a riti o a celebrazioni folkrostiche locali, neppure dall’apparenza innocua, o almeno di astenersi da quelle usanze dove c’è un richiamo esplicito agli antenati o alle anime dei defunti. Come nel caso delle sedute spiritiche, delle messe nere e di altre pratiche similari, anche in questo caso può costare molto caro assistervi anche da semplice spettatore.

Vudu

Il Vudù (o Voodoo) è una religione sincretica (intesa come fusione di teorie filosofiche o di dottrine religiose diverse), panteistica (l’intera realtà si identificherebbe con Dio, del quale tutte le cose sarebbero parte o manifestazioni o rappresentazioni oggettive) e dai tratti fortemente esoterici nata tra il 1600 e il 1700 pressoché contemporaneamente in America latina e in Africa occidentale. E’ un fenomeno ampiamente legato allo spiritismo e alla magia, ed è fondato su una complessa teologia. Combina elementi dall’animismo tradizionale africano con concetti tratti dal Cattolicesimo. Oggi il Vudù è praticato da circa sessanta milioni di persone in tutto il mondo, e dal 1996 è stato riconosciuto come religione ufficiale in Benin (dove è organizzato in una Chiesa alla quale aderisce l’ottanta percento della popolazione) e ad Haiti (dal 2003) dove è praticato da gran parte della popolazione, contemporaneamente alla religione cattolica. Numerose comunità sono infine presenti in Ghana e in Togo oltre che a Cuba, Antille e Brasile.
Gli spiriti del cosmo “Loa” venerati dai vuduisti (derivanti dagli “Orixa” della tradizione africana Yoruba), sono spesso associati a santi e figure cattoliche e rappresentati come tali tramite statuette o immagini. I “santi”, infatti, vengono considerati o come incarnazioni terrestri della divinità, oppure come raffigurazioni alternative della divinità stessa. I Loa non vengono solamente pregati, ma anche serviti e accontentati con sacrifici, danze o simboli che rispecchino il gusto personale di ogni spirito.
Queste divinità, considerate perciò come intermediari tra l’unica divinità suprema e l’uomo, non hanno un aspetto proprio. Per questo motivo possono essere rappresentati solo tramite i “Vevè”, complessi disegni geometrici sacri. Questi simboli sono ritenuti il miglior modo attraverso cui esprimere il loro aspetto, in quanto sono rappresentazioni simboliche delle funzioni e delle caratteristiche che contraddistinguono gli spiriti della natura e degli elementi.
Per quanto riguarda i cerimoniali, tutti i presenti possono assistere alla prima metà dei rituali Vudù. Per potere invece partecipare all’intera cerimonia, che prevede l’invocazione dei Loa, bisogna prima sottoporsi all’iniziazione dove per sette giorni i nuovi adepti rimangono in un luogo chiuso e imparano i segreti del Vudù. Il rito vero e proprio inizia per mano di un sacerdote o di una sacerdotessa. Il suo compito è quello di evocare in sequenza tutti i Loa bevendo un liquido e versandolo a terra intorno ad un palo sacro. Una volta che tutti i seguaci sono entrati in comunione con gli spiriti, il sacerdote disegna per terra i Vevè specifici per ogni ogni Loa. Solo allora iniziano le danze e i canti che terminano quando tutti i partecipanti al rituali sono ormai in stato di trance. A questo punto i Loa si manifestano e “cavalcano”, ovvero invasano i fedeli, durante il culto. Il Loa condiziona sempre il comportamento del posseduto che esprime, in questo modo, direttamente la personalità del Loa. Ogni spirito ha una sua caratteristica che lo rende immediatamente riconoscibile. Alcuni sono violenti e fanno stare male i loro “cavalli” (i posseduti), altri invece si limitano a manifestare la propria personalità. I Loa però non si limitano a farsi vedere, ma chiedono anche da mangiare o da bere e alcuni oggetti. Solo quando saranno soddisfatti ascolteranno le richieste dei fedeli e, se possibile, li accontenteranno per poi uscire dal corpo in cui risiedono.
Secondo la tradizione magica vuduista, alcuni potenti stregoni sarebbero addirittura in grado di infondere una sorta di nuova vita ai morti, creando i cosiddetti “zombi”…

Macumba

Il temine Macumba viene usato per definire un insieme di pratiche rituali africane trapiantate in Brasile nel XIX secolo. Costituisce il più famoso risultato della tradizione Yoruba nigeriana trapiantata in America Latina.
A metà del XX secolo la Macumba brasiliana si divide in: Candomblé, Umbanda e Quimbanda (il ramo malefico dell’Umbanda). A questi potremmo aggiungere l’Omoloko.
La Macumba include spesso elementi di altre religioni, in un sincretismo che abbraccia religioni autoctone africane, cultura europea, cattolicesimo e spiritualità brasiliana. Le cerimonie della macumba sono fortemente influenzate dagli elementi africani e spesso avvengono all’aperto, includono sacrifici animali (principalmente galli e galline) e offerte agli spiriti (denaro, tabacco), in modo simile a quanto avviene nel Vudù haitiano. Dei medium, chiamati “macumbeiro”, officiano riti e cerimonie. Anche se la macumba può essere vista come una religione a sé stante, spesso i praticanti sono affiliati ad altre credenze religiose, come il cattolicesimo. La macumba è quindi capillare nelle comunità brasiliane, dove consultare un macumbeiro per rituali di buona fortuna è pratica abbastanza comune.

