Le anime e l’azione dei defunti dannati

Le anime dei defunti dannati

“Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli” (Mt 25,41)

La dottrina cattolica ci insegna che dopo la morte esistono solo due destinazioni: il Paradiso e l’Inferno. Il Purgatorio viene contemplato come facente parte di un percorso di purificazione per arrivare definitivamente nel Paradiso. Ma cosa succede alle anime impenitenti che si dannano e che scelgono la via del male? Il loro ingresso nell’Inferno è immediato oppure ci possono essere eccezioni e casi in cui l’anima è destinata a vagare per un certo tempo sulla terra o nelle cosiddette “zone di buio”. Sembra che anche la teologia non abbia ancora fatto completa luce sulla questione. Padre Gabriele Amorth ci aiuta a fare un po’ di chiarezza tramite la sua esperienza scaturita da migliaia di esorcismi eseguiti negli anni.

Nei suoi esorcismi ha mai incontrato anime di defunti?
Non solo le dico di sì, ma le dico che questo problema l’ho posto anche in un convegno … pochi hanno risposto no; i più hanno risposto si. E anch’io ho incontrato anime di dannati, non di semplici defunti, di dannati. Sempre però ho visto che dietro loro c’era un demonio che li manovrava. Ossia sono schiavi di Satana. In balia del demonio, mandati a infestare le persone. Il demonio si serviva di loro per dare disturbi alle persone, ma c’era lui che comandava …

Quindi possono usare anime di dannati…
Secondo la mia esperienza, sì. E anche secondo l’esperienza di altri, fra i più noti. Per esempio padre Matteo La Grua, un grande esorcista siciliano …
Sul problema delle presenze, in base alle mie povere esperienze, ho sempre accertato la presenza dello spirito maiigno, sia nei pochi casi di possessione, sia nei molteplici casi di infestazione personale o locale. In un solo caso lo spirito dichiarò di essere un’anima dannata, rivelando nome, cognome, circostanze della morte e il motivo della sua presenza in quell’uomo; ma dopo un esorcismo che sembrava risolutore, non ne ho più saputo nulla. Come interpretare il caso? Il demonio si può anche travestire da anima dannata, come afferma il Rituale. Circa le anime purganti sono d’accordo con quanto già detto da altri prima di me: sono anime sante e non possono fare del male.
Dai commenti di diversi esorcisti si rileva che alcuni di loro hanno avuto a che fare con probabili anime tormentate. In molti casi che ho trattato, ho trovato che c’erano certamente anime di morti che potevano essere richiamate e che, soprattutto a causa della loro ossessione demoniaca, avevano scelto di stare in un posto e di tormentare la gente che vi viveva.
In un caso ho avuto a che fare con un uomo e due donne che erano morti in una casa. Per qualche tempo avevano tormentato la famiglia che vi abitava. Le nostre preghiere di esorcismo, che sono inestimabili, in alcuni casi non hanno presa su queste anime; ciò che uno dovrebbe fare è adattare e usare alcune delle preghiere che recitiamo per i morti; ma anche, nello stesso tempo, … mandarle via e far capire loro che la famiglia che stanno tormentando non ha sentimenti di astio nei loro confronti e che li perdona. Nel corso della preghiera cerco di condurre queste anime nella luce di Cristo, dove Dio vorrà agire secondo la sua volontà.
È un fatto provato -e noi lo sappiamo dai casi di molti esorcisti e dai resoconti che molti hanno fatto nella storia, nell’antropologia e nelle altre religioni- che non tutte le anime, dopo la morte, vanno immediatamente in Paradiso o in Purgatorio o all’Inferno. Alcune restano “intrappolate” a causa dei loro attaccamenti materiali e del loro risentimento e odio nei confronti degli altri, o perché hanno consegnato se stesse al demonio …

