Il ruolo delle apparizioni

Il ruolo delle apparizioni

“Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle” (Ap 12,1)

Il culto di Maria e dei Santi nella Chiesa cattolica è sostenuto e alimentato, oltre che dal valore che ha la santità perfetta e glorificata, anche da fenomeni di apparizioni e messaggi celesti a loro legati. Anche alcune forme di culto di Gesù hanno avuto origine da apparizioni e rivelazioni mistiche di Gesù ad alcune anime.

Le apparizioni di Maria più universalmente note sono quelle di Guadalupe, di Lourdes, di La Salette e di Fatima, ma ve ne sono anche di minore enfasi per la vita della Chiesa, riconosciute autentiche dalla gerarchia ecclesiastica ed altre che sono in fase di valutazione, come quella molto nota ai nostri giorni di Medjugorje.
Su altre, la Chiesa non si è mai pronunziata; altre invece sono state ritenute false o diaboliche e chiaramente condannate.
Anche le apparizioni di Santi glorificati e miracoli in concomitanza con esse sono frequenti nella vita dei singoli credenti. A volte questi fenomeni avvengono all’improvviso, senza alcuna invocazione precedente del santo, altre volte avvengono in seguito ad invocazioni per ottenere soccorso. I bollettini dei santuari dedicati ai Santi sono pieni di notizie riguardanti fenomeni di apparizioni, miracoli e grazie legate ad un santo particolare. Innumerevoli sono gli oggetti vari “ex-voto” che tappezzano le mura di questi santuari, dedicati a Maria e i Santi; ci troviamo davanti a testimonianze di “grazie ricevute” mediante il soccorso dei Santi, che ha consentito a molti di ritrovare la via della fede e della salvezza.

I Cattolici sono molto aperti ad accogliere questi fenomeni “celesti”, anche se dopo opportuno e maturo discernimento, considerandoli non contrari al Vangelo, ma come un potente aiuto di Dio per la diffusione dell’ opera della salvezza. I Protestanti non considerano questi fenomeni facenti parte della “rivelazione biblica” e quindi non danno ad essi nessuna rilevanza. Anzi, poiché la religiosità popolare cattolica intorno a Maria e ai Santi si alimenta di questi fenomeni, essi sono visti come una delle principali fonti dell’ “idolatria” cattolica, che sostituisce a Cristo e a Dio il culto di Maria e dei Santi, sperando da loro e non da Dio, la salvezza ed ogni altro bene. In molti casi i fenomeni di apparizione vengono da loro giudicati come di natura demoniaca.
In realtà tramite questi fenomeni viene rivelata la parola profetica di Dio, di cui l’Apocalisse di Giovanni è un chiaro esempio. Questa parola continua a pervenire alla Chiesa in questi ultimi secoli mediante fenomeni di apparizioni e messaggi celesti. In molte di queste apparizioni i personaggi principali sono Gesù e Maria. I molteplici profeti, che hanno ricevuto queste apparizioni, sono sulla stessa linea di Giovanni, il profeta dell’Apocalisse.

La parola di Dio che ci viene trasmessa da queste apparizioni, è già contenuta nelle Scritture e fa parte dell’insegnamento della Chiesa. Per quanto riguarda il contenuto dottrinale di questi fenomeni, essi non aggiungono niente a quanto i cristiani già sanno o dovrebbero sapere. Il loro ruolo non è di sostituirsi all’insegnamento della Bibbia e della Chiesa, ma di aiutare a viverlo, come dice il Catechismo della Chiesa cattolica: Lungo i secoli ci sono state delle rivelazioni chiamate «private», alcune delle quali sono state riconosciute dall’ autorità della Chiesa … il loro ruolo non è quello … di «completare» la rivelazione definitiva di Cristo, ma di aiutare a viverla più pienamente in una determinata epoca storica” (n. 67). Questo compito di “aiutare a vivere più pienamente la rivelazione di Cristo in una determinata epoca storica” è chiaramente profetico e pastorale. Il profeta, come dice san Paolo, ha il compito di rivolgersi agli uomini per loro edificazione, esortazione e conforto … chi profetizza edifica l’assemblea (1Cor 14, 3). La parola profetica, in virtù della forza intrinseca che possiede e del meraviglioso soprannaturale che la circonda, ha una particolare efficacia per l’ottenimento della conversione e santificazione degli uomini. Se molti davanti al magistero dei Vescovi e dei Preti rimangono insensibili, davanti a quello profetico cadono in ginocchio e adorano Dio, diventando buoni cristiani.

I miracoli spirituali e fisici che avvengono attorno a questi fenomeni, sono segni potenti di credibilità della fede, che hanno il ruolo di convincere gli increduli e rafforzare la fede dei deboli.
Alcune apparizioni, inoltre, hanno la funzione di confermare con autorità divina alcune verità di fede, come è stato per Lourdes, in cui Maria si è definita: Io sono l’Immacolata Concezione. Ciò avvenne nel 1858, quattro anni dopo la proclamazione di Pio IX circa questo dogma della fede. Anche l’apparizione del Sacro Cuore a santa Margherita Maria viene considerata come l’esplicazione di una verità implicita nella Scrittura e nella Tradizione della Chiesa riguardante la persona del Salvatore. Inoltre, molte verità di fede di tipo escatologico come le realtà del Paradiso, dell’Inferno, del Purgatorio, dell’aldilà in genere sono potentemente richiamate e rese vive all’attenzione degli uomini, così facilmente dimentichi delle realtà eterne e finali dell’esistenza.

In generale questi fenomeni celesti danno un forte impulso al risveglio spirituale degli uomini e al loro cammino verso la santità. Essi immettono nella vita arida e peccaminosa di tanti cristiani una rinnovata devozione verso Dio, capaci di intensificare la loro vita spirituale per raggiungere la santità. L’esortazione alla penitenza, alla preghiera, ad una rinnovata vita sacramentale sono una costante di queste rivelazioni. Inoltre, hanno dato e danno tuttora un potente impulso all’ evangelizzazione, e a tenere viva la presenza di Dio nel mondo.
Naturalmente apparizioni e fenomeni celesti vanno accolti con discernimento. Assieme a rivelazioni speciali autentiche possono pullulare un numero ancora più grande di false rivelazioni, opera di Satana, che vuole disturbare l’opera di Dio. Ciò non deve meravigliare, ma induce ad un prudente riservo da parte della Chiesa prima di accettarle come autentiche. San Paolo ha dettato la direttiva di fondo da assumere davanti ad esse: Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie, esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono (1Ts 5,19-21).
Inoltre, bisogna vigilare anche nei confronti delle autentiche rivelazioni private, perché la devozione e l’operosità che si esplicano intorno ad esse siano orientate verso una sana vita di fede, speranza e carità teologali, che ha Dio e Cristo come centro, la vita sacramentale come alimento ordinario e le opere buone come testimonianza efficacia. Dice Ratzinger:

“Il criterio per la verità ed il valore di una rivelazione privata è il suo orientamento a Cristo stesso. Quando essa ci allontana da lui, quando essa si rende autonoma o addirittura si fa passare come un altro e migliore disegno di salvezza, più importante del Vangelo, allora essa non viene certamente dallo Spirito Santo. Ciò non esclude che una rivelazione privata ponga nuovi accenti, faccia emergere nuove forme di pietà o ne approfondisca e ne estenda di antiche” (17).

Fonte: “Il culto di Maria e dei Santi”, Don Carlo Colonna, Edizioni Shalom