Candomblè

Il Candomblè è di derivazione Macumba, è praticata prevalentemente in Brasile ma anche in stati vicini come l’Uruguay, il Paraguay, l’Argentina e il Venezuela. Il Candomblé di Bahia è il più tipico e diffuso dei culti afro-brasiliani. Si articola in una molteplicità di centri indipendenti, alcuni che cercano di mettere in secondo piano gli elementi cristiani, e altri di tendenze più apertamente sincretiste.
L’iter iniziatico del Candomblé è piuttosto lungo ed i rituali, per lo più celati ad occhi indiscreti, si basano essenzialmente sul fenomeno della possessione. Una tipica cerimonia del candomblé comprende sei momenti: riti di purificazione preliminari, discesa degli spiriti, che prendono possesso del corpo degli iniziati al ritmo di diversi tipi di tamburi della tradizione africana; danza degli iniziati (cioè, secondo il Candomblé, degli spiriti che hanno preso possesso dei loro corpi); congedo degli spiriti; banchetto sacro; e infine “consultazione” degli spiriti, che offrono suggerimenti per la vita quotidiana e spirituale.
Le preghiere prevedono l’invocazione degli “Orixa” (leggasi Oriscià) di origine Yoruba, spiriti considerati come intercessori tra gli uomini e la divinità suprema (o energia cosmica “Ashe”). Vi sono Orixa dei minerali, dei pesci, degli animali, del fuoco, dell’aria, dell’acqua e della terra che formano le sette forze della natura. Queste divinità possiedono una propria personalità e ciascuno di loro è associato ad un fenomeno naturale specifico e a certi colori. Sarebbero proprio questi spiriti che, una volta evocati, si impossessano del corpo del medium che li ha chiamati durante una trance. Ogni Orixa possiede uno o più “schiavi” a cui sono legati, e che hanno il dovere di portare i loro messaggi e richieste.
Come conseguenza della colonizzazione e della diffusione del Cattolicesimo sono stati associati agli Orixa tutti i più comuni santi cattolici. Se non si conosce il fenomeno Candomblé (e gli altri culti similari), si rischia di scambiare la statua di qualche Orixa per quella di un santo o di Gesù stesso (considerato “Oxala”); in molti casi è stata infatti ripresa integralmente l’immagine tradizionale con cui il santo viene rappresentato in tutto il mondo.
Gli Orixa ricevono regolarmente omaggi sotto forma di offerte, danze sacre e canti. I sacerdoti sono in prevalenza donne, ma non mancano gli uomini.
Il privilegio di servire gli Orixa come “cavallo” (ossia esserne posseduti) è riservata a pochi eletti, specialmente a quelli di sesso femminile. La possessione da parte della divinità, che rappresenta la caratteristica principale dei culti di origine africana, non si esercita su una persona qualsiasi, ma su alcuni soltanto. Il carattere personale della divinità è un’ulteriore caratteristica. Ogni persona è preparata per accogliere solo la sua divinità protettrice e nessun’altra.
La cosa sconvolgente riguardo al Candomblé è che viene proposto come “attrazione” turistica in varie zone del Brasile (specialmente a Salvador de Bahia) anche grazie alla particolarità degli abiti indossati dalle donne e per le accattivanti danze rituali.

Umbanda

L’Umbanda è simile al Candomblé e sempre di derivazione Macumba, è molto diffuso in Brasile, ed è nato dall’incontro con il movimento spiritista, influenzato in particolare dallo spiritismo francese di Allan Kardec oltre che dalle filosofie orientali. L’incontro tra il kardecismo e i culti afro-brasiliani dà vita a un sincretismo di secondo grado, in cui nei medium oltre ai tradizionali Orixa (che abiterebbero un piano più alto rispetto agli altri spiriti e avrebbero nei loro confronti un ruolo di guida) discendono gli spiriti dei morti. Vengono perciò invocati spiriti di trapassati, schiavi neri ed indios, che prestano il loro concorso nelle guarigioni e dispensando ai fedeli vari consigli.
Non si tratta di una religione unificata: come nel caso del Candomblé ogni tempio, generalmente chiamato tenda, è autonomo dagli altri ed i rituali sono suscettibili di variazioni e novità in base anche alle direttive delle entità celebrate nel tempio stesso.

Quimbanda

Diverso dall’Umbanda è invece il culto Quimbanda. Presso le popolazioni di lingua bantu il “kimbanda” era lo stregone, il depositario di conoscenze ancestrali a livello medico, magico ed etico.
La Quimbanda, comunemente intesa come la magia nera, deriva direttamente dall’Umbanda e ne rappresenta la metà oscura, tutto ciò che l’Umbanda non è o comunque non può e non desidera essere. I protagonisti di questo culto sono l’orixa Exù e Pomba Gira, l’equivalente del diavolo e della sua perversa consorte in un fiorire di manifestazioni e schematizzazioni complicatissime e rigorosamente sincretizzati con i demoni della tradizione occidentale: Lucifero, Belzebuth ed Astaroth in testa.
Exù e Pomba Gira fanno da portavoce dei mortali e richiedono da loro sacrifici di galli, piccioni e capretti in cambio dei loro servizi (che prevedono l’apporto di benefici o di malefici a seconda della richiesta).
Sarebbero inoltre attratti da tutto ciò che è tagliente ed è per questo che gradiscono che il pugnale utilizzato per l’uccisione rituale degli animali sia lasciato tra le offerte unitamente a bevande altamente alcooliche.

Santo Daime

Il Santo Daime è fondato negli anni trenta in Brasile come ennesima eredità della tradizione nigeriana Yoruba. Incorpora elementi di varie religioni o tradizioni spirituali, come cattolicesimo popolare, spiritismo kardecista, animismo africano e sciamanesimo sudamericano. I rituali del Santo Daime comprendono canti collettivi di inni, a volte eseguiti danzando, altre volte semplicemente seduti su delle sedie, insieme all’assunzione del Daime, il nome che il fondatore del culto, Raimundo Irineu Serra, o Mestre Irineu, diede alla bevanda conosciuta comunemente con il nome di “ayahuasca” (leggasi aiuasca).
L’assunzione del Daime, pur non avendo un reale potere lassativo, può provocare vomito o stimolare l’evacuazione intestinale, fenomeno accolto come una forma di purificazione dalle impurità emotive e fisiche. In generale il Santo Daime promuove uno stile di vita sano in conformità con il motto del fondatore “armonia, amore, verità e giustizia”, così come altri valori dottrinali chiave, come forza, umiltà, fraternità e purezza di cuore.
La pratica del Santo Daime comincia e finisce con preghiere cristiane e presenta vari tipi di rituali: due di questi sono le “concentrazioni” e le “danze”, noti anche come “innari”. Altri rituali si concentrano sulla recita del rosario o sulla guarigione. I partecipanti bevono il Daime in tutti i tipi di rituali, ma ci sono delle differenze: le concentrazioni sono meditazioni silenziose, praticate stando seduti, mentre gli innari comprendono danze e inni cantati suonando le maracas.
Il nucleo cristiano è combinato con elementi gnostici e panteistici. Anche gli esseri spirituali dello sciamanesimo indigeno amazzonico e deità del pantheon africano sono incorporati nella dottrina.
I partecipanti al rituale si sottomettono a un processo attraverso il quale essi possono apprendere cose ed entrare in contatto con lo spirito del fondatore per essere guidati. Attraverso la forza degli inni essi diventano testimonianza vivente con l’apporto di energie specifiche di guarigione, forza, comunione, perdono e rimembranza. Ciò può comportare vari prodigi (l’ayahuasca è famosa per le visioni che genera e per il senso di comunione con la natura e la realtà spirituale) e anche lezioni più terrene, meno piacevoli, su se stessi. Si ritiene che il Daime riveli sia gli aspetti positivi sia quelli negativi o irrisolti dell’individuo, dando luogo a “passaggi” difficili che comportano la disintegrazione di questo contenuto psicologico dissociato. Data la complessità del rituale, le cerimonie sono chiamate “lavori”, visto che possono durare fino a 12 ore.