Sappiamo che anche i demoni hanno una loro gerarchia: perché un capo diavolo non potrebbe comandare a un dannato di tormentare un’anima? Lo deduco anche dai casi in cui ho riscontrato una forza molto inferiore a quella che riscontro con la presenza di demoni.
Esistono anime vaganti, che ancora non hanno ricevuto una destinazione definitiva.
Vi racconto un episodio eccezionale, di cui conservo le cassette registrate. Un giorno mi si presenta una signora che accusa dolori forti e strani. Prego ed ella va come in trance. Interrogo l’eventuale presenza che è in lei: “Dimmi, in nome di Dio, chi sei”. Risponde alle mie domande senza troppa difficoltà. Dice di essere un albanese di origine calabrese. Venuto in Calabria per il giorno in onore dei defunti, guidando l’auto in stato di ubriachezza è morto in un incidente, uccidendo anche un altro. Vedo che se parlo di diavoli e di inferno si terrorizza. Chiedo: “Sei all’inferno?” Risponde con forza: “No!”. “Dove sei?”. “Nel buio” risponde. Resto perplesso. Gli chiedo come sia entrato in quella donna, e mi risponde con una storia molto particolareggiata, che poi la signora, quando uscirà dallo stato di trance, mi conferma. Dice che è stato costretto a entrare lì per opera del custode del cimitero, che si era servito di parti del suo cadavere per un maleficio.
Gii chiedo se desidera vedere Dio. Risponde con un lungo “si” privo di disperazione e con grande desiderio. Un giorno gli parlo di Maria Santissima; non ne sapeva nulla e mi disse subito che sua madre si chiamava Carmelina. Incominciai a istruirlo; ascoltava con interesse. Mi venne il dubbio che fosse veramente nel buio (lo Sheol ebraico?). Alla domanda se era disposto a chiedere perdono a Dio dei suoi peccati rispose di si. Gli ho fatto una confessione un po’ generica sotto condizione e l’ho assolto sotto condizione.
Poi gli chiesi quando se ne sarebbe andato. Rispose: “Tra una ventina di giorni”. “E dove andrai?” “A espiare”. Forse in purgatorio? Quella sera, quando la signora tornò a casa, il personaggio le disse chiaramente: “Ti ho fatto soffrire molto, ma non è stata colpa mia. Quando sarò in cielo pregherò molto per te”.
Il caso pone grossi problemi teologici. Ma pure San Francesco -riporta la tradizione- risuscitò una donna morta in peccato mortale, la confessò e poi quella si riaddormentò in pace …

Molti sono gli interrogativi che restano aperti in questo campo. i teologi contattati mi hanno già detto che le definizioni autorevoli sono troppo scarse, e sono troppo pochi gli studi su questa materia; scarsi gli approfondimenti biblici, rari gli studi patristici, minimi i contributi teologici. Per cui già qualcuno si è rifiutato di dare una risposta scritta o mi ha detto: “devi accontentarti di opinioni personali, da confrontarsi con il pensiero di altri; e solo alla fine di un lungo cammino si potrà pensare a ottenere interventi decisivi da parte dell’autorità ecclesiastica” …
II problema per noi esercisti è sorto da quando abbiamo cercato di mettere insieme le nostre esperienze circa la possibilità di incontrare in alcune persone che esorcizziamo anime di defunti (dannati? non sempre) al posto di demoni o agli ordini di demoni. I pareri sono stati discordanti, secondo le diverse esperienze dei singoli esorcisti …
In attesa della Parusia, anche i defunti vivono un periodo che chiamerei intermedio in cui, anche se la loro sorte eterna è già decisa, in realtà non è raggiunta, per la mancanza del corpo. Pure i demoni, che sono “legati nel Tartaro in attesa del giudizio” (san Pietro e san Giuda) hanno tuttavia grande attività. Sappiamo qualche cosa sui beati e sulle anime purganti (ricevono le preghiere, i suffragi, pregano per noi); nulla sappiamo sui dannati, che pure sono nel periodo intermedio. E pensabile un loro utilizzo? Se è possibile un’attività in bene (per le anime del Paradiso e del Purgatorio) perché non potrebbe essere possibile un’attività in male per i dannati? Potrebbe qualcuno essere ancora in fase di scelta?

Fonte: “Memorie di un esorcista”, Padre Gabriele Amorth