Santeria

Il culto della Santeria è riconosciuto come un altro risultato della religiosità Yoruba nigeriana. E’ diffusa principalmente a Cuba, ma la troviamo anche in Brasile, Porto Rico, Repubblica Dominicana, Panama e anche in luoghi con molti immigrati latino-americani e negli Stati Uniti (come Florida, New York e California).
Il termine “santeria” è stato coniato dagli spagnoli per denigrare quella che a loro pareva una eccessiva devozione ai santi da parte dei loro schiavi, che andavano in questo modo a non comprendere il ruolo principale di Dio nella religione cattolica. Questo atteggiamento nacque da una costrizione imposta loro dagli schiavisti: la proibizione tassativa, pena la morte, di praticare le proprie religioni animiste portate con loro dall’Africa occidentale, li costrinse a trovare una soluzione per aggirare questo divieto e cioè di celare, nel vero senso della parola, dietro l’iconografia cattolica i loro Dei così da essere liberi di adorarli senza incorrere alla crudeltà dell’oppressore. In tal modo i dominatori spagnoli pensarono che gli schiavi, da buoni cristiani, stessero pregando i santi quando in realtà stavano di fatto conservando le loro fedi tradizionali.
Gli adepti della Santeria a Cuba, pur ammettendo le similitudini e le comuni origini con Candomblé e Macumba brasiliani e il Vudù haitiano, sostengono di non praticare la magia nera, ma solo quella bianca. In pratica esclusivamente divinazione, e riti per favorire successi in amore, in ambito economico e di salvaguardia della salute o nella cura di malattie. Le pratiche private sono improntate sul culto dei morti e degli antenati ai quali si riserva un angolo della casa e si offrono cibo e bevande. Presente anche il concetto induista-buddista della reincarnazione, in particolare per chi non pratica i rituali. Ci sono poi i rituali collettivi accompagnati dai tamburi con fenomeni di possessione e trance.
Le principali divinità della Santeria cubana sono simili a quelle delle altre religioni afro-americane che prevedono la venerazione degli Orixa di provenienza Yoruba.
Gli Orixa vengono propiziati con sacrifici, ma non sempre c’è bisogno di una vittima e di uno spargimento di sangue. Più frequentemente si offrono frutti, fiori, candele o i cibi preferiti dagli Orixa. Si ricorre a offerte più importanti solo se si devono risolvere problemi molto delicati e soprattutto si ricorre al sacrifico di sangue solo quando è a rischio la vita di una persona.
Nel culto santero sono di fondamentale importanza gli spiriti dei morti, chiamati “eggun”, che vanno sempre onorati prima degli Orixa. I defunti hanno bisogno di essere nutriti e per questo motivo in casa di un santero troverete sempre, nel bagno o dietro le porte, bacinelle di acqua, tazzine di caffè, bocconi di cibo, mazzi di fiori e candele votive.
Ogni cerimonia rituale si apre con l’invocazione e l’offerta agli eggun. La messa spirituale è una seduta pubblica in cui i partecipanti siedono intorno a un tavolo spesso tenendosi per mano. Durante le cerimonie, che si svolgono dopo il tramonto, il “santero” parla con una lingua a metà tra l’africano e lo spagnolo, incomprensibile per chi non è un iniziato. Invoca i morti con un bastone detto palo e prende le sembianze degli eggun che incontra nella stanza liberi di parlare e agire. La cerimonia è arricchita da preghiere e offerte propiziatrici. Se c’è bisogno di divinare il futuro o di dare risposta a domande poste dai fedeli si ricorre a noci di cocco e a conchiglie, che vengono lanciate in aria e il loro modo di disporsi al suolo viene interpretato come segno di una ben precisa volontà.
Il santero è un personaggio al quale si ricorre frequentemente per dare una soluzione ai problemi del quotidiano. E’ un guaritore e un divinatore del futuro, un oracolo e un preparatore di amuleti. Si va da lui con la stessa facilità con cui ci si reca da un medico e spesso lo si consulta anche quando la medicina tradizionale non ci dà speranza.

Palo

Il Palo chiamato anche “le Regole del Congo” sono uno stretto gruppo di religioni africane che gli schiavi dell’Africa Centrale importarono principalmente nelle isole di Cuba e Porto Rico. Alcune varianti della religione Palo sono il Palo Mayombe e il Kimbisa o Santo Cristo Buen Viaje.
Le basi del credo del Palo sono: la venerazione degli spiriti degli antenati e la credenza in energie naturali. Oggetti naturali, ed in particolare i pali, sono considerati come infusi di energie spesso collegate alle energie degli spiriti. Questi oggetti, conosciuti come “nganga” sono percià molto utilizzati durante i rituali.
La pratica principale dei Palo si concentra su un particolare ricettacolo religioso o altare. Si tratta di un vaso consacrato pieno di terra sacra, bastoni (palos), resti umani, ossa e altri oggetti (la necessità di disporre di resti umani implica la frequente necessità di profanare i cimiteri). Ogni vaso è dedicato ad una specifica entità spirituale e sarebbe inabitato anche dallo spirito di qualche morto (quasi mai l’antenato diretto del proprietario dell’oggetto), che funge da guida per tutte le attività religiose che vengono eseguite. Vari metodi di divinazione sono utilizzati nel Palo. Uno prevede l’utilizzo di conchiglie o gusci. Un metodo più tradizionale, prevede l’utilizzo di un corno di animale ricoperto con uno specchio.
I rituali del Palo non disdegnano i sacrifici animali e addirittura umani, come attestato da recenti fatti di cronaca in cui i narcotrafficanti, per ingraziarsi le divinità e ricevere il loro aiuto, hanno compiuto vere e proprie carneficine di massa.

Obeah

Il termine Obeah è di derivazione Ashanti e significa “stregoneria” e a volte indicato anche come “Obi”, indica le pratiche magiche e religiose originarie dell’Africa centrale e Occidentale.
E’ praticata in Giamaica, Suriname, Isole Vergini, Trinidad e Tobago, Guyana, Belize, nell’isola di Barbados e nelle Bahamas, oltre che in altre isole caraibiche.
Condivide diversi elementi, oltre che le sue origini, con altre pratiche magico-religiose quali Palo, Vudù e Santeria. In molte zone caraibiche è mescolata con elementi di altre religioni quali quella cristiana e induista.
L’Obeah fa ampio uso della magia per ottenere fortuna, amore e denaro. Ricorrenti sono le pratiche distruttive e sanguinarie per arrecare, se necessario, danno al prossimo.

Santa Morte

La Santa Morte (Santa Muerte in lingua originale), o Santissima Morte o ancora Donna Sebastiana, è una figura di culto prevalentemente messicana. Per la sua spiccata somiglianza alla religiosità popolare cattolica, per l’uso di immagini, altari, veglie, fiori, processioni, molti cattolici dell’America Latina credono che si tratti di una cosa approvata dalla Chiesa e pensano che la “Santa Morte” sia un altro santo della Chiesa cattolica. Molti la venerano come San Giuda Taddeo o San Charbel.
Le sue origini sono incerte; sebbene alcuni ritengano sia legato al culto della morte preispanico precolombiano, molti asseriscono invece trattarsi piuttosto di un sincretismo con la religione Yoruba, pure diffusa in Africa, o altro.
La leggenda popolare, tramandata oralmente, narra dell’apparizione che la “Madonna Morte” avrebbe fatto a un popolano, per far in modo che la “propria devozione” avesse inizio, spiegando che era “in virtù” dei “sacrifici” fatti dall’intero popolo messicano che essa concedeva loro questa speciale grazia e protezione. Un culto “popolare” quindi, non “organizzato”, senza “ministri” né “chiesa” almeno fino al 2002 quando un sedicente arcivescovo della scismatica “Iglesia católica tradicional Mex USA” (e già allontanato dalla Chiesa Cattolica, nella cui gerarchia non risulta avesse mai ricoperto alcun incarico) ne formalizzò il culto.
Le persone che venerano la cosiddetta “Santa Morte” la presentano come un’“entità spirituale” che è sempre esistita, dall’inizio dei tempi fino ai giorni nostri. Di fatto, dicono che sia l’entità spirituale più potente che esiste.
Affermano che questa entità spirituale gestisce un’energia chiamata “energia di morte”, capace di materializzarsi in una figura, che concentra sia la forza creatrice che quella distruttrice dell’universo. A loro avviso, chi crede nella “Santa Morte” può imparare a gestire questa forza, che emana dalle sue immagini consacrate, visto che la Bambina Bianca (un altro dei suoi nomi) è una delle protezioni più forti esistenti.
Per i suoi devoti, “la Signora”, come viene chiamata affettuosamente, è capace di apparire e di manifestarsi corporalmente o di imprimere le sue immagini in vari luoghi. In libri e riviste in cui si promuove il suo culto, si narrano i presunti interventi miracolosi vissuti, in cui la “Santa Morte” ha liberato da molteplici pericoli e ha aiutato a risolvere problemi complicati, legati a salute, denaro e amore.
Un altro dato importante è il fatto che quanti praticano il culto alla cosiddetta “Santa Morte” lo fanno perché presumibilmente le si può chiedere di tutto: ci sono persone che chiedono favori o miracoli per trovare lavoro o per avere salute o cibo, ma anche chi chiede potere economico, politico o criminale, chi chiede vendette o morte, oltre al successo nelle proprie attività legate al crimine organizzato.
Quello che non si oserebbe mai chiedere a Dio, alla Madonna, agli angeli e ai santi si osa chiedere alla cosiddetta “Santa Morte”. Non stupisce, quindi, che il culto alla “Santa Morte” si colleghi a persone che vivono in situazioni ad alto rischio e alla delinquenza sporadica o organizzata. I suoi devoti in genere portano un ciondolo o uno scapolare visibile con questa immagine. Molti addirittura se la tatuano. La portano i militari, i poliziotti, i narcotrafficanti, i delinquenti e le schiave del sesso, anche se come in tutte le regole esistono eccezioni. La “Santa Morte” è un simbolo che sembra identificare le persone che vivono tra legalità e illegalità.
La venerazione della cosiddetta “Santa Morte” non è cristiana, è piuttosto collegata alle cosiddette scienze occulte, allo spiritismo, alla magia, alla stregoneria e all’esoterismo. È una cosa del tutto al margine della fede cattolica, che prescinde dall’aspetto etico e tollera, promuove e appoggia condotte delittuose.

La tavola Ouija

La tavola Ouija

“Non si trovi in mezzo a te chi fa passare per il fuoco il suo figlio o la sua figlia, né chi esercita la divinazione o il sortilegio o il presagio o la magia, né chi faccia incantesimi, né chi consulti i negromanti o gli indovini, né chi interroghi i morti, perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore” (Dt 18,10-12)

Di cosa si tratta?

[1] La tavola Ouija (spesso pronunciata wee-gee o chiamata scatola weegee in inglese) è una superficie piatta sulla quale sono disegnate tutte le lettere dell’alfabeto, i numeri dallo 0 al 9, spesso un “sì” ed un “no” ed altri simboli, il cui utilizzo è abbinato ad una lancetta mobile chiamata “planchette”. Lo scopo di tale tavola è porre delle domande alle anime dei defunti o a un demone, che attraverso un medium, farebbero sì che la lancetta si muova sulla tavola Ouija e componga, utilizzando le lettere, la risposta.
La “tavola wikka” opera in modo simile con l’uso di un bicchiere all’interno di una tavola contenente lettere e numeri.

[2] Le moderne generazioni hanno imparato a conoscere la tavola Ouija o più semplicemente un foglio di carta che presenta scritte, lettere dell’alfabeto, unitamente ad un simbolo “si” e ad un simbolo “no”, più che altro per gioco, per passa parola o tramite video pubblicati su internet; questa visione goliardica e sperimentale dello strumento Ouija e della planchette, spesso sostituita anche da una monetina, sta creando non pochi danni nella psiche dei giovanissimi. Nei miei studi demonologici e nelle mie ricerche, mi sono imbattuto in maniera sempre più frequente in situazioni realmente sconcertanti e preoccupanti, specialmente parlando con giovani che hanno fatto uso di tale strumento per evocare spiriti di defunti. Non tutti sanno che il famoso film “L’esorcista” si basa su una storia realmente accaduta ad un ragazzo e non ad una ragazza, così come riportato in pellicola. In verità, la vicenda che ha ispirato il regista del film, è tratta dal testo di William Blatty che, incuriosito da una serie di articoli pubblicati sul “The Washington post”, decise di romanzare l’esperienza di un giovane che, dopo aver ricevuto in dono da un’amica spiritista e medium una tavola Ouija, decise di utilizzarla per evocare lo spirito della sua amica che, nel contempo, era deceduta.

Nel 1949, difatti, la ragazza morì di sclerosi multipla ed il protagonista di questa triste vicenda, decise di interrogare lo spirito della sua amica ma, purtroppo, incappò in uno spirito immondo che lo possedette per lungo tempo.

Sulla vicenda, oltre ad interrogarsi numerosi religiosi, furono interpellati anche i più famosi esperti di occultismo dell’epoca e tutti concordarono che il ragazzo effettivamente era incappato in un demonio molto potente.

La tavola Ouija, snobbata dai medium e dagli spiritisti di professione perché ritenuta pratica poco ortodossa secondo i canoni dei “magisti” di inizio secolo, non ha origini recentissime, anzi, molti studiosi ritengono che delle primordiali forme di Ouija erano già presenti ai tempi di Confucio ed anche presso i medium “chi shengs”.

La storia ci insegna, con forte condanna della Bibbia, che l’uomo ha sempre tentato di comunicare con il divino o con l’aldilà, basti ricordare l’Oracolo di Delfi o la dattilomanzia presente nell’antica Grecia, che consisteva nello scrivere una serie di lettere su una tavola in cera e, con l’ausilio di un filo a cui veniva applicato un anello prezioso, gli spiritisti dell’epoca valutavano gli spostamenti dell’anello sulle lettere e componevano i messaggi, a dir loro, provenienti dall’aldilà o dalle divinità pagane. Successivamente anche la dattilomanzia fu modificata ed in molti cominciarono ad utilizzare il “pendolino”.

L’attuale configurazione di tavola Ouija va individuata all’incirca nella metà del 1800 in Francia, quando un medium – forse tal Planchette – costruì un tavolino ed utilizzò un triangolo con una penna al fine di interrogare lo spirito; il triangolo era solito scrivere i messaggi ricevuti. Ecco appunto che ancora oggi, con il termine planchette si è soliti indicare a volte solo il triangolo in legno, altre volte l’intera tavola Ouija. Molti ritengono Planchette un personaggio di pura fantasia ed altrettanti spiritisti si attribuiscono il ruolo di inventori di questo strumento diabolico.

L’uso della tavola Ouija non fu esente da grosse critiche e dispute nell’ambiente degli esoteristi e, se da un verso c’erano i “puristi” della materia che ritenevano l’oggetto un “mero giocattolo”, dall’altro in molti ne cominciavano a fare uso; addirittura, come riportato da Jerry Edward Cornelius, pare che lo stesso Aleister Crowley, famosissimo nell’ambiente, divenne utilizzatore della tavola e, con lui, anche Jane Wolfe, Therion ed altri.

Questi nomi possono non dire nulla ma, se ci si addentra nello studio della demonologia, non si può fare a meno di incontrare molto spesso questi signori dell’occultismo e maestri di esoterismo che, purtroppo, portarono al satanismo molte generazioni successive di spiritisti e negromanti.

Come funziona la tavola Ouija?

L’utilizzo di questo oggetto non solo è sconsigliato, ma tutti gli esorcisti ne vietano l’uso; l’aldilà, difatti, non è contattabile da nessun mortale e, salvo rarissimi casi in cui Dio permette che ciò accada (come per Natuzza Evolo), per il resto ogni forma di contatto con le anime dei defunti è, nella realtà, un inganno del demonio.

Partecipare ad ogni forma di seduta spiritica o di evocazione degli spiriti dei defunti è peccato gravissimo e, come sostiene don Raul Salvucci, apre le porte a Satana; anche per scopi di studio, difatti, è sempre preferibile evitare la diretta partecipazione e studiare la materia in maniera prettamente teorica.

Gli occultisti sostengono che per proteggersi dagli spiriti immondi e per riuscire a contattare effettivamente le anime dei defunti è opportuno preparare una sorta di pentacolo protettivo od un cerchio energetico di difesa, difatti essi fanno riferimento spesso alle entità astrali, con le quali sostengono di avere contatti di dialogo e di reciproca protezione …
Anche in questo caso la realtà dei fatti è ben diversa e, come ci insegna il Catechismo e la dottrina demonologica, non può esistere interrogazione ai defunti e, anche quando sembra di essere in contatto con l’anima richiesta, in realtà è il diavolo che opera e che, molto furbescamente, si cela dietro la figura dell’anima interrogata. Va considerato che il diavolo è un angelo decaduto e, pur essendo stato precipitato, continua a mantenere la sua realtà sovrannaturale di angelo che, impegnato nel male, utilizza i propri poteri e la accertata superiorità, al fine di corrompere le anime.

A seguito dell’interrogazioni dei defunti tramite l’utilizzo di tavola Ouija, il partecipante in forma attiva può trovarsi in situazioni molto spiacevoli:

– problemi e gravi disturbi del sonno, con incubi e visioni;
– vessazioni diaboliche, con forti problemi depressivi o ansiosi;
– ossessioni diaboliche, con presenza disordinata e costante di istinti violenti, autolesionisti e addirittura suicidi;
– infestazioni diaboliche non solo del luogo ove si è utilizzata la tavola, ma anche presso le diverse abitazioni dei partecipanti, con predominanza di rumori notturni inspiegabili, spostamento di oggetti, di mobili ed altro;
– in ultimo, anche se molto raramente, si può arrivare addirittura alla possessione diabolica reale.

Molti esorcisti sostengono di essersi relazionati con un numero infinitesimale di giovani che, purtroppo, sono incappati nella trappola diabolica della tavola Ouija e, seppur questo discorso può sembrare più di fantascienza e di superstizione, è bene precisare che rientriamo assolutamente nell’ambito del cattolicesimo e che, fenomeni come quelli su indicati, nella maggior parte dei casi si verificano. Agli increduli, per coscienza è bene ricordare: non provateci, potreste vivere davvero una brutta esperienza.

L’utilizzo della tavola Ouija, anche se può apparire un gioco, nella realtà rientra nell’ambito dello spiritismo, che è quella credenza e pratica con la quale si pretende di comunicare con le anime dei defunti per la mediazione di una certa persona particolarmente disposta ad un’attività del genere; è qualificata come magia nera ed è condannata dalla Bibbia. Spiritismo impropriamente detto è anche quello praticato da coloro che, esclusa ogni ipotesi di spiriti e anime, intendono osservare scientificamente alcuni fenomeni riguardanti la parapsicologia.

L’utilizzo della tavola Ouija può rientrare anche nella cosiddetta “divinazione” (dal latino divinare = presagire), che è l’arte, o pretesa, di predire il futuro o di conoscere cose occulte avvalendosi di mezzi non ordinati da Dio e che, potendo implicare l’intervento diabolico, non è fonte di verità né risolve positivamente i problemi della vita; l’immoralità e la ferma condanna della divinazione consiste nell’attribuire a sé o ad altri una prerogativa che spetta soltanto a Dio, e quindi in una presunzione che non può non offenderlo.

Il Signore vieta perentoriamente tutte le forme legate all’occultismo. Nessun israelita poteva praticare magia nera, offrire sacrifici agli dei; nessun ebreo poteva evocare gli spiriti, fare l’indovino, l’incantatore, il negromante o lo stregone. Sono centinaia le citazioni della Bibbia che affrontano l’argomento della divinazione, della negromanzia e dello spiritismo e non v’è passo della Scrittura che non condanni con fermezza queste pratiche sataniche.

Cosa fare se si è caduti nella trappola della tavola Ouija?

– non scoraggiarsi e non andare in panico, Dio sa aiutare i suoi figli, specialmente se sono stati commessi errori per ignoranza;

– recarsi a Messa, confessare questo grave peccato, vivere con contrizione e pentimento il sacramento della Confessione ed avvicinarsi con animo puro all’Eucaristia;

– qualora dovessero persistere problemi non spiegabili scientificamente, è consigliabile consultare un esorcista od un vescovo e diffidare assolutamente da maghi, santoni, pseudo guaritori, pseudo carismatici o similari.

Fonte: [1] Wikipedia.it – [2] Miliziadisanmichelearcangelo.org

Le sedute spiritiche e il Channeling

Le sedute spiritiche e il Channeling

“Non vi rivolgete ai negromanti né agli indovini; non li consultate, per non rendervi impuri per mezzo loro. Io sono il Signore, vostro Dio” (Lv 19,31)

Dopo il 1848, in seguito ai fenomeni paranormali prodotti dalle sorelle Fox, si diffuse in larga scala una nuova pratica di massa chiamata spiritismo. Il termine “spiritismo” fu utilizzato da Léon Denizard Rivail (sotto lo pseudonimo Allan Kardec) nella sua introduzione de “Il libro degli spiriti” (considerato il testo base dello spiritismo), pubblicato il 18 aprile 1857, nel quale egli riportò i risultati di due anni delle sue investigazioni sui cosiddetti fenomeni paranormali e di interviste nelle quali Kardec e il suo gruppo dialogavano con gli spiriti, attraverso svariati medium francesi.
Kardec completò i cinque principali testi chiave dello spiritismo con le opere “Il libro dei medium” (1861), “Il Vangelo secondo gli spiriti”, “Il cielo e l’Inferno” (La Giustizia Divina secondo gli spiriti) e “La Genesi” (Miracoli e premonizioni secondo gli spiriti). In tutti questi libri la dottrina cristiana viene manipolata e continuamente contraddetta.
Dopo la pubblicazione di questi testi sorsero migliaia di centri spiritici in molti paesi del mondo, e in particolare in Brasile, dove lo spiritismo si integrò facilmente con la cultura e la tradizione locali e dove tuttora gode di un ampissimo consenso e diffusione tanto che è possibile trovare libri, periodici e riviste sullo spiritismo praticamente in ogni edicola e libreria locale.
La opera di Kardec fu successivamente proseguita da Leon Denis, Sir Arthur Conan Doyle, Ernesto Bozzano, Chico Xavier, Divaldo Pereira Franco, Raul Teixeira e altri. In particolare gli scritti di Xavier sono considerati dai seguaci dello spiritismo brasiliano e mondiale come fondamentali per integrare la dottrina spiritista, soprattutto nei suoi aspetti pratici.
Esistono numerose pratiche e pseudo-religioni africane e sud-americane che ricalcano aspetti tipici dello spiritismo, sebbene non sempre collegabili o originate in seno allo stesso. Ricordiamo il Candomblé, l’Umbanda, la Quimbanda, il Santo Daime e la Santeria.
Lo spiritismo conta oggi decine di milioni di seguaci in molti paesi del mondo, inclusa Francia, Spagna, Stati Uniti, Giappone, Germania, Inghilterra, Argentina, Portogallo e, come già detto, in Brasile, dove ha una diffusione maggiore che in ogni altro stato.
Uno dei maggiori pericoli dello spiritismo è rappresentato dalla mescolanza di concetti veri a menzogne artificiosamente mescolate per indurre in errore. Infatti non di rado i testi base dello spiritismo parlano di fratellanza, solidarietà e umiltà, affiancandoli a concetti totalmente estranei al cristianesimo quali la reincarnazione e il non riconoscimento di Gesù Cristo come vero uomo e vero Dio. Viene spesso negata l’esistenza di angeli e demoni e dello stesso Inferno.
Il contatto con le anime delle persone defunte viene considerato dagli spiritisti come una importante opportunità di crescita spirituale e di purificazione. Vengono inoltre recepiti positivamente gli insegnamenti “alternativi” relativi all’aldilà.

E’ importante capire che Dio ama tutte le creature, quelle vive e quelle defunte. Se il dialogo con i defunti fosse utile e benefico, Dio sarebbe il primo a favorirlo. Se lo proibisce così duramente è perché riconosce che è un male, un mezzo per distogliere da Dio, per allontanare dalla verità, per nuocere alla fede.
Se ci fermiamo a riflettere, che reazione avremmo sapendo che un nostro caro defunto è finito all’Inferno e lì rimarrà in eterno? Certamente, se la nostra fede non fosse matura, ci ribelleremmo in modo ostile a Dio poiché non accetteremmo il fatto di aver perso per sempre qualcuno. I nostri legami umani impediscono di considerare l’evento in modo oggettivo, dimenticando che ciascuno di noi è libero di rifiutare la vita eterna offerta da Cristo e che i giudizi di Dio sono sempre infallibili, veritieri e giusti.
In molti passi la Bibbia condanna ogni forma di evocazione dei morti e afferma senza mezzi termini che “chi interroga i morti è in abominio a Dio” (cfr. Dt 18,12; Lv 19,31; 20,6; 20,27, Is 8,19-20; 1Cor 10-13 ecc.). Altrettanto numerose sono i documenti della Chiesa per mettere i fedeli in guardia da tale pericolo.

E’ tuttavia frequente il caso di persone che, di comune accordo, si incontrano per evocare i morti, per ricevere delle risposte, per sapere se stanno bene, oppure semplicemente per parlare con loro. Il fenomeno è diventato talmente dilagante che non è raro il caso di sedute spiritiche fatte addirittura a scuola o a casa degli amici per semplice divertimento. Partecipare (o anche semplicemente assistere) a queste sedute di evocazione spiritica, può recare danni spirituali molto gravi ed aprire varchi spirituali che necessitano di essere richiusi velocemente.
Il termine evocazione indica qualunque modo utilizzato per cercare di instaurare una comunicazione sensibile con gli spiriti o le anime dei defunti. Completamente diverso è il caso dell’invocazione che indica invece la preghiera, la domanda, la supplica che si rivolge a Dio, alla Madonna, ai Santi o ai defunti affinché intercedano presso Dio in nostro favore. Nonostante l’assonanza delle due parole, il loro significato è completamente diverso.

Generalmente dirige il tutto un esperto (medium) che, lasciandosi guidare da qualche entità spirituale (comunemente definita “spirito guida”), istruisce i presenti e fornisce delle risposte in merito alle domande formulate.
Il medium cade in uno stato di coscienza alterato che in ambito occultista prende il nome di “trance medianica”, in cui lo spirito evocato si sostituisce alla personalità del medium e molto frequentemente si verificano alterazioni del timbro della voce, strane preghiere o formule, emissione di espressioni in lingue sconosciute ed altre cose che il medium generalmente non ricorda al termine di questa invasione.

Gli spiritisti parlano di “corpo astrale” che chiamano anche “perispirito”, il quale sarebbe una copia del corpo fisico costituito da materia molto più sottile descritto come una specie di fluido vitale che chiamano “ectoplasma”, il quale, a sua volta, sarebbe una manifestazione del “fluido universale” chiamato anche “grande energia cosmica”. Secondo gli spiritisti, dopo la morte l’anima si distacca dal corpo per tornare nel corpo astrale.
Il medium sarebbe una persona particolarmente sensibile in grado di agire sul proprio corpo astrale per portare il suo fluido, la sua energia, allo spirito evocato, così che quest’ultimo possa agire tramite di lui. Il medium sarebbe perciò un agente intermediario in cui si verifica una vera e propria incorporazione dello spirito evocato, il quale si sostituisce al medium stesso.

Tra le più note tecniche utilizzate dagli spiritisti troviamo:

– La tecnica dei colpi battuti (linguaggio dei colpi, tiptologia), che rappresenta una sorta di linguaggio in cui lo spirito comunica mediante particolari sequenze di colpi che determinano la formazione di parole e frasi di senso compiuto. Essendo una metodologia alquanto complessa e lenta è stata quasi del tutto abbandonata dagli spiritisti.
– Il tavolino girevole, attorno al quale si dispongono il medium ed i partecipanti toccandoci le mani e creando una sorta di catena. Sovente il tavolo inizia a girare, agitarsi, dondolare, levitare, e tramite una gamba batte dei colpi al suolo usando un tipo di comunicazione simile a quella dei colpi battuti. Altre volte il tavolino rimane fermo e lo spirito evocato si manifesta tramite il medium o qualcuno dei presenti che ne subisce l’invasione o la possessione.
– Il pendolino (radiestesia), in cui lo spirito evocato comunica tramite un pendolino o un oggetto simile appeso ad un filo. Le risposte avvengono tramite l’oscillazione del pendolino in una direzione oppure tramite la rotazione in senso orario o antiorario.
– La scrittura medianica (scrittura automatica), viene fatta sia in gruppo (indiretta) che da soli (diretta). Nel secondo caso il medium avverte al braccio una sorta di scossa e la mano comincia a scrivere da sola, indipendentemente dalla volontà, parole e frasi che il medium non conosce e con una calligrafia non sua. Esistono alcune varianti di questa tecnica che sono la “pittura medianica” e la “musica medianica”. In entrambi i casi le capacità espressive sono avulse dal reale contesto cognitivo della persona.
– La pneumatografia, in cui viene chiesto al defunto di scrivere il suo messaggio in un foglio di carta collocato sopra la sua tomba o una sua fotografia.
– La pneumatofania, cioè la presunta comunicazione verbale dei defunti evocati, per mezzo di suoni o parole che si manifestano nell’ambiente circostante.
– Il cartellone alfabetico (Ouija), molto utilizzato oggigiorno e venduto come gioco, consiste in un cartellone in cui sono segnate le lettere dell’alfabeto ed i numeri da 0 a 9 e sul quale viene posto un bicchiere, un piattino o una moneta. Alle domande dei partecipanti, le dita poggiate sul bicchiere vengono dirette verso le lettere e i numeri per formare parole e frasi.
– Gli strumenti elettronici, tra cui troviamo il registratore, il telefono, la radio, il televisore, il computer (metafonia). Nel caso del registratore viene premuto il tasto di registrazione in ambiente silenzioso per registrare la voce dello spirito evocato che fornisce delle risposte; nel caso del telefono viene fatta una domanda allo spirito e viene atteso che squilli, trovando poi all’altro capo qualche persona defunta; attraverso la radio, con l’ausilio di una “mediatrice” che indicherà la lunghezza d’onda su cui sintonizzarsi (chiamata “onda bianca”) viene udita qualche voce dell’aldilà; tramite il televisore vengono mostrate persone defunte (psicovisione); tramite il computer lo spirito fornisce delle risposte scritte sul monitor o tramite la stampante.

Durante o in seguito alle pratiche di negromanzia potranno verificarsi nell’ambiente fenomeni persistenti quali: colpi sui tavoli, sul muro, sui pavimenti, rumori di sparo, rumori di tamburo, sibili metallici, passi, fruscii, ventate improvvise, rimbombi, scoppi di tuono, oscillazioni e sollevamento degli oggetti, forti vibrazioni, scritture sui muri o sugli specchi, suoni di strumenti musicali, voci in varie lingue, lampi e bagliori di vario tipo, comparsa di oggetti vari anche viventi (fiori, frutta, animali). Tutto ciò come conseguenza dell’evocazione che adduce una persistenza degli spiriti maligni in quel determinato luogo.
Le persone coinvolte nella seduta spiritica o residenti nel luogo possono invece subire gravi stati di alterazione psichica: trance medianiche di vario livello, conoscenza dei contenuti mentali di un’altra persona (telepatia), conoscenza di eventi al di fuori della portata dei cinque sensi (chiaroveggenza), presunta conoscenza di eventi futuri (premonizione), conoscenza di avvenimenti passati (retrocognizione), conoscenza di alcuni aspetti della vita di una persona al contatto degli oggetti che gli sono appartenuti (psicometria).
Nel caso della telepatia è bene ricordare che nessuno spirito maligno (neppure Satana stesso) può entrare nella mente del vero cristiano armato di Cristo, in quanto solo Dio ne ha la reale facoltà. Il caso è diverso per coloro che volutamente aprono la propria mente ed il proprio spirito all’azione delle entità demoniache.

Le varie correnti spiritiche, sebbene non coerenti nel modo di concepire le loro dottrine, sono concordi nel credere che gli spiriti che evocano some anime in transito verso un nuovo ciclo di reincarnazione. Se lo spirito non risponde all’evocazione significa che si è già reincarnato o è occupato altrove. Non esisterebbero demoni ed angeli, ma solo anime più o meno evolute in base alle purificazioni che hanno raggiunto nelle loro vite passate.
Viene perciò annullata la figura dell’Inferno e del Purgatorio mentre viene assicurato a tutti il Paradiso; si tratta solo di una questione di cicli di rinascita per raggiungere il necessario stato di elevazione. Lo stesso Gesù perde quindi ogni importanza e valore in quanto, non essendoci bisogno di alcuna redenzione divina, viene vanificato anche il sacrificio della croce. Gli spiriti possono quindi salvarsi da soli con una progressiva purificazione per reincarnarsi in stadi di vita superiore come pure in altri pianeti sotto forma di extraterresti. Si noti che il filo conduttore è lo stesso della New Age e di molte altre dottrine esoteriche.
Il contatto con gli spiriti viene visto come un modo per imparare da loro ad avanzare nella via della conoscenza. E’ infatti il presunto contatto con gli spiriti di categoria superiore che fa dimenticare agli spiritisti i comportamenti violenti e malvagi di altri spiriti che vengono considerati inferiori ed appartenenti ad un livello di perfezione più basso. Ciò giustificherebbe anche le ripetute contraddizioni che si verificano nel corso delle loro manifestazioni.
In base alle loro credenze i demoni non esistono, ed ogni contatto avviene solo con spiriti neutri che hanno la caratteristica di essere più o meno illuminati. Lo stesso Gesù, la Madonna e i Santi vengono considerati spiriti superiori ma non viene assolutamente riconosciuto loro il ruolo e la figura che invece attribuisce loro la cristianità. Lo stesso Dio è concepito come un impersonale “tutto cosmico” di cui loro stessi ne costituiscono una parte.

Il Channeling

Una forma contemporanea di spiritismo di derivazione New Age è il Channeling, che letteralmente significa “incanalamento” cioè collegarsi, entrare in contatto con realtà superiori e con la “coscienza universale” (chiamato anche “essere unico”, “grande tutto”, “grande sè”, “essere universale”) di cui noi dovremmo essere dei frammenti. Secondo questa corrente oltre che con l’aldilà, è possibile entrare in contatto con gnomi, folletti, elfi, fate, che sarebbero tutti spiriti della natura oppure con spiriti di piante o alberi secolari o con il grande spirito della terra (dea pagana “Gaya”), o ancora con gli spiriti del fuoco o dell’acqua. I cultori del Channeling sostengono di potersi mettere in contatto anche con Dio, Gesù, la Madonna, i Santi (che rappresentano per loro solo entità illuminate) fino ad arrivare agli spiriti superiori extraterrestri che abitano su altri pianeti.
Il Channeling sarebbe quindi un processo di incanalamento verso entità che si trovano ad un livello di realtà diverso da quello naturale, in un’altra dimensione. A differenza dello spiritismo classico, viene considerato tutto come manifestazione e sviluppo della potenza mentale dell’uomo compresi tutti gli avvenimenti storici e religiosi. Ogni singolo episodio sarebbe solo un fenomeno di Channeling. Ciascuno di noi è considerato un canalizzatore, una sorta di stazione ricevente dei messaggi provenienti da Gesù, dagli angeli, dai defunti, dagli spiriti della natura, dagli extraterrestri, ecc. Secondo loro, la medianità arriverà a sostituire la religione ed il monopolio che la Chiesa ha avuto nei secoli.

Secondo i sostenitori del Channeling, altre differenza rispetto allo spiritismo classico sarebbero:

– quasi totale assenza di manifestazioni e fenomeni medianici (colpi “rash”, movimenti del tavolo, materializzazioni, ecc.);
– le entità che si esprimo tramite il medium non sono esclusivamente le anime dei defunti;
– dopo la morte l’identità personale si dissolve in un oceano panteistico;
– le voci degli spiriti sono spiegate in termini parascientifici o fantascientifici come ad esempio il “sè superiore” o l’inconscio.

Al di là delle teorie, la differenza sostanziale tra lo spiritismo classico, che cerca di entrare in contatto con gli spiriti affinché essi si manifestino ed il Channeling, consiste nel fatto che in quest’ultimo viene evocato uno spirito affinché si impossessi del proprio corpo e della propria mente e comunichi tramite di essi. Lo spirito prenderà dimora stabile nella persona che lo ha evocato e lo manipolerà in modo molto profondo e duraturo.
Il problema principale legato al Channeling è costituito dal fatto che esiste una tendenza ad insegnare alla gente come lasciarsi “canalizzare”. Si tratta quindi delle molte persone a cui vengono insegnate le tecniche per “aprirsi” al loro “sé superiore”, o al proprio “spirito guida”, o ai “maestri ascesi”, oppure ai “saggi”, ai “consiglieri psichici”, all'”amico”, al “caro familiare defunto”, al “guaritore interiore”, all”amico extraterrestre”, all'”archetipo”, all”angelo”, alla “sfera di luce immateriale”, alla “scintilla di Intelligenza Universale” e così via. Sono molti infatti che sostengono di compiere attività di vario tipo (come ad esempio scrivere un libro o dipingere un quadro), mettendo in atto ciò che consiglia e detta il proprio spirito guida. In ogni caso i frutti non possono essere che radicalmente anticristiani e deleteri.

Anche nei più disperati casi di lutto famigliare, nessuna pratica spiritica è da considerarsi lecita. E’ sempre molto pericoloso esporsi a contatti con gli spiriti dell’aldilà anche se la voce risultasse identica a quella del defunto o se lo spirito si identificasse come “spirito buono”.
Sappiamo infatti che il Demonio è esperto nel mascherarsi in angelo di luce (cfr. 2Cor 11,14), come nei casi in cui i messaggi sembrino oggettivamente buoni e veritieri. Mescolare ad arte verità e menzogne è infatti la specialità del dragone infernale.
Fra i tanti casi di inganno possiamo citare quello di una signora che era entrata in contatto con uno spirito, che riteneva benevolo perché gli insegnava a pregare ed altre cose buone. Ciò è durato fino a quando lo spirito si era profondamente radicato nella persona e cominciò a manifestarsi per quello che in realtà era. Questa persona ha dovuto in seguito subire tormenti di varia natura da parte dell’entità che la continuava a perseguitare.
Chi cerca contatti con i morti, affinché questi si manifestino, instaura una pericolosa dipendenza. Questo tipo di dipendenza può essere distruttiva; infatti quasi sempre l’evocazione degli spiriti provoca ossessioni, voci, rumori, sensazioni corporali, impulsi al suicidio, disgrazie e persino psicosi dissociative. Lo sviluppo delle facoltà medianiche e le pratiche spiritiche di solito tendono a pregiudicare la salute mentale. A cadere vittime di questi squilibri non sono solo i medium, ma tutti coloro che partecipano, o anche solo assistono a sedute spiritiche. Chi entra in contatto con i “morti” finisce sempre per indebolire le proprie difese, il proprio controllo, cadendo molto spesso nella dissociazione della personalità e finendo spesso nel delirio. Molti recenti fatti di cronaca con delitti efferati senza apparente movente, sono stati compiuti da individui che avevano praticato lo spiritismo.
Diffidate da ogni persona che dice di poter parlare con gli spiriti o di poter mettere in contatto con i defunti; costoro sono strumenti diabolici che portano inesorabilmente alla rovina spirituale, psichica, fisica e materiale delle persone che vi ricorrono (anche in qualità di semplici spettatori). Il Diavolo non scherza in nessuna occasione, anche se astutamente vuol fare credere il contrario.
Attenzione, perché esistono varie sette diffuse in Italia (Movimento della Speranza, Cenacolo Universale Spirituale, Cerchio Firenze 77, ecc.) che praticano deliberatamente spiritismo ed evocazione dei morti anche se talvolta si mascherano con l’apparenza onesta e pia di comunione con la Chiesa.

E’ bene tenere a mente che sono leciti solo i casi in cui, per permissione divina, il defunto purgante (e non dannato) si presenta spontaneamente in sogno o visione per confortare il vivente o per richiedere particolari preghiere di suffragio, senza chiedere altro né dialogare. In tutti questi casi non è la persona che richiama il morto, ma Dio che liberamente permette allo stesso di manifestarsi in qualche modo. Oltre che nel Vangelo (cfr. Lc 9,28-31; Mt 27,51-53), troviamo casi di questo tipo nella vita di molti Santi.

E’ utile anche ricordare cosa la rivelazione biblica, i Santi e i Concilii Vaticani ci dicono riguardo ai defunti. Anzitutto le loro anime vanno subito o in Paradiso, o in Purgatorio, o all’Inferno. La Bibbia stessa afferma che “abbiamo solo questa vita come periodo di prova; non c’è appello”. Il Vangelo ha espressioni che non lasciano dubbi. La storiella della reincarnazione, in cui credono le grandi religioni orientali ed in cui credono molti italiani, è inammissibile e in netta contraddizione con la fede nella risurrezione della carne (meritata dalla risurrezione di Cristo), che è alla base del cristianesimo.
Riguardo all’anima dei defunti la fede ci dice inoltre che le anime del Paradiso possono ricevere le nostre preghiere ed intercedere per noi mentre le anime del Purgatorio possono ricevere i nostri suffragi ed ottenerci grazie; il tutto avviene non direttamente, ma attraverso Dio.
Le preghiere per le anime dell’Inferno sono totalmente inutili poiché il loro stato è definitivo in eterno; tuttavia Dio saprà utilizzare la nostra preghiera affinché non resti vana, per casi di altrui necessità forse a noi sconosciuti finché saremo in questa vita.